
Ci sono tanti modi per promuovere gli standard “aperti”: l’Ungheria – attraverso una delibera del parlamento – ha scelto quella più ardita, promulgando una legge che ne impone l’utilizzo a livello governativo.
In sostanza la norma del Parlamento Ungherese copre tre aspetti principali dell’infrastruttura IT nazionale: si parla d’apertura del sistema centrale, dell’accesso per utente e dei portali.
L’Open Standard Alliance ungherese, nell’accogliere positivamente la notizia, ha stilato un lungo intervento per spiegare i benefici della recente risoluzione — in linea coi trend europei (meno l’Italia, mi verrebbe da dire).
Via | Nyílt Szabvány Szövetség
_FRA_
24 dic 2009 - 15:16 - #1stanno molto più avanti rispetto a noi…..
Cesoia
24 dic 2009 - 15:31 - #2Mi sembra sacrosanto imporre per legge gli standard aperti.Questo vuol dire piu’ mercato,piu’ scelta e migliori prodotti e non da ultimo prezzi inferiori.
Detto questo e’ fondamentale non confondere gli standard con l’opensource e la GPL che e’ ben _altra_ cosa.
Gli standard aperti sono un dovere l’opensource no.
Massimo S.
24 dic 2009 - 16:53 - #3Se fosse per me renderei obbligatorio anche l’uso di software FOSS nelle pubbliche amministrazioni, lasciando comunque la libertà ai singoli di usare software proprietario ma pagando di tasca propria la relativa licenza
syoux
24 dic 2009 - 17:45 - #4giusto si ma per certi formati non cambierà mai nulla, vedi mp3 o dwg
impicment
24 dic 2009 - 18:44 - #5gli standar aperti devono essere OBBLIGATORI in una Pubblica Amministrazione.
Proprio perché si chiama “pubblica”, deve rendere i suoi contenuti fruibili da chiunque. E questo non può avvenire (o in modo molto più faticoso) con i formati chiusi, per poter leggere i quali devi pagare royalities oppure cracckarli (scusate il neologismo).
Mentre con un formato aperto è sufficiente un qualunque software scritto da un signor nessuno, tranquillamente scaricabile e installabile.
Oltretutto non può che migliorare la compatibilità, perché le specifiche sono note.
Infine tengo a precisare anch’ io che non sto dicendo “a morte il software proprietario”. I formati sono una cosa, i programmi un’ altra.
guiodic
25 dic 2009 - 03:27 - #6ma la pubblica amministrazione deve avere anche l’obbligo dell’uso del software libero perché non è ammissibile che lo Stato deleghi ad una azienda privata le risorse strategiche come l’informatica. E’ dovere dello Stato conoscere il codice con cui vengono trattati i dati dei cittadini ed è diritto dei cittadini sapere che i loro dati sono trattati con software di cui chiunque può controllare il funzionamento.
E’ una norma di democrazia informatica assolutamente indispensabile.
Se poi i privati vogliono seguire altre strade, cavoli loro, ma lo Stato ha dei doveri verso i cittadini.