
Mentre i principali quotidiani e le riviste cartacee che decidono di spostarsi sul web abbracciano sempre più spesso i featured content a pagamento (di norma tramite sottoscrizioni forfettarie su base mensile o, annuale come gli abbonamenti tradizionali) per fronteggiare la crisi della carta stampata, c’è chi ha scelto di sfruttare un differente modello di business.
È il caso del britannico Guardian Media Group (editore anche dell’Observer, oltre al quotidiano omonimo) che alla faccia dei competitor nazionali e statunitensi ha lanciato un’Open Platform per publisher e sviluppatori che mira a “reinventare” gli investimenti dell’informazione sulla rete: consolidati e nuovi partner la stanno provando dalla fine del 2009.
La piattaforma offre 3 tipi diversi d’accesso a seconda del piano stabilito con l’agenzia media del Guardian: il primo livello è liberamente accessibile, ma non prevede la pubblicazione dei contenuti integrali di cui il GMG detiene i diritti — sebbene consenta di generare dei mockup. I piani a pagamento dipendono dagli usi delle API che gli editor hanno preventivato.
Via | GNM Press Office
catarrino
23 mag 2010 - 13:00 - #1Non ci ho capito molto, ma sembra interessante! O__o
ekerazha
23 mag 2010 - 21:38 - #2L’articolo non spiega di cosa si stia parlando…