
Neelie Kroes, EU Internet Commissioner, dice che i governi dovrebbero avere una vera giustificazione se promuovono software proprietari che richiedono royalty o impongono restrizioni.
Ovviamente la Kroes supporta l’open source e vuole stendere una serie di linee guide per gli stati membri con lo scopo di incoraggiarli ad utilizzare programmi liberi.
Lo scopo è quello di evitare quel che è successo negli anni scorsi quando gli enti governativi sceglievano tecnologie proprietarie che rendevano il passaggio ad altre soluzioni sempre più costoso.
Via | TopTechNews
Shiba
14 giu 2010 - 10:35 - #1Tanto noi abbiamo Brunetta…
Vincent666999
14 giu 2010 - 11:02 - #2Finalmente qualcuno con un barlume di saggezza!!! Non sono contro il software proprietario lo uso, ci lavoro, ma ci sono ambiti in cui proprio non dovrebbe entrare tipo le PA e i governi in genere!
gothrek
14 giu 2010 - 11:15 - #3a #1
perkè invece prima di brunetta con il governo di sinistra si era propensi all’open source? non diciamo cavolate, per non dire altro, il problema italiano non è legato ne alla sinistra ne alla destra, nessuno dei 2 si è mai interessato dell’open source e sulla possibilità delle amministrazione di passare a software non dipendenti da microsoft.
E’ l’italia aministrativa e governativa in toto che deve cambiare mentalità sull’open source e non brunetta. Volete l’open source e poi avete una closed mind.
tosky
14 giu 2010 - 11:21 - #4@gothrek
Quasi. Diamo a Cesare quel che e’ di Cesare: il corpo di leggi noto come Codice dell’Amministrazione Digitale varato dal ministro Stanca (in realta’ la Commissione Meo) e’ molto avanti e prevede esplicitamente il riuso del software e l’obbligo, spesso disatteso, della valutazione comparativa. Da rileggere.
ScugniInside
14 giu 2010 - 11:35 - #5Belle parole ma io sono del parere che fin quando i nostri politici….di destra o sinistra che siano….hanno la possibilità di “far girare soldi” lo faranno e l’open source gli tarpa le ali. L’Italia è l’Italia.
A buon intenditor poche parole.
Antonio B
14 giu 2010 - 12:30 - #6ma siete dei gran ignoranti! di informatica e di politica!
è ben noto quello che ha fatto il b nei confronti del software e del software aperto.
la sinistra almeno fa poco o niente.
è questa è la regola generale che vale sempre nel nostro Paese. dobbiamo scegliere il male minore.
pezzo_di_medda
14 giu 2010 - 12:38 - #7Scrivere gli pseudo articoli/notizie in Italiano non farebbe mica male…
gothrek
14 giu 2010 - 12:46 - #8@tosky
non vorrei entrare nel dettaglio della tua (seppur importante) segnalazione, ma tanto per fare esempi, visto che lo hai citato, il
CNIPA, ovvero il centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, permette di scasricare dal suo sito i vari documenti in….udite udite…DOC, e ho detto tutto, alla faccia dell’open source.
guiodic
14 giu 2010 - 13:21 - #9In Spagna, nella regione dell’Andalusia, la regione ha installato 220.000 (dico: 220 MILA! non 200 non 2000 non 20 mila ma 220MILA!) pc con Ubuntu nelle scuole.
Qui stiamo ancora a dover spiegare cosa ca**** è Linux.
tosky
14 giu 2010 - 13:52 - #10@gothrek
Beh, se non danno la possibilita’ di scaricare in un altro formato di quelli della lista (almeno PDF), potrebbero essere fuorilegge. Ma la regola c’e’.
winkiller
14 giu 2010 - 14:13 - #11In realtà gli unici che abbia mai sentito spendere qualche parola sull’adozione dell’open source e della revisione delle leggi in matere di proprietà intellettuale sono i radicali e l’IDV. Il presidente del consiglio stesso si è autodefinito un illitterato digitale e mi pare che buona parte dei nostri parlamentari e ministri non sia molto distante da questa posizione. Le uniche battaglie su questo terreno che ho visto combattere dal centro destra sono state sempre e comunque volte a ridurre la libertà degli utenti specialmente su internet.
m0rd0r
14 giu 2010 - 14:21 - #12@gothrek
Pero’ sei subito corso a precisare…..eh?
