Il kernel 2.6.35 è appena stato rilasciato ed è già tempo di pensare alla prossima release. Piaccia o, meno la prima notizia su Linux 2.6.36 riguarda l’ingresso di AppArmor al fianco di SELinux e TOMOYO tra i moduli di sicurezza proposti. Mentre Red Hat predilige SELinux per Fedora, AppArmor è la scelta di Canonical per Ubuntu ed è un progetto di Novell.
Scelto come profilo predefinito anche da Mandrake (e, ovviamente, da OpenSUSE), AppArmor è in lizza per entrare nel kernel da diverso tempo. Sembra proprio che questa sia la volta buona. Chi è abituato a compilarlo su Ubuntu ha già avuto a che fare con le patch di Canonical per AppArmor e la società potrebbe contribuire anche più della stessa Novell.
Sì, perché la multinazionale ha liquidato gli sviluppatori da qualche anno e il “pallino” di AppArmor è sempre stato una caratteristica dell’azienda di Mark Shuttleworth. Quest’ultimo ha tutto l’interesse a dimostrare il proprio contributo all’open source dopo le polemiche innescate al GUADEC 2010. In ogni caso, «la scelta è una buona cosa».
Via | LKML
Anonimo codardo
03 ago 2010 - 08:34 - #1I moduli di sicurezza sono il principale mezzo per il vendor lock-in nelle distribuzioni enterprise.
Immaginate di avere tre, quattro programmi completamente diversi per il login sicuro da remoto, ognuno con un proprio sistema di chiavi etc etc. Ecco, ora pensate che per fare ciò esiste praticamente solo openssh. Ecco.
Nomix
03 ago 2010 - 14:19 - #2@Anonimo codardo
Diciamo che quei 3-4 programmi sono dei frontend per OpenSSH…