Pollycoke ha riaperto da pochi giorni. Ma non cercatelo all’indirizzo pollycoke.net, perché quel genio (lo stiamo prendendo in giro solo un po’, perché è davvero geniale) di Felipe è dovuto arrivare a vendere il suo sito per rendersi conto che no, non si poteva proprio separare da quella piccola comunità che aveva creato intorno a sé e alle sue “avventure nel meraviglioso mondo del software libero”. Felipe è ripartito dalle origini, da quel pollycoke.org che l’aveva reso “celebre” fra tanti appassionati dell’open source.
In esclusiva a Ossblog Felipe racconta i progetti per il futuro, dalla SocialBox al wiki delle guide, con riflessioni inedite su quello che definisce il “caso Mac, una risorsa per i distributori di Linux”. Quello che abbiamo incontrato è un Felipe più battagliero che mai, pronto anche ad alzare la voce nei confronti di personaggi come Shuttleworth senza farsi troppi problemi, ma con il solito stile educato, scanzonato e serio al contempo che lo contraddistingue. Un Felipe che sembra pronto a buttarsi in politica quando invoca una “maggior cooperazione sui software non di sistema” e invita i manutentori delle principali distro a smettere di “intrappolare il software libero dentro le loro strategie chiuse”.
Così in questa lunga intervista Felipe ci regala un sacco di spunti di riflessione, tirando in mezzo financo Galileo. Ma cominciamo dalla fine: hai chiuso, venduto e poi deciso di riaprire. Com’è andata?
“A settembre ho annunciato che chiudevo il mio blog personale, perché era ormai diventato troppo impegnativo da mantenere. Ho dunque smesso di preoccuparmene per mesi, fin quando ho iniziato a ricevere offerte, sempre più numerose, per vendere il dominio. A dicembre ho infine ceduto e ho deciso di vendere. La decisione si è rivelata un boomerang, e ha improvvisamente riacceso la voglia di scrivere e pubblicare le mie storie, che mi è congenita, credo. Mentre preparavo il backup dei contenuti, mi sono ritrovato a rileggere con più di un sorriso articoli e discussioni ingiustamente abbandonati… Così ho chiesto e ottenuto che gli acquirenti del sito mi lasciassero tenere per me i contenuti migliori”.
Però non sei ripartito subito, come mai?
Ho deciso di riacquistare pollycoke.org, il dominio con cui era originariamente nato Pollycoke nel 2003 e che era andato perduto, patteggiandone il prezzo con uno speculatore che parcheggiava il dominio da anni. Ho iniziato una strenua ricerca per trovare un hosting italiano all’altezza di quel che avevo in mente per il nuovo Pollycoke. Ricerca finalmente terminata a marzo, e vorrei ringraziare Luca Mercuri di NewMediaLabs.it per la lungimiranza, la competenza e la disponibilità.
Quindi spiega, cos’hai in mente per Pollycoke?
Pollycoke è e resterà prima di tutto un punto di aggregazione e di scambio. La componente principale è il mio diario personale in cui raccolgo impressioni e opinioni riguardo a quel che succede nel mondo del software “più o meno libero”. Oltre al diario e più del diario conta però la comunità davvero eterogenea di appassionati che lì si danno appuntamento per discutere e confrontarsi. Una delle pagine più consultate del sito è sempre stata la vecchia MessageBox, una bacheca su cui entrare facilmente in contatto con tutta la comunità, senza passare per la (necessaria) burocrazia di un forum, e senza essere vincolati dagli argomenti. Nel nuovo Pollycoke sto cercando di dare più importanza a quella componente, che adesso si chiama SocialBox: un’idea di “community blog” istantaneo e diretto che vanta anche caratteristiche sociali appunto, quali integrazione con Twitter e Facebook. Aspettatevi tante novità.
E le guide? Mai pensato di farci un libro?
Le guide di pollycoke sono sempre state caratterizzate da un approccio informale nei confronti dell’amministrazione di una Linux box. Prima le guide erano semplici articoli scritti da me, nel nuovo pollycoke invece sono state importate in un Wiki, sono rilasciate con licenza GNU FDL e sono patrimonio di tutti. Chiunque può scriverne di nuove o aggiornarne di esistenti. pollycoke si trasforma ogni giorno in quello che ne fanno gli utenti.
Ma chi è Pollycoke?
