Logo Blogo

Linux, i 3 capostipiti delle distribuzioni moderne

Pubblicato: 05 mar 2010 da Lpt on fire!


Ogni giorno vediamo distribuzioni nascere e morire dopo aver conquistato una fetta di utenti.

Quasi tutte però sono le figlie, più o meno distanti, di tre importanti distro: Debian, RedHat e Slackware. Quasi sempre alla partenza di un nuovo progetto c’è qualcuno che si chiede, giustamente, “si sentiva veramente la mancanza di questa distro?“. Purtroppo nessuno può soddisfare i requisiti di tutti.

Se si è generalisti non si può andare incontro facilmente alle richieste di alcuni utenti particolari. Se si è di nicchia non si verrà utilizzati dall’utente medio.

Secondo i dati di DistroWatch da Slackware sono nate 66 distro, mentre da Red Hat circa 40 a cui bisogna aggiungere circa 80 figli di Fedora. Debian supera tutti con oltre 250.

Per avere un’idea dell’evoluzione delle distribuzioni linux nel corso degli ultimi 18 anni potete visualizzare la Gnu/Linux distro timeline aggiornata al 2010.

Via | LinuxMag

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
81 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • bleach58

    07 mar 2010 - 11:35 - #51
    0 punti
    Up Down

    Vediamo se qualcuno osa rispondere e farsi prendere in giro?
    Vorrei che rispondesse un serio professionista perché di notizie prese in giro per internet errate non ne ho bisogno.
    FanBoy

  • PC4d

    07 mar 2010 - 15:23 - #52
    0 punti
    Up Down

    Sono degli idioti.

  • Profilo di flask

    flask

    07 mar 2010 - 15:57 - #53
    0 punti
    Up Down

    @bpm #45

    flask, ti faccio esempi con cui lavoro tutti i giorni:
metasploit, eclipse (sotto molti aspetti, come per esempio il remote target), nmap, ettercap, hping, grsecurity, ecc.

    Prima di tutto son tutti strumenti per sviluppo software e sicurezza mentre io ho richiesto alcuni esempi per le attività più comuni. In secondo luogo la mia richiesta era rivolta verso software innovati e originali, che alla loro uscita non esisteva un corrispettivo commerciale. L’IDE Eclipse con la sua funzione “remote target” (che evidentemente non ha un corrispettivo in altri IDE ma non so) potrebbe non essere sufficiente per far si che si possa meritare il titolo di software innovativo, ma non conoscendolo non so giudicarlo. Non tralascio la questione che buona parte di quei software che elenchi, girano a linea di comando, e per quanto siano potenti, versatili e unici… mi dispiace ma di innovativo hanno ben poco, in quanto semplicemente svolgono una funzione, magari unica e importante, ma nel modo più tradizionale e retrogrado che si possa immaginare… mediante il terminale. Si potrebbe dire che il terminale per certe operazioni è insostituibile, su questo sono d’accordo, ma sicuramente uno strumento siffatto non è neanche solo lontanamente da considerare innovativo.
    .
    Purtroppo linux è ancora frenato e fortemente penalizzato dal fatto che è lo strumento ideale per gli sviluppatori costruito e modellato da sviluppatori.
    In pratica il suo limite intrinseco è proprio quello.

    .
    Secondo me se linux vuole migliorare la sua condizione, a deciderne le sorti e le strategie non dovrebbe essere un pool costituito solo da sviluppatori ma un organismo più eterogeneo composto anche da chi, magari fregandosene altamente di ottimizzazioni di codice e sicurezza , ha esigenze e competenze del tutto diverse ma che si avvicinano più a quello che sono le problematiche dell’utente medio alto e soprattutto deve essere un NON sviluppatore (il NON sviluppatore deve essere un pre requisito indispensabile, visto non come un limite ma come una valore una opportunità di poter godere di un punto di vista diverso e disincantato).
    .
    Come dicevo in precedenza il segmento medio basso e basso potrebbe anche essere trascurato in un primo momento, ma l’utente medio alto non deve essere un laureato in ingegneria per potersela cavare ed essere veramente indipendente con linux !!!
    .
    E oggi non è ancora così purtroppo.

  • flygear

    07 mar 2010 - 17:13 - #54
    0 punti
    Up Down

    bleach e flash io su ubuntu ho brasero rythmbox totem gftp avidemuz audacity sono software molto buoni che anno tanti anni di lavoro alle spalle e uno sviluppo continuo

  • bpm

    07 mar 2010 - 23:08 - #55
    0 punti
    Up Down

    flask il concetto di innovativo non ha nulla a che fare con il fatto di essere a linea di comando o no!!!!! Il concetto di innovazione sta nel realizzare un idea, magari geniale, a cui nessuno prima aveva pensato. E tutti i software che ho elencato introducono soluzioni “geniali” e innovative per i compiti per cui sono stati concepiti.
    Inoltre, solo tra parnetesi, dei software che ho elencato solo uno non ha una gui, ed è hping. Tutti gli altri sono forniti di una o più gui!!!!!!!

    hping ha introdotto una nuova tecnica di scanning, lo zombie scanning.
    ettercap ha due gui(gtk e ncurses) e ha introdotto in modo seplice il men in the middle in svariate forme.
    grsecurity, assieme ad altri framework, ha contribuito a rivoluzionare completamente l’approccio di protezione dei task da parte del sistema operativo.
    metasploit ha due diverse gui (web e gtk).
    nmap ha anch’esso una gui.

