È evidente che la querelle sul posizionamento dei bottoni in Ubuntu/Lucid abbia oltrepassato i limiti se persino Mark Shuttleworth ha deciso di dire la sua: lo ha fatto però in un modo impulsivo, che ha urtato la sensibilità della community — abituata a sentire le distribuzioni Linux come qualcosa di “proprio” e nonostante l’apertura di Shuttleworth apparsa poco tempo fa in merito.
L’ex-CEO di Canonical ha usato una parola mutuata dall’agone politico e nel peggiore dei modi: in sintesi ha sostenuto che Ubuntu non è una democrazia, mandando su tutte le furie la comunità… attualmente impegnata in un fuoco di fila nei suoi confronti. Eppure per come la vedo io Shuttleworth ha tutte le ragioni, soprattutto perché le critiche feroci arrivano su un aspetto più che marginale.
Anche qui abbiamo già visto come sia facile riportare la configurazione allo stato di Karmic e sulla modifica in sé penso che si sia speso anche troppo “inchiostro”, per così dire. Urge però definire meglio se le parole di Shuttleworth siano poi così deprecabili: voi cosa ne pensate, Ubuntu dev’essere democratico oppure no? Io credo che troppo spesso la community si arroghi diritti che non ha.
Foto | First African in Space
imu
20 mar 2010 - 12:22 - #1Perché qualcuno aveva dubbi? L’astronauta ha ragione “niente democrazia”. I consigli si accettano, le critiche servono ma la decisione finale spetta a chi “investe”.
chitebbeiv
20 mar 2010 - 12:28 - #2mah… secondo me Shuttleworth si sta montando troppo la testa… alla fine senza il voto popolare non se ne fa niente e in un ambiente così agguerrito come quello delle distro linux non ha senso operare se non in completa democrazia per la totale soddisfazione dell’utente. se per il signorino non è così allora non capisco più il senso di brainstorm. Forse ubuntu si sta allontanando un pò troppo da quella che è la natura dei sistemi GNU/Linux, se proprio vuole perdere anche la democrazia tanto vale che diventa un sistema proprietario e poi vedremo cosa succede…
...
20 mar 2010 - 12:33 - #3Se Ubuntu fosse una democrazia ad oggi avrebbe l’aspetto grafico di Vista o 7, tutto lo schifo del mondo per esser più simile possibile all’esperienza Windows, ed avremmo pure fiori fiori di niubbi a pontificare su cosa è bene e cosa non lo è.
Ubuntu per sua conformazione solca un sentiero border-line: semplice per i pirla, ma non troppo semplice da farne un clone azzoppato del già ridicolo Windows.
Se voglio libertà totale non scelgo Ubuntu, ma non si può biasimare l’omino dello spazio per aver riportato gli scalpitanti imbecilli (per dei bottoni del window manager) all’ovile.
Se va bene, questo è Ubuntu, se non va bene, aria, bestie!
iTecnologici.it
20 mar 2010 - 12:34 - #4Il punto è che la democrazia spesso e volentieri non coincide con la soddisfazione dell’utente.
E’ brutto da dire ma spesso è giusto che qualcuno scelga per noi in alcuni ambiti. Anche perchè si parla di cose sciocche in questo caso.
Se Ubuntu è diventata la distro Linux emergente degli ultimi anni.. è perchè qualcuno ha investito molti soldi e ha creato un team in grado di scegliere cosa presentare e cosa no agli utenti. Il 90% degli utenti ubuntu non ha perso nemmeno tempo a rispondere al vecchio sondaggio su “dove li vuoi i bottoni?”. Hanno vinto i bottoni a destra perchè la maggiorparte di quelli che hanno votato hanno una visione integralista di Linux.
Cari integralisti.. il mondo è pieno di distro.. se non vi sta bene cosa Mark decide per Ubuntu non dovete fare altro che cambiare distribuzione.
Anonimo codardo
20 mar 2010 - 12:35 - #5Sinceramente chi ha creduto o crede che Canonical abbia scopi diversi da quelli del profitto è un sciocco. E secondo me chi crede il profitto e “la libertà (del codice, del dire del fare, etc et)” possano convivere in un sistema orientato ad offrire servizi per trarne profitto è doppiamente sciocco.
È palese che ogni decisione presa sarà sempre orientata al proffitto. Ciò in un sistema capitalistico non è sbagliato. Dopo cinque anni che installate Ubuntu a parenti, amici, conoscenti la promuovete _gratis_ durante gli eventi; la rifilate ai clienti… non vi lamentate se poi le decisioni di Canonical (che ricordo ancora sono _tutte_ orientate al profitto) sono differenti dalle vostre ‘visioni’ del mondo.
