Abbiamo parlato spesso di WebM, il formato video promosso da Google per superare i limiti dei codec proprietari del consorzio MPEG-LA. Dopo le iniziali polemiche da parte dell’OSI, il cambio di licenza ha convinto un po’ tutto il mondo open source. Tanto che Google non si è fermata e ieri ha svelato WebP, un progetto parallelo che però si rivolge alle immagini. WebP rientra sempre nel novero del container VP8.
Non è un problema di royalty quello che ha spinto Google a concepire WebP. Un’altra prerogativa di Google è rendere il web più veloce: WebP è un formato alternativo a JPEG che, basato su RIFF, promette un livello di compressione fino al 65% più elevato. Senza perdite di qualità.
Almeno, non così significative: per farsi un’idea delle differenze è possibile consultare una galleria d’esempio che mostra lo stesso scatto in formato JPEG affiancato a WebP. Per il momento soltanto gli ultimi snapshot di Chromium supportano WebP: è interessante il fatto che il formato potrebbe supportare presto la trasparenza e “insidiare” addirittura PNG.
Via | Chromium
emind
01 ott 2010 - 10:17 - #1Da una analisi superficiale sembrerebbe che le differenze tra le immagini della galleria non siano riscontrabili o difficilmente percepibili.
Quali ulteriori benchmark potremmo fare?
pizzuco
01 ott 2010 - 11:14 - #2Direi che il primo che nella mente mi sovvien è: “l’SNR”.
Mi spiego:
- si parte da un’immagine RAW (più o meno una matrice di pixel RGB più l’eventuale alpha channel, “trasparenza”, e qualche informazione di descrizione, “header”)
- si computa dal RAW l’immagine JPEG (con quale percentuale di qualità?)
- si computa dal RAW l’immagine WebP (con quali parametri di qualità certamente previsti?)
- dalla JPEG si computa al meglio una RAW;
- dalla WebP si computa al meglio una RAW;
- si calcola la radice quadrata (se si vuole) della somma delle differenze al quadrato pixel a pixel (per ogni canale RGB, eventualmente riflettendo un attimo su come usare l’alpha channel) tra RAW originale e RAW “ricostruita” per ambo i formati;
- “vince” chi ottiene il numero più basso! Tale numero è in qualche modo legato al concetto di rumore (”noise”).
Si dovrebbe fare questa prova per differenti tipologie di immagini e con differenti livelli di qualità (”compressione”).
Carlo
p.s. SNR:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_segnale/rumore
http://en.wikipedia.org/wiki/Signal-to-noise_ratio
webgip
01 ott 2010 - 12:07 - #3Beh, controllare quanto ogni pixel sia diverso ha poco senso..
Non è un indicatore molto attendibile..
Ci sono immagini con una resa molto buona ma con un SNR alto..
L’importanza è la resa, non che abbia gli stessi pixels.
simbus82
01 ott 2010 - 12:18 - #4Difficilmente percepibili le differenze???? O_O Siete ciechi? Guarda il dithering sulle sfumature ampie.. come nella seconda immagine della comparazione. Oppure dove ci sono bordi netti e alto contrasto la completa assenza delle tipiche “squadrettature” del jpg! Speriamo bene in questo formato! Sembra il figlio del JPEG2000 :D
darkat
01 ott 2010 - 12:28 - #5ha ragione simbus82! le differenze ci sono e come, la definizione dei contorni è spaventosa, sopratutto nelle immagini 2 e 3, da un senso di profondità che il jpeg a confronto sembra una piadina.
darkat
01 ott 2010 - 12:29 - #6e sopratutto le immagini sono molto più leggere
G,G
01 ott 2010 - 14:17 - #7Se non vedete le differenze provate ad visualizzare le immagini in tab differenti e poi fare il salto da un tab all’altro…
le differenze ci sono eccome e tutte a favore di webm!
in particolare la sesta immagine (la più scura) cambia tantissimo.
ekerazha
01 ott 2010 - 14:36 - #8Eh? Che c’entra? VP8 è un codec video.
motumboe1
01 ott 2010 - 15:27 - #9singolare il fatto che le dimensioni siano fissate a 16383×16383. Io avrei fatto di più!
Crayon
01 ott 2010 - 17:36 - #10In realtà per confrontare i due formati dovete scaricare l’archivio perché le immagini a dimensione ridotta visualizzabili nella gallery sono assolutamente fuorvianti.
darkbasic
01 ott 2010 - 17:57 - #11http://x264dev.multimedia.cx/?p=541