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Linux, i 3 capostipiti delle distribuzioni moderne

Pubblicato: 05 mar 2010 da Lpt on fire!


Ogni giorno vediamo distribuzioni nascere e morire dopo aver conquistato una fetta di utenti.

Quasi tutte però sono le figlie, più o meno distanti, di tre importanti distro: Debian, RedHat e Slackware. Quasi sempre alla partenza di un nuovo progetto c’è qualcuno che si chiede, giustamente, “si sentiva veramente la mancanza di questa distro?“. Purtroppo nessuno può soddisfare i requisiti di tutti.

Se si è generalisti non si può andare incontro facilmente alle richieste di alcuni utenti particolari. Se si è di nicchia non si verrà utilizzati dall’utente medio.

Secondo i dati di DistroWatch da Slackware sono nate 66 distro, mentre da Red Hat circa 40 a cui bisogna aggiungere circa 80 figli di Fedora. Debian supera tutti con oltre 250.

Per avere un’idea dell’evoluzione delle distribuzioni linux nel corso degli ultimi 18 anni potete visualizzare la Gnu/Linux distro timeline aggiornata al 2010.

Via | LinuxMag

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81 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di go

    go

    05 mar 2010 - 14:17 - #1
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    Non c’è l’immagine ad una risoluzione migliore però?

  • RiccardoPro

    05 mar 2010 - 14:29 - #2
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  • Profilo di ndre

    ndre

    05 mar 2010 - 15:03 - #3
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  • Profilo di flask

    flask

    05 mar 2010 - 16:03 - #4
    1 punto
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    Quanto spreco di risorse quante distribuzioni inutili !!!
    .
    La troppa libertà può velocemente diventare anarchia e questo non può fare altro che male a linux, la comunità dovrebbe avere una visione più pragmatica e meno hippy-happy, il voler accontentare tutti è deleterio, impossibile e stupido :-/
    .
    Basterebbe che ognuno di noi si accontentasse di essere soddisfatti per l’80% della propria distro che si ridurrebbero in modo drammatico, e vedere in pochi anni veri miglioramenti, vere innovazioni. Basta perdersi in questioni di lana caprina che non hanno riscontri pratici apprezzabili… la comunità sta prendendo una piega troppo tecno/filosofica che è solo dannosa.
    .
    Basterebbero 2/3 distro che soddisfino 2 segmenti, home e server per un totale di 6 combinazioni PUNTO. E tutte le risorse in eccesso che ne derivano concentrale per fare vera ricerca per trovare nuovi paradigmi di interazione nuove astrazioni… basta rincorrere Mac OS X ci vogliono originali invenzioni e vero coordinamento.
    .
    Se non si fa così nel 3000 siamo ancora qui a rincorrere e copiare, copiare bene, magari con risultati migliori…. ma è sempre un copiare e un rincorrere altri. BASTA !!!

  • Profilo di progalba

    progalba

    05 mar 2010 - 16:14 - #5
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    se windows con una sola versione, dittatoriale ha tirato avanti 20 anni… se linux ha già 2-3 distro è già all’avanguardia

  • aleksander

    05 mar 2010 - 16:33 - #6
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    Basterebbe anche una distro focalizzata su un DE specifico. Penso però che il vero dramma di Linux che complica la vita a tutti è il non avere un solo formato di pacchetti.
    Se Rpm sono lo standard perchè non collaborare per migliorarli e utilizzare solo questi su tutte le distro? Quando lo capiranno che non è Ubuntu vs Fedora vs Opensuse ma Linux vs MacOS vs Windows (e ci metto pure FreeBSD)??????

  • noct

    05 mar 2010 - 16:41 - #7
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    ma veramente è linux vs nessuno…

  • Massimo S:

    05 mar 2010 - 17:49 - #8
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    Rpm sono lo standard? In che senso? i pacchetti deb non sono meglio?

    Comunque pure secondo me ci vorrebbe un unico formato di pacchetto, magari potrebbero farne uno nuovo che sia il successore sia di rpm che deb

  • Profilo di il-gallese-volante

    il-gallese-volante

    05 mar 2010 - 18:15 - #9
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    Gli Rpm sono lo standard “ufficiale” della comunità. Se cosi si può dire. Però vista la cura minuziosa che Debian ha dei suoi pacchetti e la loro interoperabilità su tutte le distribuzioni da lei derivata hanno reso i Deb un secondo standard diciamo. Che poi teoricamente si può passare dagli uni agli altri senza problemi.