  • bpm

    07 mar 2010 - 23:54 - #56
    0 punti
    Up Down

    bleach58 cinema 4D su linux esiste, non è commercializzato al publico, ed è una versione fatta appositamente per le grosse case cinematografiche.
    La stragrande maggioranza delle case cinematografiche di Hoolywood usa principalmente Linux (Disney/Pixar, DreamWorks, ILM, Sony, ecc.). Linux gira praticamente su quasi tutte le macchine di Hollywood. Visto che tu neghi immagino potrai fornire molti controesempi.

  • bpm

    08 mar 2010 - 00:01 - #57
    0 punti
    Up Down

    bleach58 vuoi esempi di software superiori a controparte commerciale? per esempio quelli che ho elencato nel precedente thread (metasploit, nmap). Lo stesso eclipse ha molte features superiori a ide commerciali, soprattutto per lavorare nel mondo embedded con target remoti (non a caso molte case software e hardware che producono soluzioni embedded stanno sviluppando sempre più i loro ambienti di sviluppo come plugin di eclipse).

  • ...

    08 mar 2010 - 10:02 - #58
    0 punti
    Up Down

    Ma se continuate a non capirne una fava che state a criticare, le vostre ipotetiche previsioni basati su punti di vista sconnessi con la realtà?
    Ma tornate ad altri o.s. più appaganti e limitatevi ad usarli, invece di pungolare e profetizzar cojonate.

  • bleach58

    08 mar 2010 - 12:46 - #59
    0 punti
    Up Down

    bpm gli esempi te li ho chiesti io senza che ti inventi che cinema4d non è commercializzata per il pubblico, ma ci sei o ci fai? fammi capire?
    fammi i NOMI? I SITI? ESEMPI? dove prendi queste informazioni? sei in contatto con i marziani? informati meglio e finiscila di fare figure di c….

    quoto “…” sei sconnesso con la realtà! senza offesa ma è così e non meriteresti neanche una risposta perché non hai minimamente idea del mondo e dei software che esistono al di fuori della tua ristretta cameretta e del tuo terminale, quando ti spiegano e ti fanno notare inesattezze almeno abbi la compiacenza di informarti e spararne meno grosse, la falsa informazione produce solo ignoranza.

  • bleach58

    08 mar 2010 - 12:48 - #60
    0 punti
    Up Down

    flygear, lasciamo perdere non hai capito niente del discorso

  • Profilo di flask

    flask

    08 mar 2010 - 13:35 - #61
    0 punti
    Up Down

    Secondo me non è ben chiara la differenza tra evoluzione e rivoluzione.
    .
    Il computer è stata una rivoluzione in campo scientifico, l’introduzione dell’interfaccia grafica è stata una seconda rivoluzione che ha coinvolto l’ambito consumer.
    Internet è stata una rivoluzione, il web 2.0 una seconda rivoluzione.
    etc. etc.
    Tutti gli step intermedi tra web 1.0 prima di arrivare a web 2.0 sono state semplici evoluzioni ad esempio, magari propedeutiche senza la quali la rivoluzione non si sarebbe potuta fare, ma sempre somma di tante cose minori.
    L’innesco della fiamma rivoluzionaria avviene quando una o più tecnologie si combinano per dar luogo ad una cosa totalmente nuova che in poco tempo stravolge influenzandole usi e costumi e che fa diventare improvvisamente credenze radicate, sorpassate e neanche più degne di essere riproposte per il futuro.
    Non voglio entrare nel merito delle rivoluzioni in campo dello sviluppo del software e dei suoi strumenti in quanto ho competenze limitate e superficiali. Ma le rivoluzioni sono state secondo me :
    . computer programmato attraverso manovre azionando interruttori
    . programmazione binaria mediante schede perforate
    . programmazione in assembler
    . linguaggio di programmazione che si avvicina al lessico umano
    . linguaggio di programmazione procedurale
    . linguaggio di programmazione strutturato (introduzione tipi di dato e librerie)
    . linguaggio di programmazione ad oggetti
    .
    Ribadisco, non ce l’ho affatto con la linea di comando e ci mancherebbe, ma definire un qualsiasi suo strumento rivoluzionario non esiste proprio.
    Per fare un esempio, dall’invenzione della ruota ad oggi si sono susseguite sempre e solo tante piccole evoluzioni, mai rivoluzioni. Anche se ancoro oggi la ruota è fondamentale ed è diventata campo di ricerca avanzata per tanti ingegneri, vedi la F1 ad esempio, la ruota non è mai più passata attraverso a rivoluzioni… non so se mi spiego. Non voglio quindi ne sminuire l’importanza della ruota ne l’importanza della riga di comando.
    .
    Sarà che le rivoluzioni sono più propense a manifestarsi su sistemi complessi e non su cose basiche, fondamentali (nel senso di fondamenta di un edificio più grosso) e semplici come possono essere la ruota, la linea di comando, i bit (uno e zero) etc. etc. fatto sta che senza voler offendere nessuno la ruota, la linea di comando e il sistema binario, per citarne solo alcune, dalla loro rivoluzionaria nascita in seguito hanno subito evoluzioni e non rivoluzioni.
    .
    La prossima rivoluzione in campo informatico sarà quella di far sparire definitivamente il concetto di sistema operativo, nel senso che la sua presenza deve essere totalmente mascherata all’utente il quale si dovrà solo preoccupare di compiere le azioni a lui strettamente necessarie per il suo lavoro e divertimento nulla di più.

