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È diventata Apple il principale "nemico" pubblico dell'open source?

Pubblicato: 10 ago 2010 da Federico Moretti

Fuq PatenteQuesta è l’opinione di Florian Müller, in prima linea per l’abolizione dei brevetti software, che in sostanza riprende le parole di Richard Stallman. Una definizione ingenerosa, quella di «fair troll», per un’azienda che ha dato tanto all’open source. Eppure il trend degli ultimi anni sembra confermare la tesi di Müller e vanificare quanto di buono ha fatto Apple. Tanto da renderla peggiore di Microsoft agli occhi della comunità FOSS.

Müller analizza le due multinazionali in relazione all’uso dei brevetti. Microsoft si comporterebbe come tutte le altre imprese del settore, proponendo software proprietario e talvolta “aprendosi” in caso di necessità. Apple, al contrario, farebbe un uso illecito dei programmi liberi incubandoli in un ambiente chiuso. Nulla di nuovo nelle parole di Müller. Ma c’è chi ritiene che Microsoft sia il capro espiatorio da sopprimere.

Gli atteggiamenti radicali non avvantaggiano nessuno e persino l’ostinazione nel paragonare questa e quella azienda rischia di diventare del tutto sterile. Però chiudere entrambi gli occhi di fronte alla situazione odierna sarebbe altrettanto sbagliato. L’aspetto da cui trarre elementi positivi, nelle conclusioni di Florian Müller, riguarda l’estensione della soglia di guardia a realtà estranee e antagoniste alla nota Microsoft.

Foto | Günther Starnberger

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    10 ago 2010 - 08:36 - #1
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    Oracle?

  • Andrea R

    10 ago 2010 - 09:27 - #2
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    Gli atteggiamenti radicali avvantaggiano eccome. Ben venga chiunque non scende a compromessi per soldi!

  • Its a Miracle

    10 ago 2010 - 09:48 - #3
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    #REDIRECT [[http://www.youtube.com/user/CooLgaru]]

  • Profilo di gm

    gm

    10 ago 2010 - 12:11 - #4
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    Quelli che coloro che non si schierano mai chiamano “atteggiamenti radicali” non sono altro che coerenza: tenere un comportamento coerente rispetto a quanto si dichiara.
    Promuovere l’open source tacendo le questioni etiche del software libero è esattamente come promuovere qualsiasi altro prodotto commerciale e ciò comporta due effetti negativi:
    - chi passa da proprietario a open senza conoscere i principii del free software lo farà solo per una convenienza momentanea e non attuerà una scelta consapevole (cioè determinata dalla conoscenza di tutti gli elementi), quindi alla prima occasione ritornerà al closed senza problemi;
    - se si useranno prodotti che da open diverranno gradualmente closed non si noterà alcuna differenza, se non nel momento in cui ci si chiederà come mai ci mettono così tanto a risolvere quel bug che affligge solo noi o perché nessuno apporta quella modifica che aggiunge quella funzione che ci farebbe tanto comodo.

    Insomma, è tipico degli opportunisti e degli ignavi pensare che definire “radicale” qualcosa significhi criticarla.

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    10 ago 2010 - 14:47 - #5
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    Concordo con Muller, sembra anche a me che Apple stia prendendo il posto di Microsoft nelle antipatie.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    10 ago 2010 - 20:42 - #6
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    La mia impressione:
    Apple è chiusa per definizione.
    Microsoft propone i suoi formati “Open XML” che open non sono.
    L’utente ha diritto di scegliere (e di sbagliare) ma le aziende non devono imbrogliare.

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    11 ago 2010 - 11:49 - #7
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    a me sembra che l’autore dell’articolo abbia un “atteggiamento ingenuo”.
    Che Apple sia nemica dell’open source l’ha ampiamente dimostrato recentemente, ad esempio con i suoi demo html5 privati e con le persecuzioni legali contro chi tenta di rendere l’iphone interoperabile con altri s.o.

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