  • BadTux

    05 mar 2010 - 18:22 - #10
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    @il-gallese-volante:
    Rpm non sono lo standard “ufficiale” della comunità. Solo lo standard ufficiale di redhat e di tutte le distribuzioni derivate.

    Così come deb è il formato ufficiale di tutte le distro basate su debian.

    Che poi sebbene sia possibile convertire da un formato all’altro va bene solo per i pacchetti con gli script più semplici.

  • gioby

    05 mar 2010 - 19:04 - #11
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    @BadTux: no, l’RPM é lo standard officiale della Linux Foundation:
    - http://en.wikipedia.org/wiki/Linux_Standard_Base#Choice_of_RPM_package_format

  • aleksander

    05 mar 2010 - 19:09 - #12
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    It is also used on many other operating systems as well, and the RPM format is part of the Linux Standard Base (Linux Foundation).
    Questo lo dice qui »»»»» http://www.rpm.org

  • BadTux

    05 mar 2010 - 19:26 - #13
    0 punti
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    La Linux Foundation può dire quello che vuole, non è la “comunità” né tantomeno emanare standard “ufficiali”.

    LSB è solo un sistema per rendere più semplice lo sviluppo di applicazioni di terzi, solitamente proprietarie. Il suo valore per la comunità in quanto tale è zero.

    Infatti all’epoca della scelta di rpm si vide quanto questa realtà era chiusa. Esattamente il contrario della comunità FOSS.

  • ugaciaka

    05 mar 2010 - 19:28 - #14
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    le distro sono quasi tutte uguali alle madri perché usano lo stesso package manager ma alcune hanno una buona reputazione (quella che usano al CERN per esempio…)

    Poi, a parte quelle per smanettoni recidivi come zenwalk o arch linux che hanno un loro package manager, molte sono inutili e prima o poi muoiono…

    La fortuna di linux è che ci sono tanti esperimenti e c’è una selezione naturale…

    Non vedo perché considerarlo per forza uno spreco di risorse…

  • Sov

    05 mar 2010 - 20:36 - #15
    0 punti
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    ugaciaka ti quoto alla grande, ottima analisi… al mondo ci sono quasi 7 miliardi di persone non vedo come il fatto che qualche centinaio usino il proprio tempo per creare distribuzioni oscure possa essere un problema di “spreco di risorse” ricordiamoci che molti degli sviluppatori linux lo fanno per diletto e se qualcuno si diverte a sperimentare creando una nuova distro ben venga! Dalla varieta’ non puo’ che nascere ricchezza… e poi, come dici giustamente, ci pensera’ la selezione naturale. Abbiamo gia visto con windows cosa creano i monopoli, stagnazione e mancanza di innovazione!

    Su un punto pero’ sono d’accordo con gli altri, troppe distribuzioni creano difficolta’ alle software house commerciali per supportare linux quindi 2 o 3 grosse e diffuse il resto anarchia e sperimentazione… evviva :-)

  • Profilo di na2gul

    na2gul

    05 mar 2010 - 20:40 - #16
    0 punti
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    @5
    Come non quotarti?

  • krak76

    05 mar 2010 - 20:50 - #17
    1 punto
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    @badtux:
    “La Linux Foundation può dire quello che vuole, non è la “comunità” né tantomeno emanare standard “ufficiali”.”

    Già, l’unico ente che cerca di dare un minimo di ordine all’anarchia totale del mondo GNU/Linux in effetti va schifata, tipico atteggiamento da nerd.

    “LSB è solo un sistema per rendere più semplice lo sviluppo di applicazioni di terzi, solitamente proprietarie. Il suo valore per la comunità in quanto tale è zero.”

    Bravo, hai appena spiegato perchè la diffusione di GNU/Linux è qualche punto decimale, vogliamo rendere la vita facile alle software house commerciali che producono gli applicativi usati nel mondo reale dalle aziende? Non sia mai!
    Io non capisco, o la diffusione di di GNU/Linux è importante oppure no, se è importante si cerchi di entrare nell’ottica di scendere a compromessi col mondo proprietario, se non è importante non lamentiamoci dello scarso supporto hardware, del (poco) software proprietario che non gira bene ecc. ecc.

