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Linux, il futuro è sempre più roseo

Pubblicato: 18 ott 2010 da Lpt on fire!


Linux è sempre stata un’ottima alternativa a Unix nelle aziende, ma recentemente sta scalzando molti servizi precedentemente offerti da server dotati di Windows.

Yeoman Technology Group ha intervistato 2000 utenti scelti dalla Linux Foundation ed ha rilasciato alcune interessanti statistiche calcolate a partire dai dati di 387 aziende scelte perché composte da più di 500 lavoratori o con più di mezzo milione di dollari di fatturato.

Tra le grandi aziende la maggior parte (76,4%) pensa di aumentare i propri server con Linux. Per quanto riguarda Windows quasi una metà (41,2%) intende aggiungere nuovi server, mentre una percentuale simile (43,6%) intende ridurli.

Linux ormai è visto con un sistema operativo strategico per l’azienda e da utilizzare in situazioni mission critical, non solo più esclusivamente come un espediente per tagliare alcuni dei costi IT.

Circa un terzo testa i software ed invia segnalazioni per i bug, mentre un 13,4% contribuisce anche con del codice. Queste aziende sono quelle che entrano meglio nella comunità ed entrano in un circuito virtuoso che porta dei vantaggi sia alla società sia alla comunità. Tutto codice e aiuto che solo i sistemi aperti come Linux sono in gradi sfruttare e dimostrano come il futuro sia sempre più radioso come potete vedere nel grafico che riassume tutta la ricerca.

Via | Linux

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27 commenti

Commenti dei lettori

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  • bejelit

    18 ott 2010 - 16:39 - #1
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    ecco … ieri, approfittando del fatto che stavo chiuso in casa per la convalescenza,
    ho preparato ben 3 chiavette usb con linux autoavvianti

    oggi esce l’articolo che linux si diffonde sempre +, mi fa piacere intervenire così sui numeri mondiali! XD

  • Profilo di ice

    ice

    18 ott 2010 - 17:25 - #2
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    sarebbe interessante sapere come vienre fatto il conteggio
    es: tutti gli host ESXi basati su RedHat sono considerati?
    quelli basati su Citrix Xen?
    la appliance hardware dedicate entrano nella conta dei server linux?

  • Daniele, Napoli

    18 ott 2010 - 17:32 - #3
    0 punti
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    leggo “Tra le grandi aziende la maggior parte (76,4%) pensa di aumentare i propri server con Linux”. Credo sia logico che in un’azienda non vi siano problemi perché hanno laureati e diplomati in informatica che sanno come gestire linux al meglio.
    Io vidi che la mia stampante non era supportata, la mia webcam non era supportata, skype era una vecchia versione, alcuni programmi non c’erano, …, lasciai perdere.

  • zorba2

    18 ott 2010 - 18:13 - #4
    0 punti
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    (Parlo da convinto linux user)
    ma quanti anni è che Linux è in espansione? Eppure siamo sempre sotto all’1% (o giù di lì?)

  • Cimurro

    18 ott 2010 - 18:39 - #5
    0 punti
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    @4: si parla di penetrazione server.

  • maku4

    18 ott 2010 - 19:30 - #6
    0 punti
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    “Yeoman Technology Group ha intervistato 2000 utenti scelti dalla Linux Foundation ”
    Si campioni casuali!
    Magari se venivano scelti tra i Microsoft Certified Partner le percentuali erano diverse!

  • Profilo di taccoboss

    taccoboss

    18 ott 2010 - 20:25 - #7
    0 punti
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    Speriamo che effettivamente sia così….
    @ Daniele, Napoli
    Ma sono l’unico “sfigato” al mondo a cui Linux và tutto? Io non so! Comunque il mio consiglio è sempre quello di verificare sempre se ci siano stati dei miglioramenti nel supporto hardware. Io su tutte le macchine che ho provato tra laptop e desktop non ho mai avuto praticamente nessun tipo di problema. Bah!

  • Profilo di dorylinux

    dorylinux

    18 ott 2010 - 23:56 - #8
    0 punti
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    @taccoboss …non so se sei l’unico, a me, che li installo a chi me lo chiede, il risultato è questo > http://www.dorianorossi.com/freeliving/opensource-e-sistema-operativo-gratuito/151-ubuntu-linuxmint-installazioni-effettute

    ognuno è i suo problema, troll compresi ;-)