Pollycoke è nato come espressione di una mini-comunità di amici per poi meglio delinearsi come mio blog personale cresciuto grazie al costante contributo di molti. Con la nuova SocialBox e le Guide, chiunque potrà partecipare a plasmarlo come meglio può. Sono già arrivati i primi apprezzati contributi alle Guide e la SocialBox sta cominciando proprio adesso ad animarsi e a trovare una sua dimensione.
Hai ricominciato parlando del nuovo rilascio di Ubuntu e del tuo primo Mac. Cominciano a essere un po’ troppo simili, almeno nel look, non credi?
Ho ripreso a scrivere dedicando molte parole ad Ubuntu, al suo leader e alle importanti sfide che si prepara a lanciare con la nuova versione della distribuzione e con il suo “nuovo corso”. Ho scritto un paio di articoli con precise connotazioni “politiche” in cui plaudo all’operato del project leader di Ubuntu, chiamandolo scherzosamente Mark “il pallone è mio” Shuttleworth, ma in cui allo stesso tempo ribadisco la mia estraneità ad ogni gerarchia di Ubuntu. Sono un cane sciolto.
Felipe, che tu abbia comprato un Mac è una notizia. Spiega.
E’ stato per motivi strettamente pratici e di lavoro, però ho trovato molti spunti da condividere. Trovo ad esempio che per molti aspetti, non solo frivoli come quello del tema, Mac OS X debba essere visto come una risorsa per i distributori principali di sistemi Linux. Mac OS X rappresenta infatti un fenomenale “caso d’uso” di un OS UNIX che ha successo presso gente comune. Ci sono tante soluzioni trovate da Apple che è stupido rifiutare in toto, solo perché vengono da Apple, che sappiamo tutti non essere sempre estremamente corretta nei confronti del software libero (e sono diplomatico).
Cosa intendi esattemente? Ubuntu Lucid Lynx sta copiando molto la grafica, per esempio, ma questo non piace alla comunità, a partire dai bottoni delle finestre a sinsitra.
Non mi riferisco a menubar, dock e altri aspetti spesso scimmiottati maldestramente su Gnome o Kde. Mi piacerebbe invece che le principali aree di rinnovamento, per Ubuntu come per tutte le maggiori distribuzioni, fossero non uno stupido (per quanto necessario) tema grafico, ma uno sforzo univoco alla cooperazione su temi come la pacchettizzazione e la distribuzione di quel software non di sistema che sempre più a fatica è rinchiuso nelle gabbie dei nostri repository centralizzati tutti largamente incompatibili tra loro.
Un esempio?
Prendiamo Firefox, modello esemplare di progetto open source riuscito: in occasione dei suoi maggiori rilasci lancia iniziative comunicative di grande presa mondiale, come il conteggio in tempo reale dei nuovi scaricamenti, da cui però tutti gli utenti Linux sono di fatto esclusi perché al 90% devono aspettare che ognuno dei mille distributori prepari mille pacchetti per Firefox, tutti incompatibili tra loro, oppure affidarsi a script di terze parti. Sempre a proposito di Firefox, come non ricordare la ridicola diatriba con Debian per cui la distribuzione emblema del software libero non può distribuire il software emblema del software libero nelle modalità che meglio crede. Sia chiaro: Debian ha ragione da vendere (come sempre) e anche Mozilla da parte sua ha ragione da vendere in quanto non vuole che il marchio Firefox venga utilizzato per contraddistinguere qualcosa che viene dissezionato e reimpacchettato da un terzo distributore.
E come vorresti che si comportassero i vari Ubuntu, OpenSuse, Mandriva, Fedora e via dicendo?
Vorrei che i distributori cessassero la loro vera e propria guerra fredda, che di fatto intrappola ormai da anni il software libero dentro le loro strategie chiuse. Vorrei che convergessero verso pratiche comuni, anche se mi rendo conto che loro temono la perdita di utenza, e gli utenti più reazionari per qualche strano motivo temono qualche improbabile perdita di libertà. A lungo termine io vedrei solo vantaggi nell’avere per esempio un sistema di Init compatibile (non uguale) per tutti e un sistema di gestione dei pacchetti comune. Sono convinto che il mercato, i produttori e il grosso dell’utenza siano già pronti, e me lo dice anche il caso d’uso di MacOSX cui accennavo prima.
Linux è bello perché è vario, ma avrebbe successo se fosse uno solo. Vuoi dire questo? Secondo te i principali distributori hanno da imparare da Jobs? Cosa?
