Bordeaux è un bundle di applicazioni – sviluppate dall’omonimo gruppo – per garantire la compatibilità del software ideato per Windows su BSD, Linux, OS X e Solaris: basato essenzialmente su Wine (di cui ora include la versione 1.1.41) è proposto al prezzo di $20.00 pagabili via PayPal. Un costo che però non è davvero “obbligatorio”, perché i sorgenti degli add-on e delle patch per Wine e IE4sLinux sono liberamente scaricabili dal sito.
In sostanza, nella migliore tradizione dell’open source (per chi se lo stesse domandando i sorgenti sono free software), il costo al pubblico copre il supporto ottico e la “pacchettizzazione”: l’upgrade alla versione 2.0.4 di Bordeaux è totalmente gratuito per chi avesse già acquistato il prodotto entro gli ultimi 6 mesi. Il design è cambiato – rispetto alla release precedente – con il port di Bordeaux su StormOS, desktop basato su Nexenta.
A prescindere dalle disquisizioni di carattere prettamente commerciale, l’importanza di Bordeaux (soprattutto nel fermento delle ultime ore) è strettamente legato a due fattori: il primo è ovviamente correlato alle patch per Wine – un progetto che già di per sé sta raggiungendo ottimi risultati, previsti con la versione 1.2 – e il secondo riguarda Steam, l’application store di Valve che è diventato un social network a tutti gli effetti.
Mentre Phoronix esalta la disponibilità di Steam per OS X, azzardando l’ipotesi che sia imminente il port per Linux (mai citato ufficialmente da Valve, ma di cui sempre Phoronix aveva “scovato” i sorgenti prontamente rimossi dal mirror), Bordeaux costituisce ad oggi l’unica risorsa per utilizzare realmente l’applicazione su sistemi operativi diversi da quelli provvisti da Microsoft e Apple. Va da sé che il client sia quello per Windows.
A essere in dubbio non è, infatti, l’ipotesi che Valve stia lavorando per portare Steam anche su Linux… quanto i tempi di realizzazione del progetto: si potrebbe trattare di giorni, settimane o, mesi. Se il client per Mac ha ricevuto un’ampia operazione di marketing preparatoria alla sua disponibilità effettiva, il termine Linux non compare ufficialmente nelle dichiarazioni di Valve e/o della sua sussidiaria. Ciò può significare solo due cose.
Steam è un prodotto commerciale che deve la sua esistenza alla vendita di videogame e sebbene i titoli open source per Linux si sprechino i giochi commerciali che ne prevedono il supporto sono limitati: il lavoro di Valve sul pinguino può dipendere dal successo dei tablet con Android, Chrome OS e webOS oppure rientrare in una strategia d’apertura al FLOSS di lungo termine. Oggi l’unica certezza è che per farlo “girare” su Linux occorre Wine con le patch di Bordeaux.
Via | Wine-Reviews
caterpillar86
13 mag 2010 - 14:52 - #1ma che mi avete cancellato il commento? O_o
thela
13 mag 2010 - 14:52 - #2forse “utilizzare realmente” la piattaforma Steam vuol dire utilizzarne la parte Social, perchè io tramite wine su Fedora 12 l’ho installato, e gioco agli ultimi Tales of Monkey Island senza “troppi” problemi… (dove “troppi” significa che non li ho giocati tutti tutti)
le patch di bordeaux sono già nel tree di wine?
Lyzbeth
05 set 2011 - 22:04 - #3This is way btteer than a brick & mortar establishment.