Mike McGrath ha scritto un’interessante lettera su advisory-board-AT-lists.fedoraproject.org.
Si tratta di una vera e propria chiamata alle armi per costruire i mattoni fondamentali delle applicazioni cloud del futuro. Il rischio è quello di venire schiacciati da Google. HTML5 ha aperto una nuova partita grazie a funzionalità come database locali, storage offline, canvas e SVG.
Il web del prossimo futuro sarà molto probabilmente come quello che vedete nel video qui sopra. Già ora gli utenti passano la quasi il 50% del loro tempo utilizzando il browser e questa percentuale è destinata a salire, cosa succederà allora dei desktop come li conosciamo ora?
Secondo McGrath la prospettiva migliore per la comunità, in questo caso di Fedora, è quella di iniziare a radunare un gruppo di persone per creare gli strumenti del web futuro. Attraverso questi strumenti, liberi, ognuno potrà sviluppare in piena autonomia e riuscirà a smontare un pezzettino alla volta il predominio di Google. Cosa pensate di questa proposta?
Via | Gmane
sandro-kensan
02 ott 2010 - 15:44 - #1ragionare sul futuro è molto difficile ma mi sto rendendo conto che le applicazioni on the cloud hanno i mattoni per funzionare bene.
christian m
04 ott 2010 - 12:23 - #2dio che cesso di videogioco!
xanscale
04 ott 2010 - 14:49 - #3certe volte la gioventù dovrebbe stare zitta ed avere rispetto per la storia
PD
05 ott 2010 - 06:35 - #4McGrath aggiunge anche una critica piuttosto dura nei confronti della Affero GPL, che francamente condivido in pieno.
Ad ogni modo ha ragione, il mondo free non è in grado al momento né di competere con le nuove tecnologie che si preparano all’orizzonte e che daranno una spinta ulteriore al cloud.
E quel che è peggio è che ciò non sembra importare a nessuno. Ad esempio anche qui si preferisce commentare sulle c***o di icone di ubuntu o sulla nuova interfaccina di ubuntu piuttosto che avere delle opinioni su questo post.
PD
05 ott 2010 - 06:36 - #5Scusate il “né”, non c’entrava niente.