
Vrms, il Richard M. Stallman virtuale che controlla il grado di libertà del nostro pc, sta tornando di moda in questi giorni. Questo perché ora sono davvero pochi i pacchetti non free che in qualche modo siamo costretti a installare, come Skype e Mp3 che al momento non hanno alternative così diffuse da soppiantarli.
Vrms si installa su Debian e derivate con sudo apt-get install vrms. Per le altre distro, il codice sorgente è sul sito del progetto. Con un semplice vrms scannerizziamo il nostro pc e verifichiamo quanti e quali pacchetti proprietari abbiamo installati.
Sul mio netbook con UNR ce ne sono 4, di cui 2 non free (skype e unrar), e 2 contrib (Adobe flash player e nvidia-common). A dirla tutta pensavo peggio. E sul vostro pc?
Per i duri e puri del free software, la Free Software Foundation consiglia la distribuzione gNewSense, attualmente alla versione 2.3. Volete fare i duri e puri? Provatela e date un occhio al suo sito, pure in italiano.
arvedi
02 set 2010 - 11:28 - #1Purtroppo bisogna stare al passo coi empi, per non essere furi dal mondo, anche un open harware sarebbe bello ma se vogliamo arrivare a qualcosa bisgna partire per forza da ciò che è open e quindi da 0 certi strumenti sono indispensabili ed hanno fatto un loro sviluppo che alle menti che lo hanno ideato e progettato è cosato notevoli sforzi.
archlnk
02 set 2010 - 12:18 - #2è costato notevoli sforzi perchè frutto di un metodo non collaborativo e non ottimale, e richiede un periodo molto lungo per rientrare , vedi brevetti, quindi delle due l’una : i brevetti sono giusti e quindi per rientrare dell’investimento ho bisogno di 100 anni e più . oppure i brevetti sono dei mezzi speculativi e coercitivi, che sottomettono gli altri alle intuizioni e scoperte di pochi. A mio avviso sono solo dei vitalizi, che permettono di vegetare in eterno alle aziende e ricercatori che hanno avuto buone intuizioni ma spesso figlie della fortuna e spesso non completamente frutto del loro lavoro, e che prima o poi saranno fatte anche da resto del mondo.
loviuz
02 set 2010 - 13:38 - #3Stare al passo coi tempi non significa usare software non-libero. Aziende come Nvidia, Adobe ecc hanno fatto le loro scoperte e invenzioni e le hanno pubblicizzate bene, e forse si intende questo come significato di “stare al passo coi tempi”, però bisogna fare una scelta: credere nel software libero e continuare a sviluppare in questa direzione puntanto alla libertà totale. Prima o poi avremo un sistema completamente indipendente e libero al 100%, ma se ci appoggiamo su qualche software closed perchè non c’è l’alternativa libera, beh… studiamo come farne uno con le stesse funzionalità ma libero! Metà software libero e il resto non-libero è solo una transizione temporanea, bisogna muoversi per contribuire a rendere tutto libero, se credete in questa strada.
Non vorrei che “stare al passo coi tempi” fosse un modo per dire “scelgo il meglio, indistintamente dalla libertà che avrò”…
xoen
02 set 2010 - 16:34 - #4@arvedi
In parte quello che dici è condivisibile perchè appunto da qualche parte si deve pur partire.
Detto questo però c’è da dire che per difendere gli sforzi e la genialità sono nati appunto i brevetti, il problema è che se ne abusa per brevettare anche le stupidaggini (purchè nessuno le abbia brevettate prima).
Inoltre a che livello sarebbe la scienza e la tecnologia oggi se ognuno tenesse quel che scopre per se?
PD
02 set 2010 - 17:12 - #5E’ un po’ che leggo commenti curiosi sui brevetti. Non è giusto brevettare qualsiasi cosa, ma è sicuramente giusto che si difenda il nome di determinate invenzioni. Cosa sarebbe Java adesso se Sun non avesse querelato Microsoft anni fa per MSJVM/J++?
In generale i brevetti software non dovrebbero bloccare le invenzioni, ma solo impedire che le software house possano attingere gratuitamente ai risultati di anni ed anni di ricerca dispendiosa fatta da altri. E’ questo che non sarebbe giusto.
Della serie: portami le prove che quello che hai fatto è frutto del tuo lavoro e non dovrai pagare niente.
butrillo
02 set 2010 - 17:32 - #6Speriamo che alla UE continuino a non pensarla come voi…
domi84
02 set 2010 - 19:30 - #7Comunque il software sottostima i pacchetti non-free! Alcuni non me li ha rilevati (ad es. Skype)
PD
02 set 2010 - 19:38 - #8Io invece spero che alla UE diano giudizi imparziali, che blocchino brevetti stupidi e allo stesso tempo proteggano gli investimenti nella ricerca fatti dalle aziende (notare che il primo punto ha una priorità maggiore.) Altrimenti blocchi un settore intero.