  • Profilo di flask

    flask

    05 mar 2010 - 21:45 - #18
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    Concordo con te sov 2/3 distribuzioni robuste che garantiscano una certa stabilità nel tempo, sarebbe più che sufficienti… e che l’anarchia che piace tanto ai geek rimanga confinata in qualche cantina buia e ben isolata dal mondo esterno ;)
    .
    Però sov quando dici che non c’è spreco di risorse non mi trovi d’accordo. Le risorse anche se gratuite e a costo zero sono limitate e sperperarle in mille rivoli infruttuosi non ha senso, soprattutto quando si parla di tecnologie non fondamentali e sensibili come ad esempio i pakage, uno basta e avanza. Per assurdo anche se si scegliesse come unico da utilizzare il peggiore di quelli disponibili, sarebbe meglio che averne troppi come adesso !
    .
    Però noto che nella comunità è troppo radicato nel DNA il concetto di raggiungimento della perfezione senza se e senza ma, che come ben sappiamo è deleterio e può portare al nichilismo !!!
    In un post precedente un tizio diceva: “basterebbe prendere il meglio di .deb e di .rpm e farne uno nuovo che unisca il meglio dei due” e via si è disposti a ricominciare tutto da capo per una str0nzata pazzesca. Alcune volte si può anche ragionare così ma non deve essere l’unico parametro di giudizio, bisogna cercare di avere una visione più pragmatica e saper rinunciare a qualcosa, consci del fatto che quello che conta è la bontà del risultato finale… ottenere un OS veramente alternativo a Mac OS X e Win.
    .
    Ecco, secondo me questo modo di ragionare è una disgrazia !!!! che porta costantemente la comunità a perdere di vista una visione di insieme che è ben più importante. Si perde troppo tempo a cercare di raggiungere la perfezione che deve avere ogni singola tecnologia fregandosene assolutamente dell’amalgama che lega il tutto… e la somma di tanti ottimi singoli pezzettini non è detto che alla fine dia luogo ad un ottimo prodotto di insieme, anzi !!!
    .
    Linux di riscatterà veramente quando saprà generare una qualche sorta di rivoluzione che tutti saranno costretti poi a copiare e seguire, per intenderci uno scossone come quello provocato da iPhone nel mondo degli smatphone. Ma per fare questo c’è bisogno di un leadership forte che si concentri non solo sulla bontà ed efficienza del codice e sulla scopiazzatura di interfacce ma sulla ricerca di soluzioni innovative… mai viste prima. Ora come ora si è ancora troppo presi dai benchmark e si trascura completamente la visione di insieme che è molto ma molto importante.

  • bpm

    05 mar 2010 - 21:46 - #19
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    krak76 scarso supporto hardware, poco software commerciale che non gira bene?

    Se vogliamo che la diffusione di linux sia maggiore incominciamo a smetterla di ripetere questi luoghi comuni.

    Che ci siano alcuni software commerciali che girano male su linux è vero, così come ci sono migliaia di software commerciali che funzionano benissimo (e che magari hanno versioni che girano male su Windows).

  • BadTux

    05 mar 2010 - 21:48 - #20
    0 punti
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    @krak76:
    Vedi di dare del nerd a qualcun’altro.

    Vogliamo rendere la vita facile a tutti? Aziende, liberi professionisti ed amatori? Sì. LSB è la Risposta? No, è solo un abbozzo nato su basi non molto democratiche.

    La soluzione deve venire dalle maggiori distro riunite che sono i veri attori su questa scena.

    Linux non è a qualche punto percentuale per questo motivo e lo sai anche tu. Sono molte le cause che hanno portato a tutto ciò, ma se sei convinto della tua tesi aspetterò fiducioso le tue fonti che dimostrano questo.

    Sarei curioso di capire perché per far girare software proprietario sia necessario scendere a compromessi.

    Le applicazioni proprietarie girano male sotto linux, così come altrove perché la maggior parte delle aziende lavora solo il meno possibile per far uscire il prodotto. Sto dicendo che la maggior parte delle aziende non è seria? Esatto! E non riguarda solo l’abimente unix/linux/*bsd…

  • Profilo di flask

    flask

    05 mar 2010 - 22:02 - #21
    0 punti
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    BadTux quello che dici è vero però i prodotti più innovativi sono ancora quelli commerciali ad esempio. Con dispiacere constato che dalla comunità di prodotti innovativi per gli utenti comuni ne vengono fuori ben pochi. Di innovativo c’è solo roba che gira sotto il cofano che piace tanto a programmatori sviluppatori, il resto sono tutti cloni riusciti più o meno bene :-/

