
Chi fa parte della comunità da anni sa che la Microsoft ha rappresentato per lungo tempo l’avversario maggiore e che giocava più sporco, ma è ancora così?
Secondo Borys Musielak la Microsoft resta un nemico, ma non è più il principale pericolo per il movimento FLOSS. La vera minaccia arriva dal SaaS e ancora di più dagli App Store che oggi vanno tanto di moda a partire da quello di Apple.
Gli utenti di questi sistemi hanno pochissime libertà che sono attentamente controllate da un’azienda commerciale che può decidere cosa si può o non si può far girare su un device che avete pagato a caro prezzo.
Sarebbe interessante sentire il punto di vista di chi appoggia il software open source, ma vota con il suo portafoglio per certe aziende. Voi cosa ne pensate?
Foto | magerleagues
Via | Michuck
rief
31 mar 2010 - 14:43 - #1Sacrificare le proprie libertà per un device, per quanto avanti possa essere, è davvero incredibile (per me). Troppa gente usa l’iPhone, non capisco se sono io ad essere paranoico o loro ad accettare una situazione liberticida. Comunque la strategia Apple è sempre quella: l’utente è libero di fare solo le azioni che l’azienda stessa gli permette di fare. Se la Apple decide che un software non va bene, non va bene. E l’utente non può replicare anche se il device è, di fatto, suo.
Il problema comunque non è la Apple, il problema è che ci sono così tanti utenti che hanno comprato l’iPhone. Nel nostro sistema economico il mercato sta dando sempre più ragione alla Apple…
Andrea R
31 mar 2010 - 14:46 - #2I problemi degli app store ci sono e non sono solo per l’open source. Sono per tutto il panorama dello sviluppo software tolte le megaditte americane: Apple può chiudere fuori dalla porta qualsiasi sviluppatore che le arrechi danno. Un giorno in cui il grosso del mercato fosse accessibile solo tramite simili app-store sarebbe un danno assurdo anche per aziende produttrici di software proprietario, oltre che per gli utenti ovviamente.
La cosa migliore è comprare prodotti meno fascisti e forse neanche perdere tempo e regalare lavoro sviluppando codice libero per piattaforme dove l’utente ha già rinunciato alla libertà in partenza.
Il “software as a service” non lo conosco abbastanza bene da capire quanto possa crescere e se effettivamente ponga problemi. Personalmente mi urterebbe se del mio codice libero fosse imprigionato in un servizio chiuso.
Le armi di difesa ci sono già, comunque: la GPL versione 3 nella sua variante Affero.
Molti progetti dovrebbero adottarla.
Andrea R
31 mar 2010 - 14:50 - #3correzione, sorry:
*IL giorno in cui il grosso del mercato fosse accessibile solo tramite simili app-store PORTEREBBE
Silando
31 mar 2010 - 14:54 - #4Concordo pienamente, la maggior parte delle persone sceglie Apple perchè è di moda e perchè non potendo fare niente più di quello che è permesso dal Sig. Jobs non può sbagliare il tutto a discapito della libertà e della versatilità. Non capisco perchè invece non si usi Linux apt-get e hai tutto quello che vuoi!
davo
31 mar 2010 - 16:01 - #5Basta fare il jailbreak all’iphone e hai tutte le applicazioni che vengono bloccate dall’App Store, con la possibilità di accedere ad uno store parallelo. E che vi piaccia o meno, il 90% degli consumatori non ha nemmeno idea del concetto di libertà di cui state parlando in questo post e in ogni caso non ne sente e non ne sentirà mai la mancanza. Come faccio a saperlo? Basta prendere il numero di iphone sbloccati (usate google), poi togliete l’ x% di persone che lo sblocca per utilizzare programmi craccati ed eccovi la percentuale di utenti a cui interessa la libertà nell’usare l’iphone. Mettetemi tutti i meno che volete ma la realtà è questa.
Di nemico non c’è nessuno. Vuoi un dispositivo libero? Ti compri un android e la finisci lì.
Firmato: un NON utilizzatore di iphone.
danydan
31 mar 2010 - 16:13 - #6Sinceramente non sono d’accordo con questi discorsi estremisti sull’open e closed visti come tutto bianco o tutto nero, io vedo molte sfumature di grigio in mezzo che non sono da sottovalutare.
L’appstore di Apple ha comunque creato un enorme ecosistema di applicazioni acquistabili legalmente ed ha dato possibilità in più di guadagno a molti sviluppatori, in un settore dove le applicazioni disponibili erano poche e la pirateria era alle stelle.
Ha inoltre reso immediato e semplice per tutti(anche i non esperti) installare applicativi di ogni tipo sul proprio smartphone.
A mio parere questi sono tutti vantaggi reali che l’appstore ha portato con se, quindi non è così assurdo che la gente lo apprezzi, anzi.
Detto questo esiste un problema altrettanto reale, che è quello di lasciare troppo potere in mano all’azienda che controlla l’ecosistema, ma io credo che questo si possa risolvere con un po’ di concorrenza; quando gli store di Google, Microsoft, Nokia, RIM, ecc. arriveranno ad un livello paragonabile a quello di Apple, vedrete che la concorrenza se la faranno anche sulla quantità di software accettati ed a quel punto rifiutare un’applicativo che altri hanno accetato potrebbe non essere più così conveninete…
E’ chiaro che un’appstore non garantiràà mai una libertà assoluta che molti utenti esperti vorrebbero, ma per quello ci sarà sempre Linux, apt-get e l’open source, no?
lor3nzo
31 mar 2010 - 16:16 - #7Non è facile investire nell’open source: molte aziende investono “anche” nell’open source, ma la maggior parte dei progetti sono finanziati da capitale privato o da fondazioni.
Un esempio: investire in Google (android, linux sui server + supporto a molti progetti), Oracle (openoffice, mysql), Nokia (qt) può portare a delle scelte inefficienti per chi voglia sostenere efficacemente l’open source.
Da gestore posso dire che è più semplice trarre profitto da un investimento in Apple fatto entrando ed uscendo al momento giusto. Vi sono alternative come Red Hat ma - e non me ne voglia chi lo sostiene - personalmente non vedo una grande capacità di innovazione o di espandere il proprio mercato come ce l’hanno altre realtà.
