Quello che vedete è un estratto dell’intervista realizzata al CEO di Google Eric Schmidt.
In pratica si afferma che se non volete che si sappia qualcosa non dovreste assolutamente farla e che se volete questo tipo di privacy i motori di ricerca, compreso google, mantengono alcune informazioni utili per gli organi di polizia per un po’ di tempo citando, per esempio, il patriot act statunitense.
Parole che esprimono chiaramente la linea dell’azienda e che hanno spinto un direttore di Mozilla, Asa Dotzler, a scrivere un articolo in cui si consiglia di passare da Google a Bing perché quest’ultimo ha una migliore gestione della privacy.
Le parole di Dotzler attaccano anche la differenza fra le legislazioni nazionali e google, quindi, dovrebbe quantomeno implementare una gestione diverse per ogni utente internazionale rispetto a quelli americani. L’accusa è quella di utilizzare una legge ridicola come il patriot act come uno scudo per mantenere i dati privati più a lungo e beneficiare maggiormente dei dati per la pubblicità.
A questo quadretto bisogna aggiungere che google finanzia il 97% di mozilla. Cosa succederebbe se l’azienda decidesse di staccare la spina al progetto e puntare tutto su Chrome? Un’ipotesi che potrebbe diventare realtà quando gli utenti di internet explorer saranno scesi a percentuali più basse.
La risposta più corretta e meglio pesata è quella data dal famoso crittografo ed esporto di sicurezza Bruce Schneier nell’ormai lontano 2006 che continua ad essere ancora oggi valida. Ve ne riportiamo uno stralcio, ma merita di essere letta nella sua interezza.
For if we are observed in all matters, we are constantly under threat of correction, judgment, criticism, even plagiarism of our own uniqueness. We become children, fettered under watchful eyes, constantly fearful that — either now or in the uncertain future — patterns we leave behind will be brought back to implicate us, by whatever authority has now become focused upon our once-private and innocent acts. We lose our individuality, because everything we do is observable and recordable.
Via | OsNews
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