  • Nedanfor

    05 mar 2010 - 23:44 - #22
    0 punti
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    Non capisco perché queste lotte tra pro-anarchia e anti-anarchia… Se parliamo di aziende è un discorso, se parliamo di community è un altro. I Linux aziendali sono 3 per server e home (Ubuntu, SuSe, RedHat), 1e½ per mobile (MeeGo e Android che non è propriamente Linux). Il resto sono fatti dalla community e contribuiscono allo sviluppo e all’innovazione, a modo loro. Non vedo perché le community non debbano poter sviluppare loro versioni del software, dato che è proprio questa la grandezza del FLOSS. Ogni singola community può contribuire al ‘progetto globale’ o non farlo… è la libertà. Se poi lo fa ben venga, se non lo fa è loro libertà non farlo. Ubuntu, se non incappa in qualche madornale errore, può essere il sistema che porterà Linux a casa di tanta gente, come lo ha fatto fin’ora, e diventare un punto di riferimento per quel tipo di mercato. Per i server invece non credo ci sia bisogno di tutta questa unità, sono i sistemisti a scegliere il software del server, possono anche farsi un server con Linux from scratch…

  • ...

    06 mar 2010 - 09:40 - #23
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    Certo che ridurre Linux ed il suo universo a capricci anarchici significa aver capito una fava della questione.
    Con che credibilità poi si prosegue su questo sentiero non è dato saperlo..

  • liga

    06 mar 2010 - 10:02 - #24
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    @24 hai perfettamente ragione.

    PS: la LSB è un’indicazione di come si dovrebbero fare le cose in modo da essere comprensibili, non ti danno la multa se infrangi qualche regola, soprattutto per standard de facto come il deb che ha funzioni molto + evolute di rpm.
    Però aiuta a avere dei riferimenti che siano validi su più distribuzioni (un po’ come FHS)

  • bpm

    06 mar 2010 - 11:06 - #25
    0 punti
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    @flask ma da quando i prodotti più innovativi sono quelli commerciali? Ci sono casi in cui è così, ma ci sono anche moltissimi casi in cui è l’opposto!!
    Soprattutto in alcuni casi quali sicurezza, server, ricerca scientifica, ecc.

  • Profilo di ice

    ice

    06 mar 2010 - 11:38 - #26
    0 punti
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    interessaqnte, ma incompleta: dice solo quando un progetto “costola” è nato
    ma poi non si fanno menzione dei legami rimasti tra le distro
    ad esmepio CentOS rimnane sincronizzata ai sorgenti di RedHAT
    Ubuntu è tuttora legata a Debian
    mentre Suse non ha piu nulla ache fare con il main tre di Slackware

  • franz1789

    06 mar 2010 - 12:37 - #27
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    io spero ubuntu non diverrà LA distro linux, altrimenti c’è qualcosa che non va. Il problema è che ci sono delle gerarchie nella scelta dei packetmanager, e simili, perché magari Archlinux e Frugalware non hanno lo stesso potere di Debian e Redhat. Sarebbe bello avere un dvd di linux con una distro che rappresenti il meglio di quello che la comunità può offrire, i DE a scelta dell’utente, l’architettura preferita, di modo da avere in un unica distro il tutto. Ci sono distro che non vogliono un DE, o distro solo per vecchie architetture, o distro che non usano packetmanager decenti. A sto punto bisognerebbe far valutare (non dalla comunità, sennò deb vince, gli ubuntiani sono ovunque) tutte le soluzioni implementate dalle varie distro, e far uscire una distro completa e “che si avvicini alla perfezione”. Ma questo non avverrà mai, così ognuno se ne sta con la distro che più si avvicina alla sua idea di OS.

    P.S. forse bisognerebbe impedire a qualcun altro di fare distro basate su Ubuntu, ci avete veramente rotto l’anima (per non dire altro) con tutte ste derivate che differiscono per due/tre cose (e spesso almeno una di queste è l’artwork)…

  • Profilo di flask

    flask

    06 mar 2010 - 12:53 - #28
    0 punti
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    bpm elencami 2/3 applicazioni open/free che non siano rivolte agli sviluppatori o al mondo scientifico e di laboratorio che siano veramente originali e innovative ?
    Ad esempio per fare editing audio, video, animazioni 3D, CAD, office automation, organizzazionone personale: agende, contatti, projectmanagemant, player audio video, organizzazione e gestione foto etc. etc.
    .
    Per originali e innovative, non intendo copiate e che eventualmente funzionano meglio, ma alcune che introducano un nuovo modo di operare e di affrontare la questione, oppure una nuova applicazione che copre un segmento e una nicchia a cui nessuno aveva mai pensato prima, ad esempio le ultime di questo tipo che mi vengono in mente sono Aperture e lightroom ad esempio.
    .
    Insomma al modello open/free, manca completamente la ricerca su questi fronti, ci si “accontenta” (e non è poco visto che è tutto grasso che cola) di riproporre una cosa già esistente eventualmente migliorandola, non c’è mai un balzo in avanti tecnologico verso qualche cosa di non esistente o di nuovo, innovativo.
    .
    Ad esempio ci si accorge del successo di iTunes ? La comunità si tira su le maniche e ne tira fuori un colone magri anche fatto meglio, per dire, ma sempre di clone si tratta. A quando una idea originale, che costringa gli altri attori a tirarne fuori una clonata, ma al contrario ?
    .
    Il mio intento è di fare critiche serie e costruttive cercando di pungolare ed insistere proprio su quelli che sono, secondo me, i punti deboli di questo modello, per il resto massimo rispetto e ci mancherebbe.

