
Il 2010 sarebbe dovuto essere l’anno del passaggio definitivo a ipv6, ma sempre che bisognerà attendere ancora due anni circa.
Secondo la IANA, Internet Assigned Numbers Authority, con l’attuale richiesta di classi ci può andare avanti fino alla fine del 2011. Nonostante siano in molti a spingere per un passaggio a ipv6 e tutti i sistemi operativi siano pronti pochissimi provider si stanno muovendo.
Arin, inoltre, è riuscita anche a riprendere il controllo di alcune allocazioni non utilizzate da alcune organizzazioni e questo potrebbe far slittare ancora un po’ la fine degli indirizzi ipv4.
Nonostante questo Curran, presidente e ceo di ARIN, era al Ces per spingere le azienda ad aggiornare i loro prodotti per il passaggio ad ipv6. Un passaggio che in Asia, soprattutto in Giappone, è praticamente già realtà e dove persino le tv supportano ipv6.
Probabilmente tutti avete a disposizione un computer multistack ipv4/ipv6, avete provato ad utilizzare ipv6? 6to4 e Teredo sono alcune delle soluzioni che potete provare e che non richiedono alcun supporto da parte dei provider.
Purtroppo, secondo il sottoscritto, sono in troppi a non capire che nascondere la testa sotto la “sabbia” del nat non farà altro che rimandare il problema con costi più alti per tutti quando il passaggio sarà inevitabile.
Foto | saschaaa
Via | EnterpriseNetworkingPlanet
Conad il Rabarbaro
10 gen 2010 - 13:40 - #1In Italia saremo gli ultimi al mondo a passare a IPv6.
Agente Mangiariano
10 gen 2010 - 13:59 - #2Se procrastinare il cambio comportasse veramente costi più alti per tutti, avrebbero già cambiato.
Giles
10 gen 2010 - 14:14 - #3Della serie: più tardi è meglio è. Alla fine pensateci, perchè fare oggi qualcosa che comporta dei costi quando si può farla in condizioni di emergenza? Perchè fare le cose con calma e in modo graduale pittusto che affannarsi a spremere le ultime goccie di IPv4 e poi sbattere la testa quando non ci sono più IP e scoprire che per passare a IPv6 ci vuole tempo?
Potrei sbagliare, per quanto (poco) ne so, ma non mi sembra una mossa molto lungimirante. Si potrebbe predisporre l’IPv6 in parallelo all’IPv4 e fare lo “switch-off” dopo aver dato a tutti il tempo di migrare martellandoli con messaggi in questo senso (”Passa ora a IPv6 o arriva l’uomo blu-oltremare e ti porta via…”) come stanno facendo ora con il digitale terrestre.
Il Conte Ignoto
10 gen 2010 - 14:31 - #4@3: si dovrebbe proprio far così. Gli strumenti per la transizione all’ipv6 sono stati forniti da subito, visto che è stato progettato anche con la facilità di transizione dall’ipv4 in mente.
I vantaggi del passaggio all’ipv6 vanno ben oltre la semplice disponibilità di indirizzi: sicurezza integrata, roaming integrato, eliminazione totale del subnetting, e altre.
Procrastinare oltre è folle ma comprensibile: i costi di transizione non sono bassi, richiedono l’implemetazione di apparati compatibili mediante sostituzione o upgrade degli stessi, oltre alla spesa quantificata in ore-uomo per il design e la messa in opera. Complice la crisi dell’ultimo anno, le aziende si son viste obbligate a compiere tagli sulle spese, e tra le aree di interesse di questi tagli vi è sicuramente l’infrastruttura IT. Lo IANA, facendo slittare la data di transizione di altri due anni, non ha fatto altro che giustificare ulteriori rimandi.
Considerato che, come segnalato, in Cina e Giappone le reti sono già totalmente in ipv6, Europa e USA si troverebbero in ulteriore ritardo tecnologico.
