Logo Blogo

Fosdem 2010: Promoting Open Source methods at a large company, Brooks Davis.

Pubblicato: 07 feb 2010 da Blogo

brooks_davis

Continuiamo con Francesco Nigro ed il suo diario dal Free and Open Source software Developers’ Meeting, FOSDEM di Bruxelles. Come promuovere il FLOSS? L’intervento di Brooks Davis.

Tecnicamente ritengo il modello di sviluppo seguito dal FLOSS superiore a quello proprietario e non solo per la revisione paritaria del codice. Chiunque si sia trovato a dover gestire ambienti complessi sa quanto sia più facile, e in definitiva più economico, avere a disposizione dei componenti completamente ispezionabili, ad esempio.

Il FLOSS ha parecchi vantaggi e qualche pecca ma quello che a mio avviso manca completamente è una buona pubblicità, marketing, quella parola proibita che per i veri affecionados è persino peggio di MS. Nella maggior parte dei casi la tecnologia è pronta, ci sono prodotti Open Source che sono allo stesso livello, se non superiore, del software proprietario, eppure il FLOSS ancora arranca, non è main stream.

Il problema spesso è la mancanza di comunicazione tra il business, i dirigenti che decidono, e i tecnici, felicissimi di esibire l’ultima versione di KDE compilata dall’svn ma incapaci di spiegare il proprio entusiasmo e di vedere le esigenze dell’altra parte.

Brooks Davis è un altro esempio di quello di cui il FLOSS non ha bisogno, un cattivo comunicatore che si trova a fare da promotore e a pubblicizzare una tecnologia.

Il titolo del primo talk del FOSDEM è ambizioso, “Promoting Open Source methods at a large company”, e anche la presentazione lo sembra: niente slide.

Rompere la consuetudine delle slide può voler dire due cose: o lo speaker è veramente bravo e sa gestire l’attenzione del pubblico, che sarà tutta concentrata su di lui, oppure non ha avuto tempo/voglia di prepararle e non sa cosa sta facendo. Mister Brooks incomincia a parlare da dietro il leggio, con voce sommessa e camminando nervosamente avanti e indietro, dando forza alla seconda ipotesi.

Dopo dieci minuti giunge quella che viene comunemente chiamata “Death by powerpoint”, anche se questo in caso effettivamente le slide non ci sono.

Brooks racconta di come sia riuscito a portare BSD ed altri tool di sviluppo open source alla Aerospace Corporation e a migliorare il lavoro dei quasi 2500 ingengneri che ci lavorano e che, per un motivo o per un altro, si trovano a sviluppare un sacco di software.

I programmi usati sono i soliti noti come Apache, PostgreSQL, Python ed altri. Insomma niente di nuovo sotto questo aspetto, l’unica variazione sul tema è la base del sistema che questa volta non è Linux ma FreeBSD.

Intendiamoci, Brooks è uno dei core developer di FreeBSD, la sua preparazione e le sue capacità tecniche non sono in discussione, ma l’insegnamento che possiamo trarre da questa esperienza non è come promuovere il FLOSS in azienda, bensì come non farlo.

Se abbiamo un prodotto talmente superiore rispetto alle contro parti da riuscire ad avere successo nonostante tutto, potremmo essere così fortunati da avere un’altra occasione per fare meglio la prossima volta, ma non sempre si è così fortunati.

Partire a tutta forza spiegando la praticità di avere accesso al codice sorgente o di quanto sia potente poter “scriptare” in questo o in quel linguaggio potrebbe non essere la carta vincente. Il fatto che nella fase di “promozione” qualcosa si sia perso viene confermato dopo poco dalle parole di Brooks, che spiega che per avere successo: “[..] non abbiamo mai parlato di Open Source […]”.

La domanda viene spontanea: ma se uno dei maggior vantaggi è visto così male da dover essere nascosto, che immagine stiamo dando del FLOSS? I peggiori nemici del FLOSS siamo noi enthusiasts?

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito. Vi siete mai trovati nella situazione di consigliare a qualcuno di passare a Linux o di usare un software open source piuttosto che un altro? Su cosa avete puntato per convincere gli altri della bontà vostra visione?

Immagino che la maggior parte di voi consideri il software libero superiore in qualche modo; allora perché non è diffuso come l’odiato Windows? Cosa potrebbe migliorare la situazione? Un modello di promozione portato avanti dagli sviluppatori è vincente? Provate a postate il vostro pensiero nei commenti.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
5 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • charon66

    07 feb 2010 - 21:41 - #1
    0 punti
    Up Down

    Windows è uno standard (de facto) per quasi tutte le aziende, le migrazioni sono costose. E’ facile concludere sulla base di queste ipotesi che si passa a qualcos’altro solo se funziona molto meglio. Inoltre nel dubbio si resta con la soluzione attuale.

  • Profilo di ghostdog

    ghostdog

    08 feb 2010 - 01:16 - #2
    0 punti
    Up Down

    vuoi far avere successo ad un prodotto opensource, semplice, regole son le stesse per u qualsiasi altro prodotto, menti, ingiganteggia, crea mirabolanti miraggi e una volta che ci cascano non mollarli più.

    anche se vai da un dirigente e gli dici “questo funziona meglio e puoi fare xyz in più , in maniera più veloce ed economica”

    dall’altra ti dicono che non è vero, il dirigente come decide? non certo andando a crearsi un minimo di competenze, ma solo seguendo la vetrina più luccicante.

    ma succede in qualsiasi sistema decisionale, anche ad esempio nelle elezioni dei governi.

  • Elunga

    08 feb 2010 - 13:06 - #3
    1 punto
    Up Down

    La pigrizia e’ un formidabile motore, paradossalmente. Per cambiare devi fare qualcosa per non cambiare non devi fare nulla.

    Questo e’ uno dei primi scogli da superare. Del resto chi non conosce “nessuno e’ mai stato licenziato per aver comperato IBM”. Tu prendi la soluzione piu’ venduta e se le cose non vanno rispondi “ma come, e’ la piu’ venduta, ce l’ha X, Y e Z grandi compagnie”.

    Poi comperare da zero e’ un conto, in una prospettiva di crescita o sviluppo pensare a una migrazione e’ tutto un’altro paio di maniche. E la formazione del personale dove la mettiamo? E del fatto che la parte tecnica e’ maggiormente specializzata su certi software? E del fatto che se sei grosso il commerciale delle soluzioni proprietarie invia pacconi regalo, ti invita a congressi in bei bosti e addirittura nei casi peggiori arriva alla corruzione? E del fatto che chi decide ha una mentalita’ “greedy” avida? Come e’ possibile che qualcosa che non costa abbia qualita’? Come far passare a gente piu’ arida del Sahara concetti di filosofia indispensabili a far capire il progetto???

    Insomma per convincere un dirigente devi obbligarlo a prendere una decisione, peraltro inconsueta, non puoi corromperlo perche’ se usi un sofware open e free per cene, pranzetti, convegni, regaloni di natale non c’e’ spazio. La strada e’ tutta in salita.

    Nella mia esperienza si gioca solo sul fatto che se non c’e’ budget allora puoi prendere in considerazione questo o quello altrimenti non c’e’ molto da fare.

    Forse servirebbero dirigenti “open source”, gente aperta che non nasconde la propria insufficienza dietro costi alti, se io prendo tanto vuol dire che valgo tanto. Gente fungibile e che non crea una situazione dove cerca di essere sempre piu’ indispensabile.

    Quindi il tuo discorso e’ sbagliato, non e’ come si convince un dirigente ad adottare sofware open ma come si riesca ad avere dirigenti capaci e competenti e in grado di prendere decisioni anziche’ schivarle. Purtroppo nemmeno la crisi e’ bastata a toglierci dalle scatole dei veri truffatori nelle vesti di grandi capitani d’industria.

    Non resta che sperare in bilanci risicati, una volta che il sofware open e’ dentro l’azienda, per i meccanismi detti (meglio lasciare tutto come e’, non decidere) non ne esce piu’ e con questo fa massa e sollecita nuove adozioni tra un pranzo e un convegno e l’altro dove grassi dirigenti in business class fanno a gara a chi ce l’ha piu’ lungo, io per il server web della mia azienda 10.000.000 contatti giorni spendo mezzo milione di euro all’anno, nooooo e come fai??? Noi spendiamo 5 milioni di euro per un milione di contatti ….

  • motumboe1

    11 feb 2010 - 10:27 - #4
    0 punti
    Up Down

    Mah, io lavoro in una piccola azienda che aveva come file server un pc con windows XP. Quando si è posto il problema dei 10 client contemporanei, ho proposto di rimpiazzare con un server linux, garantendo un backup in tempo reale sulla stessa macchina windows, per poter così garantire una soluzione paracadute nel caso di problemi.
    Sono passati 4 anni, il server differentemente da prima non ha mai neanche un problema e non c’è mai stato bisogno della soluzione di backup.

  • FN

    11 feb 2010 - 13:18 - #5
    0 punti
    Up Down

    Scusate se rispondo in ritardo ma come potete immaginare sono stato preso da altre cose.

    Concordo con charon66 per quello che riguarda il costo delle migrazioni.
    Piu` si ha una rete complessa piu` e` costoso migrare, il costo delle licenze non e` tutto. Inutile riprendere i discorsi sul TCO e il resto, direi che siano conosciuti a tutti.

    Concordo anche ghostdog sul fatto che un prodotto open source per avere successo deve sottostare alle stesse regole di un prodotto proprietario, essere di qualita` ecc…

    Quello su cui non sono assolutamente d’accordo, e che mi suona fortemente di scusa, e` il fatto che la colpa per cui non viene scelto il FLOSS sia di questo o di quel dirigente che non ha le competenze, e` immanicato con questo o quel fornitore o e` semplicemente stupido.

    L’idea che mi sono fatto invece, e che volevo esprimere nell’articolo, e` che spesso invece la colpa sia proprio di chi e` dentro l’open source e cerca di pubblicizzarlo all’esterno in maniera sbagliata, facendo piu` danni che altro.

    Le persone tendono a copiare le scelte altrui quando non hanno elementi per fare una scelta diversa, questo e` evidente.

    Nel 1969 e` stata comprovata da Milgram, Bickman & Berkowitz il social proofing, prova sociale.
    (Qui potete farvi un’idea: http://www.laymanpsych.com/2009/05/twos-company-threes-a-crowd/ )

    Riassumendo il principio e` che se tante persone fanno una cosa, tutto sommato avranno delle ragioni valide…

    La stessa cosa viene ribadita dal principio delle informazioni a cascate, date un’occhiata alla storia di George Geddes (http://en.wikipedia.org/wiki/George_Geddes_%28engineer%29) e alle sue strade di assi…

    Adesso che abbiamo ribadito l’ovvio, cosa vogliamo fare?

    Non sono un pubblicitario e non credo stia a me dare una soluzione strutturata, il mio intento era solo quello di suscitare un dibattito e una riflessione sulla questione.

    Tuttavia penso di poter affermare di essere in grado di riconoscere una cattiva pubblicita` quando la vedo e, nel caso del FLOSS, la pubblicita` e` mediamente scadente.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento