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Mageia, un fork di Mandriva dalla liquidazione di Edge IT

Pubblicato: 19 set 2010 da Federico Moretti

Mandriva Linux

Sembrava che i guai economici di Mandriva fossero un problema archiviato. In parte è così, ma era inevitabile che qualcuno ne facesse le spese. È il caso di Edge IT, una delle società che costituivano il comparto aziendale di Mandriva. Questa è stata liquidata e con essa i suoi dipendenti, che hanno optato per creare un fork in polemica con le scelte di Mandriva SA.

Mageia è il nome che gli ex-sviluppatori di Mandriva/Edge IT hanno scelto per continuare il proprio lavoro in modo indipendente. L’annuncio è stato diramato in serata da Parigi. Non ci sono grandi dettagli oltre al sito (l’annuncio è stato tradotto automaticamente in italiano e altre lingue) e a una pagina su Facebook. È più che sufficiente, almeno per il momento.

Il progetto, che non vuole dipendere dalle sorti di nessuna azienda, nasce nella fortunata coincidenza del Software Freedom Day 2010. Speriamo sia di buon auspicio. Molti dei contributori fanno parte di BlogDrake, una comunità di utenti Mandriva di lingua spagnola. La squadra è alla ricerca d’aiuto per realizzare il proposito di una nuova distribuzione.

Via | Phoronix

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • apncorn

    19 set 2010 - 17:37 - #1
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    Era ora che facessero una nuova distribuzione, ne sentivo la mancanza. Grazie di cuore!

  • nondiciamostupidate

    19 set 2010 - 20:21 - #2
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    Ma i cavalli azzoppati non e’ piu’ misericordioso finirli con una pallottola calibro .45 in mezzo agli occhi? Poi prendi la sella e scarpini fino al villaggio piu vicino: fedora, debian o quello che e’.

  • Rog

    19 set 2010 - 20:27 - #3
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    Esatto, nondiciamostupidate.

    Se Mandriva fosse una pessima distribuzione allora ok avete ragione, ma è una pietra miliare del mondo linux; non è certo letame.

  • nondiciamostupidate

    19 set 2010 - 20:35 - #4
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    il problema e’ che la vita di mandrake prima e mandriva poi e’ costellata di disagi finaziari, cosa mai accaduta in redhat, debian, fedora, etc.
    Se la sorte si accanisce cosi forte su mandriva…. magari meglio abbandonarla ad una onerevole fine.

  • __tom__

    19 set 2010 - 22:57 - #5
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    dal punto di vista economico e’ stata disastrosa, ma dal punto di vista tecnico e’ stata valida.
    Adesso finalmente la parte tecnica si e’ separata da quella economica,
    quindi vedo solo motivi per gioire!! :)

  • Profilo di pizzuco

    pizzuco

    20 set 2010 - 10:35 - #6
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    @__tom__ (#5)

    Motivo in più per cogliere l’occasione per unire la parte tecnica ad un’altra forte distro rpm based: fedora, OpenSuSE, TurboLinux (esiste ancora turbolinux?).

    Questo come nuovo, intelligente passo verso integrazione delle varie distro “rpm”.

    Affinché ci si possa concentrare sulla qualità e non su tutte le parti di pacchettizzazione, test, rilascio, repositories, build services, … che già ci sono solidi in altre distro/aziende e che è proprio inutile reinventare, rigestire, rifinanziare, …, ri*!

  • __tom__

    20 set 2010 - 14:06 - #7
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    @pizzuco(#6)
    1) fedora e opensuse sono parti di ditte,
    cioe’ hanno un lato economico che e’ quella componente che ha ucciso Mandriva;
    secondo te questa gente ha voglia di insistere su quella via?

    2) nel sistema Opesource le innovazioni fatte vengono rese disponibili alle altre distro,
    quindi c’e’ gia’ il riuso di moltissime cose.
    Invece la qualita’ la devono fare gli utenti, ad es: tu segui la versione di test della tua distro? segnali i problemi trovati? suggerisci nuove evoluzioni? migliori le traduzioni? in altre parole sei un utente che contribuisce ad aumentare la qualita’ dell’open source o attendi la pappa fatta e te ne lamenti anche?

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