d4n
14 giu 2010 - 14:21 - #13ridicoli meno di una settimana fa hanno promulgato la notizia di aver acquistato un ipad per ogni parlamentare dell’UE e oggi ci vengono a parlare di royalty e di apertura all’open source??? ma glie lo hanno spiegato che apple non open source???
chiunque-x
14 giu 2010 - 14:40 - #14@gothrek, premetto che ti esprimi per congetture, anche se non a torto, il DOC anche se non è un formato aperto lo è diventato a suon di reverse engineering, ma di certo la presenza di questi formati nei siti governativi o della PA non è certo dovuta alla consapevolezza di questo fatto, è solo scarsità di adeguamento ad un mondo che cambia, perché è di consuetudine lavorare come si è sempre lavorato, e salvare file come si è sempre fatto.
La questione non è tanto di destra ne quanto di sinistra, perché il buon senso può esserci da entrambe le parti, il problema è l’ignoranza verso certi settori e la propensione a scegliere qualcosa che ha un valore per far in modo che i soldi girino e dar luogo ad anomalie sistemiche per attribuire o attribuirsi finanziamenti.
Brunetta è un ometto tanto buffo quanto psicolabile, lui vorrebbe ottimizzare ma non sa come, e noi non sappiamo se chi è con lui è affidabile o meno.. mi domando se Brunetta abbia mai interpellato ILS più tosto che consulenti privati.
Comunque forse è proprio questo il momento che si aspettava, per, finalmente liberarci dalle royalty di apple e microsoft e di quei “anche poveri” programmatori che sviluppano software scritto in viasual basic per farmacie, ospedali, rappresentanti, commercialisti, uffici pubblici, ecc.. ecc..
L’open source non remunera nessuno, purtroppo, è anche nella comunità di programmatori e impresari forse c,è la paura che se un repository unico di una distribuzione creata ed adattata per la PA con software creati e pensati per gestire dati in modo veloce e intuitivo, potrebbe in soli 5 minuti essere installata ed operativa in tutti i pc del sistema pubblico, quindi ledere al guadagno che programmi chiusi invece garantirebbe loro, per aggiustare questo inconveniente bisognerebbe adottare ideologie di sinistra, che includono finanziamenti ad organi che operano per tali solvenze, comitati e sindacati di programmatori open source, che vengono pagati da percentuali ingenti dallo stato e minime da privati che vorrebbero aderire. Ma con i tempi che corrono oggi non si sa più se vecchi enti sono ancora utili o meno, e se lo sono, utili, sapere e comprendere come, ed essere certi che agende politiche non abbiano intenzioni di demolizione a prescinderne dall’ utilità.
Personalmente non mi fido solo di Tremonti, ha troppo potere e può prendere decisioni anche troppo alla leggera, se sostenessimo davvero la democrazia, il ministero dell’economia dovrebbe essere gestito e amministrato sia da Bersani che da Tremonti.. litigando insieme, troverebbero strategie e manovre più consce e responsabili, mature, ed invece sempre più una misteriosa agenda ci traghetta verso un presidenzialismo sfrenato. Non democratico.
Quindi, sostanzialmente la risposta agli inconvenienti di costo e produttività noi sistemisti Unix li conosciamo, ma il tempo di applicare questi cambiamenti non poteva essere forse questo ultimo ventennio.. con piduisti che sabotavano la cosa pubblica, con i partiti che gonfiavano i proventi e i finanziamenti, con la mafia inserita in molti ambiti.. ora invece che grazie alle intercettazioni e alla stampa libera, ecco.. si cominciano a ritagliare piccoli spazi di democrazia e dare voce alle idee..
ma solo ora!
Quindi non lamentatevi se nei sistemi statali le compagnie private abbiano avuto la meglio, noi sistemisti nel frattempo vi abbiamo creato internet, adesso che ne possiamo parlare, creiamo le intranet delle PA. Debianizziamo i computer, recuperiamo vecchio hardware “che per pratiche di obsolescenza” è rimasto in disuso e creiamoci router o piccoli server di stampa e qualsia altra cosa che GNU/Linux ci consente di fare.
Ma solo da ora!, La vecchia branchia della politica è ormai confinata nelle sue idee estremiste di controllo e potere, ma prima o poi moriranno e rimarremo noi, giovani geekizzati e giovani nerd!