E ricordo ancora quando questi discorsi erano da considerati “fanatici”, da “talebani dell’OSS” se non da “comunisti” meno di cinque anni fa.
Ma ne è valsa davvero la pena dare in mano a Canonical il mercato desktop (che già di per se è piccolo)?
Anonimo codardo
20 mar 2010 - 12:40 - #6Il tutto senza entrare nel merito dei difetti (grossi) della “dittatura della maggioranza”.
Giorgio Salluzzo
20 mar 2010 - 12:40 - #7I creatori di Ubuntu hanno tutto il diritto di sviluppare le proprie idee così come gli utenti hanno il diritto di modificare a proprio piacimento i software distribuiti da Ubuntu, in quanto le licenze permettono di farlo.
Sono addirittura favorevole a stravolgimenti di questo tipo, che permettono di ampliare l’offerta al contrario delle alternative commerciali che impongono scelte dall’alto senza possibilità di intervento.
orsone
20 mar 2010 - 12:43 - #8lol al “Sì, perché è una distribuzione Linux.”
vorrei che mi si citasse una distro in cui le decisioni di _sviluppo_ sono prese a maggioranza dagli _utenti_ (ricordo, peraltro, che quando il buon ESR parla di comunità nella famosa cattedrale e il bazaar si riferisce alla comunità degli sviluppatori, non degli utenti)
aytin
20 mar 2010 - 12:46 - #9Sto con Shuttleworth.
La democrazia, nel senso pieno del termine, non c’entra nulla.
Un team di sviluppo deve prendere per forza delle decisioni che accontentano qualcuno e scontentano qualcun altro, soprattutto in una distribuzione come Ubuntu che fa del marketing uno dei suoi punti di forza-
Ma dico… se finora sembrava essere un grosso problema non avere un punto di centralizzazione che catalizzasse gli sforzi della comunità in un unica direzione, ora che questo polo sembra si sia creato (e sia anche molto determinato), tutti a dargli addosso perché la comunità deve avere il sopravvento?
Non sono d’accordo. Dalla comunità devono venire delle indicazioni, Canonical le valuti come meglio crede.
edward.81
20 mar 2010 - 12:46 - #10Mi sarei rotto le pelotas pure io a sentire tutto sto chiasso per lo spostamento di tre dannati bottoni.
iTecnologici.it
20 mar 2010 - 12:55 - #11Beh ragazzi.. leggedo i commenti vedo che siamo tutti daccordo.. e i risultati del sondaggio sembrano dare ragione pienamente a Mark. :D
smaramba
20 mar 2010 - 12:55 - #12In nessun progetto le decisioni vengono prese a maggioranza dagli utenti, nessuno. E’ sempre lo sviluppatore che ha la responsabilità decisionale e l’ultima parola, e giustamente aggiungo.
Ubuntu non fa eccezione, tanto più se consideriamo che è gestito da una azienda che persegue il profitto.
Tutta questa storia non ha alcun senso.
ugaciaka
20 mar 2010 - 12:56 - #13Ubuntu è distribuita da una società? Sì
Questa società è Canonical? Sì
Si viole in qualche modo la GPL? No
Avete pagato Ubuntu? No
Si possono rimettere facilmente i bottoni a destra? Sì
Quindi chi se ne frega, quanta cagnara per una cavolata…fossero solo questi i problemi!
freed
20 mar 2010 - 13:16 - #14mi ha colpito il terzo commento:
“Se Ubuntu fosse una democrazia ad oggi avrebbe l’aspetto grafico di Vista o 7, tutto lo schifo del mondo per esser più simile possibile all’esperienza Windows”
allo stesso modo (vista la strada intrapresa da Shuttleworth) ci si potrebbe chiedere se è giusto che “in alternativa” Ubuntu debba avere l’aspetto grafico di Osx, tutto lo schifo del mondo per esser più simile possibile all’esperienza Mac :)
Nedanfor
20 mar 2010 - 13:23 - #15Se rivogliono i bottoni a destra, li rimettano a destra. O cambino distro. Non è che lo sviluppo di un prodotto commerciale deve seguire la community… La community aiuta lo sviluppo, ma non ha e non deve pretendere il potere decisionale. Capirei se fossero stati investitori, persone che hanno dato milioni all’azienda per lo sviluppo del prodotto… Ma così non è, tra l’altro. Insomma tanta aria per niente secondo me.