Andrea R
02 set 2010 - 23:16 - #9Io sapevo che i brevetti nascono in america in un periodo nel quale si trattava di attirare fisicamente gli inventori nel paese per stimolare l’economia.
IMHO sono pesantemente da rivedere, legandoli al valore della ricerca fatta ed agli interessi della comunità.
Ad esempio sarebbe bello che ogni brevetto avesse un prezzo di liberazione, pagando il quale l’invenzione risulterebbe aperta e l’inventore compensato.
Ad esempio una casa farmaceutica brevetta una molecola. La ricerca è costata 1000 e al brevetto viene assegnato un valore di 50000. Lo stato o le imprese concorrenti possono pagare quei 50000 e il brevetto decade, la casa farmaceutica ha fatto i soldi e l’invenzione è accessibile a tutti.
Per come stanno oggi le cose ci sono aziende che hanno brevetti e non producono nulla, fanno solo cause ai pesci grossi.
Fabiooo
03 set 2010 - 08:21 - #10A me dice :
nvidia-current NVIDIA binary Xorg driver, kernel module and VDPAU lib
p7zip-rar non-free rar module for p7zip
rar Archiver for .rar files
unrar Unarchiver for .rar files (non-free version)
virtualbox-guest-addition guest additions iso image for VirtualBox
Contrib packages installed on *
flashplugin-installer Adobe Flash Player plugin installer
flashplugin-nonfree Adobe Flash Player plugin installer (transitional pack
nvidia-common Find obsolete NVIDIA drivers
nvidia-settings Tool of configuring the NVIDIA graphics driver
pidgin-skype Skype plugin for libpurple messengers
5 non-free packages, 0.3% of 1687 installed packages.
5 contrib packages, 0.3% of 1687 installed packages.
Tutte cose utili però… i driver grafici, rar/unrar(che ormai è il compressore più diffuso), Flash della Adobe(gli altri sono inusabili) e le virtualbox-guest-addition, non indispensabili ma utilissime.
Mah
caterpillar86
03 set 2010 - 10:06 - #11Ho troppo riso quando un mio amico mi raccontò di un meeting a Roma con Stallman in cui a qualcuno partì il suono di avvio di windows xp, e Stallman lo guardò e disse: “Shame!”
GiovanniSantostefano
03 set 2010 - 12:11 - #12#11: huahuhuahahuahuahuauauauahuahuaahuhuahuuhaua
killduke
03 set 2010 - 13:22 - #13@loviuz: sono totalmente d’accordo con te!
@PD: la logica che tu proponi mi sembra sia esattamente l’opposto di quella del software libero. Come giustamente ha fatto notare loviuz se si crede davvero nel software libero si considera l’uso del software non libero solo come un periodo di transizione. I brevetti software sono un invenzione di chi vuole speculare sul proprio lavoro e non desidera veramente aiutare il progresso (ma si arroga il diritto di dire solo io so cosa è progresso). Dire tu non puoi accedere gratis ad anni ed anni di duro lavoro è proprio un modo per limitare il progresso dell’umanità. Le due logiche non possono coesistere se non in un limitato compromesso dettato da necessità temporanee.
ninuxpdb
04 set 2010 - 01:07 - #14le bugie hanno le gambe corte, che non ci sia un’alternativa al software non libero ed ai codecs non liberi è una bugia.
per l’audio c’è : flac ed anche ogg vorbis
per il video: ogv
non c’è un motivo più che valido, per cui si dovrebbe aver bisogno di tante inutili cose, quando queste tre funzionano a meraviglia.
per i fanatici di flash che io odio c’è GNASH
intanto vi invito a leggere http://www.fsf.org e poi a guardare
http://www.fsf.org/campaigns/playogg
http://www.gnu.org
http://www.gnu.org/distros/free-distros.html
http://directory.fsf.org
http://directory.fsf.org/category/aud
http://directory.fsf.org/category/video
visto che vi piace apt-get install vrms vi invito a digitare apt-get moo
saluti paolo
http://directory.fsf.org/project/flac
http://flac.sourceforge.net/index.html
http://directory.fsf.org/license/GPL (FLAC — Lossless encoder for audio files)
http://directory.fsf.org/project/oggvorbis (Ogg Vorbis - Free audio format)
http://www.vorbis.com ( http://directory.fsf.org/license/BSD_3Clause http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#SoftwareLicenses
http://www.fsf.org/campaigns/playogg )
quindi basta bugie.
EDIT: il testo riporta: “Skype e Mp3 che al momento non hanno alternative così diffuse da soppiantarli”. non dice che non esistano alternative, sottolinea solo come le alternative siano così poco diffuse da costringere in qualche modo la gente a usare ancora alcuni software proprietari.
arvedi
04 set 2010 - 10:50 - #15@per i fanatici di flash che io odio c’è GNASH
non sono frasi che mostrano il corretto intento che vuoi avere. Non bisogna confondere il software libero, con il software gratuito.