Un solo Linux? No, assolutamente non voglio dire questo. C’è spazio per l’esistenza di tutte le n-mila distribuzioni esistenti, quel che mi auguro è che si possa un giorno superare questa situazione per cui ogni distribuzione maggiore differisce dall’altra per un ridicolo 5% che le rende tutte incompatibili in determinate e selezionate aree, tra cui appunto la gestione degli script d’init (le principali sono tutte SysV) o la gestione dei pacchetti (le principali sono tutte Dpkg o Rpm).
Parliamo della comunità open source: ci sarebbe da chiederti se avevi deciso di fare un passo indietro perché magari alla fine questa ti ha deluso. Ti aspettavi di più quando hai cominciato?
È esattamente l’opposto. Se non fosse per il grandioso riscontro non sarei mai tornato a scrivere.
Che rapporto hai con i tuoi lettori?
Pollycoke è tanta gente. Di questa, una piccola parte non sono solo semplici lettori, ma prendono anche attivamente parte alle discussioni e con le possibilità del nuovo Pollycoke, tra SocialBox e Guide, iniziano a contribuire in maniera decisiva alla forma che prende ogni giorno il sito. Una cosa che invece non si può vedere dall’esterno è la quantità di stimoli e di rapporti di ogni genere che ho ogni giorno “dietro le quinte” con tantissimi amici e amiche dai nomignoli più strani e dalle storie più pazze e interessanti ed erotiche (oddio mi sento un po’ Benigni). Questo mi esalta e mi piace e mi fa sentire che sto facendo bene ad aprirmi e a raccontare di me, coinvolgendo tutti nelle mie storie.
Cosa significa avre così tanti lettori per te?
Faccio una confessione che forse mi farà apparire ancora un po’ più stupido. Sono indicibilmente orgoglioso e fiero di essere parte integrante della giornata di così tante persone, specialmente raccontando argomenti non proprio di intrattenimento! Ogni tanto mi capita di scorrere i tanti bellissimi (letteralmente: non lo dico in maniera ruffiana) volti degli iscritti alla pagina di fan Pollycoke su Facebook e penso che non so cosa darei per essere presente nel momento in cui ognuna di quelle facce avrà una reazione a qualcosa che ho scritto!
Perché la gente legge Pollycoke?
Questo dovremmo chiederlo a chi sta leggendo. Perché scegliete Pollycoke?
Secondo te l’open source sarà una risorsa per il mondo nel suo complesso, utenti privati, aziende, enti pubblici, o accordi come quello siglato dal ministero della Pubblica istruzione con Microsoft toglieranno ancora più spazio al software libero?
L’open source è già una risorsa dell’umanità. Lo è sempre stata e lo sarà sempre, ben prima che gli dessimo questo nome: l’open source è conoscenza, apprendimento, idee, innovazione, scambio, appartenenza. Il punto cruciale è individuarne l’ambito di competenza e di significato. Purtoppo partiamo da assunti erronei che sono frutto delle differenti velocità con cui il mondo esce dal digital divide. Viviamo ormai in un’era digitale. Le pubbliche amministrazioni abbandonano lentamente il cartaceo e una parte sempre più consistente delle nostre vite sarà custodita in formati digitali. Non possiamo semplicemente più permetterci il lusso di distinguere il modo di trattare e categorizzare il software da quello di trattare e categorizzare documenti, idee, iniziative, conquiste. Non possiamo coniugare ricette segrete e dati sensibili. Tempo fa Red Hat commissionò una serie di bellissimi video promozionali intitolata “Truth happens“, in cui, miscelata in un po’ di retorica, c’era l’illuminazione che le grandi menti sono sempre state irrimediabilmente aperte. Galilei è stato un sostenitore dell’open source anche a rischio di passare per eretico, anche a rischio di dover scendere a patti con il potere costituito. Galilei poi ha vinto.
Chi è il tuo eroe nella comunità open source? Torvalds, Stallman, Shuttelworth, Ian murdock… chi?
Non sono incline a venerare nessuno e non credo di avere eroi preferiti da indicare, ma tutti i nomi che hai citato meritano un giusto posto tra gli esempi di gente che ha contribuito a creare qualcosa e a condividerne i risultati, siano essi un kernel, un’idea, una distribuzione o “la” distribuzione
E qual è la tua distribuzione? Hai mai avuto voglia di crearne una, magari con l’aiuto dei tuoi fan?
Uso stabilmente una versione di Debian chiamata Ubuntu da parecchi anni e sono fortemente contrario alla proliferazione di distribuzioni minori da parte di chi non ne ha i mezzi o le competenze necessarie.
