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Software ovunque con Portable Linux Apps

Pubblicato: 22 lug 2010 da Federico Moretti

Portable Linux Apps

Portable Linux Apps non è, come sembra, la versione per Linux del famoso PortableApps.com per Windows. Eppure non ha nulla da invidiargli e funziona su tutte le distribuzioni.

Si tratta di un archivio web-based di applicazioni proposte come binari pronti all’uso che non hanno bisogno d’installazione. Non serve neppure utilizzare una “chiavetta” USB.

È sufficiente scaricare il programma desiderato, renderlo eseguibile e avviarlo. Talvolta potrebbero rendersi necessarie delle librerie aggiuntive come dipendenze perché funzioni.

Via | Smashing Apps

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • iomichiedo

    22 lug 2010 - 11:41 - #1
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    “Non serve neppure utilizzare una “chiavetta” USB.” Da quando si è cosrtetti ad usare una “chiavetta” usb per qualsisi software portable?(escludendo quelli che sfruttano U3)

  • Profilo di lordmax

    lordmax

    22 lug 2010 - 12:51 - #2
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    Era veramente tempo che anche in linux si arrivasse a capire l’utilità del software portable.
    I SO non dovrebbero neppure più avere un meccanismo di installazione, ogni software dovrebbe essere a se stante sia per praticità che per sicurezza.

  • floriano

    22 lug 2010 - 12:52 - #3
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    non servono neanche librerie minime??

  • Herod2k

    22 lug 2010 - 13:18 - #4
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    io continuo a non capire, se si ha la connessione ad internet perchè utilizzare un sistema come questo invece del repository della distribuzione?

  • nondiciamostupidate

    22 lug 2010 - 14:23 - #5
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    “È sufficiente scaricare il programma desiderato, renderlo eseguibile e avviarlo. Talvolta potrebbero rendersi necessarie delle librerie aggiuntive come dipendenze perché funzioni.”

    che equivale a :

    apt-get install software
    (usare software)
    apt-get purge software
    apt-get autoremove

  • THeK3nger

    24 lug 2010 - 17:19 - #6
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    Ma come si fa a capire l’inutilità di una tale cosa? Se non capite come funziona un SO evitate commenti inutili.

    Le applicazioni hanno meccanismi di installazione e dipendenze esterne per migliorarne l’efficenza, permetter il linking dinamico, la condivisione di parti di codice comuni a più programmi, creare eseguibili più piccoli ecc. ecc.

    Se linux è molto meno avido di risorse è proprio perché fa largo uso delle dipendenze esterne. Se tutte le applicazioni fossero compilate stand-alone occuperebbero 4 volte tanto in spazio e in memoria.

  • Delian

    31 lug 2010 - 10:58 - #7
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    @#5 e #4
    Non sono d’accordo.
    Le app portable sono principalmente pensate per un utilizzo su un pc condiviso, o su un pc su cui si ha un accesso occasionale ergo, quasi mai si hanno i diritti necessari per installare del software.
    L’utilita’ di tale approccio mi sembra abbastanza evidente.

  • HaBart

    25 ott 2010 - 14:12 - #8
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    Le applicazioni portable sono un’ottima soluzione sopratutto sulle macchine per produzione, ovvero per postazioni di uffici di P.A. o più in generale per coloro che con quella macchina non vogliono giocare a fare gli informatici, ma piuttosto hanno la necessità di produrre documenti sempre, sia che piova, che tiri vento, o che l’ennesima aggiornamento di versione ti installi qualcosa di bacato (e che magari non ti consente di andare in stampa.)
    Un elenco di buone ragioni per sviluppare dei Portable?
    - i portable sono qualcosa che si AGGIUNGE, e che nulla toglie alle normali installazioni: una importante libertà per l’utente.
    - puoi avere sula stessa macchina contemporaneamente versioni diverse dello stesso software
    - ti salvano “immediatamente” se la versione installata ha un baco bloccante
    - ti salvano quando nella nuova versione hanno spostato qualcosa nei menù e non trovi più quell’opzione (se stai lavorando non ti puoi fermare per “documentarti”)
    - se un portable è fatto bene in genere se ne frega delle dipendeze dalle librerie installate
    - l’esperienza di un utente su uno specifico portable è immediatamente condivisibile dagli altri utenti dell’ufficio… anche se remoti… perché l’altro utente in difficoltà si può scaricare la medesima versione… e tutto sarà identico.

    Sostanzialmente si tratta di cambiare il punto di vista: non si tratta di alfabetizzare a forza gli utenti (un Linuxday obbligatorio ogni sabato? …mi ricorda qualcosa…).
    Mi viene un esempio: se una barca ha dei buchi in carena inevitabilmente affonda… ma a nessuno verrebbe in mente di abbassare il livello del mare per ovviare al problema.
    Certo il paragone è un po’ forte, ma gli utenti sono tanti e dei loro limiti bisogna prendere atto. Si può addebitare una “colpa” all’acqua che penetra invasivamente nella sentina?

    Concludendo, se un programmatore fa un errore (e succede) mette in difficoltà un numero altissimo di utenti… che di fatto, con apt, non se la cavano … :-)

    Quindi W i portable ed un ringraziamento a chi si sbatte per confezionarli.

    (un utente)

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