
Ieri sera, come era stato anticipato, si è tenuta a Londra la conferenza di presentazione di OpenIndiana. Con un po’ di ritardo sulla programmazione (tenendo anche conto del fuso orario) si è aperto un nuovo orizzonte per il defunto OpenSolaris. O, meglio è iniziata una nuova fase che muove da dove era stato lasciato il progetto originale da Sun Microsystems.
Più dell’annuncio in sé, di cui è stato predisposto uno streaming relativamente interessante, è il codice rilasciato a promettere bene. Si può già scaricare OpenIndiana Development 147, che come SchilliX e Nexenta riprende l’ultimo aggiornamento di OpenSolaris. La differenza principale è che, rispetto alle altre due distribuzioni, si tratta di un LiveCD completo.
Avviando GNOME (alla versione 2.30.2) si ha l’impressione di ritrovare esattamente quanto abbandonato da Oracle. Time Machine, Package Manager e il tema del desktop sono gli stessi di OpenSolaris. Per installare il sistema operativo occorre aprire Nautilus nella cartella /home/jack e avviare la procedura guidata. È proprio ciò che ci si sarebbe aspettati.
Via | OpenIndiana
Jak696
15 set 2010 - 11:29 - #1Non capisco che senso abbia tenere in vita questo progetto, abbandonato dai suoi stessi creatori… solaris è sempre stato un sistema server, e di ottima qualità aggiungerei, ma non ha senso proporlo sui desktop. già linux fatica ad aumentare la sua quota di mercato, un sistema con meno driver e meno supporto non farà certamente di meglio.
ice
15 set 2010 - 11:34 - #2OpenIndiana is part of the Illumos Foundation, and provides a true open source community alternative to Solaris 11 and Solaris 11 Express, with an open development model and full community participation.
rizlox
15 set 2010 - 11:39 - #3@jak696
Dove sta scritto che è per desktop? Perchè ha Gnome di default?
Ti ricordo che anche Red Hat Enterprise installa Gnome di default e non è certo una distro desktop…
pezzo_di_medda
15 set 2010 - 12:23 - #4@Jak
mi dispiace dirlo, ma il tuo commento è di una sterilità inquietante
urcalala
15 set 2010 - 13:25 - #5giusto per capire quanti cloni ci sono già di opensolaris? farà la fine di linux o impiegheranno le poche risorse disponibili su un solo progetto?
Kim Allamandola
15 set 2010 - 15:17 - #6@Jak606 #1
Solaris da anni è _anche_ un sistema per workstation. Nell’industria
petrolifera la maggior parte dei sistemi di progettazione del piping
sono su workstation Solaris, nell’aerospace&defence la maggior parte
delle workstation dedicate al disegno ed analisi dei componenti sono
workstation Solaris, la maggior parte dei _desktop_ di controllo per
i satelliti ESA ed i vettori Ariane&c dell’ESA sono Solaris… Non è
diffuso come OS casalingo ed ha un’installato più server che desktop
ma è _anche_ un os desktop ed è anche molto usato sui desktop
professionali in settori dove la tecnologia è _indispensabile_!
@urcalala #5
Scusa qual’è la fine di “Linux”? Se intendi GNU/Linux direi che stia
sfondando sempre più… Solo in questi giorni il gruppo Peugeot Citroen
stà migrando i suoi desktop in massa a SuSe Linux (come la Ericksson
qualche anno prima), la polizia francese lo aveva fatto un paio d’anni
fa scegliendo Ubuntu… Solo per parlare di qualche big ovviamente…
Se intendi Linux il kernel, bé è sempre più usato in ogni ambito, dai TomTom
ai router adsl domestici (GNU/Linux al 99.99999% dai Netgear ai Lincsys, ecc)
ai “dischi multimediali” ai NAS agli smartphone (Android e MeeGo su tutti
come ai molto meno comodi Samsung Omnia&c) ai set-top-box o decoder
satellitari, alle televisioni “intelligenti” ed in ultimo ai desktop
domestici delle famiglie… Linux (kernel) non mi piace per come è
progettato, preferisco genunix (solaris) e i kernel BSD che ritengo
molto superiori, ma il mercato lo premia ogni giorno di più a scapito
di soluzioni Microsoft (che risolvono sempre tutti i bachi nell’ultima
release… Quella che ancora deve venire…) e a soluzioni fatte in casa
dai vari vendor…
Venendo alla tua domanda di “Cloni di Opensolaris” c’è solo Openindiana,
se clone lo si può definire; ci sono un po’ di distribuzioni indipendenti
che sulle source di Indiana si basano, alcune recenti alcune esistenti da
tempo come Belenix (desktop con kde4+xfce+compiz), Korona (kde4)
Milax/DSS (JWM) ed altre dedicate al mercato server (specie allo storage
che grazie a zfs è n volte più semplice mantenibile ed economico rispetto
a soluzioni tipo veritas, netapp ecc) come Nexenta, EON ecc. Le trovi quasi
tutte listate su genunix.org
La community di Opensolaris, la community Sun non spreca risorse in guerre
di religione, ogni “clone” come lo chiami è un confezionamento ideale per
un uso specifico. Lo si può vedere come i metacluster Solaris dove vari il
tipo di installazione in base all’uso. Opensolaris, come Solaris prima sono
gli UNIX più avanzati al mondo, sono gli unici dove puoi fare cosine come
sostituire ram e cpu a caldo (ovviamente stiamo parlando di macchine non
domestiche) dove l’amministrazione è iper-semplice e i casini sono iper-rari
da dtrace all’smf, all’fma, allo zfs, alle zones ecc nessuno ha un
concentrato simile di tecnologie così ben integrato e facile da gestire.
