Un'Associazione di Imprese per il Software Libero

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Un’associazione di imprese che lavorano attorno all’open source. Questa è l’idea presentata a Smau da Paolo Didoné e Marco Ciurcina, due attivisti del software libero vicini a gruppi come Plio e Ils.

Al momento sono una quindicina le imprese che vi hanno aderito e fra queste troviamo Truelite, principale partner della Provincia di Bolzano nella migrazione all’open source con il progetto Fuss.

L’Aisl, Associazione Imprese Software Libero, ha scelto la Smau, dove espone a fianco al Linux Certification Institute (con il quale si lavora ad accordi per certificazione del personale e per programma di soluzioni certificate per fornitori di servizi), per raccogliere contatti di aziende che avrebbero piacere di partecipare alla fondazione di questa nuova realtà tutta italiana.

Paolo Didoné ci ha spiegato che in due giorni sono già stati oltre una trentina i “contatti di qualità” avuti dalla coppia. Sono gli stessi promotori dell’iniziativa a spiegare: “Altre proposte simili sono state avanzate negli ultimi anni, senza però trovare il consenso necessario. Il nostro obiettivo è dare vita a un’associazione nazionale che raggruppi, potenzialmente, tutte le aziende che lavorano con il software libero”.

Per scambiare due battute con i promotori, potete provare a cercare un ultimo accredito gratuito per l’accesso a Smau offerto a questo link (oggi è l’ultimo giorno della fiera in corso a Milano).

Ma perché questa nuova associazione? Didoné e Ciurcina, che sono già stati entrambi presidenti dell’Associazione Software Libero, spiegano in una lettera agli imprenditori: “Negli ultimi anni è capitato numerose (troppe!) volte che vari interlocutori nel mondo dell’industria privata o pubblica o nelle istituzioni chiedessero informazioni sul mercato del Software Libero, sulle aziende esistenti, sui servizi offerti. E’ capitato diverse volte che venissero proposte opportunità o indicate gare pubbliche, delle quali, a parte poche aziende conosciute, non è stato possibile mettere al corrente nessuno”.

L’obiettivo dell’Aisl diventa quindi “colmare questo enorme vuoto e mettere in comunicazioni le aziende tra di loro e con il mondo esterno, ossia privati, pubblici e istituzioni”. Puntando anche a essere presenti ai tavoli dove si discute di “innovazione, leggi e investimenti, portando non solo concetti e principi, ma realtà imprenditoriali che in Italia lavorano e producono usando il software libero”.

L’obiettivo per ora è un percorso di avvicinamento a una possibile assemblea plenaria da tenersi in primavera. Quota di iscrizione iniziale: 100 euro. Prossimo appuntamento il 4 novembre a Roma per il convegno organizzato dalla Consip per promuovere il software libero nella Pubblica amministrazione.

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