Chi stesse seguendo le discussioni sul web attorno alla gestione della PA non può ignorare come a vari livelli si invochi l’uso di open data anche in Italia — in primo luogo sull’esempio statunitense di Data.gov. I principali settori interessati sono quelli del diritto, delle infrastrutture e dell’istruzione: si parla di RAW data e trasparenza nel governo del Paese sul modello dell’amministrazione Obama.
Com’è noto il Governo italiano ha rinnovato la partnership con Microsoft tempi addietro – il ché non ha certo incontrato il favore della comunità open source – e tutto sommato ciò potrebbe rivelarsi utile in questa prospettiva: il MIX10 conclusosi la settimana scorsa a Las Vegas ha infatti introdotto importanti novità per il settore pubblico, tra le quali l’apertura del protocollo OData.
Per quanto possa apparire paradossale, è proprio la multinazionale di Redmond a essere all’avanguardia sull’open data: gli esempi d’implementazione che cita Miguel De Icaza esaltando la liberazione del protocollo per il web sono diversi, ma non per questo inficiano l’uso di OData a livello governativo. È un’opportunità che non dobbiamo perdere per il progresso del dialogo tra PA e cittadini.
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