Concludo, scusandomi per il lungo commento, che pur non conoscendovi “sento”
le vostre argomentazioni come quelle di un tal “abba” molto simili al FUD
di Microsoft (o forse Oralce?) il cui scopo è cercare di tirar l’acqua al
proprio mulino per quantomeno rallentare la propria morte… Niente di
personale e nessuna voglia di flame, solo una sensazione “a pelle” che
spero sia falsa… Di questi tempi molte aziende incapaci di innovare e con
basi di codice/prodotti del tutto inadeguati alla concorrenza open cercano
di gettar fumo negli occhi facendo leva sul Lock-in e sull’ignoranza della
massa dagli end-user ai manager di settori non prettamente tecnologici per
poter ancora tenere un mercato gestito a colpi di pennello e pubblicità
anziché uno basato sull’innovazione che le vedrebbe tagliate fuori.
lowbract
15 set 2010 - 19:12 - #7sono un utente OpenSolaris al momento sto facendo la procedura di migrazione a OpenIndiana, i server che distribuisco i package di OI sono un po’ presi d’assedio (soventi error 503) ma spero che alla fine riuscirò nel mio intento. IMHO la scelta di OpenSolaris è operata da tanti abituati a sviluppare in ambienti Open principalmente Linux o BSD che hanno trovato in questa piattaforma una stabilità, un’affidabilità e performarce che lo rendono un sistema solido e molto affidabile per di più Open e fino a poco tempo fa annoverava anche un eccellente livello di aggiornamenti e supporto hw, senza contare appunto alcune peculiari caratteristiche (ZFS e snapshot per esempio) che sono apprezzabili sia per le installazioni Server ma anche, perchè no, per un uso Desktop. Il problema grosso per chi come me ha cominciato ad investire ore uomo per sviluppare soluzioni su questa piattaforma è enorme e non Vi nascondo che mi era sorto un vero e proprio panico nel vedere mese dopo mese che la release 2010 veniva procrastinata. La soluzione sarebbe stata passare a Solaris, ma purtruppo i miei utenti vengono da altri SO e convincerli a fare il salto al nuovo e pretendere ulteriori fee rispetto alle ore dedicate solo ad apprendere l’uso di un nuovo sistema operativo francamente mi avrebbe dato problemi, su alcuni profili high end il passo da OpenSolaris a Solaris tra i miei clienti è stato fatto, ma accattivare i nuovi a scegliere alternative alle vecchie vie da loro utilizzate non è semplice, dopo tutto la diffusione di linux a livello business è passata dalla conoscenza grazie alle open distro anche lo stesso windows aveva subito una distribuzione massiva gratuita seppur illecita che a mio parere ha dato commercialmente i suoi frutto nel tempo, la gente si abitua poi professionalmente vuole affidabilità è quindi acquista i servizi di supporto è su questi ultimi che secondo me si fa il vero business però alla Oracle la vedono diversamente, giusto/sbagliato? è la loro strategia decideranno tra qualche anno gli azionisti di big O se era buona o no, io spero di poter continuare su questo unix che mi è diventato familiare. Grazie Illumos!
lablinux
16 set 2010 - 13:35 - #8non ho mai provato OpenSolari (sono affezionato a linux). Ma questi commenti mi fanno venir volgia di provarlo (in vm).
Una domanda mi sorge spontanea, non è che OpenSolaris usava codice proprietario di Solaris?
Ciao Michele.
lablinux
16 set 2010 - 13:50 - #9Non c’è la 64 bit?
Kim Allamandola
17 set 2010 - 13:22 - #10@lablinux #8 e #9
Ciao,
vi sono alcune piccole parti di codice non CDDL che il team di IllumOS ha
quasi del tutto riscritto. Per il discorso 64bit Solaris da anni usa un
linking dinamico sia 32 che 64 bit. In altri termini la stessa iso gira
a 64 bit se l’hw sottostante ne è in grado, a 32 altrimenti.
Nello stesso OS puoi far girare programmi originariamente compilati a 32
come a 64 bit senza dover far nulla; allo stesso modo nulla devi fare se
compili sotto Solaris (e per Solaris) ciò che hai compilato girerà a 64
bit se l’hw lo permette altrimenti a 32.
Tuttavia tieni presente che in UNIX si è a 64 bit dalla prima metà degli
anni ‘90 pertanto i 32 bit sono considerati _decisamente_ legacy come lo
sono le ISA nel mondo dei PC (ISA è uno standard precedente al PCI). Lo
zfs stesso viene considerato “unsafe” (anche se funziona benissimo) su
macchine a 32bit.
Per il discorso VM tieni ancora presente che l’hw UNIX è mediamente molto
più capace dell’hw desktop; per usare senza swappare un desktop Opensolaris
devi avere almeno 2Gb di ram, meglio 4Gb; nulla vieta di usarne di meno ma
le performance scendono parecchio…