  • Tre tre tre

    06 mar 2010 - 13:14 - #29
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    Il mondo GNU/Linux è troppo dispersivo, troppa libertà alla fine per la massa risulta essere controproducente. Ditemi che se ne fa della casalinga di Voghera della scelta tra due DE, che nemmeno sa cosa sono. Con Windows è possibile scegliere DE? Con Mac OS? No, eppure nessuno ne sente la mancanza. Quello del DE è solo un esempio che si applica poi a tutto quando quello che circonda linux.

  • Profilo di ice

    ice

    06 mar 2010 - 13:19 - #30
    0 punti
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    adesso tutti a criticare la dispersione: sinceramente io sono contento di poter usare ClearOS o Smoothwal in sostituzione di ben piu costose soluzioni Cisco
    e dei set top box di Fastweb e sky, basati su linux?
    o del mio tristissimo Emtes S800 (tristissimo per i limiti hardware del chipset realtek) anch’esso basato su linux?
    .

  • Tre tre tre

    06 mar 2010 - 13:38 - #31
    0 punti
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    adesso tutti a criticare la dispersione: sinceramente io sono contento di poter usare ClearOS o Smoothwal in sostituzione di ben piu costose soluzioni Cisco
    e dei set top box di Fastweb e sky, basati su linux?
    o del mio tristissimo Emtes S800 (tristissimo per i limiti hardware del chipset realtek) anch’esso basato su linux?

    Costose soluzioni cisco, set top box, emtek s800: ma che ******* gliene dovrebbe fregare alla casalinga di voghera? Non hai capito proprio niente di quello che ho detto.

  • Profilo di flask

    flask

    06 mar 2010 - 14:39 - #32
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    Certo che critico la dispersione di risorse quando lo si fa per cose marginali o che magari anche se sono fondamentali alla fine quei miglioramenti apportati son così marginali da non essere quasi apprezzabili.
    Parte delle risorse dovrebbero essere destinate per fare cose più utili e che hanno una rilevanza maggiore in ambito consumer e prosumer.
    Le esigenze da system admin rappresentano si e no lo 0,5% di quel 2% (0,5+1,5=2!) che è l’utenza linux, non è giusto che il timone della barca sia totalmente in mano a questo ristretto gruppo di utenti, che considerano certi aspetti stupidaggini senza senso utili solo a far contenti gli utonti.
    Per quel che mi riguarda sarei anche disposto a rinunciare alla fetta di mercato che è rappresentata dalla casalinga di Voghera, quindi OK, linux non è per tutti, mi sta bene.
    Il problema è che linux ancora aggi anche per un utente avanzato risulta essere complesso nel senso che per fare cose di routine ci si imbatte spesso in tanti di quei casini che metà bastano che ti costringono alla fine a rivolgerti dall’amico super esperto per una mano.
    .
    Io auspico che la comunità linux si espanda sempre di più ma per ottenere questo bisogna togliere la barra di comando dalle mani dei soli programmatori. Occorrerebbe introdurre uno sorta di comandanti popolari, che nel guidare le scelte se ne sbattino altamente di quisquilie tecniche e rappresentino le necessità degli utenti normali e tipici come me, non del tutto tonti ma neanche laureati in ingegneri informatica.
    .
    Oggi come oggi è come pretendere che un manovale con il culto della forza fisica e della prestanza, che non perde occasione di sollevare grossi carichi per mettersi in mostra, di studiare soluzioni per fare in modo di rendere certe operazioni meno faticose, in un certo senso pretendere che quel manovale metta in discussione le sue abilità e la sua intima natura per far contente delle femminucce.
    .
    Linux diventerà una alternativa VERA quando spariranno dal comando il 50% + 1 (quindi la maggioranza assoluta) degli esperti programmatori, fino ad allora verranno sistematicamente trascurate in modo grossolano e stupido tutte quelle cose tanto care a me… e forse care a tanti altri.