In sintesi Ipv6 è stato progettato da ingegneri, non da economisti: la transizione è tecnicamente e praticamente fattibile, ma i costi non sono indifferenti, e l’IT viene da molti ancora visto come non prioritario alla crescita aziendale, dunque sacrificabile (specie da noi, ma non solo).
d4n
10 gen 2010 - 15:41 - #5A quanto riderò il giorno che le compagnie telefoniche si ritroveranno chili di denunce di utenti che non riescono ad uscire in rete o aziende che devono aprire un proprio server e non avranno un IP da poter usare. Ma in base a quali stime dicono tra due anni? e se adesso impazziscono tutti e c’è maggiore richiesta di IP durante quest’anno come se la mettono? si migrerà nel 2011? quando inizierà la follia e il delirio? questi economisti sono dei cialtroni. Non sanno fare i conti. Sono solo dei truffatori, risparmi oggi con il grosso rischio che tra un anno o due si ritroveranno a spendere i soldi per l’upgrade più i soldi dei risarcimenti danni chiesti dall’utenza. Ma vi immaginate aziende che vanno in tilt quanti milioni di euro potrebbero perdere con una giornata? altro che commercialisti questi sono dei buffoni guardano all’utile di oggi, senza pensare a domani, e poi ci becchiamo crisi economiche e chi sà che altro in futuro. Continuamo a dare retta a questi signori che il mondo finirà in una bolla….
ice
10 gen 2010 - 18:22 - #6La verità è che una volta le classi di indirizzi IP te le tiravano dietro
1$ (spesa simbolica) una tantum per 2 classi C di indirizzi IP (254×2)
di cui questa azienda usa nemmeno la metà
lele91
10 gen 2010 - 18:30 - #7Sinceramente da studente di una Cisco Accademy posso dire che il passaggio dovrebbe iniziare anche nel settore dell’istruzione infatti nel corso che sto seguendo ci sono solamente dei cenni sull’IPv6 e tutto verte sull’Ipv4.
Giles
10 gen 2010 - 19:39 - #8@4: grazie dei chiarimenti! Ora è più chiaro.
Cimurro
10 gen 2010 - 20:24 - #9@4: ottima analisi !
pezzo_di_medda
11 gen 2010 - 13:26 - #10@5
Mi sa che sei un po’ troppo negativo.
Guarda che la situazione resterà “stabile” per almeno altri 2/3 anni, poi il passaggio al v6 dovrà cominciare ad essere quasi un obbligo.
Per la questione delle aziende che perdono soldi per presunti periodi offline, stai tranquillo che un contratto di tipo commerciale i provider lo onorano e come, quelli che avranno grossi problemi saranno gli utenti casalinghi.
Ah, e prima che cominciate a sparare a zero, in Italia ci saranno grossi problemi, ma non credete che all’estero siano dei santi, hanno anche loro una bella parte di inchiappettation da parte delle grandi aziende, solo che lì magari lo fanno con più “stile” e non spudorato come da noi……
edward.81
11 gen 2010 - 17:20 - #11Basta vedere la quantità di router domestici che sono pronti all’ipv6… un mesetto fa ne ho trovato solo uno delle netgear per fare un esempio. Poi voglio vedere se le aziende rilasceranno aggiornamenti del firmware per far supportare il nuovo ip hai loro vecchi router.
d4n
11 gen 2010 - 21:32 - #12@10… Non la faccio tragica. Hai provato ad acquistare un IP? ti rendi conto di che delirio sia? E comunque sappi che se a me non funzionerà più internet da un giorno all’altro perchè io mio provider non riesce più ad assegnarmi un indirizzo ip sarò uno dei tanti che agirà per vie legali (sopratutto se il disservizio si prolungherà a lungo), poi voglio vedere se milioni di utenze chiedono il rimborso quanti soldi perdono ste società telefoniche. Poi cosa credete che la migrazione si fà in una giornata? Lo sapete quante aziende avranno disservizi durante la migrazione sopratutto quando si fanno le cose di corsa?
jollie
12 gen 2010 - 00:29 - #13Leggo tante cose con le quali non mi trovo d’accordo.
Se vi sono ancora indirizzi ipv4 e non vi è emergenza scarsità non vedo perchè preoccuparsi.. Quando ve ne sarà il bisogno, per basilari leggi di mercato, si farà il passaggio con i suoi disservizi come per tutte le cose, tanto prepararsi adesso non vuol dire evitare problemi di vario genere tra 2 anni o sonte mì quando.
Guardate il digitale terrestre, chi si è comprato il decoder 2-3 anni fà per 200-300 euro(io pirla compreso) non ha risolto per la maggior parte niente, ha pagato di più ed è stato altamente soggetto a malfunzionamenti essendo i primi dispositivi in commercio dovendolo ricomprare (a 30euro o poco più).
Probabilmente il passaggio sarà graduale, a zone, bypassando pian piano il tutto, tanto l’ ipv6 può viaggiare anche su ipv4 senza nessun problema. Tutti avranno il loro internet, qualcuno avrà qualche problema come sempre, ma sopravviveremo anche a questo.