ghostdog
20 mar 2010 - 13:25 - #16non dice nulla di nuovo, nella risposta che da nella mailing list, dice semplicemente che le decisioni vengono prese dal team di sviluppo di quell’area, vale per il kernel, per la sicurezza etc, quindi anche per il ramo estetico.
si scopre oggi che il processo di sviluppo si ubunut è questo??
poi ha ragione nel dire, se sei davvero intressato a migliorare ubuntu, dedicati allo sviluppo di un determinato settore , se sei bravo entri nel team apposito e allor apotrai prendere le decisioni.
secondo me, questo è il sistema migliore, finchè si è in grado di garantire un vero accesso ai team in base alla meritocrazia, in caso invece dia rroccamenti di poteri andrà tutto alle cozze.
aleksander
20 mar 2010 - 13:28 - #17Non utilizzo Ubuntu ormani da più di un anno ma non capisco tutte ste polemiche. A chi non piace questo nuovo tema lo può semplicemente cambiare compresi i pulsanti oppure usare altre distro. La libertà di Linux non è pretendere che una Distro si fatta su misura da terzi(al massimo te la fai tu se riesci) per noi, ma la possibilità di scegliere il DE,i temi migliaia di programmi,la nostra distro e via dicendo.
Saluti
thelostone
20 mar 2010 - 14:02 - #18In generale, il più grande problema dei progetti open source è proprio la troppa democrazia.
Ci vuole un “direttore d’orchestra”, un capo-progetto, che spesso e volentieri manca.
Ognuno può dire la propria anche a sproposito, facendo perdere tempo su tempo, tanto se l’idea non piace c’è sempre la “minaccia” del fork. Fork/cloni di cui siamo inondati a dir poco, il che non fa altro che disperdere preziose risorse e allungare i tempi di sviluppo.
Ci vuole qualcuno col polso fermo che prenda decisioni anche a costo di essere impopolare e se ne assuma le responsabilità: non si può sempre accontentare tutti.
Questo era un discorso generale, applicarlo alla polemica sui bottoni mi sembra ridicolo, ma tant’è.
nowhereman
20 mar 2010 - 14:10 - #19altro: Ubuntu ha il diritto di non essere una democrazia ma la (marginale quanto si vuole) faccenda dei pulsanti delle finestre è una purissima st*onzata, per numerose ragioni che non ho voglia di elencare.
Non tutti i designer studiano interazione uomo-macchina, quindi una scelta graficamente gradevole può risultare in una esperienza utente sgradevole.
Mark ha ragione a pretendere di non dover seguire ogni capriccio di una community frignona, ma ha torto in questa particolare situazione.
hacher
20 mar 2010 - 14:23 - #20che noia questa storia dei bottoni, come se fosse una cosa importante. Se non piace il tema in ubunto é facile cambiarlo!
littlegauss
20 mar 2010 - 14:30 - #21io sono quello che sono grazie a tua nonna e a shuttlewordstz:
ubunshuttelwordsztzs, antica parola africana.
LuSio
20 mar 2010 - 16:16 - #22Ogni investitore è libero di fare ciò che vuole. Non ti piace più il suo prodotto a causa dei pulsanti? Creati una distro derivata con questa modifica. Ma non rompere a chi ci lavora/mette soldi/tempo. E’ libero di fare ciò k vuole.
darkat
20 mar 2010 - 18:17 - #23no allora dsitribuzioni che seguono il “volere” della community esistono e come, basta citare Fedora la seconda distribuzione più usata al mondo. In ogni caso è ovvio la società che produce una distro ha tutti i diritti di intervenire come gli pare sulla distribuzione, ma come per QUALSIASI sistema operativo l’opinione della community su quei cambiamenti conta a livello commerciale stesso, se la community rifiuta palesemente un cambiamento allora la società non può non tenerne conto perchè è contro producente per se stessa, ai fini di immagine e di tante altre cose. La democrazia cosa cavolo centra? è una parola totalmente fuori luogo. Qui si parla di business, e come gestirlo, purtroppo mi dispiace dirlo ma Shuttleworth non ha fatto il miracolo con ubuntu, linux è sempre sotto l’1% in ambiente desktop, e questo dovrebbe dargli il campanello d’avviso che forse forse qualcosa ogni tanto dalla community deve ascoltarlo perchè se perde anche gli utenti che ha ora poi altro che espandere si dovrà solo rattoppare…IMHO
caval
20 mar 2010 - 18:40 - #24Mark Shuttleworth ha il diritto di fare quello che vuole e poi basta con la storia della comunità! Se negli ultimi anni linux si è fatto conoscere un po’ di più è grazie a mark che ci mette i $, la comunità ha fatto, ma quello che fa crescere linux sono le aziende e i soldi che vengono investiti. Sono proprio felice di una presa di posizione seria e decisa, ci vuole un capo che sappia decidere nel bene e nel male, avete presente alla apple no chi comanda?
