Nei prossimi giorni avremo l’opportunità di intervistare Stefano Zacchiroli, project leader di Debian eletto solo pochi giorni fa.
Zacchiroli è un ricercatore italiano emigrato a Parigi, dove lavora all’università. E’ stato sviluppatore di Debian per nove anni, e si era candidato già due anni fa al ruolo di DPL. E’ stato il co-maintainer del Package Tracking System.
Qui potete trovare il suo programma da candidato, ma se siete curiosi potete dare un’occhiata anche a quelli degli sconfitti.
Nei commenti a questo post provate a suggerire le vostre domande che, nei limiti del possibile, rivolgeremo a Zacchiroli.
Foto | Alfonso Pierantonio
captive
21 apr 2010 - 11:38 - #1Premessa: Se da una parte è vero che l’utilizzo di s.o. e software liberi è sempre più diffuso, oltre che su piattaforme server, anche fra “normali” utenti e soprattutto in dispositivi mobili o embedded, d’altra parte rimane una cronica carenza di sviluppatori, probabilmente non attratti dalla piattaforma in se, o dalla difficoltà di sviluppo e dalla frammentazione (non tanto delle miliardi di distribuzioni, quanto, secondo me, dei possibili framework su cui appoggiarsi). Ciò ovviamente implica una certa resistenza all’utilizzo da parte di chi non trova tutto il software di cui ha bisogno, soprattutto con l’intuitivita ed “feels like home” di cui ha bisogno.
Vorrei quindi chiedere a Stefano come veda l’attuale situazione del panorama OS, con particolare riferimento a linux, ovviamente, e se crede che il modello del Bazaar rimarrà, alla lunga, ad uso di una nicchia di utenti, o riuscirà ad allargare il suo bacino di utenza. Ed in quest’ultimo caso, a che prezzo? A cosa bisognerebbe rinunciare, o in cosa scendere a “compromessi”?
TDG
21 apr 2010 - 11:48 - #2A quando un vero supporto per lxde?
cosorosso
21 apr 2010 - 11:51 - #3- Uno dei motivi più importanti del successo di Ubuntu è la gestione del supporto utente e del bugtracking fatta tramite Ubuntuforums.org e Launchpad.net: Debian potrebbe muoversi in tal senso abbandonando la gestione (obsoleta) tramite mailing lists?
- Cosa pensa dello scheduling “forzato” delle releases fatto dalle altre distribuzioni contro la politica del “released when ready” fatta da Debian? Non pensa sia meglio schedulare dei freeze almeno per le release “unstable” (fasandola alle altre distribuzioni)?
xanscale
21 apr 2010 - 12:08 - #4- come pensi di gestire i rapporti con canonical? (maggior o minor integrazione tra i 2 progetti?)
- cosa pensi di un pacchetto/gestore di pacchetti unificato con red hat (deb+dpkg+apt)
belze
21 apr 2010 - 13:24 - #5*debian sul desktop
sappiamo tutti che debian ha una base notevole come os per server, ragion per cui la versione stabile è una delle migliori implementazioni linux. Ma nell’utilizzo dekstop debian ha delle difficoltà. normalmente uso sidux come desktop principale e sono molto soddisfatto, ma la filosofia del release when it’s ready crea dei problemi legati al freeze, che non avendo una data certa prolunga l’assenza di aggiornamenti (kde4.4 ad esempio non ha ancora raggiunto sid) per lungo tempo.
come si legge in altri commenti, cambiare strategia almeno per sid potrebbe rendere questo ramo ancora più appetibile per usare debian come desktop non solo per utenti la cui unica necessità è avere un software testato il più possibile?
Fry__
21 apr 2010 - 13:41 - #6Quali mosse per portare Linux sui desktop?
Cosa pensa dell’idea di avere un Linux standard?
Quali passi intende intraprendere per avere un gestore di pacchetti unico per tutte le distro?
guybrush_threepwood
21 apr 2010 - 13:55 - #7cosa si prova a vivere e lavorare in un paese che qualche soldo ancora lo investe in ricerca scientifica invece che in facildonne e travestiti?