Altro fattore fondamentale è l’orizzonte di investimento: tornando all’esempio di Apple, o di Google con Android, ci sono possibilità di trarre profitto in tempi ragionevolmente brevi grazie alle attese sulle vendite dei loro prodotti.
Se si pensa a Red Hat, invece, potrebbe apprezzarsi molto nel momento in cui linux in generale (e la loro distribuzione) guadagnasse grandi quote di utenti, ma non è qualcosa che posso vedere nel giro di uno o più mesi.
C’è qualcun altro di voi che si occupa di investimenti? Che scelte di investimento prendete rispetto all’open source?
rief
31 mar 2010 - 16:27 - #8@lor3nzo
Io non capisco una cosa: non deve per forza essere tutto open source. Ma possibile che si arrivi a bloccare e blindare un device a tal punto che solo chi produce il device può controllare cosa ci installi. Qui non si tratta di scegliere o non scegliere l’open source, si tratta di negare all’utente la possibilità di scegliere.
lor3nzo
31 mar 2010 - 17:19 - #9@rief
Forse sono stato poco chiaro, il mio punto di vista era quello di una persona che voglia investire del capitale nell’open source (al fine di sostenerlo, per trarne profitto, o entrambi).
Per quanto concerne gli utenti sono totalmente d’accordo con la possibilità di scelta, io stesso sono possessore di un macbook da cui ho tolto os x e lasciato solo linux (l’avevo comprato per provarlo e alla fine mi trovavo ad avviare sempre e solo linux).
Quando i tempi sarano maturi, se mai lo saranno, credo fermamente nello scenario in cui gli utenti capiscano i vantaggi e le potenzialità dell’open source, ed inizino ad abbandonare sempre più le soluzioni proprietarie.
A quel punto credo che aziende come Microsoft o Apple dovranno fare una riflessione sulle proprie strategie, e capire che l’apertura del codice può portare benefici a loro stessi ed al sistema.
Avete mai provato ad immaginare i prodotti Microsoft a codice aperto? Diventerebbero più sicuri, più flessibili, e non è escluso che MS possa guadagnare:
- dalle imprese che continuerebbero a pagare lecitamente le licenze
- dai produttori OEM che potrebbero comunque stringere accordi di licenza per la vendita ai retail
- in ritorno di immagine, perché un sistema più affidabile e sicuro, ancor più vicino alle esigenze degli utenti, sarebbe un’ottima pubblicità per un prodotto che in molti oggi ritengono poco efficiente (pensiamo al flop di Vista), ma non conoscono o non hanno una vera alternativa…
lucchetto
31 mar 2010 - 17:20 - #10ma l’android market non vi basta? qual’è il problema?
flask
31 mar 2010 - 19:13 - #11Sinceramente credere che tutto il bene sia dalla parte dell’open è di una superficialità ed immaturità disarmate. Oggi come oggi i progetti open source sono concepiti e creati da sviluppatori per sviluppatori con tutti i pregi e i difetti che questo comporta… tutti quei software per quanto ibellettati puzzano stramaledettamente di geek e non piacciono a nessuno al di fuori di quella cerchia.
.
Da una parte paghi qualche soldo in modo diretto e visibile e ti trovi software innovativo e semplice da usare che spazia in tutti i campi possibili ed immaginabili.
Dall’altra parte hai tutto gratis ma al costo di una istruzione e conoscenze non banali (badate bene che istruzione e formazione costano tanti soldini) di innovativo e valido ci sono solo strumenti per sviluppatori software e per server e basta. Per il resto degli utenti praticamente tabula rasa, quando va bene c’è un colne (scopiazzatura di roba inventata da realtà commerciali) e spesso neanche tanto bene riuscito.
.
Quello che voglio dire e che non è affatto da sottovalutare, è il costo nascosto che ha l’open source… dovete considerare che non tutti utilizzano il computer come appassionati di informatica, ma semplicemente perché è uno strumento utile per attività ludiche e/o di lavoro. Non tutti sono interessati alla iper personalizzazione dei software, non tutti hanno l’amico esperto a cui rivolgersi non pagando nulla, non tutti quando sono sul lavoro hanno tempo da perdere in smanettamenti e complicazioni varie da risolvere, non tutti quando sono a casa si appassionano davanti all’ennesimo problema software da risolvere con abilmente etc. etc.
.
Fin quanto vi vanterete e gongolerete dell’efficacia di apt-get e altre amenità tipiche di gnu/linux resterete relegati all’1% per l’eternità.
.
La gente spende volentieri i soldi se il prodotto merita, non è vero che gratis è meglio. Poi non capisco perché il software debba essere per forza aperto e gratis ma dove stà scritto !!! chi di voi è disposto a darmi lezioni di linux 1 ora al giorno per 3/4 settimane gratuitamente ??? Il lavoro di tutti costa fatica ed è giusto riconoscerlo. Le idee dell’ingegno umano, entro certi limiti, è giusto poterle sfruttare economicamente.
.
Son tutti capaci a fare i c.u.l.a.t.t.o.n.i con il c.u.l.o degli altri
.
W l’open sourge e W il closed source c’è del buono e del cattivo in entrambe le filosofie.
scubidoooo
31 mar 2010 - 19:15 - #12Non ho mai acquistato nulla su applestore ma bisogna dire che l’azienda ancora una volta è arrivata prima degli altri e ha permesso di acquistare applicazioni, mp3 e adesso ci sarà anche la rivoluzione dei libri digitali con ipad, ha dato la possibilità a programmatori di avere un discreto guadagno in cambio di visibilità a livello mondiale. Gli altri come le pecore seguono sempre quello che fa apple come mai? E poi diciamolo pure che in certi settori l’opensource deve ancora arrivare a dire al sua e competere con soluzioni closed.
Non capisco neppure l’accanimento verso iphone, se non vi piace basta non comprarlo ma non si può limitare la libertà altrui, quando spendi 600 e rotti euro ti informi prima di comprare e non è una sorpresa che iphone sia chiuso come device.
scubidoooo
31 mar 2010 - 19:25 - #13Flask, la realtà è quella che hai descritto, quello che manca per fare il salto di qualità è dedicarsi meno agli effetti desktop, ai pulsanti (destra, sinistra, sopra e sotto).
