Jesse Keating, Release Engineer di Red Hat, ha annunciato la decisione di posticipare di una settimana la data del rilascio di Fedora 11.
Invece che il 26 maggio, Fedora 11 dovrebbe probabilmente vedere la luce il 2 giugno, per consentire agli sviluppatori la risoluzione di alcuni bug critici che ancora affliggono la versione beta.
Un ritardo che certamente non farà piacere agli affezionati della distribuzione, ma che dimostra la volontà del team di Fedora di consegnare agli utenti un prodotto stabile e privo di grossi difetti.
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20 mag 2009 - 12:24 - #1Cosa più che giusa che avrebbe dovuto fare anche ubuntu con jaunty invece di rilasciare una versione buggata …
barra
20 mag 2009 - 12:33 - #2Jaunty ha un solo grande difetto ed è causato da Intel con i suoi penosi driver video. vero che sarebbe stato meglio downgradare i driver ma a parte questo continua sulla strada dell’ottima stabilità.
X fedora spero che sistemino un poco l’installer perchè quello si che è una delle cose più instabili che ci siano sulla faccia della terra (almeno ai tempi delle preview release 1).
Lybra
20 mag 2009 - 13:33 - #3Ogni versione di Fedora da sempre parte molto buggata e con alcuni problemi, poi nel giro di 2/3 mesi si sistema e negli ultimi 3 mesi di vita di ogni versione è stabile,rocciosa pur proponendo software sempre ben aggiornato.
Se rimandano vuol dire che avranno il loro motivo.Tra l’altro Fedora è in ritardo su Ubuntu di certo non epr questo motivo ma per l’attacco di sicurezza che aveva colpito RedHat nel Settembre 2008 ritardando di un mese abbondante Fedora 10
Diego.
20 mag 2009 - 16:29 - #4Chi sceglie distribuzioni con supporto 13 mesi (Fedora) o 18 mesi (Ubuntu normali) accetta implicitamente il fatto di essere un beta tester. Nessun professionista si sognerebbe mai di usare un software che dopo meno di un anno e mezzo scade (oppure lo fa sapendo quello che sta facendo e di ciò a cui va incontro).
alblogju
20 mag 2009 - 16:33 - #5@…
come versioni con bug?
a me hanno detto che linux non ha problemi
sirus
20 mag 2009 - 19:00 - #6@ Diego
Dipende dall’ambito in cui lavora il professionista.
Per un desktop oppure per una workstation Fedora ed Ubuntu vanno benissimo, se invece dovessi lavorare su un server probabilmente mi rivolgerei verso lidi con un supporto più lungo.
davidz
20 mag 2009 - 23:48 - #75: complice di alimentare il troll, ti rispondo che se desideri l’ultimissima funzionalità sperimentale o la versione di sviluppo di un software devi accettare qualche problema di gioventù. GNU/Linux è solidissimo ma ovviamente un kernel in versione -rc* non è da usare se non per scopi sperimentali/passione/necessità assoluta, così come il software applicativo allo stadio di alpha, beta e così via.
Se ti interessa una distribuzione aggiornatissima usi ad esempio l’Ubuntu normale, che tenta di offrire (riuscendoci quasi su tutte le piattaforme) un prodotto insieme sicuro, saldo e stabile; se desideri la totale assenza di problemi scegli una distribuzione con cicli di rilascio e tempi di supporto molto più lunghi, come Debian stable, Ubuntu LTS o molte altre (sono stato a lungo (e sarei ancora) un appassionato di NetBSD e quindi perdonatemi se non conosco molto bene il mondo delle distro Linux, essendomi fermato al primo “amore” Ubuntu).
Se ricerchi la totale assenza di problemi, la puoi avere. Se ricerchi il bleeding edge dello sviluppo, lo puoi avere. Ciascun aspetto è complementare rispetto all’altro e ciascuno è perfetto per un target.
Vorrei dire tanto altro ma ho sonno, notte.
davidz
20 mag 2009 - 23:55 - #8@2: i driver Intel sono un po’ una maledizione: sul mio Macbook ho dovuto aggiornare xserver, mesa e anche il kernel alla 2.6.30-rc4 e ora le prestazioni sono veramente ottime e appaganti; tuttavia con quest’ultimo kernel non funziona l’audio hda-intel e con le successive rc5 e rc6 ho il reboot spontaneo appena dopo il caricamento del kernel.
Ricordo a chinque che:
amo sempre rischiare e provare la cosa più nuova; se avessi avuto più pazienza avrei tenuto la perfettamente funzionante Ubuntu 8.10 e non sarebbe successo nulla. Esattamente quello che si fa con ogni sistema operativo proprietario in cui gli aggiornamenti non introducono, se non raramente, nuove feature, e in cui si è obbligati ad attendere una nuova versione stabile e supportata prima di poter vedere qualsiasi novità.
Per me il gioco vale la candela, ovvero gli aggiornamenti frequenti donano alla mia esperienza di utente un’evoluzione continua estremamente più rapida rispetto a qualsiasi altro OS / modello di sviluppo.
Ora dormo davvero, ciao!