  • Davrock

    08 mar 2010 - 16:33 - #62
    0 punti
    Up Down

    Il software libero nasce dal così detto prurito del programmatore, chi programma su Linux per pura passione e spirito di condivisione, lo fa per togliersi degli sfizi, impedirlo vorrebbe dire spegnere la forza propulsiva del movimento nonché privarlo del senso della sua esistenza. Possono esistere anche migliaia e migliaia di distribuzioni, che possiamo considerare più o meno utili, ma per chi le realizza lo sono di certo (studiare come funziona un sistema operativo e realizzare il proprio sono due cose estremamente differenti), ma nonostante tutto ogni distribuzione è sempre GNU/Linux. Per i due che parlano di innovazioni e rivoluzioni senza sapere di cosa parlano, dico soltanto che i protocolli che gli permettono attualmente di sentenziare in rete (l’attuale struttura di internet) è software libero, che i primi programmi di condivisione file peer to peer e quello più famoso “eMule” sono software libero, credo che internet e il peer to peer abbiano cambiato i nostri stili di vita e che siano state due delle più grandi scoperte dei nostri tempi, anche microsoft è dovuta correre ai ripari dopo il suo iniziale scetticismo con il suo pessimo Internet Explorer, e solo negli ultimi anni ha cambiato rotta e adesso chi è che copia chi? Per quanto riguarda il dare più potere decisionale agli utenti, è una cazzata, non c’è una piramide, chi sente il bisogno di qualcosa se la crea e se questa merita troverà l’appoggio di altri programmatori che hanno il suo stesso prurito e se sei semplicemente un utente ti accodi e speri, non capisco per quale motivo la gente pretende di utilizzare il computer senza aver studiato informatica, è come pretendere di saper utilizzare e comporre con la chitarra senza aver studiato musica e aver fatto tanta pratica.

  • Profilo di flask

    flask

    08 mar 2010 - 19:08 - #63
    0 punti
    Up Down

    Davrock quindi secondo te è giusto che linux rimanga un sistema operativo fatto solo da programmatori in quanto deve rivolgersi solo ai programmatori ?
    .
    Per me il programmatore è un po’ come il muratore sa costruire bene case ma, per ovvi motivi, non mi affiderei mai a lui per concepire la mia casa, non perché c’è il pericolo che crolli, se è per quello mi fido più dei muratori che degli ingegneri, ma perché non sa nulla di come vanno pensati e disposti gli ambienti.
    .
    A me linux sta bene anche così però non menatela con la storia che è la colpa di microsoft se linux non decolla !!!

  • Davrock

    08 mar 2010 - 23:47 - #64
    0 punti
    Up Down

    Un programmatore non è affatto un muratore, un programmatore è come il musicista che riesce a ottenere il miglior suono dal suo strumento, il programmatore riesce a sfruttare a pieno le risorse del computer per fargli fare quello che vuole lui. Come il direttore d’orchestra è sempre un musicista, chi guida un team di programmatori non può essere altro che un programmatore, magari con una skill più elevata o pertinente al problema che si deve risolvere. Discorso che comunque non fa testo nel modello a Bazar dove ognuno può apportare il proprio contributo indistintamente, sarà la comunità a decretare il successo o meno di determinate scelte. Io non do la colpa a Microsoft di un bel niente, ho di meglio da fare nella vita, GNU/Linux per quanto mi riguarda ha già vinto la sua battaglia, mentre il free software in generale, grazie alla capillare diffusione della rete e della cultura informatica è destinato a vincere la guerra. GNU/Linux ha bisogno che i suoi stessi utenti siano o diventino programmatori perché apportino i loro contributi e perché solo un programmatore può trarre il massimo vantaggio da tutte e quattro le libertà. Più che con la Microsoft, se ho qualcosa da ridire c’è l’ho con i produttori di hardware che non rilasciano i driver liberi, in modo tale che non sei più tu a decidere quando un componente del tuo computer e diventato obsoleto ma loro, ed è un dato di fatto che se i driver hardware oggi fossero liberi, la scelta più conveniente per l’utente medio sarebbe ubuntu.

  • bpm___

    08 mar 2010 - 23:54 - #65
    0 punti
    Up Down

    Per cinema 4d è stata una mia esperienza diretta. Un mio cliente, Delux Fx di Londra, agenzia di effetti speciali e post produzione, con una piccola render farm di circa 400 processori implementata su Linux e RenderMan aveva la necessità di utilizzare Cinema4D per alcuni lavori. Dopo aver contattato Maxon fummo informati che per Linux era prevista una versione “fuori commercio”, ovvero disponibile solo a determinate condizioni di numero di licenze minime e supporto. Sostanzialmente loro con una piccola render farm non avevano i requisiti minimi. Comunque preciso anche che cinema4d a hollywood è usato in modo limitato, i principali sono Maya, Houdini e SoftImage.