  • .
    un affermazione faziosa di chi vuol credere a tutti i costi nel successo di Linux
    .
    in realtà, gli OS che hanno o avranno successo (Android, ChromeOS, ecc.) sono SOLO DERIVATI da Linux ma, di fatto, sono e saranno sempre più degli OS proprietari ed a PAGAMENTO per le aziende che li installeranno sui loro prodotti, e quindi, per tutti noi
    .
    infatti, proprio il successo di tre o quattro OS proprietari (solo DERIVATI da Linux) farà scomparire dal mercato (o scendere ancor più in basso dall’attuale quota delluno per cento del mercato OS) quasi tutte le VERE e “storiche” distro Linux (alcune già moribonde) oppure le relegherà ai mercati server ed embedded
    .
    a guadagnarci saranno quindi solo quei programmatori che abbandoneranno lo sviluppo delle verie versioni di Linux e si dedicheranno al sempre più ricco mercato delle App per Android, iOS, ChromeOS, webOS, ecc.
    .
    insomma, la “vittoria” ed il “successo” di Linux saranno solo “morali” ma NON sostanziali, perché, tutto il lavoro fatto (senza successo) in oltre 15 anni per cercare di imporre Linux come OS desktop di massa in alternativa a Windows e Mac, finirà nel ce**o
    .

  • edit: …dell’uno…

  • edit: …delle varie versioni…

  • Nome (richiesto)

    19 ott 2010 - 08:27 - #12
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    L’1% di un milione, quanto è? Dieci mila.
    E l’1% di 10 milioni? Cento mila.

    Se Linux resta all’1%, ma il parco macchine è aumentato, allora anche le installazioni di Linux, rimasto all’1%, sono aumentate.

    Se poi si considera che il tutto è avvenuto in un mercato che di libero non ha nulla, direi che quall’1% può essere considerato un grosso successo.

    Non fatevi sempre intortare dalle percentuali. Con le percentuali si può dire tutto e il contrario di tutto (in politica ad esempio lo fanno costantemente).

  • Giurato

    19 ott 2010 - 08:45 - #13
    0 punti
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    Ecco, proprio a fagiolo. Per chi voglia imparare a farsi un server con Linux (Ubuntu Server in questo caso) consiglio l’ottima guida di Steno appena aggiornata alla 10.04.
    Veramente ottima!

    http://www.stenoweb.it/ubuntusbs

  • Profilo di SmoQ

    SmoQ

    19 ott 2010 - 09:38 - #14
    0 punti
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    Domainer, una concentrazione tale di min chia te non si legge facilmente. Partendo dal fatto che android e chrome SONO Linux, in quanto Linux è un kernel e non hanno derivato nulla. Al limite dicendo che sono derivati da ubuntu non vai troppo lontano dal vero, ma affronteremmo un argomento troppo complicato per te.

  • Giurato

    19 ott 2010 - 10:06 - #15
    0 punti
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    @SmoQ
    Ok, ma Android non supporta la Linux Standard Base, quindi può tranquillamente essere considerato come una “bestia” a parte.
    MeeGo mi pare di si, Chrome OS non ne ho idea.

  • ilPestifero

    19 ott 2010 - 11:18 - #16
    0 punti
    Up Down

    Che mondo sarebbe senza i troll?!
    E poi dobbiamo lasciargli dire qualcosa a quelli che hanno sempre gettato m***a su GNU/Linux, il Free Software e l’Open Source.
    Poverini… ora se li ritrovano dappertutto…
    :)

  • christian m

    19 ott 2010 - 11:28 - #17
    0 punti
    Up Down

    a me sinceramente pensare che in un futuro quasi tutti i servizi informatici gireranno su linux spaventa un po’. Siete proprio sicuri che con linux, in azienda, non a casa, si risparmia? e’ davvero sicuro come viene spacciato? Quali sarebbero i sistemi windows e unix (??) “scalzati” ? Da dove sono ricavati questi dati? Linux fondation???? A beh, se lo dicono loro…

  • Profilo di ice

    ice

    19 ott 2010 - 16:14 - #18
    0 punti
    Up Down

    @ #17
    tranquillo finchè non ci sarà un alternativa Linux alle GPO di AD, Windows resterà il desktop indiscusso in azienda. E per azienda intendo quelle di medie grandi dimensioni intese all’americana dalle 400 postazioni in su.
    il tutto senza appunto considerare i milioni di motivi di compatiblità e disponibilità dei software leader di mercato e standardi di fatto per cui ad esempio pochissimi hanno finora migrato da MS-Office a OpenOffice, in nesuna azienda si usa gimp al posto di photoshop (crakkato) anche solo per fare un bigliettino di auguri natalizio, etc, etc.