Ciston
21 apr 2010 - 14:35 - #8Come commenta le parole apparse su un post precedente in questo blog:
Andrew Morton, uno dei principali collaboratori di Linus Torvalds, ha sottoilneato: “Siamo vecchi e stanchi, e non vedo gente aderire al progetto con l’entusiasmo che avevamo noi all’inizio”.
Qual è la sua idea in proposito e, se è d’accordo con Morton, quali idee pensa di portare alla comunità degli sviluppatori per avvicinare i giovani allo sviluppo di Linux?
gioby
21 apr 2010 - 15:07 - #9una domanda personale: come mai hai deciso di iniziare un dottorato in Francia e non in Italia? Qual é la situazione della ricerca sul software libero nel nostro Paese? Pensi che se volessi tornare in Italia, potresti trovare fondi facilmente come in Francia? Cosa consiglieresti ad uno studente che voglia iniziare un dottorato di ricerca sul software libero?
Giovanni Guasco
21 apr 2010 - 15:41 - #10Quali sono i piani futuri per incentivare le software house a produrre e fare il porting di software professionali in ambiente linux?
La prego di una risposta.
Distinti Saluti
G.G.
valexs
21 apr 2010 - 16:31 - #11Sono interessato anch’io alla domanda su un formato/gestore di pacchetti universale che si candidi a venir adottato da tutte le distribuzioni.
bitfreedom
21 apr 2010 - 16:59 - #12Domanda:
Stefano, quale sarà l’evoluzione di Debian in termini di stabilità del sistema e effettiva libertà del software e dei formati?
Debian, insomma, intende essere un progetto che si pone come punto di riferimento tra i sistemi GNU/Linux stabili e realmente liberi o finirà per essere risucchiato nel vortice di sistemi come Ubuntu, dai rilasci frequenti e spesso affrettati e dai troppi compromessi “commerciali” a discapito della reale libertà del software e dei formati?
Da questo punto di vista, in particolare, Debian continuerà a utilizzare come dafault un kernel Linux che integra blob binari e altro software non-libero o, finalmente, deciderà di “liberare” il kernel del suo sistema operativo, magari adottando un kernel libero quale quello del progetto Linux-libre?
bitfreedom
21 apr 2010 - 17:20 - #13Domanda (SEGUE):
E, sempre da questo punto di vista, a quando la cancellazione dei repository non-free?
Anonimo codardo
21 apr 2010 - 22:26 - #14Le esigenze degli sviluppatori stanno cambiano (sono già cambiate). Oggi in molti ambienti è fondamentale essere al passo con i nuovi tool di sviluppo e poter provare/sperimentare nuovi trend (es. Mono, nuovi tipo di DB, senza citare gli ambienti embedded, o mio dio…).
Con gli attuali ritmi di rilascio di Stable è terribilmente un PITA mescolare ambienti di produzione e di sviluppo per “giocare”. Preso atto (spero) che l’obsolescenza di Stable è stata terribilmente rapida, c’è una qualche speranza di vedere un cambio di rotta su questo aspetto?
baba_andrea
21 apr 2010 - 22:51 - #15Perchè non riuscite ad unirvi tutti voi sviluppatori linux e organizzare tavole rotonde con i costruttori di hardware e le grandi software house per finalmente creare un business sicuro e professionale in stile Red Hat e Novel.
Che linux sia uno dei migliori OS attuali è ormai un dato di fatto, altrimenti non sarebbero cosi alti i numeri lato server, ma è anche ora di smetterla di avere decine di distribuzioni con decine di versioni di librerie diverse e forum e mailing list etc …
Comunque buon lavoro e grazie della vostra passione.
LUG
21 apr 2010 - 23:15 - #16bitfreedom: da talebani come te c’è solo da perderci, niente da guadagnarci. Abbasso i taliban del free software. L’estremismo non ripaga MAI.
bitfreedom
22 apr 2010 - 22:44 - #17@LUG
grazie per il tuo fattivo contributo alla discussione ed al software libero, ricco di spunti critici e di argomentazioni concrete, senza generalizzazioni ed etichette e scevro di qualsiasi scadimento a livello personale
da quelli come te non c’è né da perderci né da guadagnarci: solo il vuoto cosmico