    Per quanto riguarda il fatto che Hollywood usa linux, le informazioni non le ho prese dai marziani. La maggior parte dei sistemi di Hollywood sono sistemi HP con os RedHat Linux. E questo lo so perchè ho lavorato per HP e ho avuto come clienti Dreamworks, Pixar, ecc.
    Alle principali conferenze di grafica si parla spesso dei sistemi usati a Hollywood(da parte di rappresentanti delle più importanti case cinematografiche) e potrai sentire da loro che tutte le major usano linux come principale sistema.

    Il più importante sito che parla di Linux in Hollywood è quello di Robin Rowe, co-fondatore di ScreenPlayLab (http://www.screenplaylab.com/) associazione che ha come membri oltre 2000 delle più importanti case cinematografiche. Ha lavorato anche alla Dreamworks come sviluppatore software, come direttore tecnico alla NBC, e gestisce il progetto cinepaint. Il sito lo trovi su http://www.linuxmovies.org/ e potrai trovare molte info (tra cui il fatto che linux gira praticamente su tutti i server e client in hollywood).

    Puoi guardare sul sito hp eradhat per trovare molti casi di studio.

    Poi se vuoi puoi guardare nei dvd originali nei contenuti speciali. Molti fanno vedere varie fasi di postproduzione e troverai quasi sempre macchine con su linux e server farm hp.

    Inoltre non è un caso che i principali software di cinematografia sono disponibili per linux e alcuni non sono neppure disponibili SOLO per linux. Vuoi esempi: piranha, shake(questo anche per mac), massive a 64 bit, Autodesk Flint, ecc.
    Alcuni solo da poco sono disponibili anche per windows: nuke, massive (solo 32 bit), ecc.

    Con le esperienze di lavoro internazionali che ho avuto, direi che il mio universo non finisce affatto alla mia cameretta.

  • bpm___

    08 mar 2010 - 23:55 - #66
    0 punti
    Up Down
  • bleach58

    09 mar 2010 - 11:07 - #67
    0 punti
    Up Down

    bpm prima dice che si occupa di altri mestieri, poi di sicurezza poi di cinematografia, poi dice che cinema4d è per linux poi dice di no ma che ne esiste una versione a posta per lui e che lui ha lavorato naturalmente per dreamworks :-) quando non sai la differenza tra questi programmi di cui sopra, se vuoi un consiglio fai prima a non usarlo più il tuo nick abbiamo capito chi sei un conta frottole e io sto ancora a perdere tempo, meglio rendersi conto del mondo che c’è la fuori invece di rinchiudersi in se stessi e nelle proprie convinzioni astratte che mal si sposano con la realtà, l’importante è che tu sei convinto. Buon lavoro e salutami Jobs alla Pixar.

  • Davrock

    09 mar 2010 - 12:28 - #68
    0 punti
    Up Down

    Bleach58 dovestri accettare la tua ignoranza in merito, di Cinema 4D esiste una versione linux realizzata esclusivamente per le grandi compagnie, ti basterrebbe leggere le discussioni di qualche forum straniero per renderti conto di quanto la cosa sia risaputa come del fatto che linux è ampiamente utilizzato in certi ambienti cinematografici che si occupano di grafica 3D.

  • Profilo di flask

    flask

    09 mar 2010 - 12:32 - #69
    0 punti
    Up Down

    Davrock pensala come vuoi ma secondo me la vera disgrazia di linux è rappresentata proprio da questo tuo modo di ragionare, che evidentemente è molto diffuso tra la comunità.
    .
    Come ho già detto in precedenza è come pretendere che ad un manovale, con il culto della forza fisica e della prestanza, che non perde occasione di sollevare grossi carichi per mettersi in mostra, che gli venga dato l’incarico di studiare soluzioni per fare in modo di rendere certe operazioni meno faticose, riesca a portarlo a termine con successo.
    È impossibile ! si tirerebbe la zappa sui piedi ! quel manovale è costretto a mettere in seria discussione l’importanza e centralità delle sue abilità e quindi la sua intima natura, il tutto per far contenti dei pappamolla che sicuramente gli stanno anche sulle pa11e, non riuscirà mai a farlo, c’è una sorta di conflitto di interessi.
    .
    Davrock continuate su quella strada e linux sarà sempre relegato ai bassi fondi della classifica con un indice di innovazione e di “rivoluzioni” che sfiorano lo zero assoluto, e questo mi dispiace perché a linux basterebbe pochissimo per riuscire ad imporsi con percentuali degne di nota.
    .
    Ripeto dovete introdurre nei meccanismi decisionali e di sviluppo figure estranee alla programmazione che apportino cultura e modi di vedere le problematiche da punti di vista totalmente diversi. Oggi come oggi siete attorcigliati e imprigionati nel circolo vizioso di programmatori che perfezionano il lavoro di altri programmatori proseguendo su questa strada non ce ne saltate più fuori, e non vi si fila nessuno.

  • PitTaLuG

    09 mar 2010 - 16:09 - #70
    0 punti
    Up Down

    La questione di fondo che nessuno ha capito è che sia su windows che su macosx cinema4d lo usano utenti normali. Con qualche centinaio di euro se lo comprano e lo usano a casa o in studio. Invece per usarlo su linux bisogna avere una render farm o capitalizzare milioni di euro per averlo in esclusiva. Assurdo dai!!!

  • Davrock

    09 mar 2010 - 19:28 - #71
    0 punti
    Up Down

    Io ho solo fatto notare che esiste veramente e che bisognerebbe informarsi prima di dare del bugiardo a persone che non si conoscono, tra l’altro cinema4D non è un software libero o open source, quindi per me non dovrebbe nemmeno rientrare nella discussione. A flask dico che i programmatori non sono dei deficenti mentali, e che l’unico che puo guidare un team di programmatori per spingerli a rendere più semplici ed usabili le proprie applicazioni, puo essere solamente un altro programmatore in quanto deve conoscere e sapere cosa si può fare e cosa non si può, e magari non fare richieste assurde che potrebbero pure andare a compromettere parti più importanti solamente perché magari scrivere una frase in linea di comando gli fa venire la cacarella. Lo ripeto: nessuno pretende di saper suonare la chitarra senza aver studiato e fatto pratica, allora perchè quando si tratta di computers la gente pretende di saperlo usare? GNU/Linux non è una applicazione commerciale, non ha come scopo mantenere i propri utenti nell’ignoranza e nella bambagia in cambio di un corrispettivo pagato. GNU/Linux è un alternativa, se vuoi la pappa pronta scegli Windows o Mac se GNU/Linux diventa uguale a loro non ha ragione di esistere, la cosa più importante per un sistema libero e la disponibilità dei sorgenti e la condivisione della conoscenza tra i membri della comunità. e per questo che i sistemi Linux sono stabili, sicuri e hanno già fatto la loro rivoluzione.

  • bpm___

    09 mar 2010 - 20:39 - #72
    0 punti
    Up Down

    bleach58, io sono consulente software e sviluppo sistemi o software per linux per le aziende da cui ricevo commesse. Ho lavorato per hp (avendo dreamworks come cliente), ho sempre detto fin dall’inizio che cinema4d per linux c’era (anche se con una versione fuori commercio).
    Quali sono i mestieri di cui ho detto di occuparmi? Ho mai detto di occuparmi di sicurezza? Ho detto che ADESSO sto utilizzando software quali metasploit, nmap e hping per un lavoro di integrazione che mi è stato commissionato. Per quanto riguarda Eclipse invece lo utilizzo da sempre per sviluppare software. Dove mi sono contraddetto?
    Io posso fornire un curriculum completo di tutti i lavori fatti in Italia, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, con tanto di persone di riferimento da contattare.
    Comunque, io ti ho fornito ampio materiale, tu immagino non avrai guardato nulla e mi hai accusato di essere un cacciapalle chiuso nel mio mondo fantastico.
    In conslusione dai del contafrottole a me, a RedHat, Hp, Robin Rowe, Disney, Dreamworks, tutti i relatori e sysadmin delle principali major cinematografiche, ecc.
    Dai degli stupidi a tutte le software house che sviluppano software cinematografico di fascia alta e che forniscono la versione per linux (cosa li fanno a fare tanto linux in cinematografia non lo usa nessuno).
    Dai degli stupidi a tutte le software house che sviluppano software cinematografico SOLO per linux (tra cui Autodesk, Massive un piccolo gioiello da più di 15000$, ecc).
    Si vede benissimo chi vive nel suo mondo e non vuole uscire.
    Complimenti, alla fine abbiamo visto chi deve cambiare nick.
    PS. mi piacerebbe rispondessi a due domande:
    1) che sistemi usano allora?
    2) visto che non usano linux dove fanno girare i seguenti software(che sono disponibili SOLO per linux):
    - Flint
    - Baselight (http://www.filmlight.ltd.uk/products/baselight/architecture)
    - Digital Vision Film cutter
    - Massive a 64bit
    - piranha (http://www.ifx.com)
    - ecc.

  • bleach58

    10 mar 2010 - 11:42 - #73
    0 punti
    Up Down

    bpm e davrock (tanto siete la stessa persona questo si è capito) — io sono Napoleone Bonaparte :-) non ho lavorato per hp, pixar, ma ho una discreta esperienza informatica da solo 25 anni, uso programmi veri e non da linea di comando che richiedono sforzi non indifferenti con conseguente esborso di soldi per frequentare i vari corsi.

    Chi programma su Linux non lo fa per passione ma per denaro come tutte le altre attività umane, se cerchi scoprirai che buona parte del kernel di linux è fatto da gente pagata ………. SVEGLIA!

    Ti consiglio di metterti in contatto con questo numero di telefono e chiedi di Marco:
    800-135-839
    - così ti spiegheranno una volta per tutte la questione di cinema4D per linux

    - riguardo la tua prima domanda (che sistemi operativi usano in cinematografia?) ma vuoi prendermi per il c…. o in che mondo vivi?

