Logo Blogo

Ksplice Uptrack, un servizio per aggiornare il kernel senza riavviare

Pubblicato: 10 feb 2010 da Lpt on fire!


Ksplice è un’infrastruttura del kernel Linux che consente di aggiornare un kernel live senza la necessità di riavvio.

L’omonima azienda che ha sviluppato il software ora ha annunciato l’arrivo del servizio Uptrack che fornirà un servizio per aggiornare in maniera tempestiva e senza reboot i kernel delle seguenti distribuzioni: CentOS, Debian GNU/Linux, Red Hat Enterprise Linux e Ubuntu

Il costo è basato sul numero di macchine 4$ per ogni computer e 3$ se si hanno più di 20 sistemi da gestire. Le macchine Ubuntu, invece, potranno usufruire del servizio gratuitamente. Cosa pensate di questa iniziativa? La sfruttereste (a prescindere dal costo/distribuzione usata)?

In copertina potete vedere il numero degli aggiornamenti al kernel rilasciati dalle maggiori distribuzioni nel corso dell’ultimo anno.

Via | Ksplice

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
7 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di nicospera

    nicospera

    10 feb 2010 - 15:33 - #1
    0 punti
    Up Down

    Presumo la cosa possa interessare agli amministratori server…. E un costo di 4€ a macchina non mi sembra sia un problema, soprattutto per un azienda.

  • Fabiooo

    10 feb 2010 - 15:41 - #2
    0 punti
    Up Down

    si ma 4$ all’anno, ad aggiornamento, alla càzzo di cane? Dirlo no?

  • Profilo di gabrielgeek93

    gabrielgeek93

    10 feb 2010 - 16:05 - #3
    0 punti
    Up Down

    “Le macchine Ubuntu, invece, potranno usufruire del servizio gratuitamente”

    bene … Ubuntu sta uscendo dal gruppo piano piano xD

  • rtm

    10 feb 2010 - 16:12 - #4
    0 punti
    Up Down

    The subscription fee starts at $3.95 per month per system

  • Anonimo codardo

    10 feb 2010 - 19:57 - #5
    0 punti
    Up Down

    Veramente significa che Ubuntu è fondamentalmente schifata a livello enterprise.

  • guiodic

    11 feb 2010 - 02:15 - #6
    0 punti
    Up Down

    sì in effetti la gratuità su Ubuntu possono permettersela perché tanto sanno che avranno poche richieste.
    Di contro però, magari utenti non professionali lo richiederanno e questo potrà essere usato a livello pubblicitario come buzz marketing.

  • guiodic

    11 feb 2010 - 02:16 - #7
    0 punti
    Up Down

    p.s. è da sottolineare che è sotto GPL, quello che paghi è il servizio certificato che loro ti fanno con il loro software e che chiaramente per una azienda è vitale.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento