Al FOSDEM di Bruxelles Francesco Nigro ha intervistato Greg Kroah-Hartman.
Sono in compagnia di Greg Kroah-Hartman, al FOSDEM per il talk “Write and Submit your first Linux kernel Patch”. Su Ossblog era già stata citata una sua intervista lo scorso dicembre.
FN: Grazie Greg per la disponibilità, non credo ce ne sia bisogno, ma raccontaci un po’ di te per chi non ti conosce.
G: Sono uno sviluppatore del kernel e lavoro per Novell. In particolare seguo la parte legata alla gestione delle periferiche usb.
FN: Partiamo con una domanda spinosa: Torvalds ha recentemente dichiarato che Linux è “bloated and huge”, gonfio ed enorme, sei d’accordo?
G: Ero presente anch’io quando l’ha detto (LinuxCon di Portland, N.d.A.), io penso che il kernel stia diventando più grande ma i computer stanno anche diventando più potenti. Le persone vogliono più feature e questo comporta necessariamente più codice. Linux può girare su supercomputer così come su un cellulare, ed è lo stesso codice!
Il punto di svolta è la modularità, se delle cose non ti servono le disabiliti. Non credo sia un vero problema. Le aziende sviluppano sempre nuove tecnologie e Linux si deve tenere al passo. Un esempio è USB3, Linux è il primo sistema operativo ad averlo supportato. Credo che Linux continuerà a crescere in dimensioni, ma questo è inevitabile, non è una cosa negativa.
FN: Qualche giorno fa c’è stato un articolo sul fatto che Firefox sta diventando più lento e meno stabile; alcuni lo imputano all’enorme numero di sviluppatori che lavorano al progetto. Pensi che ci sia un punto in cui la gestione della complessità generata da un grande numero di sviluppatori sia maggiore del contributo che può dare un nuovo sviluppatore?
G: Non ho letto quell’articolo ma non penso che siamo a quel punto, non con Linux almeno. Il mio intervento di oggi è proprio su come diventare un nuovo sviluppatore, ne abbiamo continuamente bisogno. Ogni anno penso che non possiamo andare più veloci di così e invece ogni anno ce la facciamo. Linux è cresciuto molto ma quel limite, se c’è, è ancora lontano.
FN So che lavori al driver project che sta portando avanti Novell, come sta andando?
G: Beh in effetti non abbiamo scritto molti driver; nella maggior parte dei casi si tratta di aiutare le aziende a collaborare con la community, a diventare la community. Spesso esistono già dei driver per Linux, c’è solo bisogno di ripulirli e sistemarli per integrarli nel tree ufficiale. Con i nuovi driver il problema è che non sempre arriviamo in tempo, sviluppiamo i driver ma non possiamo garantire delle scadenze; volte è capitato di non farcela e alcuni driver sono stati accantonati.
FN: Pensi che in futuro sempre più aziende diventeranno parte della community o alla fine ci saranno due blocchi contrapposti tra quelle che seguono un modello proprietario e chi no?
G: Spero proprio di no, sempre più aziende si avvicinano a Linux e all’Open Source e penso che continui così.
FN: Cos’è la cosa che è migliorata maggiormente negli anni in Linux?
G: Senz’altro la cosa che è migliorata è la portabilità. Linux può girare praticamente su qualsiasi piattaforma, puoi installarlo su qualsiasi hardware; è veramente potente.
FN:Cosa ci aspetta per il futuro? Come sarà Linux tra qualche anno?
G:Chi lo sa, la tecnologia continua ad evolvere, nuove idee nascono…
FN: E se non lo sai tu, penso non lo sappia nessuno!
FN: Ultima domanda, promesso. Come faccio a diventare un kernel developer? Tu come lo sei diventato?
G: All’epoca stavo lavorando su dei device usb, dei lettori di codice a barre, e li stavo testando su diversi sistemi operativi; mi resi conto che Linux aveva qualche problema con la gestione dell’usb e mi dissi: ehi, posso sistemarlo.
Così scrissi la mia prima patch e poco dopo fu accettata! Non era stato difficile così continuai a scrivere e presi il via.
La cosa più difficile è fare il primo passo, su questo si concentra il mio talk di oggi, fare il primo passo. Dopo ci si rende conto che non è così dura.
FN: Ok Greg, grazie mille della disponibilità.
G: Figurati e in bocca al lupo. Mandami il link dell’articolo!
Impeccabile
08 feb 2010 - 16:32 - #1E’ giustissimo. Linux diventa grosso perche’ le esigenze sono diverse e tante.
La chiave e’ la modularita’, certe cose ti servono e le abiliti e altre no e quindi non le abiliti.
Capisco comunque che quando Torvalds ha detto quel che ha detto guardava la sua di parte, che e’ tenere insieme i pezzi e diventa dura, parecchio dura.
Comuque quel Linux li’ gira su un AP scassone come su un cluster, ecco cosa vuol dire modularita’ ed ecco uno dei fattori chiave per cui Linux ha numeri che altri sistemi si sognano.
Direi che i signori produttori potrebbero anche cominciare a dare sempre piu’ aiuto rilasciando codice e driver. Del resto sono lenti a capire ma a loro che frega se MS vende il suo sofware? Per loro l’importante e’ vendere il loro hw e ci riusciranno di piu’ e meglio dando fuori codice open e aiutando cosi’ a tenere in piedi Linux.