    - riguardo i programmi che hai citato, senza scendere nel dettaglio ti faccio notare che ad esempio piranha http://www.ifx.com NON è SOLO per linux ma è ANCHE per linux, questo dimostra una volta ancora la sufficienza dei tuoi giudizi e di informazioni prese alla rinfusa chissà in quale forum, solo per avvalorare tesi prive di alcun fondamento.
    Vedi ci sono software tipo finalcutstudio che funzionano solo su un certo tipo di piattaforma ma questo non vuol dire che sia lo standard, ma non è il caso di piranha.
    Ripeto informati meglio prima di spararle così grosse.

  • Davrock

    10 mar 2010 - 17:43 - #74
    0 punti
    Up Down

    Bleach58 vai e fatti curare. Il tuo egocentrismo e la tua paranoia, sono arrivati alle stelle se sei veramente convinto che la gente ti dia tutta questa importanza. Per il resto continui solamente a dimostrare la tua ignoranza e mancanza di umiltà difronte ad un argomento che sei solamente convito di conoscere, ma di cui stai ampiamente dimostrando di non sapere un fico secco. Il Kernel di Linux è in parte sviluppato da programmatori che vengono pagati perché esistono delle aziende che hanno tutto l’interesse a farlo, questo perché Linux ha dimostrato il suo valore, ma se non ci fosse mai stato dietro uno spirito di passione, collaborazione e condivisione totalmente disinteressato di migliaia di appassionati in tutto il mondo, questo non sarebbe mai potuto succedere, o vuoi forse dirmi che Torvalds ha il potere di predire il futuro? Il software libero è così, nasce dalla passione della gente, e quando diventa maturo riesce ad attirare l’interesse di aziende che magari non stavano aspettando altro che un alternativa per appoggiare i loro business, tutto questo senza limitare la libertà della gente. Fatti un favore, curati!

  • bpm___

    10 mar 2010 - 20:13 - #75
    0 punti
    Up Down

    bleach58 prima di tutto io non ho mai detto di usare programmi a linea di comando(tra l’altro su decine di programmi che ho elencato solo uno, hping, è senza interfaccia grafica). Uso la console solo quando mi è più conveniente rispetto ad un programma ad interfaccia grafica, sia su Linux che su Mac.
    Quella dei corsi mi ha fatto particolarmente ridere. I corsi li fai per imparare un programma complesso, non perchè c’è l’interfaccia o una GUI. Se dovessi usare metasploit (e non solo fare un wrapper come mi è stato commissionato di fare) dovrei fare un corso di reverse engeneering, studiare tecniche di hacking, ecc. Se so cosa clikkare nell’interfaccia grafica so anche che comandi dare alla shell e viceversa.

    Per Cinema4D una risposta l’ho già avuta qualche anno fa da Maxon. Comunque ripeto, ad Hollywood l’utilizzo di Cinema4D è estremamente limitato. Quasi tutti usano Maya, SoftImage o Houdini.

    Lo so benissimo che moltissimi progetti opensource hanno risvolti economici, anche io sono pagato tutti i giorni per lavorare. Il mio era riferito al numero di distribuzioni. Di queste la maggior parte sono create da persone che lo fanno per passione.

    Guarda, i requisiti di sistema di piranha cinema li puoi trovare chiaramente sul sito( http://www.ifx.com/products/piranha/features ).
    Required Hardware:

    Intel Xeon or AMD Opteron processor

    Nvidia Quadro graphics
    Fedora 7 or later, or equivalent SUSE 2.6 kernel
    DVS HD/SDI I/O card

    Io ti ho portato la documentazione di come sono costituiti gli studi di dreamworks, disney/pixar(cosa centra Jobs ora con pixar è un’altra delle tue inesattezze), lakas film e ilm, weta, ecc. Anche loro le sparano grosse vero? Hp, RedHat, Robin Rowe, ecc. siamo tutti bugiardi?
    Io la documentazione che mi avevi chiesto te l’ho fornita, ora se vuoi continuare a negare sta a te dimostrare o che ho detto il falso o portare dei controesempi (e stiamo parlando di Hollywood, non uno piccolo studio di Cinecittà), altrimenti tutto quello che continui ad affermare (senza prove, al contrario di me) non ha fondamento.

    La mia domanda sui sitemi operativi usati a Hollywood rimane aperta.

    Concludo con un consiglio: se per te lavorare per hp, pixar o dreamworks ti può sembrare un obbiettivo così difficile o impossibile, direi che più che puntare sulla durata della tua esperienza lavorativa dovresti puntare sulla qualità. Se vai sul sito delle major di hollywood potrai vedere costantemente vari annunci di ricerca di ingengeri software (con requisito python, qt, c++ e linux) quindi le opportunità ci sono per tutti (purchè in gamba).

  • GiorgioMint

    12 mar 2010 - 17:11 - #76
    0 punti
    Up Down

    Linux è dappertutto. Il mio nuovo televisore ha dentro Linux, su cui gira Opera e un po’ di roba per gestire wi-fi, rete e multimedia. Il mio NAS ha dentro Linux. Il mio telefono ha dentro Linux (androide). Il CED della mia azienda usa solo Red Hat su cui fa girare centinaia di server Windows 2k e XP e centinaia di altri server Linux. Il core software della mia azienda è un gigantesco DB che gira su server Red Hat. Il webserver è IBM (ma gira su un Linux IBM). Della roba elettronica che uso (dal PC, alle console, alla TV, ecc.), almeno 1/3 gira con kernel Linux o con roba con licenza GPL o simili.

