
Compcache consente di creare una periferica a blocchi (ramzswap) utilizzando parte della ram e di utilizzarlo come disco di swap.
Le pagine inviate a questo device vengono compresse e restano immagazzinate in ram. Il risultato è quello di incrementare la quantità di memoria disponibile per le applicazioni. Un approccio che normalmente viene criticato perché la memoria è disponibile in grandi quantità a prezzi modici.
Purtroppo non è sempre così. Pensate ad esempio a netbook, sistemi di virtualizzazione o sistemi embedded. Come dimostrano i benchmark l’approccio ha i suoi vantaggi ed ora è disponibile nel kernel 2.6.33.
Via | Compcache
steve-robinson-hakkabee
25 feb 2010 - 14:35 - #1Ho dei dubbi a riguardo, è dai tempi dell’msdos che ci provano e non ha mai rivoluzionato le prestazioni delle macchine.
Andrea R
25 feb 2010 - 14:56 - #2Se la parte allocata a compcache occupa ram fisica anche quando la swap è inutilizzata (come penso che sia), direi che questa cosa non ha senso tranne che in configurazioni molto particolari e potenti o magari pc vecchissimi.
BadTux
25 feb 2010 - 15:21 - #3Vi state facendo tante ipotesi quando è chiaramente descritto quali sono i casi in cui è vantaggioso…
Fabiooo
25 feb 2010 - 15:48 - #4Ma che senso ha? Lo swap serve perché, se non c’è memoria, si parcheggia qualcosa su disco. Ora, si prende la memoria, la si riduce(aumentando il bisogno di fare swap su qualcos’altro) per far spazio a un disco di swap in memoria?
Bah… l’unica cosa è che comprime i dati, riducendo lo swap su disco fisico.
Conad il Rabarbaro
25 feb 2010 - 20:57 - #5“Purtroppo non è sempre così. Pensate ad esempio a netbook”
Guarda che il Toshiba Libretto 110 (32MB di RAM) non è un netbook, il termine ancora non era stato coniato.
Io sul mio netbook ci ho messo 2GB, presi a poco su eBay, se la mem. scarseggia basta espanderla.
‘Sta cosa ha senso se è una swap cache di primo livello, altrimenti non la capisco.