Analizzare approfonditamente quello che c’è ed’è migliorabile e quello che soprattutto manca nel panorama opensource. Manca la volontà d’intenti, di sviluppare in una direzione e unire le forse non disperderle in centinaia di distribuzioni per esempio.
Leggo spesso e volentieri che per linux manca un cad, bene sarebbe ora nel 2010 che iniziasse lo sviluppo, come si può pensare di diventare competitivi sul mercato quando mancano alternative?
scubidoooo
31 mar 2010 - 19:32 - #14Giusto per fare un’altro esempio e poi chiudo qua:
http://www.melablog.it/post/11252/pubblicare-il-proprio-libro-su-ipad-grazie-a-smashwords
Geniale no? Sarà chiuso e tutto quello che volete ma prendetemi un’altro esempio che dia una visibilità a livello mondiale per autori in erba e ti permette anche di guadagnare qualche soldino.
carlo01
31 mar 2010 - 19:45 - #15Prima ero un utente linux: 12 anni passati a provare distro su distro, a passare da gnome a kde e indietro ancora, da distro aptget based a rpm based, a combattere battaglie per il software libero, a smadonnare dietro a driver che non esistevano o non funzionavano.
Ora sono un utente mac, e posso fare quello che mi piace: sviluppare software open ma a pagamento (non paghi il mio lavoro, ma il mio tempo), focalizzandomi solo su quello.
Se trovo un programma che mi piace lo compro, senza problemi. Se c’è un’alternativa open, la uso, senza problemi.
Devo confessare che ora lavoro meglio, in meno tempo, guadagno di più (faccio più progetti nella stessa unità di tempo), e quando ho finito spengo il computer senza dover pensare a quel driver da compilare, a quei pacchetti da aggiornare, a quei repository da provare…quindi vivo meglio.
Poi ognuno ha le sue esperienze, tutte valide. Questa è la mia.
aleksander
31 mar 2010 - 19:52 - #16utilizzo praticamente solo Linux,questa di Apple è l’ennesima dimostrazione quanto sia ancora peggio di Ms.
Almeno su MS avrai un sistema proprietario scadente ma tutto il resto decidi tu che programmi mettere.Apple è completamente closed e ti da prestazioni che anche una distro Linux può dare (anche meglio).
Per il resto il consiglio è:Linux è sempre il migliore
carlo01
31 mar 2010 - 20:19 - #17@ aleksander
Che Linux sia sempre il migliore, non è vero e se sei utente linux lo sai benissimo.
Probabilmente lo è per chi vive a braccetto con una certa filosofia, e dire che lo sia SEMPRE è una sparata da estremisti, lo sai.
Per te è sempre per il migliore, per me lo è in alcuni casi. Mai rinuncerei ad una debian sui miei server, per nulla al mondo. Per l’utilizzo desk però, dopo 12 anni di linux dico che mac osx per me è meglio. In ambito videogame, Windows è imbattibile.
Che linux sia sempre meglio è obiettivamente falso. Diventa vero se la filosofia di utilizzo ha un peso maggiore rispetto ad altre metriche di paragone, come usabilità, affidabilitò, robustezza, scalabilitò, semplicità, sicurezza, prezzo, etc..
carlo01
31 mar 2010 - 20:22 - #18…dove lo deve sempre raffrontare anche all’ambiente in cui è utilizzato e alla preparazione dell’utente o alla disponibiltà di voglia/tempo di sbattersi per risolvere problemi, configurare il sistema, scegliere l’hardware (cosa che avevo, che adesso non ho più.)
flask
31 mar 2010 - 20:38 - #19”
Come la matematica e la ginnastica femminile, l’autocostruzione di computer è un gioco da giovani. Sebbene il vero fanatico potrebbe mantenere questo hobby per decenni, il geek tipico di solito si stufa intorno ai 30 anni. Di colpo la risoluzione di problemi di surriscaldamento o la ricerca affannosa di driver misteriosi sulla rete diventa… meno divertente. Il punto è che hai raggiunto l’età in cui il tempo comincia a significare denaro. Forse è perché guadagni di più, o forse perché inizi a sentire la gelida mano della morte avvicinarsi. In entrambi i casi, la smetti. Ti compri un Computer Di Marca, possibilmente uno che sia luccicante, argentato e con un logo di frutta. All’inizio ti senti colpevole, persino sporco. Poi ti passa.
”
.
Tratto da “Decluttering for Geeks”: http://www.goer.org/Journal/2008/07/decluttering_for_geeks_computer_components.html
.
Meditate gente meditate ;)
carlo01
31 mar 2010 - 20:40 - #20@flask
M1nch1a nessuno mi aveva mai descritto meglio. Sono impressionato. Davvero.
scubidoooo
31 mar 2010 - 20:41 - #21:-) divertente!
flask
31 mar 2010 - 21:11 - #22lo so, è veramente divertente :D
.
Tutti i fanatici li odio, sia che provengano al mondo linux da quello mac o quello win !
.
A voler per forza vedere, del marcio è possibile scovarlo dappertutto ! si si anche il linux di Torvlads e lo gnu di Stallman
.
Basta fare come me e cercare di vedere e sfruttare quello che c’è di buon e positivo in ognuna delle soluzioni disponibili senza pretendere la perfezione assoluta che tanto non esiste, e senza sposare in modo ideologico e troppo convinto una filosofia.
aleksander
31 mar 2010 - 22:00 - #23Penso che come utilizzo in ambito domestico Linux è ottimo.
Windows è ottimo per i giochi più che altro perchè i giochi commerciali per PC vengono creati quasi esclusivamente sulle DirectX e quasi esclusivamente per windows (quindi penso che non sempre è possibile fare un buon confronto tra MS Linux e MAC per i giochi).
Comuque la mia frase “Linux è sempre il megliore” era legato all’argomento del blog,ossia solo Linux è completamente libero e tu puoi decidere praticamente tutto quello che vuoi e penso che a livello di prestazioni è all’altezza di apple (poi se non ci sono programmi ottimi come quelli per mac non è colpa dell’OS in se stesso).
