
Sulla falsariga di SUSE Studio, recentemente arricchita da SUSE Gallery per le singole applicazioni, Debian ha inaugurato Live Studio. Una soluzione semplice per ottenere medium adeguati alle proprie esigenze. Sembra che le piattaforme per la creazione d’immagini per installazioni personalizzate delle distribuzioni Linux siano diventate di moda su internet.
Debian Live Studio non è altro che un’interfaccia web in sostituzione all’uso della riga di comando. La possibilità di personalizzare le immagini CD/DVD e USB per l’installazione era già possibile con un’applicazione da terminale, priva di grafica. La piattaforma online funziona allo stesso modo (e sfrutta gli stessi comandi), ma in modo davvero molto semplice.
Registrandosi a Live Studio si accede a un rapido questionario che guida alla personalizzazione di Debian. Le opzioni sono decisamente più scarne dell’interfaccia di Novell. Al termine della procedura è possibile avviare la creazione oppure tornare indietro per rivedere al configurazione. Le immagini per il momento non hanno una scadenza temporale.
Via | Linux Journal
steveacab
14 ago 2010 - 17:04 - #1peccato solo che non faccia scegliere i pacchetti da installare
sordomita
14 ago 2010 - 17:22 - #2Speriamo che lo facciano anche per Ubuntu e in futuro anche per Fedora!
bord
14 ago 2010 - 17:54 - #3@sordomita:
Perchè speri che lo facciano con ubuntu? Ubuntu è una derivata di debian, e le differenze ancora sono poche, quindi non vedo perchè questo sistema non possa andare bene.. capisco con fedora, ma con ubuntu non ne vedo proprio il senso…
Rog
14 ago 2010 - 20:16 - #4In un certo senso Fedora lo fa già con Anaconda utilizzando la versione DVD dei suoi supporti; dove si possono scegliere anche i meta pacchetti da installare.
luilia
15 ago 2010 - 09:58 - #5ma perchè devo registrarmi? che palle cosa vogliono? che se la tengano sto pacco
anubisssss
15 ago 2010 - 12:10 - #6copiare, copiare , copiare…
bugiardo
15 ago 2010 - 21:23 - #7mi sono iscritto ma non funziona, la solita fregatura vogliono soldi per il server virtuale, poteva dirlo subito che era un servizio a pagamento