E se proprio siete spaventati, fatevi qualche dvd osè per superare un eventuale periodo di astinenza da y0uporn
Iso2010
12 gen 2010 - 08:15 - #14@jollie
È già stato ripetuto, ipv6 non serve solo per il maggior numero di indirizzi a disposizione. C’è ne sarebbe bisogno già oggi, ma in molti non guardano un dito davanti al proprio naso, già ribadito anche questo.
Non puoi paragonare il digitale terrestre con ipv6. Questi decoder sono stati buttati sul mercato in fretta e furia con una qualità quasi sempre scadente.
I maggiori sistemi operativi hanno uno stack ipv6 stabile da anni.
d4n
12 gen 2010 - 10:25 - #15@13 no no aspetta un’attimo, il digitale terrestre non funzionerà mai. Lo stesso Tanembaum la definito un sistema fallimentare. Stiamo usando la condizione peggiore di invio dei dati, su un sistema che invece necessità di sicurezza della ricezione corretta dei dati, qui posso aprire una grossa parentesi ma la evito visto che basta dire, per dimostrare il fallimento di questo progetto, che il segnale arriva male e continuerà ad avere problemi per sempre (infatti si sono inventati TVSAT).Tu pensi che la migrazione a IPV6 sia una roba da 5 minuti? io non credo proprio. Le aziende devono cambiare roter, switch, rifare le reti, levare windows xp dai pc poichè non supporta IPV6 (almeno non in maniera nativa), quindi bisogna migrare a vista o a seven, ciò comporta l’acquisto di nuove macchine, e ora di lavoro. Senza poi tener conto che i nuovi rooter si dovranno ricreare le “mappe” della rete per instradare i pacchetti quindi, per 1/2 giorni dopo il passaggio si possono avere problemi di indirizzamento, pagine non trovate o connessione lenta. Iniziare ora gradualmente la migrazione vorrebbe dire non ritrovarsi tra 1/2 anni con una marea di disservizi. I disservizi ci sono solo se le cose non si fanno per tempo, basterebbe che ad esempio telecom mandasse una mail o una lettera di avviso agli utenti della zona dove stà effettuando la migrazione dicendogli, guardate che tra pochi giorni nella vostra zona con i modem e i router che avete al momento non vi funzionerà più internet, quindi recatevi nel centro telecom o a un negozio e comprato un rooter o modem che supporti l’IPV6, così facendo potrebbe non funzionare internet a un gruppo ristretto di utenti per quanto? qualche ora? una giornata to massimo due, per poi tornare online con tutti i vantaggi che porta. Sono anni che gli ingegneri sono precisi ora hanno detto ci restano 2 anni , questo non vuol dire che ci si inizia a preoccupare tra due anni, ma vuole dire iniziamo a migrare ora in maniera indolore così tra 2 anni il lavoro sara minimo o nullo. A me queste cose mi fanno imbestialire perchè quando sarà e tutti punteranno il dito contro certe aziende queste si giustificheranno dicendo e ma dobbiamo per forza passare non è colpa nostra e i boccaloni ignoranti staranno ziti e abbasseranno il ditino, invece di cominciare a fare pacchi di denunce per avere rimborsi. Questi non sono economisti e non sono imprenditori, sono degli speculatori. Fare questi mestieri vuol dire sapere che di tanto in tanto bisogna investire soldi nella ricerca e nella migrazione alle nuove tecnologie, non cercare di fare un’utile attivo solo anno per anno poi tra 2 anni si vedrà, non è così che si lavora.
jollie
12 gen 2010 - 19:30 - #16Nessuno ha detto che non possa iniziare tra 1 anno..
Chiunque ne sappia un po’ sa cosa sia l’ipv ma nessuno di noi può dire quale sarà l’effettivo livello di complessità del passaggio, ne come questo verrà organizzato; Dico solo che fare i catastrofici mi sembra inutile.
Fin ora siamo andati bene, I servizi multimediali nati negli ultimi anni, anche i più pesanti, nonostante tutto vanno ed i disservizi di questi non vanno praticamente mai a sfociare nell’ ipv4 bensì in mancata copertura adsl, p2p, udp, ecc.. (99% quindi saturazione della banda).
Abbiate fede.
jollie
12 gen 2010 - 19:31 - #17L’instradatore comunque si scrive “ROUTER” ;-)