Per l’hardware forse io ho sempre avuto un pò di c…. hihihi, anche se anno dopo anno aumentano le periferiche riconosciute tranquillamente.
lor3nzo
01 apr 2010 - 00:26 - #24@flask (#11)
le tue riflessioni sono molto importanti, anche se secondo me non possono essere generalizzate… ti faccio due esempi:
1. l’utente “normale” che provasse ubuntu scoprirebbe di poter navigare su internet con il cellulare in cinque secondi, senza installare driver o chiedere informazioni al proprio gestore (l’ho sperimentato tempo fa con vodafone). La trovo una cosa favolosa.
2. Però l’utente normale non è necessariamente un paladino dell’open source: può aver bisogno di skype, del flash, dei ms “core” fonts, di codec audio/video proprietari, di driver video che funzionano davvero e senza difficoltà (ho molti amici che hanno lasciato linux soltanto per quest’ultimo punto). Ed ha bisogno di programmi validi ed ergonomici.
Come dicevi anche tu non sempre queste caratteristiche sono presenti nel sw open source. OS X ha un’ergonomia favolosa e pochi/zero problemi di driver (lo so, con hardware auto-prodotto… ti piace vincere facile? :-)) Windows ha molti problemi ma è così diffuso che alcuni sono dati per scontati…
Può sembrare un controsenso, ma credo che perché l’open source si diffonda ancor più e, perché no, si affermi come un nuovo standard, sia necessaria la presenza di guide capaci e che non vedano solo con gli occhi di un geek.
Pensiamo a Shuttleworth che rifacendo il look alla nuova ubuntu ha spostato in Gnome i pulsanti della barra delle finestre a sinistra… lo so, vista così è solo copiare da Apple. Ma consideriamo anche cosa potrebbe fare con la parte destra: probabilmente il suo team ha in mente qualcosa di davvero innovativo. E se non lo fosse gli utenti avranno sempre la scelta per cambiare (pulsanti, distro oppure OS ;-)).
Lorenzo
vincent35
01 apr 2010 - 09:50 - #25lor3nzo - rifare il look non è che cambia i problemi dei driver da te evidenziati e se proprio si deve copiare da osx più che i pulsanti ci sono tante altre differenze di produttività che segnano un solco tra i due os, io mi preoccuperei di più per gnome 3.
Onore a Mark è riuscito di più lui in pochi anni al comando di ubuntu che tutti gli altri in 20 anni.
flask
01 apr 2010 - 10:51 - #26dal comando dei team che seguono i vari progetti dovrebbero cacciare via a pedate nel c.u.l.o almeno il 50% dei programmatori/sviluppatori e al loro posto metterci dentro persone ,che non sanno nulla di codice sorgente ed ottimizzazioni, ma abbiano conoscenze, cultura e sensibilità diverse.
Quindi per ottenere quello che vuoi tu lor3nzo bisognerebbe far sparire dai vertici della catena decisionale buona parte dei geek e infilarci dentro qualche artista, filosofo, inventore, scultore, ragioniere, meccanico, macellaio, fiorista di professione, il matto del quartiere insomma gente comune che ha tante belle cose da insegnare in fatto di cultura informatica a quelle teste ingessate dei geek.
.
Per sgekizzare linux bisogna semplicemente eliminare geek dalla catena decisionale e rimpiazzarli con figure che hanno mentalità, esperienze, passioni, obiettivi, e culture diverse.
.
Quando questo avverrà sarà un bene per tutta la comunità
.
Gnu/linux fatto da sviluppatori per sviluppatori è una c.a.g.a.t.a p.a.z.z.e.s.c.a ! e
.
l’unica cosa che si ottiene è codice ben fatto, ben ottimizzato e molto efficiente PUNTO ma oggi non basta… Apple con iPad per esempio è già moto avanti… di fatto ha eliminato il sistema operativo lato utente O_o, non c’è più… e son sicuro che non mancherà a nessuno questa assenza in quanto il 90% delle più comuni attività è possibile svolgere ugualmente.
.
Bisogna passare oltre alla tipica cultura geek, non tutti godono a lottare con complicazioni e vincere la sfida, nelle famiglie non si ha quasi neanche più il tempo di accudire i bambini e preparare da mangiare figuriamoci quanti hanno voglia di star li a pistolare per far funzionare il computer… questo dovete capirlo al di là di tutte le filosofie open free & C.
.
Io sono da un po di anni che non ho più la mammina dietro al c.u.l.o che fa tutto, il tempo manca e quello che una volta era tempo dedicato per divetimenti da pischelli (geek nel mio caso) non c’è più
carlo01
01 apr 2010 - 13:36 - #27@flask
Scusami…dove hai letto che i geek non sono persone con mentalità, esperienze, passioni, obiettivi, e culture diverse?
Scusami….dove hai letto che l’opinione del macellaio o del fiorista è più importante di quella di un esperto in materia?
Facciamo una cosa: licenziamo TE dalla tua azienda, e mettiamoci uno che non capisce un H del tuo lavoro, e facciamogli prendere delle decisioni critiche.
Perdonami…ma mi sa che ti sei fatto prendere un pò troppo la mano, e l’hai fatta fuori dal vasino sta volta.
carlo01
01 apr 2010 - 13:40 - #28@flask
Non vedo l’ora di vedere un commercialista gestire la centrale nucleare vicino a casa tua, o un geometra scegliere il chirurgo che ti sta operando al crociato, o un fiorista poter influenzare il progetto dell’impianto frenante della tua auto, o un macellaio scegliere la plancia comandi dell’aereo che ti porta in vacanza…
Se la tua regola vale, deve valere sempre, in tutti i settori.
carlo01
01 apr 2010 - 13:42 - #29@flask
La c.a.g.a.t.a. pazzesca, perdonami, è il tuo ultimo commento.
Ben vengano i geek che sviluppano per i geek, ben vengano i geek che sviluppano per utenti comuni.
Ma di incapaci al comando ce ne sono già troppi adesso, senza che tu chieda l’introduzione di altri.
vincent35
01 apr 2010 - 13:48 - #30carlo anche tu però stai estremizando, un fondo di verità nel discorso di flask però c’è a mio parere. Interpretando il suo ragionamento forse voleva dire che sarebbe opportuno integrare nello sviluppo del sistema persone sicuramente meno competenti in materia di programmazione, ma in fatto di praticità hanno parecchio da insegnare. Alla fine chi usa il pc è o no il fiorista, il meccanico o il “matto del quartiere”
flask
01 apr 2010 - 15:16 - #31@vincent35 hai colto perfettamente quello che volevo dire.