LDY
14 giu 2010 - 15:37 - #15qui la P.A. rilascia ancora (in esclusiva) documentazione in formati non liberi.
potranno usare Win…mac…moc quello che vogliono, ma incomincino, almeno, ad adottare formati non proprietari, nell’interazione con tutti.
aolpi
14 giu 2010 - 16:16 - #16i costi alla fine si equivalgono, certo è che nella p.a. i software usati sono quasi di esclusivo dominio di windows e i formati sono sempre gli stessi 4 o 5 proprietari — finché ci saranno tutti quei signori illuminati che ci comandano (e badate bene che ce li metto proprio tutti senza distinzione di sorta) le cose purtroppo non cambieranno per molti anni a venire e purtroppo ahimé neanche quando moriranno (come suggerito) è una casta e gli interessi economici la fanno da padrone
ilPestifero
14 giu 2010 - 17:08 - #17i costi non si equivalgono
come non si equivale la sicurezza, la stabilità, le performance, la sostenibilità etc. etc.
gothrek
15 giu 2010 - 07:41 - #18@ chiunque-x
il discorso sarebbe troppo ampio e un commento sintetizza, seppur a grandi linee, il proprio pensiero con tutti i suoi limiti.
Sono molto daccordo con te, anche se preferisco che ci sia un solo direttore di concerto, sia esso di destra o di sinistra, in italia il confronto tra le parti non è mai costruttivo (non voglio generalizzare, ma la “statistica” è quella che è), preferisco che si dia un colpo al cerchio e uno alla botte e piano piano si vada avanti, piuttosto che avere organi dove si discuta sempre (bersani+tremonti= altri litigi, altri fermi, altro tempo).
Io non ho tempo, io voglio vivere questo tempo, non sono disposto ad aspettare, ho voglia di fare, dico io, ma come tantissimi altri nelle nostre realtà quotidiane informatiche e con la nostra voglia di portare novità soluzioni nel nostro piccolo.
Unico punto che per conoscenza personale sono costretto a non appoggiarti sono i software per le farmacie, dove alla stregua (seppur nel loro piccolo) di microsoft e apple che citi, non sono disposti verso l’open source neanche lontanamente, anzi, per acquisizioni successive (un classico direi) non fanno altro che eliminare le piccole softwarehouse per monopolizzare un mercato ancora grasso come quello delle farmacie (non entro poi in merito ai software dei grossisti farmaceutici che ci sarebbe da piangere).
arroccolo
15 giu 2010 - 10:41 - #19non è pronto per il desktop figuriamoci per le amministrazioni, si è visto quel che è successo dove è stato addottato … linux è da terzo mondo dove ci si deve per forza di cose accontentare …….. dove girano i soldi si sceglie il top … non rosicate ma è così
uorp
15 giu 2010 - 12:11 - #20il top non è microsoft, menchemeno apple
bpm___
15 giu 2010 - 18:59 - #21@arroccolo
linux è così da terzo mondo che guarda caso nei sistemi desktop enterprise, dove realmente si può scegliere il meglio (perchè sono gli acquirenti che “impongono” le scelte alle software house), linux è molto usato…
informarsi prima di scivere cavolate
bpm___
15 giu 2010 - 20:04 - #22@arroccolo inoltre è proprio dove girano i soldi che ci sono moltissime realtà che usano linux, oltre al fatto che di amministrazioni pubbliche basate su opensource ce ne sono molte, soprattutto nel nord europa e sono in continuo aumento
Nedanfor
17 giu 2010 - 00:30 - #23@Winkiller #11
C’è CaroCandidato che raccoglie tutti i candidati (ad ogni elezione, praticamente) che promettono di sostenere il software libero. Movimento 5 Stelle e Sinistra e Libertà (che includeva anche Verdi e PdS) erano in testa, ma ce ne sono anche nel PD e nel PDL, anche se un’esigua percentuale. L’utilizzo di tecnologie opensource è sempre stato un punto del programma di Verdi e di SEL, non ci sono solo Radicali e IdV ;) {Premetto che è tutto a fine informativo e non propagandistico e che potrei essermi sbagliato in qualcosa, non ho una memoria eccelsa ;)}
@Arroccolo #19
Famosi barboni i produttori di Avatar, nonché praticamente tutta Hollywood. Famosi barboni NASA e CERN. Non ti chiedo di essere obiettivo ma quanto meno di argomentare.