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Notify OSD Configuration: Shuttleworth non è d'accordo

Pubblicato: 24 mag 2010 da Federico Moretti

Notify OSD ConfigurationPer quanto la vicenda si sia trasformata in una diatriba destinata a non avere fine – come accade spesso nell’ambiente dello sviluppo FLOSS – il sistema di notifiche ideato per Ubuntu già con l’esordio di Jaunty Jackalope e abbracciato da altre distribuzioni su GNOME è tra le innovazioni più apprezzate dagli utenti. Canonical ha concepito, infatti, un ulteriore aggiornamento che vedrà la luce col prossimo rilascio.

Dopo le polemiche sul posizionamento dei pulsanti per le finestre (a dire il vero piuttosto inutile) ci sono già le basi perché Mark Shuttleworth ribadisca che «Ubuntu non è una democrazia» poiché sulla possibilità di migliorare NotifyOSD ha già evidenziato che non apprezza cambiamenti al sistema diversi dai colori personalizzabili con un workaround — che non sarà mai integrato ufficialmente in Ubuntu.

Le motivazioni alla base della presa di posizione di Canonical in questo caso sono parzialmente giustificate dal fatto che NotifyOSD è di per sé una “reinvenzione” delle notifiche standard di GNOME – che sono cliccabili, come Shuttleworth ha escluso per Ubuntu – e dev’essere mantenuto quanto più semplice possibile: chi fosse comunque interessato a modificarne il layout può utilizzare Notify OSD Configuration.

Via | WebUpd8

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    24 mag 2010 - 09:10 - #1
    1 punto
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    uno dei porblemi che affligge la diffusione du Linux è l’eccessiva customizzazione
    Giusto che una distro decida di mantenere di default una certa uniformità anche nel layout
    Per chi volesse appoortare modifiche ci sono i repo (primo tra tutti lauchpad) e le distro derivate tipo Mint

  • Cobra78

    24 mag 2010 - 09:48 - #2
    0 punti
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    Condivido l’idea di shuttleworth, alla fine non può, e nemmeno penso voglia, impedire a nessuno di creare versioni patchate da usare per modificarne l’aspetto, quindi chi sa cosa vuole e cosa sta facendo avrà sempre un escamotage, semplicemente su meno cose può mettere le mani l’utente medio, meno rischia di far casini.

    A questo proprosito mi viene da pensare ai cancheri che ho tirato scoprendo che sulla 10.04 la sessione netbook-remix ha il pannello bloccato, per modificarne le applet bisogna caricare una sessione gnome e configurarla col netbook-launcher e così via (uso il global-menu per risparmaire spazio verticale); poi penso alla gente che per sbaglio cancella un’applet dal pannello e va in crisi mistica: col pannello bloccato un problema in meno :P

  • Profilo di d4n

    d4n

    24 mag 2010 - 11:11 - #3
    -3 punti
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    Ora vi faccio una profezia… Se l’astronauta continua così ben presto ci sarà un bel fork del suo giocatolo, e quando quel fork funzionerà meglio, darà più retta all’utenza vedrete che staremo tutti li e ubuntu sarà solo il passato, la distro da cui molti hanno iniziato.

    Il signorino Mark so tutto io può dire che ubuntu non è democrazia, ma l’utente finale se vuole determinate cose, lui le deve assecondare, anche perchè noi siamo i clienti e se non ci piace come opera prendiamo e ce ne andiamo… L’alternativa c’è, basta prendere già solo Mint come esempio oppure fedora, o Arch (per i più smanettoni) o pclinuxOS, openSuse… Mark se lo sente troppo caldo, non ce l’ha solo lui :P

  • Giannic

    24 mag 2010 - 11:52 - #4
    1 punto
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    Credo che dovresti sforzarti per scrivere in modo un po’ più chiaro.

  • ilPestifero

    24 mag 2010 - 12:07 - #5
    1 punto
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    Less is more anche nel campo dell’usabilità e delle gui.
    Sono d’accordo con Mark, poi per fortuna siamo nel campo dell’Open Source quindi ognuno può customizzarsi le cose come vuole e forkare quanto vuole, ma qui parliamo della maggioranza di chi usa Ubuntu e di chi la dovrebbe usare in futuro, e questo tipo di persone è giusto che abbia sotto il sedere un interfaccia uniforme, semplice e che non dia problemi, imho.

  • Profilo di flask

    flask

    24 mag 2010 - 13:29 - #6
    0 punti
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    Finalemte uno come Mark nella comunità OSS che non si fa influenzare per nulla dai vari geek e provetti smanettoni… evviva la diversità.
    Condivido tutto, se una distro linux ambisce ad avere successo (e io me lo auguro) in un pubblico più vasto non può prescindere da una bella cura di sfrondamento di tutto quello che non è strettamente necessario o richiesto. Io un OS lo concepisco super minimale e coerente (-> ergo, facile da capire e usare), poi l’utente che lo desidera lo addobba con tutti gli orpelli che vuole… quando le fondamenta di una GUI sono solide semplici e coerenti non c’è quasi più il bisogno di appesantirle con molto altro.
    Per come la vedo io, le personalizzazioni spinte sono il male assolute per un utente, e sono assolutamente da evitare come la peste.

  • enlightenment

    24 mag 2010 - 19:59 - #7
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    Mark ha capito da tempo quello che le persone cercano, per il semplice motivo che lui è un utente standard e cerca quello che è bene per tutti.

  • Andrea R

    25 mag 2010 - 04:19 - #8
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    anche se viene votato negativamente ha ragione d4n

  • Profilo di claudio230873

    claudio230873

    28 mag 2010 - 01:40 - #9
    0 punti
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    io non posso fare altro che apprezzare il lavoro fatto dalla Canonical negli ultimi 2 anni (ho iniziato ad usare Ubuntu solo con la 8.10) e mi fido di ciò che vuol fare Mark. Presumo che negli anni a venire l’aspetto del mio sistema open preferito cambierà radicalmente, anche se non vedo di buon occhio l’entrata (forse nella 11.04) di gnome 3.0. Io l’ho provato varie volte e me ne sono stancato quasi subito. Spero che , se mai la dovessero utilizzare, di poter dare all’utente finale la possibilità di switchare dal 3.0 al 2.30 o quel che sarà in maniera molto molto semplice.Io amo molto personalizzare il mio desktop, anche se ho mantenuto quelle differenze estetiche che hanno introdotto con Ubuntu 10.04. Poi ultima cosa, speriamo che Google si sbrighi a riportare il codice Android nel main tree del kernel Linux. Ci sarebbero così delle ottime basi per attirare una moltitudine di sviluppatori, dando la possibilità sia a Google di fare un porting desktop Android (magari con bumptop?) sui numerosi sistemi Linux, sia ai sistemi Linux stessi di riuscire a farsi puntare i riflettori contro! Due uccelli con una fava sia per Google , sia per Linux insomma. W Google, W Linux, e W la possibilità di potere scegliere tra free e non free (mi piacerebbe vedere anche software a pagamento sulle nostre distro), perchè la vera libertà stà sempre nella scelta!

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