    Linux sta vivendo un ottimo momento se considerate che è la base di tantissime appliance hardware: firewall, nas, apparati di graylist per mail, è la base della virtualizzazione di VmWare, Citrix e Amazon
    E l’assenza di orpelli di licenze lo sta premiando anche in direzione cloud, inteso applicazioni come servizi.
    ma il domain controller e i desktop aziendali resteranno per molti anni ancora basati su Windows.
    Senza contare che io sto vedendo molte applicazioni standalone molto specialistiche e settoriali che nel crescere di importanza e quote di mercato si stanno strutturando con versioni server rigorosamente MS based

  • Kim Allamandola

    19 ott 2010 - 21:50 - #19
    0 punti
    Up Down

    Ahem mai provato NFS? Con una soluzione NFS-Based non hai bisogno di CIFS e
    tutta la spazzatura che c’è dietro (AD altro non è che un guazzabuglio di
    LDAP ed NFS). Sulle applicazioni specialistiche posso dirti che il 100% dei
    cad professionali (NX, Catia, Pro-e) sono nati ed esistono in ambiente UNIX;
    per quanto riguarda le TLC ad es il 100% delle tlc del mondo gira su Solaris,
    il GSM incluso (Wind, Tim, Vodaphone, H3G hanno la rete su Solaris per es.),
    il 100% dei sistemi critici gira su Solaris, AiX, HP-UP, OpenVMS.

    L’unico progetto “grosso” nel vero senso della parola *era* la borsa di
    Londra che dopo n problemi è passata a GNU/Linux…

  • Profilo di ice

    ice

    19 ott 2010 - 22:01 - #20
    0 punti
    Up Down

    @ #19
    il 99% dei pc NON è una workstation cad
    cifs serve solo per la pubblicazione dei file e la gestione dei diritti
    sai cosa sono le grpuo policy per gestire fin nel minimo dettaglio cosa puo fare un pc e distribuire queste definizioni con pochi click su reti da centinaia di migliaia di pc?
    le ttls usano solaris…..e allora io ti dico che gli apparati di networking sono cisco iOS o Juniper per un buon 90%
    ma questi non sono i pc
    pc = personal computer

  • Kim Allamandola

    19 ott 2010 - 23:02 - #21
    0 punti
    Up Down

    @ice #20
    se è per quello i “personal computer” dell’utente finale ldap non lo usano
    a meno che non parliamo di aziende medie e grosse… Ad ogni modo pam+ldap
    ti danno tutto il controllo e la granularità che vuoi, rbac fa il resto le
    group policy AD non sono *nulla* al confronto.

    Microsoft non è amministrabile in due click; è solo *incasinabile* in due come
    in mezzo click. Il mito che UNIX è difficile e Microsoft si fa tutto a colpi
    di mouse è solo un mito.

    Microsoft è un sistema facilmente controllabile da virus, trojan, ecc non da
    sistemisti od esseri umani in generale.

    Non ha sistemi di logging decenti, non ha tool come ssh (si, se vuoi con cygwin
    puoi averla, un port che grossomodo stà in piedi di una soluzione UNIX), non ha
    filesystem/volume manager decenti, non ha firewall degni di questo nome, non ha
    un desktop *intuitivo* come può essere GNome ecc ecc.

    Ha in compenso un *maketing* molto virale, un lock-in spaventoso che intrappola
    assai bene il cliente, ha metodi di lavoro/concorrenza che in molti casi sono
    stati considerati illeciti. Ha un mucchio di problemi che nessun altro ha ecc.

    Bill Gates se ne andò dalla Microsoft quando il modello di business e la base
    di codice dei suoi prodotti era arrivata al limite; adesso con le sue ultime
    iniziative (edu) stà strombazzando come tutto deve essere opensource… A molti
    questo non piace e l’affondamento di Microsoft darà parecchi problemi ma è
    inevitabile. Potrebbero riscrivere Windows da zero come uno UNIX ma oltre a
    non averne il know how (e sempre meno gente lo ha in generale) e non poter
    cambiare l’ecosistema che sotto Microsoft vive si troverebbe al livello degli
    ultimi arrivati con un prodotto giovane e del tutto ignoto.

  • @#12
    .
    l’uno per cento, adesso… ma quando il mercato sarà dominato da ChromeOS e simili, chi installerà Ubuntu o altre distro sul proprio PC?
    .

  • @#14
    .
    allora, “mettiamola giù così” (come direbbe Tremonti) diciamo che le distro Linux sono come i piccoli e medi negozi mentre ChromeOS, Android, ecc. sono come dei giganteschi ipermercati
    .
    sia i primi che i secondi svolgono la stessa funzione che è di vendere (in altre parole, sia i negozi che gli ipermercati SONO Linux) ma mentre i primi appartengono a migliaia di piccoli e medi imprenditori, gli ipermercati appartengono tutti a poche decine di grandi catene multinazionali
    .
    ora, se i grandi ipermercati divorano i guadagni, fanno chiudere o fanno fallire migliaia e migliaia di negozi, non ci si può certo consolare dicendo che, però “usano gli stessi sistemi di vendita (o kernel) dei piccoli negozi” e che, quindi, “è come se Linux fosse il vincitore morale”…
    .