I tuoi primi tre software open source preferiti?
Mi piace che hai detto “primi”. Uno dei primissimi progetti a cui mi sia appassionato e che mi ha risposto dandomi la spinta ad accettare la sfida di usare software libero è Ardour. Nel mio scarso tempo libero sono un musicista dilettante e Ardour è un Digital Audio Worskstation professionale in grado di competere con soluzioni proprietarie chiuse e di trasformare un PC in potente uno studio di registrazione. Credo che al secondo posto metterei Xorg, o se preferite un politico “GNOME e/o KDE”, o magari un nostalgico “Fluxbox e/o Enlightenment”, pur essendo progetti tutti questi molto diversi tra loro. In realtà con questo secondo punto vorrei ricordare l’enorme impegno (purtroppo un po’ frammentato) con cui tanti sviluppatori si confrontano per rendere ogni giorno meno ostico il software libero. Al terzo posto direi un ex-aequo OpenOffice.org e Firefox. Il primo più per l’importanza strategica che per l’effettivo impatto che ha ottenuto, il secondo perché forse uno dei più riusciti esempi di software libero. In particolare mi piace segnalare Firefox soprattutto come esempio di gestione del progetto, di creazione di comunità, e poi per il modo in cui ha saputo assecondare il mercato, sfidando il colosso Microsoft Internet Explorer proprio su un punto che mi sta a cuore: l’installazione facilitata e universale di estensioni.
Chiudiamo con un gioco. Hai 10 parole a disposizione per dire quello che vuoi. Non è importante che quello che dici abbia senso, puoi dire tutto quello che vuoi, in qualunque lingua, ma hai solo 10 parole. E non ti puoi prendere la notte per pensarci: spara.
Mi hanno preso a suonare in un musical sui Beatles!
danny_
30 mar 2010 - 10:56 - #1Evvai. Io cuore felipe :°)
lattina di lovve
30 mar 2010 - 10:59 - #2bah, per me era meglio prima. quando era chiuso.
adesso è cambiato, il suo blog nonha nulla di nuovo.
maglio quelli che sono un po’ emersi in sua assenza.
secondo me.
mout
30 mar 2010 - 11:04 - #3Un po’ più politico in queste risposte, piuttosto che sul suo blog
noct
30 mar 2010 - 12:01 - #4Felice sapere del tuo ritorno!
aska
30 mar 2010 - 12:10 - #5Bentornato Felipe.
Quando ha smesso di scrivere non ho più trovato blog scritti con la passione e la grinta felipesca che distingue pollycoke dagli altri.
qui su ossblog ad esempio ci sono tanti articoli che provengono da traduzioni buttate su di articoli presi da altri blog.
su oneopensource invece ci son articoli scritti bene ma son scritti in maniera fredda (e spesso i commenti non funzionano. sarà per questo che ricevono pochi commenti?)
Dunque bentornato a Felipe. ps: io ho scoperto dell’esistenza di pollycoke proprio qui. Qualcuno lo stava criticando e da quel giorno è diventato il mio blog preferito :)
iktux
30 mar 2010 - 12:26 - #6Sin da quando ho letto il primo post mi sono sentito ogni volta come se avessi in mano una calda tazza di the in una fredda serata d’inverno :)
un caloroso bentornato @ pollycoke
aytin
30 mar 2010 - 12:46 - #7Personalmente sono contento del ritorno di pollycoke.
Mi piace come scrive e la vita di un pinguino non è fatta di solo codice. C’è bisogno di un tocco di leggerezza e Felipe assolve in pieno a questo compito.
Le accuse di egocentrismo che gli vengono rivolte non le capisco. Ha un seguito ma non obbliga nessuno a seguirlo.
E magari si ridimensionerà qualche blog nato sulla scia che sperava di emulare pollycoke semplicemente infarcendo i post (scopiazzato e rimbalzato sulla rete) con un “fottutissimo” o con toni troppo viscerali.
Brandnewday
30 mar 2010 - 14:06 - #8E quoto anche Janvitus, intervistate qualche sviluppatore serio.
Salute a tutti.
aska
30 mar 2010 - 14:36 - #9Concordo che sarebbe bello vedere qualche intervista rivolta a sviluppatori particolarmente attivi nella comunità. tanti hanno dei blog personali ma non li aggiornano da tempo.. il che mi fa cmq pensare che non sarebbero disponibili ad un’intervista…
@Brandnewday: attualmente pollycoke usa wordpress e c’è una pagina apposita dedicata sul sito che spiega tutto quello che viene usato: http://pollycoke.org/info/tecnicaglie/
Se vuoi fare delle osservazioni a Felipe, fagliele direttamente. a che serve lamentarsi qui che probabilmente non ti legge?
