Bitfrost tutela i bambini su OLPC

pubblicato: venerdì 29 gennaio 2010 da fedmor in: Security Internet

Ivan KrstiÄ Uno degli aspetti di cui si parla sempre troppo poco rispetto allo sviluppo per internet riguarda la navigazione in sicurezza per i bambini: tempo fa avevo pubblicato su Downloadblog.it un articolo riguardante Kido’zun browser dedicato all’infazia con funzionalità da social network. Questo tema è ancora più importante quando si tratta di concepire un device espressamente rivolto all’educazione dei minori.

Responsabilmente gli sviluppatori del software alla base di OLPC si sono posti il problema di rendere sicuro l’utilizzo del laptop in locale e sul web, realizzando una bozza sui principi-guida da seguire e predisponendo una serie di accorgimenti volti a neutralizzare questo tipo di problematiche: il progetto in sé si chiama Bitfrost e analizza sin dalle sue basi persino la filosofia alla base dei permessi utente di UNIX.

Il documento redatto tra gli altri da Ivan Krstić – responsabile della realizzazione software di quanto stabilito – considera lucidamente i limiti dei sistemi di sicurezza attuali: per fare un esempio, si cita il fatto che un bambino di 5 anni potrebbe trovarsi in difficoltà a utilizzare una password. Bitfrost è un sistema complesso, perché tocca aspetti che vanno dalla crittografia al recupero dei dati — dovendo comunque consentire un accesso completo agli educatori.

Via | OLPC News

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Commenti dei lettori

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  • Vnglr

    30 gen 2010 - 16:33 - #1
    0 punti
    Up Down

    Non c’e’ niente che funzioni se non una whitelist con un numero di siti limitati e da cui non si scappa.

    Se uso parole chiave tipo sesso rischio che gli va in malora la ricerchina di biologia. Se uso liste di esclusione il mondo la’ fuori e’ troppo veloce per farne di efficaci, senza contare i servizi di proxying che permettono di aggirare queste restrizioni.

    Quindi vale il vecchio sistema, tutto quello che non e’ permesso esplicitamente e’ vietato. Il genitore potra’ gestire l’aggiunta di questo o quel sito o meglio accompagnare il figliolo nella navigazione. E altrimenti non c’e’ niente da fare che funzioni meglio delle whitelist.

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