
No, non è un omaggio ai colleghi di Queerblog.it (sebbene è possibile che siano d’accordo con questa teoria): Sharable – dopo la pubblicazione del rapporto sulla sharing economy – ha ripreso le statistiche pubblicate da una piattaforma di sondaggi per ribadire un concetto che è pure alla base dell’open source. Nello specifico, si tratta dell’uso degli open data per combattere quei pregiudizi che affliggono la nostra società. L’omofobia è soltanto uno dei tanti temi d’attualità ed è l’oggetto del sondaggio di OkTrends che ha stimolato la riflessione.
Il punto non è quello d’imporre il comune buonsenso all’individuo, ma combattere l’ignoranza attraverso la pubblicazione di dati oggettivi. Pensando ad altre tematiche rilevanti per la società, gli open data possono portare maggiore chiarezza e consapevolezza nella scelta di opzioni energetiche come il nucleare civile. Non sempre la comunicazione scientifica è in grado di trasmettere tutte le sfaccettature di ricerca e innovazione. Spesso la divulgazione è condizionata dall’opinione di chi è chiamato a comunicare, come avviene su queste pagine.
L’unico modo di offrire un’informazione oggettiva è quello di utilizzare i dati ufficiali. Tornando al sondaggio sull’omosessualità, i dati dimostrano che una delle paure più ricorrenti negli eterosessuali è del tutto infondata perché gli omosessuali non sono attratti da questi ultimi. Forse, se questo messaggio riuscisse a passare i casi di omofobia sarebbero meno frequenti. Non significa cambiare la propria opinione, ma allontanare timori ingiustificati. Allargando il concetto alle istituzioni, gli open data possono fugare una serie di falsi miti.
Pensate alle retribuzioni degli impiegati statali, ecc. (o, a quelle dei politici eletti nelle istituzioni): l’opinione pubblica è condizionata da dicerie che spesso non corrispondono alla realtà. Parimenti, ci sono casi in cui i rumor sono più ottimistici della verità. Eppure il modo di accedere a questi dati esiste. Contratti e retribuzioni nel pubblico impiego sono accessibili a tutti i cittadini, ma non esistono strumenti adeguati alla loro consultazione. È più semplice dare attendibilità a una fonte parziale che rispecchia le proprie opinioni di base.
Gli open data non sono una mera filosofia, ma un vero e proprio protocollo libero che è sviluppato da Microsoft ed è disponibile per tutti su CodePlex. OData è una delle tante soluzioni possibili, particolarmente appetibile per l’Italia grazie alla collaborazione degli organi istituzionali con la multinazionale. Negli ultimi mesi si è mosso qualcosa nel nostro Paese, non proprio l’eccellenza in Europa per l’adozione degli open data. Cosa sono questi open data che gli esperti di diritto invocano e su cui i professionisti dell’informazione tanto si applicano?
Ci sono molti modi di spiegarlo e il più semplice è il concetto di trasparenza. Imprese, istituzioni, pubblica amministrazione danno libero accesso a dati di bilancio, statistiche e altre informazioni quantificabili affinché chiunque possa consultarle su internet in una forma comprensibile. I dati possono essere esportati e ristrutturati per creare grafici e database utili a varie applicazioni. Quanto guadagna un parlamentare? Quanto costa l’asfaltatura del manto stradale? Domande cui gli open data possono rispondere in maniera concreta e obiettiva.
Foto | Wikimedia Commons
Andrea F
24 ott 2010 - 12:16 - #1 (nascondi)Non vedo cosa centra questa cosa con l’opensource…
si, personalmente i gay mi fanno ribrezzo, non dovrebbo avere la possibilità di adottare o crescere bambini ecc ecc…
fino a quando fanno la loro vita, senza rompere me, poco mi importa..
articolo semplicemente inutile su questo blog…
Geo85
24 ott 2010 - 12:37 - #2Interessante, in effetti affiancare alla sharing economy degli strumenti per la consultazione e condivisione di dati attualmente più difficili da reperire renderebbe sicuramente il cittadino più consapevole. Scommetto che alle varie lobby questa cosa piace poco ;p
maddaix
24 ott 2010 - 14:07 - #3A me sembra una vera e propria tirata pubblicitaria a favore di Microsoft, una cosa tipo “Microsoft e’ amica dei fr0ci”. Pubblicita’ sfruttando un tema sociale. alla M$ si potevano risparmiare questa stupidaggine, puntando su qualcosa di diverso e lasciando in pace i fr0ci, che mi sembrano si sappiano difendere da soli.
darkat
24 ott 2010 - 14:50 - #4@Andrea F: si certo, i negri possono rimerene in africa, i musi gialli con i loro gatti possono morire in cina, le donne che lavorano sono un obrobrio della società, l’aborto è l’abominio della vita ecc ecc…ma per favore, fanno più ribrezzo le persone che sono così ottuse da pensare queste cose.
In ogni caso non riesco a vedere un utilità pratica di questa cosa, cioè mi sambra che il fine pratico sia creare una sorta di wikipedia “ambulante”.
SuperMaxTux
24 ott 2010 - 19:36 - #5Ho sempre pensato che chi se la prende con gli omosessuali, chiamandoli “fr*ci” o in altri modi poco simpatici, lo fa per due motivi:
Inconsciamente gli interessa lo stesso sesso, e ha così paura di questa cosa che ha la necessità di rinnegarlo con tutte le forze e di farlo sapere a tutti che lo rinnega.
Così nessuno pensa che possa essere “fr*cio”
O è perché ha qualche problema sessuale, come impotenza o problemi di “lunghezza” e per sentirsi macho, se la prende con la categoria “più debole” e così si sente un vero uomo.
In entrambi i casi: che tristezza.
Solo un vero uomo infatti NON ha paura di quello che pensano gli altri e difende le categorie più deboli.
Ecco un mio post a riguardo:
http://www.hokmaph.net/blog/?p=79
guiodic
24 ott 2010 - 20:06 - #6per favore, qualcuno può cancellare questo commento sessuofobo e razzista? è una vergogna.
Clomax
24 ott 2010 - 21:40 - #7“I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.”
E meno male. Il commento numero 1 sfiora la denuncia. Certa gente dovrebbe morire con dolore.
leleful
24 ott 2010 - 21:59 - #8@1
Pensa quanto fai ribrezzo tu ai gay…
sky7_07
24 ott 2010 - 22:11 - #9@Andrea F: ma hai problemi di accettazione della tua omosessualità o altro?! Ma sapessi quanto “ribrezzo” fai tu agli altri a partire da me…
maddaix
25 ott 2010 - 00:39 - #10- tizioA ha ribrezzo dei froci.
- tizioB ha ribrezzo di tizioA in quanto ha ribrezzo dei froci.
allora, all’infinito ci potrebbe essere tizioC, tizioD etc etc.
Mi sembra una catena infinita di intolleranza.
Ognuno vada dritto per la sua strada senza dar fastidio agli altri ma rispettando le altrui opinioni e l’altrui modo d’essere.
Marco Garibaldi
25 ott 2010 - 03:07 - #11no ai bulicci!!ai ricchioni sono malati!!!
darkat
25 ott 2010 - 07:51 - #12@maddaix:”Ognuno vada dritto per la sua strada senza dar fastidio agli altri ma rispettando le altrui opinioni e l’altrui modo d’essere”
Ma è proprio questo il punto, quelle opinioni espresse dagli omofobi violano proprio il modo d’essere di altre persone, così come quelle espresse dai razzisti o dagli misogini. Non si crea la catena dell’odio per il semplice fatto che l’odio viene fermato nel momento in cui vengono presi questi soggetti e gli si mette in faccia la realtà e gli si dice che sono loro la minoranza, quella degli imbecilli.
Clomax
25 ott 2010 - 07:52 - #13Eccone un altro (#11). Ma cos’è sto thread? Aperta manifestazione di razzismo?
tetsuro-2
25 ott 2010 - 10:50 - #14L’articolo comunque dice assurdità… i gay sono attratti dagli eterosessuali, e ci mancherebbe anche che non lo fossero. I gay sono attratti dagli UOMINI, che siano questi eterosessuali, omosessuali o bisessuali.
Detto questo.. che problema c’è? Se uno non è interessato basta rifiutare l’interesse dell’altro, come succede tra uomo e donna.
maddaix
25 ott 2010 - 11:01 - #15@12
Io mi sento libero di pensare e DIRE: “I froci mi fanno schifo” oppure “la bigamia e’ una perversione” oppure “chi fuma e’ uno stupido e si merita il cancro ai polmoni” etc etc, e nessuno, NESSUNO puo’ pensare di impedirmelo. Ma non posso permettemi di fare altro (non vado a pestare i froci fuori dai bar gay, a strappare la sigaretta di bocca a uno, o a propibire ai mormoni di sposarsi 3 volte).
Le espressioni VERBALI pro o contro qualcosa non possono essere soggette a censura.
Attenzione che per eccesso di “politically correct” si va nel senso opposto della censura repressiva. Occhio ragazzi, occhio a non eccedere, ricordo a tutti l’articolo 21 della Costituzione Italiana.
PS: il “razzismo” non centra nulla datosi che, fino a prova contraria, siamo tutti membri della razza umana.
guiodic
25 ott 2010 - 15:04 - #16Le espressioni VERBALI pro o contro qualcosa non possono essere soggette a censura.
ma di va di scherzare? è assurdo quel che dici, il codice penale prevede reati specifici contro le “espressioni verbali” per tutelare la dignità delle persone.
darkat
25 ott 2010 - 15:28 - #17@maddaix: a parte che non è vero quello che dici, te l’hanno già detto, il codice penale prevede già una pena per reati di questo tipo.