Amrod
20 mar 2010 - 18:41 - #25Ho votato altro per un semplice motivo: Canonical non ha il diritto di decidere, ma e’ Canonical
che deve decidere; non sono un estimatore di Ubuntu ma se nel team si sono dati delle linee
guida sull’aspetto estetico della nuova release e’ giusto che difendano le loro scelte.
speedyx
20 mar 2010 - 19:04 - #26Altro: Ubuntu appartiene a Ubuntu Foundation, di cui Canonical detiene il controllo. E di dui Shuttleworth è dittatore filantropo.
Sempre saputo. E’ ovvio che le dittature non siano popolari, ma sono molto efficienti. E io sono soddisfatto di come funzioni Ubuntu, benché usi Linux Mint KDE, una distribuzione basata su Ubuntu, ma molto più aperta.
Io ringrazio Mark per il suo contributo alla comunità. Il giorno che troverò una distribuzione migliore la userò senza pregiudizi.
Forse non ho investito così tanto in Ubuntu come i critici di Mark, ma se proprio vogliono democrazia… scelgano debian.
gabrielgeek93
20 mar 2010 - 19:56 - #27ma per 3 pulsanti spostati a sinistra tutte queste seghe mentali? la comunità è una massa di stupidotti considerando che uno con un minimo di esperienza che per spostare ordine e posizione dei pulsanti ci vuole pochissimo … non vestiamo i panni di difensori della libertà se poi non diamo neanche la possibilità di sviluppare una distro che ha migliorato e fatto conoscere meglio il mondo del pinguino. La comunità è libera di modificare il software, ma non dovrebbe influenzare troppo lo sviluppo
Santiago keteremillpario
20 mar 2010 - 20:11 - #28ho scelto “altro” e il perché lo trovate nel mio ultimo post. Nel sito uielinux.
Scusate se non lascio il link ma per via della lunghezza lo ritiene spamm.
poldosbaffini
20 mar 2010 - 21:29 - #29Canonical è un’azienda.Canonical permette alla comuità di segnalare bug.Quello delle finestre a sinistra semplicemente non è un bug, ma una scelta estetica e pratica motivata dal fatto di sfruttare la parte destra della finestra con un nuovo menù a tendina…che chiunque può modificare…questa è la democrazia.Nessun utente usa Ubuntu come papà Mark l’ha fatto, ognuno personalizza il sistema come meglio crede. Personalmente l’unico problema che mi ha creato sono i pulsanti a destra in firefox in modalità schermo intero.
Sicuramente se ci si impegnasse a risolvere altri problemi con la stessa foga,forse le migliorie al sistema sarebbero tali da farci dimenticare la posizione dei pulsanti o il colore della scrivania e delle icone. Ciao
Holocube
21 mar 2010 - 00:10 - #30Ubuntu significa (io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti) dire ubuntu non è una democrazia è una contraddizione in termini,tralasciando però l’aspetto puramente semantico ,a parer mio in questo caso la virtù e nel mezzo nel senso che il fatto che canonical ed il suo prodotto siano creati da privati non toglie l’importanza dell’idea fondamentalmente democratica alla base dell’opensource e di linux senza la quale ubuntu non esisterebbe.Credo che la questione delle icone sia una vaccata ma Shuttleworth ha fatto una gaffe alla quale non bisogna dare troppa importanza
lucapas
21 mar 2010 - 02:16 - #31Quoto thelostone #18.
Gli utendi devono si essere ascoltati, ma alla fine bisogna prendere una decisione e si sa che qualsiasi essa sia ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto (impossibile mettere d’accordo tutti).
darkat
21 mar 2010 - 03:10 - #32@24: alla apple chi comanda? ovvio gli azionisti, ricordiamoci che Steve Jobs è CEO solo a titolo onorario e percepisce uno stipendio di un dollaro al mese, dopo che era stato buttato fuori dalla porta e fatto rientrare dalla finestra. In ogni caso questi discorsi filosofici su cos’è un azienda e su cosa ha diritto o no di fare sono tutta fuffa, bisogna analizzare la realtà dei fatti: cos’è che ha reso così popolare ubuntu? LA SUA IMMENSA COMMUNITA’ che ha reso possibile anche la diffusione di linux tra i più o meno esperti. La communità inoltre contribuisce attivamente allo sviluppo di ubuntu, sia in termini economici(con le donazioni) che di sviluppo(un sacco di programmi usati da ubuntu non sono sviluppato da canonical ma dalle communità, ad esempio il network manager da quella di fedora, per dirne uno), quindi prima di dire cavolate e pensare a Canonical come una Apple open source bisogna tenere conto che le due aziende hanno metodi di sviluppo e di sostentamento completamente diversi, la Apple senza la sua communità campa ancora cent’anni, Canonical senza la communità campa due giorni. Questi sono i fatti, tutto il resto è solo filosofia spicciola
Maarten Kooiker
21 mar 2010 - 03:24 - #33Non siete daccordo? si puo sempre iniziare un “fork”…….
darkham
21 mar 2010 - 04:11 - #34parliamoci chiaro, canonical non ha nulla se non un tweaking spicciolo di cose esistenti fatte da altri, per far dire a shuttleworth “non c’è democrazia”…. è un po’ poco per sostenerlo VERAMENTE a gran voce…
abel233
21 mar 2010 - 06:17 - #35Tutto questo non fa altro che allontanarmi da Ubuntu…. linux senza una comunità non esisterebbe.. Shuttleworth sta sputando nel piatto dove mangia…. voglio propio’ vederlo senza la comunità che lo aiuta che fine fa… farebbe meglio a stare zitto! Sono anche d’accordo che la polemica sui bottoni è inutile… pero se tutti non vogliono quella modifica ci sarà un perché. Questo dimostra che a canonical non ascolta la comunità.. va dritta come vuole.. benissimo adesso sappiamo con chi abbiamo a che fare. Canonical fa quello che vuole, benissimo sacrosanto diritto!! Pero senza la comunità!! Lo faccia da solo… Basta mettere le cose in chiaro… a me non piace piu’ ubuntu cambio! Sono libero di farlo…
rusino
21 mar 2010 - 10:17 - #36Secondo me, Canonical deve prendere delle decisioni, decisioni che non dovrebbero deturpare le aspettative degli stessi che poi hanno ingigantito la posizione di Ubuntu, ma è anche vero che Canonical investe denaro e tempo per lo sviluppo e per tanto ha diritto a prendere decisioni, che per altro prendono in continuazione, in ogni caso ha poca importanza perché nel mondo open source ogni cosa può essere personalizzata, io preferirei di gran lunga che Canonical finanziasse Gnome 3.0 e lasciare al team di Gnome le decisioni, ma è anche vero che Gnome crea codice generico che ogni distribuzione poi ne modifica varianti e dettagli..
Ma per fortuna esiste Ubuntu Tweak che sicuramente non mancherà di opzioni per i pulsanti.
quindi,
W Ubuntu :)
ekerazha
21 mar 2010 - 10:29 - #37Per fortuna esistono altre distribuzioni…
Power
21 mar 2010 - 10:56 - #38Io penso che canonical decide come ubuntu debba essere quello che importa è che non tolga le parti di codice che permettono di personalizzare il tutto come ci pare ( vedi bottoni a dx o sx )
flask
21 mar 2010 - 11:57 - #39A me di open vs colosed source e di democrazia vs dittatura interessa nulla, in quanto spesso sono termini usati in modo non appropriato. Quello che conta veramente è avere alternative allo strapotere di windows. La Apple poveretta fa quello che può e da sola fa fatica, c’è bisogno di un terzo attore credibile e pauroso, cerchiamo di fare in modo che sia LINUX e non un pinco palla qualsiasi… come google ad esempio, che per come la vedo io potenzialmente è peggio di Apple e Microsoft messe assieme.
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Linux per essere credibile e pauroso si deve organizzare come le falangi dei centurioni romani, mica può permettersi di fare come i barbari capaci solo a fare il corpo a corpo, ma scherziamo… non deve esistere il concetto di libertà (inteso in modo assoluto) in squadre e team che devono competere contro squadre e team altrettanto agguerrite e preparate.
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L’unico modo per trarre vantaggio delle potenzialità dei singoli è l’organizzazione e coordinamento rigoroso, non si scappa, è così, lo dimostra la storia delle civiltà e anche la stessa natura. Il LASER non è altro che luce monocromatica (stessa lunghezza d’onda) in cui i fotoni sono tutti messi in fase, in sincronia tra di loro. La luce caotica è innocua se organizzata diventa micidiale. Gli animali e insetti maggiormente organizzati sono quelli non a rischio estinzione. Per esempio tutti i grandi cacciatori solitari dei celi e della terra (rapaci e felini) sono a rischio… nell’immaginario saranno anche forti e liberi ma nella cruda realtà dell’evoluzione sono i veri grandi perdenti, decisamente meglio i ratti e le formiche.