.
Ovvio che il macellaio deve apportare il suo contributo in ambiti che non sono lo sviluppo del codice ma eventualmente dare giudizi o indicazione o scegliere quello che deve essere eventualmente la user experience, l’ergonomia etc.
.
Facendo il classico paragone automobilistico: È come se il progetto di una autovettura da commercializzare (ideazione + studio + marketing + design + ingegnerizzazione + industrializzazione + produzione + distribuzione) fosse tutta gestita solo da meccanici e progettisti meccanici… ora per quanto un meccanico è bravo non riuscirà mai ad essere competente in fatto di design e di marketing o altro. Anche se un meccanico si sentisse all’altezza di fare scelte in ambiti a lui alieni, per quel che mi riguarda, è meglio rivolgersi a competenze specifiche… nei prodotti informatici, purtroppo per i geek, quello che gira sotto il cofano e che è puro codice è solo la punta dell’iceberg e tutto il resto, che solitamente viene snobbato, ricopre un ruolo ed una importanza altrettanto grandi.
.
Quello che i geek faticano a metabolizzare è proprio questo, cioè la grande importanza che ha tutto il resto che non è ottimizzazione di codice.
Io lo so, i geek intimamente credono di sprecare il loro tempo quando si tratta di valutare, scegliere, studiare e migliorare le interfacce ad esempio, se lo fanno è solo perché così accontentano quei rompi scatole che non si degnano di imparare i comandi da shell e quella fantastica scienza che è l’informatica, questo intimo atteggiameto di “disprezzo” e “sottovalutazione” si riflette alla grande sul risultato finale purtroppo. Solitamente per svicolare via da questo problema i geek dicono, guarda con le personalizzazioni che ti permetto di fare puoi fare tutto quello che vuoi, solo che facendo così in un certo senso se ne lavano le mani svicolando pari pari il problema e peggio ancora non si rendono neanche conto di incasinare all’inverosimile **TUTTI** gli utenti, si anche quelli che sono super esperti.
.
Nei direttori ci vuole **ANCHE** gente che **NATIVAMENTE** (incapsulata nel kernel della loro coscienza e ego) se ne freghi altamente di quello che c’è sotto il cofano ma che siano sensibili ed accorti per quello che riguarda tutto il resto che c’è la fuori, quel mondo che è quasi ignoto ai geek.
.
Nei post uso toni duri, provocatori e iperbolici e abuso di astrazioni stereotipate (geek) per semplificare e stuzzicare le critiche, in realtà sono **MOLTO** buono e predisposto per il confronto e il dialogo ;)
carlo01
01 apr 2010 - 16:48 - #32@flask
Ma chi ti dice che TUTTI quelli che lavorano su progetti open siano TUTTI in fissa con l’ottimizzazione del codice? Da dove tiri fuori sta cosa? Chi ti dice che chi si occupa di lavorare sul codice sia la stessa persone che disegna le interfacce? Chi ti dice che la MS sia piena zeppa di gente comune a dar pareri? Chi ti dice che alla Apple tengano conto dell’opione dell’utente comune?
Inoltre, di quali progetti open parli? Di Blender, di Gimp, di Kde, di Openoffice, dei driver Nvidia, del kernel linux, di Darwin di MacOsX…a cosa ti riferisci?
Non puoi fare un calderone del genere e dire che per tutti i progetti oeìpen ci sono sempre e solo dei geek che non vedono oltre al loro naso…
Poi, cosa sarebbe un geek? Cosa rende una persona un geek? Definisci quello che stai dicendo.
blender
01 apr 2010 - 20:19 - #33Quante domande Carlo :)
Come di chi stiamo parlando? Di Linux no, che dopo tanti anni di sviluppo nell’ambiente desktop tende a non emergere proporzionalmente alle energie impiegate.
La risposta è semplice, basta che valuti con distacco i risultati pratici ottenuti.
Io focalizzerei l’attenzione su quanto detto da flask riguardo il paragone automobilistico, il punto è proprio quello, prendi ad esempio la nuova interfaccia di Blender, a parer mio hanno fatto un lavoro fantastico (10 e lode) aggiungendo anche funzionalità e pur mantenendo una propria linea e filosofia evolutiva dell’interfaccia e del prodotto in sé.
Sicuramente avvicinerà quantità di utenti maggiori rispetto a prima dovuto all’estrema ottimizzazione e produttività del software.
E’ inutile avere software dalle grandi potenzialità quando però queste sono nascoste e di difficile se non impossibile comprensione. Di effetto ci saranno maggiori utenti che vorranno sfruttare le caratteristiche di Blender su di una workstation Linux, visto e considerato che da recenti test si è potuto evincere che su Linux è più performante che su Windows e Mac.
Il nuovo Gimp 2.7 seguirà la stessa strada e verrà incontro alle richieste degli utenti che da svariati anni lamentano l’interfaccia un po’ disorganizzata, anche se tenderà ad assomigliare a Photoshop, ma è quello che la gente comune chiede a gran voce. Non bisogna avere vergogna a copiare anzi direi “rubare” idee quando queste funzionano bene solo perché vengono “copiate” da software proprietario.
carlo01
02 apr 2010 - 00:19 - #34Quindi, caro Blender, di cosa stiamo parlando?
Del kernel linux o di qualche desktop environment? Vedo che tu trovi fantastici dei prodotti open source…ma allora ci sono dei geek che non sono geek?? Ma dai…Forse allora sono quelli di Blender che hanno assunto dei fioristi o dei ragionieri?
Per piacere.
Poi tu dici che si parla di linux…forse intendevi non proprio il kernel linux, ma di qualche desktop environment…quale? O forse intendevi qualche distrubuzione?
Non mi vorrai mica dire che la Slackware ha gli stessi pregi e gli stessi difetti della Mandriva…qui mi sa che state solo parlando a vanvera, mettendo assieme solo una serie infinita di luoghi comuni.
carlo01
02 apr 2010 - 00:26 - #35Inoltre vi ricordo che la differenza in ambito desktop tra linux e macosx è di 4 punti percentuale…non di 95.
Togliamo dalla Apple il salvataggio dal fallimento fatto dal sig. Bill Gates nel ‘97, con 150 milioni di dollari freschi freschi versati nelle casse di Steve, oltre alla piena compatibilità del pacchetto Office (versioning compreso) e all’obbligo di avere Explorer come browser di default…poi vediamo se venite ancora qui a parlare di geek o di altro.