  • “dobbiamo lasciargli dire qualcosa a quelli che hanno sempre gettato m***a su GNU/Linux”
    .
    se ti riferisci a me, sappi che io non ho MAI “gettato m***a su GNU/Linux” ma, anzi, ho sempre detto che quasi tutti coloro che operano nel settore (aziende è sviluppatori) sono tra i migliori che ci siano nell’IT ma valgono ZERO (a cominciare da Torvalds) in quanto a capacità commerciali, manageriali, marketing, promozione, ecc. (salvo alcune aziende che sono risucite a far soldi nel mercato server) tanto è vero, che, in oltre 15 anni il TOTALE di TUTTE le distro Linux non è MAI riuscito a schiodarsi dall’uno per cento dei computer, e in più, adesso si stanno facendo soffiare tutto il lavoro svolto in questi anni da poche grandi aziende come IBM, Google, HP, ecc. che saranno le UNICHE a fare i “soldi grossi” con Linux ed a raccogliere i successi che tutti gli altri sviluppatori non sono mai stati capaci di raggiungere
    .
    in altre parole, loro hanno zappato, seminato ed irrigato il campo per anni, e adesso che c’è da raccogliere i frutti, arriva Google e se li pappa (o se li vende)
    .

  • Kim Allamandola

    20 ott 2010 - 11:08 - #25
    0 punti
    Up Down

    > […] ma quando il mercato sarà dominato da ChromeOS […]
    Hai provato ChromeOS? È, al pari dell’iPad, estremamente limitato; va bene per
    il totale ignorante di informatica che usa solo google, youtube, facebook e
    scrive una lettera ogni morte di papa; tutti gli altri *non* possono usare
    ChromeOS come sostituto né di Ubuntu né di Windows né di OSX od altri.

    > [ipermercati]
    se il kernel e l’userland GNU di base “fallissero” fallirebbero tutti coloro
    che sopra ci girano da Android, ai navigatori da macchina ai router domestici
    a tutti gli n-mila dispositivi basati su GNU/Linux in più fallirebbero anche
    il 90% dei progetti da GNU/Linux derivati non ultimo quasi 3/4 dei siti web,
    blog ed altri servizi che su GNU/Linux girano, Google e Facebook compresi…

    > Linux non è MAI riuscito a schiodarsi dall’uno per cento dei computer
    ahem dei *desktop*, forse (da quel che vedo nel mio piccolo di questi tempi
    siamo almeno al 10%) lato server, che sempre computer sono siamo ad un buon
    40% con un altro buon 30% UNIX (Solaris, AiX, HP-UX, …) e nel 100% dei
    servizi critici NON C’È né Microsoft né Apple. L’unico servizio critico che
    la Microsoft ha avuto nella sua storia è stata la borsa di Londra che dopo
    meno di un anno (era passata da unix a Windows) vista l’inusabilità ed
    immantenibilità del sistema è migrata a GNU/Linux.

    In ultimo sul discorso Ubuntu Shutellworth non mi sempra uno stupido dato che
    con verisign ha accumulato capitali vicini a quelli di Bill Gates, che dalla
    Microsoft se n’è andato quando non era più possibile tecnicamente e
    commercialmente tenerla su con reali profitti. RedHat e Novell non mi sembrano
    aziende di beneficenza o pazzi idealisti. IBM, HP oltre ai loro UNIX continuano
    a proporre e spingono sempre più GNU/Linux. Dell per le aziende se chiami un
    commerciale ti suggerisce sempre GNU/linux…

  • estremamente limitato… certo, all’inizio sarà così
    .
    fallirebbero tutti… se ChromeOS ha successo, Google ha i mezzi per svilupparlo ancora
    .
    almeno al 10%… ho già detto a proposito dei server… l’1% è la rilevazione media

  • Kim Allamandola

    20 ott 2010 - 18:27 - #27
    0 punti
    Up Down

    Ciao,
    di questi tempi solo la Sun aveva un know-how sufficiente per sviluppare e
    mantenere in casa un kernel ed un userland. IBM ed HP tanto per citare due
    storiche unix company non hanno più il know how per portare avanti un
    kernel da soli, idem dicasi per l’userland.

    Non so quali esperienze di sysadmining hai ma ti faccio notare che da anni
    i kernel e gli userland di base non vengono altro che aggiornati con patch
    che non puoi manco distinguere se provengano dalla community o da un’azienda.
    Se una community come GNU o come la community linux o *bsd non sviluppassero
    più sarebbe *fermo* l’intero mercato per *anni*.

    Le console da gioco, i router, i navigatori satellitari, i server web, di
    posta, ftp, … il 90% del codice esistente contiene codice open. Senza
    la community nessuna azienda singola sarebbe in grado di sviluppare a
    ritmi decenti per anni.

    sul 10% infine dico 10% di *desktop* sui server direi un buon 60%, con gli
    unix classici al 30%, le rimanenze Microsoft.

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