
Tra i governi europei quello britannico è uno dei più attenti alle modificazioni sociali dovute all’introduzione di nuove tecnologie. Per questo motivo alla base della chiusura del SABIP c’è un percorso che non intende «gettare la spugna» sulla difesa del diritto d’autore. Piuttosto, il Regno Unito vorrebbe introdurre un nuovo concetto di copyright in Europa.
Stando alle indiscrezioni attorno al futuro del SABIP (un ente abbastanza simile alla nostra SIAE, ma governativo) la Gran Bretagna avrebbe accolto alcune delle istanze difese da Creative Commons. Un documento destinato a essere sottoposto all’Unione Europea specifica infatti gli utilizzi pre-commerciali e non-commerciali della proprietà intellettuale.
Nelle motivazioni del gruppo che ha testé sciolto il SABIP c’è la consapevolezza di come internet abbia cambiato i metodi di diffusione delle opere. Difendere il copyright coi metodi di un tempo non ha più senso. È tutto da dimostrare che la “svolta” del Regno Unito porti a un’apertura definitiva, benché le premesse siano buone. Intanto l’Italia resta a guardare.
Via | The Register
oceanoweb
22 lug 2010 - 11:22 - #1Magari toccasse anche alla Siae !
mcandy
22 lug 2010 - 11:34 - #2UAOOOO…IL MIO SOGNO RICORRENTE DA 10 ANNI REALIZZATO…..peccato che sono un cugino sempliciotto di campagna…come mi sento vecchio in questo paese ammuffito…
Giurg
22 lug 2010 - 18:27 - #3non è molto chiaro questo articolo, non capisco come si possano tutelare i dirittti degli autori con questo metodo che non è spiegato, chiederei degli approfondimenti a riguardo all’autore dell’articolo.
In che modo il Regno Unito intende difendere gli Autori ed Editori?
Quali sono questi “nuovi” sistemi?
Giurg
22 lug 2010 - 18:31 - #4Poi come dice il titolo “Il copyright è finito” questo sarebbe davvero la fine dell’arte, non avremo più musica, ne canzoni, ne poesie, come tantomeno non avremo più marchi e loghi ecc….
mcandy
22 lug 2010 - 19:28 - #5Giurg penso che tu non abbia capito bene ;-)
l’abolizione del diritto d’autore ( bisogna sempre vedere in che modo) non farebbe altro che aumentare a dismisura l’arte, semmai finisce la tettina di quelli che producono musica commmerciale (mica è arte quella )
Esempio: Antonacci/D’alessio/Ramazzotti ecc. che producono dischi con delle cadenze studiate a tavolino non guadagnerebbero più una cippa dal diritto d’autore, quindi dovrebbero fare SOLO I CONCERTI DAL VIVO per guadagnarsi il pane…
i gruppi più talentuosi che dal vivo riescono ad imporsi e farsi piacere fanno i soldi….gli altri che fino ad oggi hanno scritto canzoni davanti ad un computer E VENDONO NON SOLO I CD MA LA LORO IMMAGINE, IL MERCHANDISE ECC…fanno acqua alla pipa….NON TI SEMBRA ARTE QUESTA?
claudio.
22 lug 2010 - 19:29 - #6@Giurg
senza il copyright della SIAE non avremmo più le canzoni? Avremmo le stesse canzoni senza le case discografiche a mangiarci sopra.
K-TO
23 lug 2010 - 09:10 - #7@Giurg
Quindi l’uomo ha cominciato a produrre arte solo in seguito alla creazione di enti atti alla tutela del diritto d’autore sulle opere d’arte.
Paradosso Uovo-Gallina non ti sembra?
aska
23 lug 2010 - 10:00 - #8il copyright non è finito… sta solo mutando forma…
:)
guiodic
29 lug 2010 - 18:28 - #9Prima del Copyright abbiamo avuto Dante, Shakespeare, Leonardo, Michelangelo… Con il copyright abbiamo avuto Gigi D’Alessio.
Ecco io farei volentieri a cambio :)