Per quel che mi riguarda io riesco a scrivere su pollycoke sia utilizzando windows, sia utilizzando linux senza problemi e senza toccare la configurazione default di firefox/ie/chrome.
ps: io prima di pubblicare un commento copio e incollo il contenuto nella cache o in un file di testo temporaneo. Ad esempio: tante volte m’è capitato che per un problema di connessione, cliccando su pubblica, qui su ossblog, il commento non è arrivato a destinazione.
cheip
30 mar 2010 - 15:27 - #10Che piaccia o no, Pollycoke è un punto di riferimento per molti. Quindi la sua riapertura è, volenti o nolenti, una notizia da segnalare. A qualcuno può non piacere, ma l’insulto non è proprio l’atteggiamento giusto. O no?
elcamilo
30 mar 2010 - 16:13 - #11Quanto è brutta l’invidia!
E quanto è triste pensare che ci siano persone che contribuiscono alla nostra comunità e però *pretenderebbero* di essere ringraziati dovunque…
gioby
30 mar 2010 - 16:23 - #12Quello di Felipe é sempre stato uno dei migliori blog su linux in italiano, e fa piacere sapere che sia tornato a scrivere. Peccato che questo per me significa tornare a perdere tempo libero a leggere i suoi articoli :-)
thelostone
30 mar 2010 - 16:57 - #13Seguivo il blog quotidianamente con piacere e interesse; Felipe mi è calato tantissimo con la storia della chiusura inizialmente stupidamente immotivata e la successiva recente riapertura (peraltro è un deja-vu, era successa la stessa cosa tempo fa).
Dall’alto della sua egocentrica arroganza sembrava che stesse facendo un dispetto - come se potesse permetterselo - a tutti, con le immaginette fuck off e i forse spiego, ma anche no.
Cioè, Felipe, sei simpatico e tutto ma sti càzzi se sparisci, eh. Capiscilo, riprenditi un attimo, ridimensionati, ché non sei nessuno. In compenso si è capito che hai bisogno di conferme e forse avrei carenze di affetto, e questo ci dispiace.
Non tornerò a leggere Pollycoke, nel frattempo ho trovato fonti d’informazione internazionali decisamente migliori. Peraltro nell’ultimo periodo prima della chiusura era diventato di una tristezza indicibile, con flame war in ogni dove, scatenate dagli stessi articoli volutamente provocatori di Felipe. Evidentemente un allegro modo per tirar su le visite poco soddisfacenti.
Se se ne fosse andato dignitosamente avrebbe fatto miglior figura. Poi questo ritorno tronfio tipo Vi sono mancato,eh! Eh! EH! condito dall’intervista di ossblog ( ! ) non fa altro che mettere la ciliegina sulla torta.
Buona fortuna, Felipe.
Al3xMegalab
30 mar 2010 - 19:23 - #14La stragrande maggioranza dei detrattori ha scritto in maniera anonima, bella prova.
I miei complimenti a Felipe ed in generale a tutti coloro che producono qualcosa.
Che poi possa non piacere quello che si scrive ci sta tutta, almeno per ora siamo in democrazia, ma basterebbe non leggere ciò che non si ritiene interessante ;)
Xeniun
30 mar 2010 - 21:20 - #15Quando qualche pincopallino capirà che anche scrivere è un’arte… Quando qualche invidioso capirà che non è quello che scrivi che fa la differenza, ma il fatto di far sentire che ci sei tu in quelle parole… Allora forse il mondo diventerà un posto migliore.
Non sono un allucinato… Io scrivo canzoni, e piacciono perché nelle parole ci sono io o qualcuno a cui la dedico.
Felipe (Pollycoke Welcome Back) sa dare un carattere a ciò che scrive e ha scritto molte guide utili ed adattato molti pacchetti software… Ed è grazie a lui se dopo molti anni di ammutinamento ho provato a riavvicinarmi a Linux.
Può piacere come anche no… Ma il potere è nelle mani di ognuno di noi… Basta solo digitare un nuovo indirizzo ed esplorare una nuova meta ;)
alpha-uno
30 mar 2010 - 21:24 - #16Dire che ha venduto il *suo* blog (e i contributi della sua *piccola community*) per denaro per poi riaprirne furbescamente un altro identico sarebbe meno poetico ma più realistico.