  • BadTux

    06 mar 2010 - 14:55 - #33
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    Up Down

    Non c’è spreco di risorse perché ognuno lavora su quello che gli piace. Lo spreco di risorse si può definire solo in ambito aziendale dove qualcuno dirige gli altri che lavorano.

    @flask:
    Non hai capito veramente come funziona la comunità e le tue ipotesi lo confermano.

    Se ritieni che ci siano dei problemi, non devi essere un programmatore per porvi rimedio. Ti basta descrivere il problema o proporre una soluzione. Troverai tantissime orecchie interessate ad ascoltare la tua campana ed implementare quel che chiedi tu, se proponi qualcosa di valido.

    Posso capire che non sei pratico da come lasci trasparire nelle tue risposte, ma evita di dare giudizi grossolani.

  • bpm

    06 mar 2010 - 15:19 - #34
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    Up Down

    Flask:
    La maggior parte dell’innovazione nel mondo open è sicuramente legata a settori quali sviluppo software, server, amministrazione di sistema, sicurezza, ricerca scientifica, kernel, ecc.

    Non mi sembra un discorso corretto non tener conto di questi settori e concludere che nel mondo open non ci sia innovazione. Quando poi è proprio il contrario. Ed è anche grazie all’innovazione dell’opensource che esistono software magari non open molto avanzati e che magari non hanno controparti nel mondo.

  • Profilo di flask

    flask

    06 mar 2010 - 15:53 - #35
    0 punti
    Up Down

    Che non conosca le dinamiche che governano questo mondo è vero, tuttavia avendo visto lo schema delle distribuzioni mi si son rizzati i capelli in testa.
    .
    So che chi sa barcamenarsi in quel guazzabuglio di possibilità e opportunità non possa fare altro che godere come un riccio e provare una sana ed appagante sensazione di compiutezza, una sorta di entanglement cosmico, ma rendetevi conto che rappresentate la minoranza e che una fetta di utenza auspicherebbe di essere più presa in considerazione.
    .
    Io so solo che per quanto riguarda il kernel c’è a capo Torvalds, il quale oltre a quel progetto potrebbe seguirne anche altri ma non so. A capo di Apache c’è un altro tizio che coordina lo sviluppo. A capo di Samba ce n’è un altro, c’è Stallman con i progetti GNU e tanti altri belli ed interessanti cardini.
    .
    A capo della distro, coloro che assiemano i vari pezzettini, ci sono spesso grossi nomi come Oracle, Novell etc. etc.
    .
    Quello che mi piacerebbe sapere è chi e come si decide quali sono le strade da intraprendere e le competenze che hanno. Ecco in merito alle competenze, da quanto mi è dato di capire, si tratta soprattutto di quelle tecniche legate al miglioramento del codice e gestione delle revisioni, varianti in fase di sperimentazione, approvazioni etc. in somma il normale work-flow. Ma chi decide, ammesso che esistano tali figure, in merito alle competenze che riguardano l’ergonomia, l’usabilità, le interfacce, le semplificazioni (rimuovere i rami secchi e infruttuosi doppioni in una inutile competizione) ovvero tutte quelle problematiche che interessano quegli aspetti, secondo me negativi, di cui ho fatto cenno nei post precedenti ?
    .
    Se qualcuno mi spiegasse a grandi linee come funziona la complessa (e secondo me caotica) macchina decisionale ne sarei veramente grato.

  • Profilo di flask

    flask

    06 mar 2010 - 16:02 - #36
    0 punti
    Up Down

    bpm non mi sembra corretto neanche non considerare tutti gli altri pereò !
    Vorrei fosse ovvio non solo per i settori cari ai geek ma anche per quei settori che interessano a me.
    .
    Quando dico che secondo me è un problema che nelle stanze dei bottoni manchino una sorta di dirigenti popolari dico una stupidaggine o siete d’accordo ? Sarebbero utili risorse nelle stanza dei bottoni figure che rappresentino gli utonti secondo voi ? naturalmente lasciamo stare i feedback che ognuno di noi può dare e che magari vengono ascoltati, perché intendo proprio figure importanti che decidono che hanno un peso grosso in fatto di influenzare certe decisione strategiche etc. etc.

  • bpm

    06 mar 2010 - 16:20 - #37
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    flask guada che io non ho mai detto che tutto quello che c’è di innovativo viene dall’opensource. Ho solamente smentito la tua affermazione che i prodotti più innovativi sono quelli commerciali facendoti notare che ci sono sia casi di prodotti commerciali più innovativi sia il viceversa.