Andatevi a vedere il Macworld del 97 (http://www.youtube.com/watch?v=PEHNrqPkefI) con tanto di intervento di Mr. Gates che mette giù a 90 Jobs, umiliandolo davanto al mondo intero dicendo chiaro e tondo che gli ha appena salvato il culo. Poi vediamo se per emergere nel mondo desktop (sempre che il 4% del mercato su 3 competitor sia seffettivamente “emergere”) serve avere in azienda la gente comune oppure tanti bei soldi e accordi commerciali con chi detiene il monopolio.
LettoreDelBlog
02 apr 2010 - 09:22 - #36Quando sento parlare di “nemici” mi corre un brivido lungo la schiena.
Ho usato Windows per 17 anni, e da un pezzo l’ho abbandonato. Uso GNU/Linux da circa 7 e Mac OS X da circa 3. Cerco di parlare a ragion veduta.
Pure io potrei essere annoverato nella schiera degli ex-geek. Ero uno di quelli che si erano intagliati il caso in alluminio per farci una finestra costituita dal mio vecchio Ninkname storico. Tenevo non meno di 4 sistemi operativi in multiboot e in generale smanettavo a destra e a manca.
Ora però, come scritto sopra, sono un po’ più grandicello ed il pensiero di rischiare di compromettere un’installazione con tutti gli strumenti che mi servono per lavoro e non, mi spaventa.
Da geek giocavo con il computer, adesso lo uso.
Adoro GNU/Linux e, come dice Carlo, in azienda si utilizza esclusivamente Debian e la trovo una scelta più che azzeccata. Per qualunque problema ci pensano sistemisti che non si spaventano di fronte a nulla.
Ho fatto installare a molti amici Ubuntu proprio perché credo che, per ambiti molto basilari, non sia pratico né del tutto sensato far sì che tengano Windows. La maggior parte delle migrazioni le ho indotte nel periodo di Vista… giocavo facile.
Tutti ci si sono trovati bene nella misura in cui l’uso è semplice e diretto. Però resta il però. Come si presenta una minima problematica che non abbia prevista una comoda interfaccia grafica per la sua risoluzione, la soluzione è sempre passata attraverso il chiedermi la cortesia di raggiungerli a casa , visto che non sempre è possibile capire e/o risolvere da remoto.
Sono più che d’accordo con il fatto che l’Open Source abbia molti costi sommersi e che, per quanto filosoficamente sia veramente affascinante, trovi concretizzazioni spesso poco felici.
Attenzione, prima che mi si muovano critiche eccessive, chiarisco che in azienda adoperiamo OSS per quasi tutto, che collaboriamo a progetti OSS e che l’ultimo mio progetto è totalmente compatibile con la GPL-2… magari verrà pure rilasciato alla comunità.
Ormai però per me il desktop è solo e soltanto Mac. Mi spiace leggere commenti di persone che quasi sicuramente, oltre ad essere lasciati da persone molto giovani (leggasi, con molto tempo libero), denotano la più totale ignoranza in fatto di ambiente della Mela.
Sono più o meno le stesse critiche che vengono rivolte da fanboy della Microsoft: curioso che qualcosa accomuni nerd Linux e fanboy Microsoft! ^_^
Si parla di libertà violata e mi viene da sorridere. Io con Mac OS ho tutto quel che mi serve e faccio tutto quello che voglio, mi sento molto libero. Attenzione, anche con Linux si può far di tutto, solo che, mettetevi la mano sulla coscienza, spesso i cloni sono solo versioni molto più approssimative e disorganizzate. Si fa di tutto, ma in modo faraginoso e spesso non all’altezza.
Non capisco da dove vengano tutte queste restrizioni, non le percepisco affatto. E un po’ come quando crticano l’impossibilità di personalizzare la GUI del Mac OS X. Io rispondo: è bella, essenziale ed ergonomica così! Ero abituato a farlo con Windows e Gnome perché quelle di default a mio parere facevano un pochino pena, ma la GUI del Mac OS X la trovo già efficace a modo suo.
Discorso a parte merita l’iPhone. Ne ho uno e non parlo per sentito dire come altri qui. Ho finalmente uno smartphone (anche se lo definisco computer viste le potenzialità) che mi permette di far tutto quello che voglio, tutto.
Tempo fa presi un FreeRunner, con tanto di basetta programmabile per veri hacker. Risultato? Non è mai uscito un SO che fosse veramente stabile e a distanza di qualche mese si accorsero di problemi HW che potevano essere risolti solo mandandolo in assistenza. Sono stato assolutamente libero di lasciarlo nella scatola, non mi sono mai sentito mano libero in vita mia.
Con l’App Store una quantità sconfinata di sviluppatori, anche singoli cristiani davanti al proprio MacBook, han creato più di 150 mila applicativi, vendendoli a prezzi ben più che concorrenziali. Han fatto soldi e sviluppato qualcosa di buono, partendo da ottimi SDK Apple e da una documentazione per sviluppatori davvero senza eguali. Chi non l’abbia mai letta si fidi sulla parola.
Lato FreeRunner invece c’erano diversi gruppetti costituiti da un buon numero di persone ciascuno e non sono riusciti a far niente di valido, oltretutto sprecando tempo perché privi di remunerazione.
Adesso ditemi: chi davvero è più libero?
Ho speso 200 euro per un iPhone da 600 (offerta della H3G). Ho scelto di prenderlo in modo consapevole. L’ho preso pensando di sbloccarlo per avere quel tot in più di libertà. Ho messo programmi che mi fanno far tutto quello che voglio, quando voglio, e pagando poco il lavoro altrui.
carlo01
02 apr 2010 - 10:06 - #37@lettoredelblog
Quoto anche gli spazi.
flask
02 apr 2010 - 12:57 - #38@lettoredelblog
quoto tutto… spazi e anche i segni di punteggiatura.
.