Il software libero è una vittoria certamente, mentre il software gratuito non può funzionare. Solo in una economia dove si può far pagare il valore aggiunto, è possibile far funzionare questo sistema, supponiamo che una azienda/persona abbia sviluppato un file system (per il bene del mondo), egli ha speso delle ore ed è giusto ricompensarlo, anche in cesti di frutta se il denaro è un concetto troppo capitalista per alcuni, tuttavia questa persona è così benevola perché, magari con il suo modo di fare si fa pubblicità e partecipa alle convention, (comunque di qualcosa si deve pur campare), tutti coloro che vogliono potranno partire dalle scoperte fatte da questa azienda/persona unire il loro valore aggiunto e così produrre cose più avanzate (una macchina salvavita che si basi sul fs sopra citato). Questa sarà anch’essa free generando un circolo virtuoso.
Apprezzo l’idea ma in un sistema reale non funziona, il ricercatore costa all’azienda, il tempo cosa, gli stati chiedono comunque delle tasse sul personale la mia infrastruttura che ha portato alla scoperta ha dei costi , se io non sono remunerato, non farò ricerca e scoperte per il bene del mondo, quindi aspetterò che siano i singoli a farlo e allora stiamo freschi poiché se valutiamo i grandi progetti da chi sono realizzati e in quale momento della loro carriera, erano tutti stipendiati come ricercatori o altro.
Fabiooo
04 set 2010 - 11:03 - #16Si ma se la maggior parte dei file musicali è in MP3, Gnash non funziona bene e i siti in Flash sono davvero tanti, e magari ho bisogno di performance video elevate(e quindi i driver “closed”) come si fa a dire che ci sono le alternative?
Ideologicamente, così per dire ci sono… ma ci si deve confrontare col mondo reale, non con gli idealismi.
xoen
04 set 2010 - 14:51 - #17@Fabiooo
Quel che dici è vero ma il fatto che ci siano alternative (anche tecnicamente migliori) è un bene ed è un bene che si sappia in giro.
La seconda fase sta al “consumatore” che deve scegliere in base alle informazioni che ha e quanto più possibile evitare formati proprietari, software e protocolli chiusi, e roba non-standard. E magari con le proprie scelte guidare il mercato verso soluzioni tecnicamente ed eticamente migliori.
loviuz
04 set 2010 - 17:12 - #18@Fabiooo
“Ideologicamente, così per dire ci sono… ma ci si deve confrontare col mondo reale, non con gli idealismi.”
Gli idealismi e il mondo reale molte volte non coincidono, ma se non si spinge sui propri ideali ci si adatterà al mondo reale. E chi “comanda” il mondo reale? Le grosse aziende che hanno i soldi. Quindi, per la proprietà transitiva, se non si spinge sugli ideali ci si adatterà a chi ha i soldi :-)
Questo non significa che loro non abbiano ideali, anzi… Però gli ideali di grosse aziende non sono il progresso del mondo, ma il progresso di sè stessi e della loro azienda. I brevetti infatti limitano il progresso a chi li inventa.
Come ha detto qualcuno i dipendenti costano, ci sono le spese fisse, ecc… quindi forse si può studiare un qualcosa che tuteli il tempo impiegato alle scoperte/invenzioni ma comunque le renda accessibili a tutti, così nessuno ha da dire. Che ne dite?
PD
04 set 2010 - 20:53 - #19@killduke
Evidentemente non mi spiegato in maniera chiara, non stavo parlando della concezione corrente di brevetto (che di certo disapprovo), ma di come esso dovrebbe essere riformulato.
Ti riporto la frase:
«portami le prove che quello che hai fatto è frutto del tuo lavoro e non dovrai pagare niente.»
Non vedo come questo possa intaccare minimamente il grado di *progresso dell’umanità*, soprattutto tenendo conto che non si può concedere un brevetto per qualsiasi cosa.
Poi sul fatto che dei brevetti ne venga fatto un abuso continuo sono daccordissimo, ma non concedere protezioni a chi investe soldi nella ricerca è un suicidio. Se chiunque può prendere le mie invenzioni e giocare al ribasso dei prezzi (e può farlo, perché non ha speso nulla), non mi converrebbe più investire nelle ricerche. Moltiplica questo per ogni azienda nel settore e si avrebbe una situazione di stallo. Grossi volumi di vendita per chi abbassa i prezzi, ma ricavi quasi inesistenti. E’ già successo per l’hardware, non facciamolo accadere di nuovo per il software.
Fabiooo
05 set 2010 - 09:05 - #20E’ vero che ci sono delle alternative, e che è giusto pubblicizzarle… open o meno che siano, così l’utente può scegliere.
Il fatto ad esempio che qualcuno dice “non userei Flash”… d’accordo ma la scelta la fa il web designer, l’utente deve adattarsi(o rinunciare al contenuto che non è una soluzione).
E, ad oggi, né Silverlight né HTML5 sono validi sostituti, per cui la scelta di Flash è logica.