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Immaginatevi una club calcistico libero, dove tutti sono chiamati a decidere, azionisti, calciatori e tifoserie… potrebbe mai essere competitiva una squadra guidata così ?
Immaginatevi un esercito comandato da tutti quelli che vogliono dir la loro ? quando mai.
Immaginatevi una struttura qualsiasi fatta funzionare come le comuni dei figli dei fiori ? non si è mai vista.
Quelli sopra citati son tutti tentativi che si possono anche fare ma che non portano ad alcun risultato degno di nota, in quanto son destinati ad autoestinguersi nel giro di poco tempo, lo insegna la storia, solo società e comunità molto semplici e primitive composte da pochi individui forse lo permettono, non certo realtà più complesse ed articolate.
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Altra cosa non confondiamo la democrazia con l’anarchia. In democrazia a tutti sono garantiti stessi diritti e doveri di base, e teoricamente a tutti viene data l’opportunità di poter diventare importante nelle struttura, tuttavia non tutti sono capi del consiglio dei ministri o capi delle forze armate. Anche in democrazia la struttura organizzativa, le regole e le decisioni prese dagli organi e rappresentanti della struttura devono esistere ed essere rispettate in modo rigoroso, e le modifiche, i cambiamenti e promozioni seguono regole democratiche.
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Da quello che vedo molti della comunità GNU/LINUX sono più anarchici che democratici… l’ultimo dei pirla a capo di un gruppuscolo si arroga il diritto di dettar legge, ma quando mai, anche in democrazia prevale comunque il pensiero prevalente… la maggioranza.
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Il termine “democrazia” usato da alcuni esponenti della comunità è improprio in quanto in realtà per come argomentano sarebbe più corretto il termine “anarchia”.
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Se linux fosse veramente democratica sarebbe già un bel passo avanti, meglio se passasse direttamente ad una organizzazione di tipo aziendale meno democratica e più efficiente nei processi decisionali… che non vuol dire affatto dittatoriale, ci mancherebbe altro.
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Quotone a @thelostone #18
@darkat #23 quello che dici è di una superficialità estrema, i cambiamenti che riguardano processi sociali che interessano un numero elevato di individui, richiedono tempi molto lunghi per avere effetto ed essere visibili e quindi valutabili. Tempi lunghi che solo politiche strategiche di lungo termine e rigorose posso garantire. Shuttleworth sta facendo scelte impopolari per la comunità linux ma che sono più che sensate in un ottica anche solo democratica, non dico di tipo aziendale. Io spero che proceda su questa strada e da quel che vedo il sondaggio sembra darmi ragione.
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Per il momento rimango sullo unix di Mac OS X, linux è sempre più bello e potente ma ci sono ancora troppi casini, ho passato i 30 e non ho più tanta voglia di star li smanettare… e la gelida mano della morte comincio a temerla anche io ;)
Volans
21 mar 2010 - 12:21 - #40Non capisco il perché del sondaggio, dato che nella pagina che spiega come funziona il processo decisionale in Ubuntu:
http://www.ubuntu.com/community/processes/governance
è chiaramente spiegato, nel paragrafo “SABDL”, come sia previsto questo ruolo “indemocratico” per poter prendere una decisione in momenti di divisione della comunità per evitare dibattiti infiniti, in particolare per argomenti dove non esiste una soluzione giusta ed una sbagliata. E tutto questo è (o comunque dovrebbe) essere indipendente da Canonical.
Si può essere d’accordo o meno con queste regole, però sono state definite anni fa e fanno parte della comunità di Ubuntu… ad ognuno la libertà di farne parte accettandole oppure no.
Volans
21 mar 2010 - 12:22 - #41Ovviamente il paragrafo in questione è “SABDFL”. Scusate il typo.
DRerAGO
21 mar 2010 - 13:10 - #42Io non ho ancora capito il motivo di tanto scalpore… Il mondo Linux è così bello…
- Non vi piace il tema? gnome-look.org
- Non vi piace la distro? distrowatch.org
- Non vi piace nessuna distro? Linux From Scratch
- Non vi piace Linux? http://it.wikipedia.org/wiki/Metodi_di_suicidio
darkat
21 mar 2010 - 13:25 - #43@flask:? io sono stato superficiale? no niente affatto, io sono nel settore informatico, ho analizzato la situazione REALE, e ho detto le cose come stanno senza girare intorno a fantasiose visioni utupisteche di come deve organizzarsi Canonical. Superficiale invece è paragonare Canonical, modello aziendale opensource, ad Apple o Microsoft, modelli completamente diversi, sia strutturalmente che economicamente. Se la gente volesse sul serio che Canonical diventasse come queste aziende allora sarebbe perfettamente inutile l’esistenza di questa terza azienda…no Canonical deve esistere come alternativa si, ma DIVERSA, e non perchè lo dico io, ma perchè lo hanno sempre sostenuto loro. Poi è ovvio che come azienda devono prendere le decisioni, non c’è alcun dubbio, ma sempre come azienda con un discreto parco utenti, NON POSSONO NON TENER CONTO del riscontro della loro utenza su determinate decisioni: se gli utenti nella quasi totalità si alzano a gran voce e alzano un polverone gigantesco per dire che una determinata decisione fa schifo, Canonical non può sbattersene e dire che non gliene frega niente, questa non è una tattica aziendale furba, anzi molto distruttiva se consideramo che ubuntu è una distribuzione sostenuta sia a livello economico(con le donazioni) che strutturale(Canonical produce di per se davvero poco codice, la maggior parte la produce l’insieme delle communità linux, a partire da quella di gnome oppure da quella di kde). E’ invece molto superficiale fare paragoni con cose che non centrano niente tipo le leggi di natura. La communità non ha mai affermato di essere una democrazia, ed è stupido solo associare tale parola in un contesto come quello della communità. Il ruolo della communità si trova scritto esattamente sullo stesso sito di Canonical…e ricordiamoci il significato stesso di ubuntu e del perchè si chiama così: « Io sono perché noi siamo »
d4n
21 mar 2010 - 13:59 - #44:D Chi mi ha letto qualche giorno fà sul’ennesima notizia sui maledetti bottoni, ho detto proprio che ubuntu si allontana molto da quello che è Linux e che è una distro Commerciale. A quanto pare tutti i torti non li avevo a mio modesto parere Ubuntu è molto più vicino filosoficamente e concettualmente a Windows che non a Linux.
flask
21 mar 2010 - 14:38 - #45darkat, secondo me fondamentalmente siamo d’accordo solo che esponiamo le cose da punti di vista diversi.
Sinceramente non ho letto il documento SABDFL, quando impareranno ad usare nomi e acronimi di più popolari? del gusto del brutto e dell’indigesto, ancora strisciante tra i big nella comunità, non se ne può davvero più, devono cercare di andare un poco oltre allo stile di Stallman, oramai ha fatto il suo tempo e non è più neanche tanto simpatico il volersi riconoscere a tutti i costi in quelli brutti, asociali e sfigati… dicevo dello statuto ubuntu che non ho letto, tuttavia non apprezzo gli attacchi frontali che una parte della comunità sferra contro chi cerca di dare regole e struttura ad un progetto che di bello ha proprio l’ambizione di voler conquistare un largo consenso popolare.
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Quel « Io sono perché noi siamo » non sottintende l’assenza di regole, l’assenza di una struttura e di una gerarchia e non vuol dire che tutti debbano poter cambiare le cose a loro piacimento al progetto senza avere alcuna competenza e ruolo. Secondo me quella frase vuol dire ognuno per quel che può e gli compete partecipa alla crescita e al miglioramento del progetto.
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Ai manager toyota del giudizio di quel operaio che lavora alla catena di montaggio, per quanto riguarda strategie tecniche e commerciali, non se ne devono preoccupare, eventualmente è il capo di quel reparto che è bene che ascolti il suo feed back perché magari ha suggerimenti utili da dare per migliorare alcune fasi del processo produttivo nella catena di montaggio. Tutti partecipano per quel che gli compete e possono al comune progetto. Ora perché uno sa riscrivere 4 righe di codice per migliorare la sua efficienza o la sua sicurezza non vuol dire che debba poter influire direttamente sulle linee guida del progetto se questo non gli compete. Questo non vuol dire che non ne avrebbe le competenze per farlo, vuol solo dire che non gli compete punto e basta. Solo queste semplici regole sembra che offendano gli sterminati ego dei programmatori e guru della comunità, si sentono e pretendono di essere tutte prime donne, solo che così non funziona… gli anni dell’asilo son finiti e le zuffe adolescenzali (pulsanti a dx o sx) dovrebbero lasciare posto ad atteggiamenti più maturi e pragmatici. Basta dividersi e creare nuovi fork quasi per capriccio per dimostrare chissà che cosa… non si dimostra neanche il bello e positivo dell’estrema libertà, per il semplice fatto che non è così.
