Comincio subito col dire che a mio avviso le polemiche innestate da OpenOffice.org e Sun nei confronti del mouse in oggetto – e le modifiche allo sviluppo che hanno generato – si potrebbero rivelare più controproducenti che altro: a prescindere dalla credibilità, come hanno affermato i suoi ideatori, che l’uso del marchio era stato richiesto e autorizzato — prima del passo indietro di OOo.
Lo dico perché la suite open source per l’ufficio avrebbe potuto giovare dalla “regolarizzazione” di una simile partnership, che avrebbe portato (siamo sempre nel campo delle ipotesi) a un’alternativa sempre più credibile a Microsoft. Azienda che già distribuisce con successo hardware ottimizzato per i propri programmi.
Ma così non è stato e non possiamo sapere se l’idea avrebbe avuto successo: l’unica certezza è che il progetto iniziale è stato completamente stravolto e il WarMouse – come si chiama adesso – ha cambiato colore, aggiunto nuovi pulsanti e da ottico è diventato un mouse a laser configurabile da 100 a 5600 CPI/DPI. Ormai anche a livello di supporto software è l’ideale per i videogiochi.
jena-plisskin
15 dic 2009 - 09:22 - #1Cos’è ? Il mouse per i polipi ?
Conad il Rabarbaro
15 dic 2009 - 11:16 - #2Troppi tasti, troppo piccoli.
Secondo si rischia di schiacciare tasti a caso e di fare casino.
erasmusjam
15 dic 2009 - 12:26 - #3Un oggetto inguardabile e inusabile. Ha fatto bene Sun a dissociarsi da questa porcheria.
ToX82
15 dic 2009 - 18:42 - #4che diamine è?? O_o
abbaro
15 dic 2009 - 22:00 - #5Che innovazione! Hanno attaccato la tastiera sul mouse così che non riesci a usare nè uno nè l’altro.
unarak bangkok
16 dic 2009 - 11:17 - #6Giustamente la Apple fa’ il magic mouse e questi fanno il war mouse .. nn fa’ una piega ..
Italo Vignoli
21 dic 2009 - 16:21 - #7Credo sia opportuno chiarire che la concessione dell’uso del logo e l’autorizzazione a presentare il mouse alla conferenza di Orvieto sono stati errori di percorso (nel senso che sono state iniziative personali di due membri importanti della comunità, in disaccordo con tutti) e non hanno nulla a che vedere né con Sun né con l’Associazione PLIO.
Cose che purtroppo succedono anche in aziende molto più strutturate di una comunità di volontari.