@carlo01
Non ti rispondo in quanto evidentemente non vuoi cogliere il succo del mio discorso che come ho già detto è volutamente provocatorio e generico e non è quindi da prendere alla lettera… cos’è un geek nell’immaginario collettivo stereotipato lo sai meglio di me, non è il caso di annichilirsi con domande filosofiche tipo: definisci prima che cosa è per te geek? per piacere dai ! :)
flask
02 apr 2010 - 13:08 - #39Sono in vena di citazioni… ecco cosa diceva il noto fisico Richard Feynman:
”
Non possiamo definire nulla con assoluta precisione. Se proviamo a farlo ci coglie quella paralisi del pensiero che è tipica dei filosofi…
… uno dice all’altro:”non sai di cosa stai parlando” e l’altro risponde “Che cosa intendi per parlare? che cosa intendi per sapere? che cosa intendi per cosa?
“
carlo01
02 apr 2010 - 13:48 - #40@flask
Se fai un discorso provocatorio, come minimo dovresti aspettarti che i tuoi interlocutori siano provocati, e rispondano a provocazione con provocazione.
Una provocazione non è una scusa per scrivere banalità generalizzate, salvo poi dire “era un discorso provocatorio”.
Ti potrei dire che tutti quelli che parlano male dei geek lo fanno perchè sono invidiosi delle conoscenza dei geek e di solito sono dei beceri ingoranti che non sanno fare nulla…ma sia chiaro, è un discorso “provocatorio”…
Non mi va bene che generalizzi su tutto: tutto l’open source fa schifo perchè tutti i gruppi di persone che ci lavorano su sono tutti geek, e tutti i geek sono ottusi e ignoranti e non hanno le sensibilità di tutte le altre persone.
Questa non è una provocazione, è ignoranza.
flask
02 apr 2010 - 14:47 - #41@carlo01
penso di avere chiarito il concetto con il paragone automobilistico, che alcuni dei partecipanti di questo forum hanno inteso correttamente. Mentre con questo link ti faccio vedere quella che esprime bene secondo me la tipica sensibilità del geek http://www.ossblog.it/post/6032/terminator-tanti-terminali-in-una-sola-finestra .
Se il geek gode con quelle robe li fa solo bene ed è una risorsa da sfruttare per un certo tipo di attività, ma se permetti per quel che mi riguarda lo terrei lontano anni luce dalla stanza dei bottoni, o quanto meno non permetterei che fosse solo un collegio composto da loschi figuri così a decidere delle sorti di un qualsiasi progetto con un minimo di GUI.
.
La sensibilità di un geek è sicuramente molto diversa di quella di un salumiere o di un musicista. Purtroppo per quanto si sforzi un geek non riuscirà mai ad astrarsi a tal punto di mettersi nei panni di uno che di informatica non se ne intende per cercare di soddisfare i suoi gusti e le sue esigenze. Io sono un progettista meccanico, quelle volte che mi capita di partecipare a riunioni con il cliente, faccio una fatica matta a cercare di non mettere troppo in evidenza, per non dire nascondere, le manchevolezze degli impianti che sviluppo, questo perché non essendo mentalmente “ruffiano” come un commerciale, con la mia visione professionale da tecnico, faccio fatica a mascherarle. Il fatto è che per il bene dell’azienda c’è bisogno sia del mio apporto tecnico che di quello del commerciale che di tanti altri personaggi, ed entrambi abbiamo pari dignità e utilità.
Quindi quando strillo che i geek non capiscono un c.a.z.z.o di informatica non c’è da arrabbiarsi perché è vero. Come è anche vero che non capisce un c.a.z.z.o di informatica il salumiere.
L’informatica è una disciplina complessa e credere che solo i geek debbano poter dire l’ultima è una s.t.r.o.n.z.a.t.a. Visto che questa convinzione è estremamente radicate nelle loro menti ingessate l’unico modo che conosco di smuovere le loro intime convinzioni è quello di usare toni provocatori, spero mai veramente offensivi in quanto in quello che dico c’è molta ironia ovviamente. Tra l’altro ho sempre specificato che il tono è volutamente polemico con tanto di faccine sorridenti e strizzatine d’occhio ;)
flask
02 apr 2010 - 15:13 - #42@carlo01
e chi si è mai lamentato delle risposte a tono che ho ricevuto ?
blender
02 apr 2010 - 21:31 - #43Carlo, “Di cosa stiamo parlando?” arridaie :) non di luoghi comuni e frasi fatte ti ho fatto due esempi concreti di software e di come dovrebbero essere sviluppati per venire in contro alle esigenze degli utenti. Nell’uso in ambiente Desktop quale/i software possono considerarsi tali in Linux con una produttività pari a soluzioni commerciali a pagamento? Non vi è secondo te una dispersione di energie nello sviluppo del software opensource?
Per “emergere” nel mondo desktop servono si i soldi come in molte altre attività ma anche le idee. La GUI del Mac come ha fatto notare il nostro amico LettoreDelBlog benché non abbia il livello di personalizzazione di Gnome va bene così perché è efficiente e semplice nell’utilizzo, possiamo dire la stessa cosa di quello che si preannuncia Gnome3? A parer mio un salto indietro e anche di molto. Si che è ancora in fase di sviluppo ma non mi fa ben sperare, se questo è il modo per attirare utenti la direzione non è quella giusta.
Che mi importa se il mac è chiuso che monta su un sistema operativo proprietario quando poi invece di madonnare mi basta accenderlo e usarlo senza pensare di mettere mano al terminale, alle infinità di distribuzioni commerciali, alle infinità di rpm, deb, e altri pachettizzazioni varie. Che me ne frega di tutto questo? Le guerre filosofiche non servono a nessuno, a me interessa accendere il computer e usarlo in modo produttivo e non perdermi in problemi se i bottoni sono a destra o a sinistra a me interessa usarlo e che mi dia meno problemi possibili e che mi semplifichi la vita informatica. Bene, alla Apple questo lo hanno capito da tempo e gli altri copiano senza però proporre questo è il punto.
I “guru” dell’informatica hanno la tendenza (spesso e volentieri) di additare il “salumiere” (non me ne voglia ma è diventato il nostro metro di paragone) :) di non capire nulla di informatica, ma è proprio il salumiere che riesce ad usare il computer in maniera molto efficiente senza rendersene conto. Mi dispiace che non si vuole cogliere questo aspetto importantissimo.
Ora però caro Carlo mi piacerebbe sapere come la pensi tu in proposito senza rispondere con altre interrogazioni alle mie risposte.
