
Non è la prima volta che Canonical cancella la distribuzione di un’architettura. Andiamo con ordine. Mark Shuttleworth ha inaugurato una pagina promozionale per Maverick Merkaat a seguito della scoperta di una serie di video delle funzionalità di Ubuntu 10.10 trovati sul web. Quasi contemporaneamente dai server di Canonical scomparivano Itanium e SPARC.
Sembra un paradosso, ma è tutto vero: la cancellazione delle due architetture era già prevista. Scott Remnant l’aveva anticipato in un messaggo alla mailing list degli sviluppatori. Canonical non ha ancora ufficializzato l’abbandono di IA64 e SPARC, benché la cancellazione sia definitiva. Delle piattaforme “tagliate” sarà forse Itanium a destare più rimpianti.
Il parallelo tra le due notizie non è casuale. L’impronta di Canonical allo sviluppo di Ubuntu è esplicitamente improntata all’esperienza desktop e mobile, nonostante le partnership su server e virtualizzazione. Una buona strategia di marketing può avere più senso del supporto a piattaforme sui generis. Shuttleworth lo sa ed è fisiologico che sia così per Ubuntu.
Via | Here Be Dragons
index
21 ago 2010 - 10:30 - #1“Non è la prima volta che Canonical cancella la distribuzione di un’architettura. Andiamo con ordine.”
Mi sembra giusto: dopo l’impressionante mole di ben 1 notizia è meglio andare con ordine!
Qualcuno ha scoperto di recente la parola “paradosso”? Ne sta abusando.
Dalle relazioni logiche esposte suggerirei la parola “cospirazionista”.
Roberto Rossi
21 ago 2010 - 11:54 - #2Finalmente una mossa sensata.
Spero proprio che finalmente si decidano a concentrare le forze sull’unico scopo che una distribuzione come Ubuntu può avere, sostituire Windows.
Sarei proprio felice di vederli impegnati nel risolvere i veri problemi che affliggono ubuntu, e tutte le distribuzioni di linux in genere :
Linux è un fallimento? (http://www.redchar.net/?x=entry:entry100411-101543)
Trovo che l’eliminazione di cose superflue sia un ottimo passo nella giusta direzione.
pizzuco
21 ago 2010 - 13:16 - #3A ciascuna distro il proprio obiettivo: importante è che non si esageri nella dispersione di teste ed idee e nel numero di distros.
Mi chiedo fatto 100 il lavoro di Canonical, quanta sia (stata) la fatica di portare la distro in altre piattaforme? 5 per ogni piattaforma? Ma Canonical non era già solo x86 ed x86-64? Con la recente introduzione di StrongARM?!
Comunque ed in generale, la diffusione del software libero (open source) porta alla minore importanza della piattaforma di riferimento grazie alla possibilità di compilare i sorgenti. Questo inoltre mette in evidenza cattive pratiche di programmazione come la bassa tipizzazione di alcune variabili che può portare a differenti comportamenti degli applicativi a 32 o 64 o… bit.
Rimangono comunque Debian e Gentoo a supportare molte piattaforme… E questa libertà è importante per garantire qualità e evoluzione delle idee, non lo si dimentichi.
Lasciatemi infine un commento su mamma Intel: in passato ne ha combinate un sacco per “avere” l’architettura del grande Alpha RISC di Digital, c’è stata una causa per furto e la stessa Digital, proprietaria della tecnologia, ha vinto (mi pare fosse già diventata oggetto di Compaq, poi ed a sua volta diventata brand di mamma HP), poi Alpha è morto (più o meno, non era open source!!!) e IA64 va spesso al pronto soccorso, diciamo, in quanto la compatibilità hardware con il passato a 32 bit non c’è (mentre AMD aveva capito che era meglio averla… ed ha vinto…), salvo emulatori simil Digital Fx!32
http://en.wikipedia.org/wiki/FX!32
Vi ricordo, inoltre, che l’India non troppo tempo fa
http://www.ossblog.it/post/5091/india-un-nuovo-processore-con-linux
ha dichiarato di volersi produrre un “proprio” processore… E mi pare che non siano in 2.000 abitanti… ;-)
Questo indipendentemente di quello che farà mamma Oracle con Sparc, dato che, fortunatamente, questa architettura hardware è aperta! Deo gratias!
http://www.opensparc.net/
taccoboss
21 ago 2010 - 13:21 - #4Io se fossi in Canonical farei ancora peggio. Le Lts supportate 2 anni ed i normali rilasci supportati per 6 mesi, in modo che ci si possa concentrare quasi esclusivamente sullo sviluppo del prossimo rilascio. Canonical conta “appena” 350 dipendenti ed a mio parere non ha la forza per affrontare lo sforzo di sviluppo di 3 rilasci per volta. Comunque sia con Ubuntu 10.04 penso che abbiano fatto un buon lavoro e sembra che la 11.04 voglia puntare allo sfruttamento dei nuovi processori grafici ed alla bellezza del desktop. Non ci farebbe male diventare un po’ Winzozziani! Sono perplesso però sul prossimo Gnome 3.0 che personalmente a me non piace molto. Altra cosa importantissima sarà l’uscita di Steam, sempre che ci sarà! Lo spero vivamente, anche perchè testando il prerilascio di xorg 1.9 ho potuto constatare che la mia scheda grafica ( nvidia quadro fx 4600 ) pompa ancora di più!Mi piacerebbe tanto poter giocare a qualche bel giocono sul mio amato Ubuntu! Incrociamo le dita!
darkham
21 ago 2010 - 13:23 - #5Dalle parti di Shuttleworth il caffè è arrivato ad agosto 2010,
tetsuro-2
21 ago 2010 - 17:49 - #6Sono due architetture morte, l’importante è che supportino ARM.
ice
22 ago 2010 - 09:59 - #72 dettagli:
1_Ubuntu è uyna derivata DEbian, che supporta TUTUTE le architetture
per reinglobare all’occasione un architettura basteranno 6 mesi di una nuova release. Quindi è solo un arrivederci
2_le LTS di Ubuntu sono importantissime lato server ed hanno permesso a Ubuntu di ottenere le certificazioni epr un sacco di piattaforme. E per entrare in sale server serie la certificazione è fondamentale
Non fai girare SAP o altro su una piattaforma non supportata uffcialmente per poi snetirti di ri dall’assistenza di un software che paghi fior di milioni che non possono darti supporto causa la tua piattaforma…….. In mabito server si ragiona per cicli di 3-5 anni
E cmq la virtualizzazione ha reso tutto molto piu faicle togliendo il problema del riconoscimento hardware che solitamente era cio che maggiormente spingeva anche lato server ad usare versioni testing