    Mi pare che la diffusione di Linux sia enorme e a tutti i livelli. Certo, Linux manca dove ci piacerebbe di più, cioè nel computer della casalinga di Voghera. Dipende dalla dispersione che c’è nel mondo FOSS? In parte IMHO sì. Credo però che non dipenda tanto dalla dispersione delle distro. E’ vero sono tante, ma in realtà la selezione naturale a livello commerciale è già in parte avvenuta. La diffusione di Ubuntu in ambito desktop mi sembra lo dica chiaramente.

    Quello che manca quindi non sono le distro in grado di finire sui PC della grande distribuzione. Quello che manca sono attori che abbiano voglia di rischiare nella produzione di software e soluzioni che siano innovative (come diceva qualcuno più sopra) e in grado di attirare utenti. Per ora l’unico che sta provando a far qualcosa è Google e infatti i sui ChromeOS, Chrome Browser e Android hanno le carte in regola per essere una risposta allo strapotere MS nel desktop della casalinga di Voghera. Altri hanno tentato senza convinzione e con poca lungimiranza la strada dei desktop aziendali (Sun, Novell e oramai tanto tempo fa IMB, RH e altri), ma hanno presto smesso o gestiscono quel businnes come una nicchia delle loro soluzioni enterprise.

    Quando ci sarà software utile, innovativo e originale anche per il desktop, con un grande attore che lo spinge e magari lo produce, allora anche altri attori economicamente importanti lo seguiranno.

    La dispersione è nel software più che nelle distro.

    In questi anni ho provato, senza esagerare, decine di player audio per Linux. Tenendo conto che per ogni soluzione bisogna provarne due (una per Gnome e una per KDE) mi sono reso conto che non ho trovato quello che cercavo. Possibile che i geek che formano la comunità degli sviluppatori Linux & C sia stata in grado di produrre solo cloni di iTunes? Possibile che la principale distro si accontenti di impachettare Rhythmbox? Possibile che per gestire degnamente i miei mp3 alla fine ho preferito usare foobar2000, EAC e Mp3Tag su Wine che usare gli strumenti nativi di Ubuntu o quelli disponibile nei repo? Sono un geek dell’mp3 e su Linux ho trovato strumenti non all’altezza. Viva la libertà, certo, posso usare qualunque software mi aggradi proprio perché esistono strumenti come Wine, ma non è quello che dovrebbe essere il comportamento di uno soddisfatto del propiro ambiente desktop. Possibile che il massimo sia Amarok? Un pessimo clone di iTunes. Possibile che su Ubuntu non ci sia un player solo, semplice, robusto, moderno, in grado di accotentare la casalinga di Voghera e i patiti dell’encoding? Un player con un vero supporto DLNA, con strumenti funzionati per gestire cover, playlist, dispositivi portatili, formati, conversioni, tag, CUE sheet, ecc. Oggi ne esistono troppi e nessuno fa metà di quello che fanno iTunes, WMP o addirittura il player che la Creative fornisce insieme ai suoi lettori portatili, senza scomodare foobar2000 (che comunque non è un programma per la casalinga di Voghera).

    Qui la comunità dovrebbe darsi una regolata. Gnome e Ubuntu dovrebbero spingere affinché si sviluppi un solo player muntimediale che raccolga il meglio di quello che c’è in giro, con un solo motore (gstreamer, xine, mplayer, quello che volete) e che funzioni. Lo sogno da anni, ma non c’è.

    Uno potrebbe rispondermi: fattelo. Certo, se ne fossi capace me lo farei, come hanno fatto tutti quelli che hanno provato a creare un player multimediale in questi anni, migliorando a loro modo il mondo FOSS, ma indubbiamente disperdendo le energie. Quanti sviluppatori lavorano su Rhythmbox? Pochi, certemente meno di quelli che nello stesso tempo stanno producendo gli altri duecento coloni di iTunes per Gnome e KDE. Perché non concentrarsi nello sviluppo di 1 o 2 player? Magari con un sistema a plug-in così si possono virtualmente accontentare tutte le esigenze?

    Google ha capito come focalizzare gli interessi degli svilupatori, Con i soldi. I Summer Code hanno prodotto software interessante e ormai in produzione concentrando l’interesse. Anche Ubuntu dovrebbe fare così. Altrimenti, come tutte le altre distro, è in balia dei prodotti che gli fornisce la comunità. Invece perde il suo tempo con la posizione dei pulsanti delle finestre e sul loro colore scimmoittando il Mac.

    Spesso si critica Aplle per il suo approccio poco libertario. Vero, però così Apple riesce a garantire mediamente roba robusta e funzionante ai suoi clienti. Credo che nel mondo FOSS manchi un attore come Apple, che focalizzi l’interesse degli sviluppatori e degli utenti, favorendo la selezione naturale, ma garantendo (licenze alla mano) che chi lo vuole il suo softwerino se lo può fare da solo.

