La Nasa ha scelto di puntare sull’open source. Si tratta di uno scontro culturale, qualcosa che va al di là della cultura, come spiega Chris Kemp, il nuovo capo dell’ufficio tecnologia creato per introdurre nella Nasa le nuove tecnologie. E che, con l’appoggio dell’headquarter, ha creato l’Ufficio Open Source all’interno dell’iniziativa Open Government.
La notizia è stata riportata da Federal Computer Week. Per Kemp la strategia della Nasa deve essere quella di influenzare gli standard emergenti e fare in modo che anche gli sviluppatori di software commerciali supportino le iniziative che interessano al governo.
L’area che maggiormente interessa alla Nasa, già attiva da tempo nell’open source, è il cloud computing. E la scelta dell’open source è dettata dalla necessità di poter modificare i software inseriti all’interno dei progetti dell’agenzia. Progetti per cui già da tempo la Nasa aveva previsto una speciale licenza open source, la Nosa, il cui testo potete leggere qui.
Questo però non significa che la Nasa non sia interessata alla proprietà intellettuale di ciò che viene rilasciato, sottolinea Kemp. La Nasa infatti ha un processo rigoroso e burocratico attraverso il quale deve passare il codice sviluppato prima di essere rilasciato alla comunità. Metti che nel codice sviluppatosi ritrovano qualcosa protetto da brevetti, sai che macello per l’agenzia?
Kemp individua il problema principale nelle difficoltà dei funzionari pubblici ad accettare questo rischio. In ogni caso, dopo cinque anni di lavoro la Nasa è quasi pronta a rilasciare il primo “federal open-source contributor agreement” che dovrebbe portare a una sorta di compatibilità simile a quella di SourceForge. Così il pubblico potrebbe contribuire a scrivere codice per i progetti open source della Nasa che a sua volta potrebbe incorporarli in progetti contenitori che poi rilascerebbe nuovamente.
Jak696
08 mag 2010 - 14:52 - #1L’opensource ultimamente sta ricevendo davvero molte attenzioni… che sia la svolta?
christian m
10 mag 2010 - 15:42 - #2ormai anche alla NASA sono alla canna del gas, che pena