Il salumiere (o forse no)
03 apr 2010 - 00:01 - #44“Che mi importa se il mac è chiuso che monta su un sistema operativo proprietario quando poi invece di madonnare mi basta accenderlo e usarlo senza pensare di mettere mano al terminale, alle infinità di distribuzioni commerciali, alle infinità di rpm, deb, e altri pachettizzazioni varie. Che me ne frega di tutto questo? Le guerre filosofiche non servono a nessuno, a me interessa accendere il computer e usarlo in modo produttivo e non perdermi in problemi se i bottoni sono a destra o a sinistra a me interessa usarlo e che mi dia meno problemi possibili e che mi semplifichi la vita informatica.”
Che è quello che fa Ubuntu. Installi e usi. Di bottoni a destra e manca se ne parla solo nei siti specializzati, non di certo sulla homepage di ubuntu. Di deb e di rpm non se ne parla su ubuntu, si usa deb senza nemmeno accorgersene, basta che imparino ad usare Synaptic e stop. Certo, alla mac “trascina il programma in Applicazioni” sarebbe più semplice ma del resto lo smartphone meno complicato del mondo non usa anche lui dei repository ricalcando quelli che ci sono in linux?
Basta imparare all’inizio, non c’è S.O più semplice di un altro, è solo questione di abitudine. Per esempio io ho avuto difficoltà a far usare un Mac a un 82enne, mi preme sempre il pulsante rosso chiudi finestra perchè gli viene naturale e intuitivo come un mac dovrebbe essere progettato. Eppure non si chiude il programma (giustamente).
Detto questo io uso Mac OS X 10.6.3 a casa, Windows in ufficio e Linux l’ho piazzato su un netbook perchè mi giravano le scatole mettere XP con firewall e antivirus (ovviamente il rischio c’è sempre senza firewall ma minore, non mi dilungo).
Il discorso di fondo di tutti questi commenti è: chi impara a usare bene un computer finisce per dare per scontate certe cose proprio grazie all’esperienza che fa, ma è giusto così, geek o non geek. Il problema sta poi nel sviluppare qualcosa a prova di niubbo come saremmo tutti senza esperienza.
blender
03 apr 2010 - 10:17 - #45Il salumiere,
Come vedi il tuo amico 82 enne ha molto da insegnarti perché effettivamente il pulsante rosso con la croce chiude il software in esecuzione.
Mi chiedo se non sarebbe meglio provarle le cose invece di dire di averle provate, così magari si può argomentare e sapere di cosa si sta parlando. Sai sono un po’ grandicello per le favole :)
http://www.imparomac.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/finestra.jpg
flask
03 apr 2010 - 12:06 - #46Su Mac OS X dipende :
Le applicazioni/utility mono finestra come: iPhoto, iMovie, Calcolatrice etc. si chiudono quando clicchi sulla caramella rossa
Le applicazioni/utility multi finestra come: iTunes, Photoshop, Monitoraggio Attività etc. non si chiudono quando clicchi sulla caramella rossa
.
C’è da dire una cosa, le applicazioni in background in Mac OS X non danno alcun fastidio in quanto dormienti praticamente non consumano risorse (RAM e CPU), in oltre non sottraggono spazio utile come avviene su Win. In Win spesso mi vedo costretto a chiudere le applicazioni per liberare spazzio nella taskbar inferiore perché quando si riempie troppo diventa inutilizzabile… è un limite di GUI non tanto di performance di Win.
Mediamente sul leopardo ho aperte più di 15 applicazioni senza che me ne renda neanche conto :) per esempio attualmente ho aperto: iCal, Rubrica, TextEdit, neoOffice, Safari, iTunes, VLC, Terminale, Promemoria, Anteprima, Scambio Doc. bluetooth, Monitoraggio Attività, Vuze penso si chiuderanno alla prossima occasione di un riavvio ;)
Il salumiere (o forse no)
03 apr 2010 - 19:36 - #47C’è sempre qualcuno che deve fare il saputello per poi rivelarsi una capra. Evidentemente uno che linka “imparomac.it” quello che conosce del mac l’ha appreso solo da lì e non usandolo come faccio io da Mac OS X 10.3, e non dall’altro ieri.
Prova a chiudermi Firefox completamente solo premendo il tasto rosso, poi vediamo cosa succede. Finder non si può chiudere come qualsiasi altra applicazione anzi rimane sempre aperta in background (come si può vedere dall’indicatore che c’è sotto l’icona del finder nella dock) quindi con il pulsante rosso chiudi solo la finestra. Con Snow Leopard non so perchè ho l’abitudine di chiudere tutte le applicazioni, ma ho un vecchio mac (quello che usa l’82enne) con Tiger che non mi si spegne perchè rimangono aperte le applicazioni quindi fa sempre fatica a farlo da solo.
Ah, e continua a metterti i + da solo per le cavolate che dici.
blender
07 apr 2010 - 10:30 - #48Salumiere dei miei stivali, se tu avessi un mac avresti capito che cosa intendevo come ha fatto flask, ad ogni modo se provi con programmi quali modo, blender, maxwell studio, silo, mudbox vedrai che si chiudono con il tastino rosso. Probabilmente tu e il tuo amico “inventato” 90 enne usarete al massimo notepad e il problema non si pone.
Il salumiere (o forse no)
07 apr 2010 - 21:18 - #49Io di mac ne ho più di uno, smettila di prendermi per il culo perchè non ho niente da dimostrarti.
Mi ripeto perchè sto parlando a un sordo o peggio a chi fa finta di non sentire: chiudimi firefox con il tastino rosso. Chiudimi Transmission con il tastino rosso. Chiudimi aMule con il tastino rosso. Mail. Thunderbird. Monitoraggio attività. Rubrica indirizzi. iTunes. Con il tastino rosso non si chiudono ( si chiude solo la finestra, lo vuoi capire o fai apposta a farti dare del de_ficiente? ) e puoi verificarlo dal fatto che c’è l’apposito segnalatore (che indica che le applicazioni sono aperte) sotto le icone delle citate applicazioni nel dock.
A giocare col notepad ci vai tu, Cog1ione.
Il salumiere (o forse no)
07 apr 2010 - 21:21 - #50E non ho nessun amico inventato 80enne. Mi spiace che nella tua famiglia si crepi molto prima :)