Per il resto una voce in più è sempre meglio di una in meno, ma la mia fiducia l’ha persa da un pezzo.
succopne
30 mar 2010 - 23:51 - #17NOOOOOOOOOOOOOO ero così contento che l’aranzulla del mondo linux se ne fosse andato!!!!che tristezza!
ienabellamy
31 mar 2010 - 09:36 - #18ma che tristezza……. quoto pienamente thelostone !
ha chiuso per vendere il dominio e 2 fare soldi..e adesso l’arrogante felipe (che mai mi è piaciuto, anzi per certi versi ricorda l’altezzosità di aranzulla) riapre…..tò vi sono mancato ?
ma manco per il ca…
p.s. qualcuno ha detto proprio bene…l’Aranzulla del mondo Linux !
Anonimo Codardo
31 mar 2010 - 09:39 - #19Ma bravi. Cancelliamo i commenti scomodi.
brunoliegibastonliegi
31 mar 2010 - 10:50 - #20Invidiosi di Aranzulla! ehh!
Vi rode perchè lui è capace a usare bene un pc e non come voi che dovete usare ancora i fosfori verdi.
Io leggo sempre Aranzulla e adesso sono un hacker e vi ho appena mandato un virus che appena leggete il messaggio vi si ferma i disco fisso.
PER SEMPRE.
pOLLYCOKE INvece a volte è antipatico
rizlox
31 mar 2010 - 11:23 - #21cancellato anche il mio commento… ADDIO OSSBLOG
asdasdasdd232d2323d23
31 mar 2010 - 11:46 - #22si veramente uno schifo non dovreste cancellare i commenti senza motivo, un blog che fa schifo come quello dell’articolo …….
asdasdasdd232d2323d23
31 mar 2010 - 11:57 - #23se per forza bisogna dire che siamo contenti fate il piacere di non farvi pubblicità a vicenda e fatevi una bella cena in compagnia, ma arrivare a questi punti di cancellare i commenti negativi … fate proprio ridere anzi pena senza offesa eh! compratevi due banner e fate prima …
Rudi_
31 mar 2010 - 12:39 - #24Bentornato Felipe, veramente. L’impronta più sociale che vuoi dare a Pollycoke mi piace moltissimo.
E visto che oggi qui al lavoro siamo in tema: “Quanto hai preso dalla vendita del dominio?”
MUAHAHHAHAHAH
thelostone
31 mar 2010 - 12:58 - #25Cancellati la metà dei commenti, ed io non avevo visto niente di particolarmente offensivo nei contenuti. Siete uno scandalo.
il giapponese
31 mar 2010 - 15:57 - #26lol, questo è il 26 commento. e di fianco dice che ce ne sono 29, con questo quindi almeno 30.
li cancellate pero, perché si tocca felipo?
ma stiamo scherzando?
il blog di felipo è inutile oggi come oggi… forse prima serviva, adesso è una brutta copia di se stesso.
ienabellamy
31 mar 2010 - 16:45 - #27ahahah vedo che c’è parecchia gente che ama felipe AHHA
il giapponese
31 mar 2010 - 17:55 - #28l’impronta sociale è dovuta al fatto che lui non ha piu nulla da dire.
oltre al fatto che cosi un sacco di contenuti arrivano gratis.
e poi rivende il sito.
e si ricomincia. altro tld altra corsa.
inserite il gettone per favore.
ASan
01 apr 2010 - 14:59 - #29quotone per thelostone!!!
MACHISSENEFREGA
03 apr 2010 - 09:59 - #30QUOTONE PER THELOSTONE
abbiamo detto solo come stanno le cose, cioè che felipe è UN EGOCENTRICO DI PORTATA INCREDIBILE. Solo un egocentrico come lui poteva rilasciare un’intervista.
tripr
11 apr 2010 - 22:31 - #31Bella intervista e domande/risposte.
E sempre interessante pollycoke, anche quando scrive cose che non si condividono. Sulla faccenda dell’ego non mi pronuncio troppo: ha una gran personalita’ e questo puo’ dar fstidio, ma io guardo i contenuti e la passione con cui vengono divulgati!
Andrea NOSP4M
11 nov 2011 - 12:52 - #32E io vengo a sapere solo adesso di questa splendida intervista? :)
C’è da dire che a distanza di quasi un anno, valgono ancora tutte le problematiche denunciate da Felipe. A cominciare da Firefox che è stato appena rilasciato per linux in formato TAR.BZ…