In ogni caso è proprio grazie alle persone che “liberamente” esprimono questi pensieri che poi questi stessi pensieri vengono filtrati di mente in mente verso poi quelle persone che alla fine vanno a picchiari i “froci” e violentano le donne perchè “se lo meritano dopotutto”. Allora mettiamola così: tu puoi dire quello che vuoi contro i gay senza fare niente di fisico, ma allora anche io posso dire quello che voglio contro di te imbecille razzista senza farti un graffio no? E se questo è il tuo pensiero allora noi ti iniziamo fortemente ad insultare, tanto per te non è un reato (per te, ma per la legge si) e tu magari fai di conseguenza e così via alla bellissima conversazione civile…ma non diciamo sciocchezze suvvia
maddaix
25 ott 2010 - 15:56 - #18@darkat
Un conto sono gli insulti, un conto sono i pareri/opinioni.
Se mi dai del “ladro” o del “corrotto/corruttore” oppure dici che io ho “stuprato tizia o caia” oppure “Il Senatore pinco pallino e’ un ladro” allora ti becchi una querela in quanto sei tenuto a provare la tua accusa e se non ci riesci, perdi la causa e paghi i danni.
Se invece tu mi dici “io credo che tu abbia una stupidaggine” (cosa ben diversa dal dire “tu sei uno stupiudo”), oppure “Secondo me il Senatore Pinco Pallino non meritava di essere eletto in parlamento”, ok, e’ il tuo parere, non ci posso - ne ti posso - fare niente.
E secondo me le frasi “i froci non mi piacciono/ho ribrezzo dei froci” ricadono nella categoria delle OPINIONI: nota la centralita’ del soggetto che parla: nella prima frase chi parla dice “i froci non mi piacciono” cioe’ non piacciono a colui che parla, non significa che in generali i froci non siano apprezzabili in toto, nella seconda frase “io ho ribrezzo dei froci” e’ sempre LUI che parla che esprime il suo giudizio, non dice “i froci fanno ribrezzo a tutti indistintamente”.
maddaix
25 ott 2010 - 15:59 - #19PS: per guiodic.
Mai ragione, la frase che ho detto (”Le espressioni VERBALI pro o contro qualcosa non possono essere soggette a censura.”) non e’ corretta, ho specificato meglio il mio pensiero nel post precedente.
darkat
25 ott 2010 - 16:50 - #20@maddaix: secondo la legge la parola stessa “fr0cio” è un insulto perchè di valore dispreggiativo, come cretino o qualsiasi altro termine offensivo. Quindi ancora no, non sono opinioni quelle ma insulti.
Tu comunque non tieni conto dell’impatto sociale che queste persone hanno, la libertà di opinione si ferma nel momento in cui si offende, non solo una persona ma un intera categoria. Se io fossi una donna e dicessi “tutti gli uomini sono idiot1, decelebrat1 che non meritano il voto” allora non solo esprimo un opinione ma esprimo un giudizio e lo faccio con disprezzo, cioè in pratica un insulto. Un’altra donna leggendomi può convincersi che è giusto quello che dico, un altro uomo leggendomi può esserne colpito. Bisogna sempre tenere conto del peso delle proprie parole, e nel caso possano offendere sensibilità altrui è meglio stare zitti. Il razzismo contro gli ebrei o contro gli afro-americanio la misoginia sono tutti nati nella stessa maniera, lasciando che i pensieri delle persone possano girare tranquillamente tra la gente. Lo pensi? oki allora tienitelo per te, perchè sappi che per la legge sei passibile di denuncia. Fr0cio secondo la cassazione è una delle parole atta a ledere sensibilità altrui, ovviamente non sempre.
maddaix
25 ott 2010 - 17:08 - #21Quindi se dico “gli omosessuali non mi piacciono” oppure “ho ribrezzo degli omosessuali” non commetto nessun illecito/reato, visto che il motivo del contendere e’ legato al termine “fr0cio”, corretto?
fedalfmor
27 ott 2010 - 16:28 - #22Mah, non capisco cosa c’entri la “pubblicità” a Microsoft… dal momento che il protocollo OData (pure sviluppato da Redmond) non è un prodotto commerciale, perciò non ci guadagna nulla col suo mantenimento. La citazione è stata soltanto un esempio, coerente con l’amministrazione pubblica del nostro Paese, legata al fatto che entrambi gli schieramenti politici negli anni hanno stretto partnership con Microsoft per il MIUR, ecc.: personalmente avrei fatto altre scelte, ma la realtà italiana è questa. La questione dell’omosessualità era solo un pretesto (molto attuale e i commenti omofobi lo confermano) sfruttato peraltro da Sharable che ho ripreso per affrontare un tema che, fortunatamente, sta prendendo piede anche da noi. Non c’è soltanto OData e lo vedremo presto su queste pagine.