    Inoltre ci sono molti prodotti opensource commerciali. E se sono innovativi li contiamo come opensource o commerciali ? :)

  • BadTux

    06 mar 2010 - 16:42 - #38
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    Up Down

    Non esiste una macchina decisionale gerarchica. *TU* decidi cosa ti piace, così come *IO* decido quello che mi piace.

    Decidi ogni volta che scegli un prodotto anziché un’altro così come nella vita reale ogni giorno “voti” un prodotto rispetto ad un altro con il tuo portafoglio. Non servono storture burocratiche tanto in voga nella nostra, ed una volta grande, Italia.

    È un modello darwiniano. L’evoluzione avviene per mutazione di quello c’è. Chi sopravvive? Il migliore che sa adattarsi all’ambiente. Gli altri avranno sempre meno “nutrimento” (utenti) fino a sparire.

    Come per gli animali ci sono quelli più generalisti che sanno sopravvivere abbastanza bene in tutti gli ambienti e quelli più specializzati che nel loro ecosistema sono molto forti, ma cambiamenti nelle condizioni d’essere li può spazzare via in pochissimo tempo.

    Questo è il modello migliore perché ognuno è libero di proporre e scegliere il modello che gli calza meglio. Addirittura è possibile influenzarne la direzione con indicazioni giuste.

  • Profilo di ice

    ice

    06 mar 2010 - 17:05 - #39
    0 punti
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    @ #33
    la casalinga di Voghera se ha i soldi e si sente cool si comprerà un mac all’ultima moda, se invece ha le pezze al culo riciclerà il pc del figlio nipote conuna qualche versione piratata di windows
    .
    anche se sono fiducioso che tra 1-2 annetti pc a base ChromeOS o supertablet a base Android saranno in grado di soddisfare la maggiorparte delle necessità della casalinga di Voghera
    per la quale oggi la killer application è lo skype per il filgio in Erasmus o il browser per la ricerca di ricette o un visualizzatore di immagini per per foto delle vacanze
    al massimo possiamo aggiungere l’homebanking
    quindi tutte funzioni alla portata di un tablet

  • Profilo di ice

    ice

    06 mar 2010 - 17:24 - #40
    0 punti
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    e infatti o stesso mi osno stupito le scorse ferie all’estero scoprire la sera e la mattina le hall degli hotel con le zone wifi piene di vecchietti col loro netbook (che con gli schermi del netbook bisogna vederci bene…io in ufficio ho gente che usa dei 22″ a 800×600 perchè sono ciecati!!!!)

  • Profilo di flask

    flask

    06 mar 2010 - 18:05 - #41
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    @bpm
    Elencami 2/3 programmi open innovativi ? io non ne conosco, non voglio fare il polemico.
    Quelli commerciali open li considererei commerciali, in quanto è palese che in certi casi il grandi nomi “usino” della mano d’opera di programmatori a costo zero. Ad esempio lo sviluppo di WebKit e di darwin li considererei categoria commerciali… per altri non saprei, effettivamente il mix open/free/comm potrebbe essere complesso e di difficile catalogazione, ma non formalizziamoci troppo. bpm, fammi solo qualche esempio di programmi open/free innovativi.
    .
    @BadTux
    Si ma parli sempre di selezione naturale all’interno del campo da gioco di linux o di singole tecnologie, io comincerei a preoccuparmi di estendere il campo da gioco di linux vs win vs Microsoft vs BSD etc.
    La sfida sul fronte OS, non inteso solo come kernel, vede linux particolarmente fragile, caotica e dispersiva un po’ come le orde di barbari contro le truppe organizzate delle falangi romane.
    Quel modello super libero fino ad ora ha funzionato bene nel fare emergere singole tecnologie non certo per fare emergere un linux OS inteso in senso più ampio come distribuzione ben strutturata e robusta.
    .
    Quello che vado chiedendo è di non trascurarci completamente e di cominciare a mettere negli organigrammi gente comune che pretenda risultati apprezzabili da tutti e non solo dai soliti pochi noti.
    .
    PS: Per me non è libertà andare a prendere i pezzettini sciolti di qui e di la per potermi assemblare l’autovettura personalizzata al 100% cosicché rispecchi tutte le caratteristiche che voglio. Nel senso, mi sta bene che per chi vuole, questa possibilità sia garantita sempre e comunque, ma è sbagliato che per mantenere in piedi questo approccio si vada a discapito e si penalizzi completamente l’utenza più comune.
    Ora praticamente ogni distro è un assiemaggio che qualcuno fa per noi, in mdo più o meno riuscito, più o meno ricco, con interfacce e modi operandi diversi, con una vita e una continuità che non è sempre son garantite, tutte peculiarità e opportunità che una utenza anche esperta spesso subisce come fosse una complicazione e non un valore aggiunto.