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Il sondaggio di ossblog anche se non ha i crismi di un vero sondaggio la dice lunga sui desideri e orientamenti di chi la distribuzione l’ha adottata, magari anche solo idealmente come me, e questa cosa gli amanti della libertà anarchica assoluta dovrebbero non sottovalutarla.
orsone
21 mar 2010 - 14:44 - #46@darkat fedora “ascolta” (a volte) la community o fedora fa _votare_ la community per prendere le proprie decisioni?
perché non mi risulta proprio che si sia votato per permettere l’installazione non di root dai repo trusted… o, almeno, io che partecipo alla community di fedora non ho votato ;-)
d4n
21 mar 2010 - 14:56 - #47@darkat
Il tuo ultimo post mi ha dato da pensare a una cosa. Se tutti noi fossimo utenti Windows e facessero un cambiamento del genere che non piace, tutti si lamenterebbero, magari tanti tornerebbero alla versione precedete di Windows ma alla fine sarebbe accettato, quindi dopo un primo polverone il silenzio.
Se fossimo tutti Mac User la Apple ci avrebbe promosso i cambiamenti facendoci due sfere come un canestro sulla bontà di questa idea facendola passare come la genialata del secolo e facendola diventare un’oggetto di vanto anche se è la cosa più inutile al mondo.
Ma invece siamo su linux e qualcuno si sta creando un nuovo mondo che come ho detto nel post sopra è più simile a Windows e a OSX che a Gnu/Linux. Quindi a mio parere è verissimo che Ubuntu senza comunità sarebbe nulla ma nella realtà di questo nuovo mondo c’è bisogno che le decisioni vengano prese da pochi e che la comunità le accetti in maniera passiva: Siamo vicino alla Microsoft delle distro linux, loro faranno qualcosa che non piace hai molti, poi la cambieranno un pochettino e te la imporranno così e dovremo stare tutti zitti. A chi non piace così può anche andare su altre distro ma tanto sanno che se hai scelto linux puoi andare lontano quanto vuoi che tanto sempre su Ubuntu torni.
darkat
21 mar 2010 - 15:35 - #48@orsone: beh non ve ne è bisogno visto che fedora è sviluppata quasi interamente dalla sua communità, quindi le decisioni sono ponderate dalla stessa(o dai suoi rappresentanti), ma non mi risulta nemmeno che esistano in fedora casi di boicottaggio totale da parte degli utenti come in questo caso è successo con la communità di ubuntu, che lasciatemelo dire in assoluta sincerità, è anche molto meno tecnica di quella di fedora.
comunque io concordo sul fatto che canonical debba prendere le decisioni, ma almeno bisogno essere furbi se si vuole diventare un azienda forte a livello di appeal, bisogna stare attenti alle frasi che si dicono e bisogna cercare di ascoltare la voce della propria utenza nel modo più professionale possibile.
@d4n: quoto e aggiungo però che l’utenza linux forte(cioè quella che sta alla base dei progetti che sostengono le distribuzioni) non accetterà questo di buon grado, e ripeto la mia previsione, con l’intrusione sempre più invadente di mono, questa nuova grafica orientata a macosx e il molto discusso gnome3 ubuntu perderà molta più di utenza di quanta ne guadagnerà a favore di sue derivate o altri nuovi progetti. sempre IMHO
Dario..!!
21 mar 2010 - 15:44 - #49Mah la posizione di Shuttleworth è abbastanza chiara mi sembra, e per nulla criticabile. Ubuntu non è mai stata una democrazia, il fatto che sia un s.o. libero non vuol dire che ognuno possa deciderne il suo futuro, vuol dire solo che ognuno può modificarlo e ridistribuirlo come gli pare.
Se non ti spiace ti “prendo un prestito” l’articolo e lo linko (che schifo di verbo) sul mio blog.
orsone
21 mar 2010 - 17:36 - #50@darkat:
“beh non ve ne è bisogno visto che fedora è sviluppata quasi interamente dalla sua communità, quindi le decisioni sono ponderate dalla stessa”
come ho scritto nel primo post sono due comunità differenti. Qui la usi (ed è il senso con cui la usa Raymond) come comunità di _sviluppatori_, nel caso di ubuntu è la comunità _di utenti_ (o meglio una sua parte) che ha reagito negativamente (quanto poi ai “boicottaggi”, peraltro per niente totali a leggere i forum, è tutta da vedere… di “non userò mai più fedora” dopo il fatto dell’installazione dai repo trusted, ne ho letti molti, ma poi…)
Detto questo ripeto che, a memoria, non esistono (per fortuna) distro che prendano decisioni a maggioranza di _utenti_ (anche nel post originale l’avevo sottolineato, sicché non vedo come si possa equivocare).