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Telefonini open source, avranno successo?

Pubblicato: 05 dic 2009 da Lpt on fire!


Un articolo su PcMag cerca di spiegare come mai i telefonini open source non hanno il successo che meriterebbero.

Secondo l’autore il problema fondamentale risiede nel fatto che sebbene Linux sia visto bene come sistema operativo la filosofia che lo muove è contrastata il più possibile. Per validare la sua ipotesi viene fatto l’esempio di tutti i tentativi di portare Linux sui telefonini che sono naufragati o non hanno ancora prodotto risultati soddisfacenti.

Tutti, tranne uno: Android. Un sistema operativo che usa linux, ma confina le applicazioni in un’area riservata e bloccata con meno libertà di quello che potrebbero avere. Un sollievo per i carrier che non accettano l’idea che un utente possa fare quello che vuole con il proprio cellulare.

Continua citando alcuni esempi di carrier che si erano inizialmente affacciati all’utenza evoluta, ma dopo poco tempo sono passati a quella delle reti sociali. Secondo l’articolo non ci saranno mai telefoni liberi venduti in massa, voi siete d’accordo?

Via | PcMag

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    05 dic 2009 - 15:38 - #1
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    Uno dei problemi dei software liberi è che tutti possono modificarlo come vogliono.

    Mi spiego meglio: prendo Android, lo modifico per le mie esigenze, lo metto in un cellulare e ci faccio soldi. Fantastico.

    Meno fantastico è se il “mio” Android è talmente diverso da quello originale che certi programmi funzionano solo sul mio e viceversa!

    Per me, ben vengano i cellulari open, ma almeno il “S.O.” deve essere leggermente “closed” altrimenti creiamo una babele che non ci si capisce più nulla e che allontana gli sviluppatori.

  • polkqasw

    05 dic 2009 - 16:17 - #2
    0 punti
    Up Down

    parlo da (felice) possessore di un nokia n810, che sebbene nn sia un cellulare credo rientri in questa categoria per molti aspetti.

    Il successo di Android rispetto ad altri s.o. linuxbased per cellulare e’, secondo me, dovuto principalmente all’interfaccia utente che, se non altro, e’ al passo coi tempi: effetti di transizione, trasparenze e pochi click (odio la lista dei menu in b/n).
    Ormai sono 3mesi che uso Maemo4.1 e posso tranquillamente dire che l’interfaccia grafica e’ scarsa, scarsa per i parametri attuali … e’ una versione free di windows mobile con diversi accorgimenti che migliorano la stabilita’ e l’utilizzo con le dita.

    Prima del n810 ho avuto un qtek9090 dove ho fatto i miei primi esperimenti sostituendo al vetusto wm6 prima gpe e poi opie, in entrambi i casi (senza pensare ai pezzettini di hardware che nn funzionavano piu’) l’interfaccia era lenta e forse peggiore di quella che offriva wm, quindi mi sn immediatamente ributtato sul buon (si fa’ per dire xche’ si piantava) wm.

    Concludo con il neo1975 di cui l’interfaccia grafica nn m’e’ piaciuta gran che’, anche se la reputo migliore di maemo4.1, xo’ da quello che ho sentito da amici e’ stato commercializzato con piccoli problemi (chiamiamoli fastidi?) da risolvere. (io ci metto pure che il design a saponettona mi faceva orridire, ed il prezzo era esagerato)

  • Profilo di ghostdog

    ghostdog

    05 dic 2009 - 19:09 - #3
    0 punti
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    Per me, ben vengano i cellulari open, ma almeno il “S.O.” deve essere leggermente “closed” altrimenti creiamo una babele che non ci si capisce più nulla e che allontana gli sviluppatori.

    ci sono gli standard per questo

  • Andreabont

    05 dic 2009 - 21:10 - #4
    0 punti
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    @lascoltodelvenerdi

    Infatti ci sono degli standard che tutti sono invitati a seguire, per garantire l’inter-compatibilità.

    Peccato che Android abbia preso queste direttive e le abbia completamente buttate nel cesso, imponendo lo sviluppo solo sopra una macchina virtuale java modificata, e quindi non standard.

  • Emanuele "ToX" Toscano

    05 dic 2009 - 21:38 - #5
    0 punti
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    da un certo punto di vista posso capire le grandi aziende, che preferiscono non mettere l’utente finale in condizione di poter “pacioccare” troppo con il proprio cellulare, io però mi chiedo piuttosto come mai anche i produttori di cinafonini si ostinino ad utilizzare i loro sistemi operativi proprietari, invece di adottare soluzioni open…

  • Profilo di ice

    ice

    06 dic 2009 - 19:24 - #6
    0 punti
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    i limiti finora sono stati altri:
    le scarse potenze di calcolo dei dispositivi imponevano attimizzazioni molto spinte a livello di codice per architetture specifiche
    il fattore fondamentale per le soluzioni open è la massa critica della community
    avere hardware frammentato con software ottimizzato all’estremo frammenta la comunità
    come ai tempi di ppc+intel per apple in cui gli sviluppatori erano costretti a lavorare il doppio
    i nuovi processori serie 8 di arm e gli snapdragon da oltre 1GHz uniti a dotazioni da 256MB e oltre di ram permettereranno di avere ottime prestaizoni anche con software meno ottimizzato e “fondere” community diverse
    e cme ricordiamo che dietro tutti i progetti open source di successo in settori non di nicchia ci sono grosse società che pagano programmatori perchè ci lavorino a tempo pieno
    Per questo sono piuttosto scettico nel confronto di questo proliferare di cloni diversi di linux x cellulari
    Preso atto del fatto che ormai la qualità di un pordotto smartphone la fa il software visto e considerato che i manufacturer sono veramente meno di 10 in confronto alle decine di brand
    per questo credo che i grandi brand mescolino abilmente porzioni free e porzioni closed nelle varie componenti della loro piattaforma linux based
    questo perchè se qulche sconosciuto porduttore cinese oltre a clonare abilmente l’hadware fose in grado di metterci software di pari valore,……

  • charon66

    06 dic 2009 - 21:09 - #7
    0 punti
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    Sybian è destinato ad essere completamente open source (per ora lo è solo in parte) e mi pare sia abbastanza diffuso.

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