  • bpm

    06 mar 2010 - 19:21 - #42
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    flask, ti faccio esempi con cui lavoro tutti i giorni:
    metasploit, eclipse (sotto molti aspetti, come per esempio il remote target), nmap, ettercap, hping, grsecurity, ecc.

  • hy

    06 mar 2010 - 20:48 - #43
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    Linux è ottimo come sistema server, per il settore desktop pro lavorativo non è considerato, per il msettore desktop “limitato” per la casalinga di voghera può anche andare bene ma … considerate che si fatica anche a lavorare con osx in certi settori pur con un diverso bacino di utenza. La questione di fondo è che mancano programmi professionali e chi dice che esistono alternative open significa che non usa il computer in modo pro o non è correttamente informato e non ha mai usato software professionali. Sono d’accordo con flask in tal senso e applicazioni per editing audio, video, animazioni 3D, CAD, comparabili a soluzioni pro non ne esistono, mi vengono in mente Blender e Gimp per il resto il buoi assoluto. Aprite gli occhi e non dite che va tutto bene così perché fate del male a noi e a voi. Riguardo le distribuzioni per me esistono Redhat, Suse, Mandriva, Ubuntu, Slack che abbracciano diverse filosofie di utenza, il resto non contano e creano solo confusione.

  • hy

    06 mar 2010 - 21:02 - #44
    1 punto
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    #BadTux. Lo spreco di risorse esiste dal momento che ognuno lavora su quello che gli piace, non funziona in questo modo in ambito lavorativo almeno a casa mia. Si lavora su quello che serve e dove ci sono mancanze, e ce ne sono parecchie in linux se tutti si fanno i ***** loro non si va da nessuna parte.

  • bpm

    06 mar 2010 - 21:21 - #45
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    hy non è vero che linux non è considerato nei settori desktop pro. Sicuramente ci sono settori in cui non è usato, ma ci sono settori quali sviluppo software, animazioni 3D, industria cinematografica, engeneering, ecc. dove come desktop è usato eccome

  • hy

    06 mar 2010 - 21:40 - #46
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    si bpm, infatti ho anche citato qual fantastico software che è blender, ma come avrai capito non basta, vorrei si capisse che la strada che è stata intrapresa da blender e gimp è quella da seguire per il resto ripeto a malincuore c’è il buio, troppa dispersione di energie e idee poco chiare sullo sviluppo e la strada da seguire.

  • hy

    06 mar 2010 - 21:42 - #47
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    Ma la cosa che mi preoccupa è che non ci sono software all’orizzonte che potrebbero diventare serie alternative a quelli commerciali, questo è un dato su cui riflettere e interrogarsi.

  • bpm

    06 mar 2010 - 23:22 - #48
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    hy, ma perchè quando si parla di animazione 3D e industria cinematografica su linux si pensa sempre solo a blender? La maggior parte dei principali studi cinematografici usa linux come sistema (basti pensare che a Hollywood la diffusione del pinguino supera il 95% delle macchine) con software commerciali quali Maya, Softimage, Nuke, Cinema4D, ecc.
    Fortunatamente la situazione non è drastica come la descrivi. Ci sono molti settori in cui si trovano i migliori software commerciali, ottimamente supportati, o software open anche superiori alla controparte commerciale.
    Purtroppo è anche vero che ci sono anche settori in cui i software open sono latitanti e software commerciali non esistono sul pinguino. Un esempio è l’editing video. Se sei un professionista(uno studio cinematografico per intenderci) hai il meglio su Linux (es. Shake, Nuke, e molto altro). Se sei già un utente medio/avanzato, che non vuole sistemi super complessi e costosi, su linux trovi poco.

    Il problema è anche nella natura del software gratuito. Chi fa software gratuito lo fa principalmente per passione. E una persona a cui potrebbe piacere creare una nuova distribuzione linux, potrebbe non essere interessata allo sviluppo di un software per l’editing video.

  • bleach58

    07 mar 2010 - 10:31 - #49
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    Cinema4D NON esiste per Linux invece di riportare notizie false e inesatte informatevi meglio come il 95% delle macchine che si usano a Hollywood, ma ve li inventate i numeri o li date?

  • bleach58

    07 mar 2010 - 10:34 - #50
    0 punti
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    Quali sono i software SUPERIORI alla controparte commerciale? I NOMI? Se non fate i NOMI con SITI con ESEMPI di uso positivo e produttivo è inutile dire che ESISTONO.
    I NOMI???

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