Quasi ci siamo: l’alternativa a Facebook di cui avevamo parlato rilascerà il codice prodotto tra pochi giorni. Fino a oggi il team non aveva ancora svelato dettagli sulla piattaforma, ma gli investitori (che hanno finanziato il progetto a scatola chiusa) non dovrebbero restare delusi dai risultati. Diaspora si basa infatti sulle specifiche di OStatus, il protocollo di StatusNet già noto come open microblogging.
Volendo fare un parallelo, Diaspora sta a Facebook come identi.ca sta a Twitter. Apparentemente i quattro studenti della Columbia University hanno rispettato tutte le promesse, ma ci vorrà ancora del tempo per valutarlo accuratamente. Nel frattempo sono emersi altri dettagli sul progetto e qualche screenshot. Rispetto a StatusNet (ex-Laconica) installare Diaspora richiederà risorse come Ruby.
Rimane in dubbio la possibilità che sia predisposta una piattaforma alla WordPress.com per fornire Diaspora a chi non disponesse di un server dedicato. Se così non dovesse essere, è probabile che il successo del progetto ne uscirà fortemente ridimensionato. Non basterà un hosting di fascia medio-bassa per creare piattaforme basate su Diaspora. Dalle immagini emerge una somiglianza con BuddyPress.
Via | ReadWriteWeb
fdecollibus
29 ago 2010 - 17:25 - #1Dovrei davvero studiarmi questo progetto per capire cosa abbia di diverso per esempio da Elgg (www.elgg.org).
Cmq, OpenStatus o laconi.ca non mi è mai sembrato un progetto davvero maturo…
sinn.fein
29 ago 2010 - 21:07 - #2Ma a linkare le immagini di cui parlate ci vuole molto?
/V sdfsdfsdfsdfsdf
30 ago 2010 - 10:28 - #3Tutto il discorso sui server dedicati all awordpress non dovrebbe essere troppo critico, giacché gli sviluppatori parlano di un’infrastruttura peer to peer basata su chord. per cui i computer stessi dovrebbero essere nodi del cloud.
questo peró secondo le prime dichiarazioni, ora vedremo cosa hanno tirato fuori…
gerlos
30 ago 2010 - 22:15 - #4@fdecollibus
è da qualche mese che uso identi.ca e twitter, e devo dire che tecnicamente trovo molto più ricco e comodo da usare identi.ca. Il fatto che (al contrario di twitter) supporta i gruppi, rende facile mettersi in contatto sin da subito con persone con interessi simili…
L’unico svantaggio, per ora, è che c’è meno gente su identi.ca che su twitter, ma la cosa non ha nulla a che fare con la piattaforma. In ogni caso, se uno è interessato al software libero, identi.ca è ricchissimo.
Twitter al contrario è spesso sovraccarico, cosa che non mi è mai capitata con identi.ca.
La cosa figa di status.net e di identi.ca è che se vuoi installi status.net sul tuo server e ti metti su un tuo servizio di microblogging che può comunicare con identi.ca e con il resto del mondo, al contrario di twitter.
IMHO è positivo che diaspora “riutilizzi” protocolli da identi.ca… non si dovrà reinventare la ruota e si potrà interagire facilmente con altri servizi.