    Lo stesso discorso lo si può fare per qualunque categoria di applicazioni desktop vi vengano in mente. Chat, browser, office, fotoritocco, mail…. (qualuno ha detto CAD???)

  • Ntesla

    13 mar 2010 - 15:07 - #77
    0 punti
    Up Down

    @ GiorgioMint
    sono 20 anni che si fanno sempre i soliti discorsi è così e basta, la filosofia di linux è questa, accontentati di averlo sul televisore, per la casalinga di voghera e per gli altri c’è windows e macintosh

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    13 mar 2010 - 21:11 - #78
    0 punti
    Up Down

    sostenere che GNU/Linux è poco diffuso perché ci sono troppe distro è semplicemente negare la realtà. E’ esattamente il contrario: GNU/Linux è così diffuso proprio perché ce ne sono tante.
    Sennò staremmo alle quote di *BSD.

    Esempio: è grazie a distribuzioni fork come Ubuntu che GNU/Linux si sta diffondendo sui desktop.

    Parlare di “spreco di risorse” è sbagliato, semmai è una moltiplicazione. Ogni distro (o almeno quelle maggiori) creano software che poi viene usato anche da altre.
    Ad esempio Ubuntu usa apparmor da Suse e Network manager da Red hat. Debian ha adottato l’update manager da Ubuntu. E così via.

    Questo è il software libero, non capire questo concetto è non aver capito nulla dell’open source e del perché oggi è diventato un modello così importante da coinvolgere tutti i principali player dell’informatica.

  • Elio55

    03 giu 2010 - 23:17 - #79
    0 punti
    Up Down

    FORSE OT: ma cerchiamo di dire pane al pane e non confondiamo ANARCHIA CON CAOS……
    come utente linux sarò alle prime armi….. ma vista la mia data di nascita….. permettetemi di dire che anarchia è consapevolezza e rispetto!!!!! ( una sola regola ma che ne vale 10000000000…0000)
    P.s. Uso Debian per la sua stabilità e per la sua filosofia …..
    Maurizio55

  • Virquam

    01 giu 2011 - 17:00 - #80
    0 punti
    Up Down

    Non se ne può più delle stupidaggini sullo “spreco di risorse” e sulle “distribuzioni inutili”. E basta con le idiozie immani su “la comunità” che “dovrebbe concentrarsi su pochi progetti”: chi le scrive non ha la più pallida idea di che cosa stia parlando.

    “La comunità”, che decide di aprire e chiudere progetti, non esiste.
    Esistono “LE” comunità, ognuna nata attorno ad un diverso particolare progetto che interessa i singoli membri. Non esiste una struttura che diriga il tutto. Non c’è una cupola delle comunità di sviluppatori che “vorrebbe accontentare tutti”. Ci sono persone, individui con le proprie preferenze ed aspirazioni, che lavorano secondo il proprio gusto. E sono queste persone, queste innumerevoli comunità, che hanno fatto crescere il mondo del software libero. Grazie a loro abbiamo un tipo di sistema operativo potente, affidabile, adattabile ad ogni genere di utilizzo possibile, che supporta il più grande parco hardware (checché ne dicano i troll disinformati) e con la più ampia dotazione software esistente. Fatti, non fantasie.

    Ben vengano centinaia, anzi, migliaia di distribuzioni nuove, ogni giorno, anche se durano solo lo spazio di un solo mese, un solo giorno o solo tre ore. Questo è il senso del software libero: poterlo adattare alle proprie esigenze. Ed in questo senso ogni distribuzione ha il suo motivo di esistere, ovvero la motivazione che spinge delle persone a contribuirvi. Togli la distribuzione ed avrai perso quelle risorse. La grande quantità di distribuzioni non è affatto uno spreco: è la più grande concentrazione di risorse che l’umanità abbia mai visto. Una ricchezza enorme, umana, creativa e tecnologica.
    E se questo per voi non è progresso, nel senso più rivoluzionario e completo del termine, potete tornare a misurare chi c’ha il software più lungo ché evidentemente la vostra dotazione mentale non va oltre.

    C’è chi deplora una presunta “piega tecno/filosofica che è solo dannosa”: chi scrive tali sciocchezze non sa di cosa sta blaterando. Non esisterebbe nemmeno una riga di codice libero senza le licenze, fondate proprio sui principi “filosofici” della libertà di utilizzo e circolazione della conoscenza.

    Alla fine, avere abbondanza di scelta, per chi si limita ad usare il software libero, è solo un vantaggio. Solo uno stupido definirebbe “dannoso” il poter scegliere tra molte possibilità, rispetto ad un mondo in cui esiste solo bianco e nero. C’è addirittura chi parla di “troppa libertà”: avrà almeno provato, costui, a rendersi conto di ciò che ha scritto? Solo un stupido, dicevo, oppure uno che ha paura di vivere e di compiere delle scelte, uno che arriva a definire “anarchia” quella cosa che non comprende e che le persone vive, e sane, chiamano libertà.

Pagina 2 di 2 - Totale commenti: 81
« Precedenti 12
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento