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Torvarlds: no ad un linux generalista

Pubblicato: 03 feb 2009 da Luca M.

“Distribuzioni multiple non solo sono una cosa buona, ma sono una cosa assolutamente necessaria”, è quanto ha risposto Linus Torvalds a chi gli suggeriva di focalizzare gli sviluppatori su una distribuzione sola in maniera da guadagnare fette di mercato.

Sempre secondo Linus, la molteplicità di distribuzioni è necessaria per poter servire fasce piu ampie di mercato, comprese le aree di nicchia cosa che non può essere fatta con una distribuzione sola. Torvalds inoltre è fermamente convinto che la concorrenza non possa che far bene a Linux, anche se la gestione della cosa risulta più complicata che in un mercato senza concorrenza.

Via | www.pcpro.co.uk

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44 commenti

Commenti dei lettori

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  • nessunohastonick

    03 feb 2009 - 19:23 - #1
    1 punto
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    giusto, pienamente d’accordo con torvalds.. e poi in un ambiente del genere è ovvio che funzioni cosi.. però direi a codesti sviluppatori: ma non basterebbero una ventina di distribuzioni o giù di li per servire ogni fetta di mercato?

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    03 feb 2009 - 21:08 - #2
    5 punti
    Up Down

    Ammazzatemi pure di -1, ma io vorrei 3 distribuzioni:
    1. Mercato Server
    2. Desktop per esperti
    3. Desktop per utenti normali

    E poi basta con le cose quadruple!
    Basta con duecento ambienti grafici, duecento programmi che fanno tutti la stessa cosa e solo pochi funzionano bene, basta con duecento formati di pacchettizzazione, Linux non si diffonderà mai senza prendere questa strada!

    Vogliamo un sistema operativo di nicchia? Teniamo le cose come sono. Vogliamo diffondere Linux il più possibile? Cominciamo a considerare prioritarie alcuni aspetti.

  • acrive

    03 feb 2009 - 21:19 - #3
    5 punti
    Up Down

    Secondo me Torvalds sta sfruttando male le sue apparizioni.. Secondo me tutte queste distro sono una menata paurosa.
    Abbiamo tremila server diversi che distribuiscono lo stesso binario pacchettizato in modi diversi…. ma vi sembra una cosa sensata?
    Quindi 1) Uniformare il sistema di pachettizzazione.. 2) Fare un installer semplice, chiaro e che permetta di scegliere oltre i pacchetti il tipo (from scratch o binario), anche il tipo di licenza. E approfondire quindi il TOOL unico per upgrade e update del proprio parco programmi. Già questo secondo me risolleverebbe tutti sti problemi di software per linux, unico canale di distribuzione e via..
    Che pensi a sviluppare il kernel (neanche poi tanto però)

  • Spammer

    03 feb 2009 - 22:09 - #4
    2 punti
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    Gli interventi #2 e #3 esprimono un’esigenza davvero sentita da molte persona. E’ molto bella la varietà del mondo open source ma… non è che si sta esagerando un pò tantino con la varietà? Di certo l’open source si autoseleziona e se qualcosa fa schifo semplicemente non viene utilizzata e il corrispettivo progetto muore, certo però…

  • Profilo di Alessandro91

    Alessandro91

    03 feb 2009 - 22:12 - #5
    0 punti
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    concordo pienamente con nessunohastonick.
    la varietà è ottima, e consente di avere distro “specializzate” in determinati compiti (es. distro per server, per workstations, ecc)…
    però, ciò che ho sempre pensato di linux (e un po’ in generale di tutto l’open source) è che ci sia troppa frammentazione. gli sviluppatori, invece di concentrare i loro sforzi su progetti affermati in modo da migliorarli continuamente, creano doppioni. è una dispersione di risorse, umane ma non solo.

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    03 feb 2009 - 22:18 - #6
    1 punto
    Up Down

    esatto!
    E’ un discorso già fatto, però quanti programmi di Instant Messagging esistono per Linux? Almeno 5, solo considerando i principali. E quanti funzionano davvero bene? Neanche uno.

  • MaDKaine

    03 feb 2009 - 22:46 - #7
    0 punti
    Up Down

    concordo in pieno. ci fossero solo 2 /3 distribuzioni linux ora tutti avremmo una vera alternativa invece di stare a lottare contro il download/conficker …

  • 1 punto
    Up Down

    .
    peggio per lui, si vede che preferisce avere tanti figli malaticci che muoiono dopo pochi anni piuttosto che un solo figlio in buona salute che potrebbe anche campare cent’anni come Windows!
    .

  • Profilo di gp42

    gp42

    03 feb 2009 - 23:35 - #9
    0 punti
    Up Down

    Non fossero esistite le varie distribuzioni, i vari ambienti grafici, programmi doppioni, Linux oggi era un sistema operativo morto, inesistente e per niente evoluto come lo è oggi.
    Era tecnicamente impossibile che un qualcosa senza un soldo o senza tutto il capitale speso dalle concorrenti sarebbe potuta arrivare dove è oggi Linux.
    Non fosse esistita questa sana competizione non a colpi di marketing o dollaroni ma a colpi di inventiva, ricerca, sfida a creare qualcosa di più robusto, programmazione, oggi non sarebbe esistito nulla di Linux.
    Grazie a questo oggi Linux è un kernel che può essere messo come in un mainframe come nel chip della lavastoviglie…sarebbe possibile mettere windows vista in un chip della lavatrice?
    E proprio la suo peculiarità di non essere legato ad una sola distribuzione o brand, sta spingendo oggi multinazionali del calibro di Intel, Dell, Sun, Oracle e molte altre ad investire su di esso…e questo perchè? Perchè non sono legati da nessun vincolo e possono fare ricerca e sviluppo come meglio credono.
    Poi che si debba in certi settori, come del resto già succede, unirsi in dei consorzi per stabilire degli standard e linee guida nessuno lo mette in discussione, nemmeno Linus. Ed infatti è quello che succede e sta succedendo.
    Credo che avete interpretato e letto male le parole di Torvalds.
    Sarebbe più opportuno non dire “sarebbe meglio una sola distro” ma invece sarebbe più opportuno dire ” un solo standard”…ma questo nessuno lo esclude, nemmeno Torvalds…
    Non guardate con gli occhi del ClosedSource ma dell’OpenSource.

    gp

  • bobo83

    04 feb 2009 - 00:02 - #10
    1 punto
    Up Down

    concordo pienamento con gp42!

    inoltre aggiungo per tutti coloro che si sono espressi contro l’esistenza di tante distro: ricordate che se queste esistono è perché c’è qualcuno che le ha create. e se qualcuno le ha create è perché c’era qualcun altro che aveva bisogno di caratteristiche che altre distro non disponevano.

    poi finiamola una volta per tutte con sta storia del “dobbiamo battere windows”……

  • acrive

    04 feb 2009 - 00:59 - #11
    0 punti
    Up Down

    Per me l’evoluzione di Linux è una parabola… L’opensource fa nascere tanti progetti, e all’inizio può essere anche un bene, perchè favorisce la concorrenza, ma quando poi i progetti si evolvono avviene una semplice selezione naturale. Rimangono in vita quelli fatti meglio. Oggi credete che possa nascere un progetto antagonista a kde e a gnome? o Magari al server X (ce ne sono.. ma quanti finiscono nel baratro?). Credo che nessuno abbia poi torto. Oggi Linux è quello che è grazie a questo, ma credo che ora non bisogni più forzare in questa direzione, ma bisogna evolversi in qualcos’altro e una mia idea l’ho data al mio post precedente.
    E cmq, per concludere.. to gp42.. Secondo te quelle megaditte che hai citato prima o poi non se la faranno una propria distro? Non credo che debbano esistere consorzi, a cui sottostare nell’evoluzione. Sempre opensource ma con una direzione comune.

  • acrive

    04 feb 2009 - 01:00 - #12
    0 punti
    Up Down

    errata corrige: Come evoluzione non intendevo Linux, ma delle distro appunto..

  • Mau_

    04 feb 2009 - 01:15 - #13
    -2 punti
    Up Down

    Linus ha ragione, stavo pensando di mettere su una distro per eschimesi mancini, diabetici e daltonici, con il kernel ottimizzato per il calcolo delle tempeste polari e per il ciclo riproduttivo delle foche monache ….

    Scusate l’uscita da troll, volevo solo dire che #2 e #3 (e altri) hanno ragione, sembra però che nel mondo linux chi da una opinione un po’ diversa è un infedele da bruciare insieme a ntfs.
    Chi contesta le troppe distro non dice che deve esserci sono una unica “distro master” (l’ammazza Windows, la WorldDomination 10.8), dice solo che frammentare sempre di più è tanto dannoso quando concentrarsi solo su una cosa.
    Meno distro e più funzionali passerei a Linux domani mattina.

    (parola di uno ha provato, ma è dovuto abbandonare)

  • Spammer

    04 feb 2009 - 01:34 - #14
    -1 punto
    Up Down

    @Mau_: parole sante, hai centrato la questione.

    @gp42:
    “Non fossero esistite le varie distribuzioni, i vari ambienti grafici, programmi doppioni, Linux oggi era un sistema operativo morto, inesistente e per niente evoluto come lo è oggi.”
    Non penso che sia per merito dei doppioni, l’open source è selezione naturale, vince il più forte e basta.
    “Era tecnicamente impossibile che un qualcosa senza un soldo o senza tutto il capitale speso dalle concorrenti sarebbe potuta arrivare dove è oggi Linux.
    Non fosse esistita questa sana competizione non a colpi di marketing o dollaroni ma a colpi di inventiva, ricerca, sfida a creare qualcosa di più robusto, programmazione, oggi non sarebbe esistito nulla di Linux.”
    Giusto, ma non ne farei una questione di etica, ma di modello di sviluppo giusto per intromettersi lentamente tra la concorrenza con i soldi.
    “Grazie a questo oggi Linux è un kernel che può essere messo come in un mainframe come nel chip della lavastoviglie…sarebbe possibile mettere windows vista in un chip della lavatrice?”
    No perchè windows non è un kernel contrariamente a linux, ed è concepito per girare su pc, se fosse studiato per i frigoriferi, andrebbe anche su quelli.
    “E proprio la suo peculiarità di non essere legato ad una sola distribuzione o brand, sta spingendo oggi multinazionali del calibro di Intel, Dell, Sun, Oracle e molte altre ad investire su di esso…e questo perchè? Perchè non sono legati da nessun vincolo e possono fare ricerca e sviluppo come meglio credono.”
    Ma anche no, il motivo principale è che sviluppare da zero costa e il riutilizzo del codice è la regola numero uno dell’ingegneria del software, se poi è gratis è meglio ancora. Open source oggi vuol dire anche immettersi nel mercato con delle idee per essere acquisiti da chi ha capitale.
    “Poi che si debba in certi settori, come del resto già succede, unirsi in dei consorzi per stabilire degli standard e linee guida nessuno lo mette in discussione, nemmeno Linus. Ed infatti è quello che succede e sta succedendo.
    Credo che avete interpretato e letto male le parole di Torvalds.
    Sarebbe più opportuno non dire “sarebbe meglio una sola distro” ma invece sarebbe più opportuno dire ” un solo standard”…ma questo nessuno lo esclude, nemmeno Torvalds…”
    Esatto, ci vuole una compattezza negli standard, stabilire, studiare e creare una sorta di coesione nel perseguire degli standard, o si corre il rischio di arrivare al punto che uno si sveglia, fa uno scorreggio, e ciò impatta sullo sviluppo.
    “Non guardate con gli occhi del ClosedSource ma dell’OpenSource.”
    Ma basta guardare con gli occhi della convenienza e del buon senso. L’open source è un modello di sviluppo aggressivo e redditizio se ben sfruttato, non di certo una filosofia.
    Come se Torvalds campasse di ideali.

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    04 feb 2009 - 08:27 - #15
    0 punti
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    Le varie distro sono nate esplose quando qualcuno ha voluto far soldi con linux.
    Non c’è nulla di male in questo, ma la cosa è degenerata rapidamente, forse per colpa di una mancanza di controllo “centrale”. Controllo che comunque non è mai esistito il linux.

    Trovo sensate certe distribuzioni pensate per particolari obiettivi: essere usate sui server o sui portatili.
    Trovo meno sensate quelle distribuzioni che nascono solo perché hanno un nuovo installer grafico e non sopporto quelle distribuzioni che, certe volte senza avvertire nessuno, patchano il kernel o parti di software a loro piacimento.

    Linux è nato per i server, la sua transizione sugli home computer sta avvenendo molto lentamente e in modo non userfriendly. Siamo nel 2009 e spesso ci troviamo a dover ricompilare kernel e moduli perché altrimenti non leggiamo le chiavette usb o qualche nuova periferica.

    Non vi sembra un po’ fuori dal mondo?

  • Profilo di ice

    ice

    04 feb 2009 - 09:03 - #16
    0 punti
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    se oggi linux gira tanto su lavatrici ma ci sono esempi ancora piu estremi es interi pc grandi poco piu dello spinotto ethernet…., quanto su datacenter delle previsioni meteo……il merito è del fatto che chiunque ne abbia le capacità puo contribuire a plasmarlo secondo le sue esigenze
    E cmq di fatto esistono davvero solo 3 grandi distro:
    Debian e la deriata Ubuntu
    RadHat e la derivata Mandriva (anche se la deriva risale ormai a oltre10anni fa)
    Suse/NovelL
    dimenticavo anche Slack e Gentoo
    poi ci sono turbolinux e altre, ma considerate che la stragrande maggioranza sono derivate
    La stragrande maggioranza dei NAS per il mercato SoHo hanno al loro intenro disto linux (molte hanno anche dei *bsd…)
    Per non parlare dei progetti di router linux based
    Sinceramente sono stato molto felice di aver sostituito il rudimentale software dell mio accesspoint con opewrt
    o delle possibilità di sviluppo che mi garntisce la base linux del mio nas/mediaplayer
    il fatto che perliamo di piattaforme completamente diverse d quelle pc dovrebbe far capire che una normale distro, sopratutto distro commerciale, non potrebbe prenderle in cosndiderazione
    e infatti la stragrande maggioranza di queesti progetti si basano su amma Debian

  • Cristian Nicanor

    04 feb 2009 - 09:45 - #17
    0 punti
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    @Mau_:
    “Meno distro e più funzionali passerei a Linux domani mattina.
    (parola di uno ha provato, ma è dovuto abbandonare)”

    No offence, ma se attualmente non usi Linux su che base esprimi le tue opinioni?

    @lascoltodelvenerdi:
    “Linux è nato per i server, la sua transizione sugli home computer sta avvenendo molto lentamente e in modo non userfriendly. Siamo nel 2009 e spesso ci troviamo a dover ricompilare kernel e moduli perché altrimenti non leggiamo le chiavette usb o qualche nuova periferica.”

    Concordo con il fatto che linux sia nato per i server, ma e` dal 2008 che non compilo piu` il kernel per far funzionare una chiavetta usb o meglio una webcam… Inoltre se il mio programma di chat preferito non ha una certa funzionalita` prendo i sorgenti, e la implemento. Non devo aspettare che “the company” la implementi! Parliamo di open source, non di windows che devi aspettare la service pack del c***o per avere explorer con gli tab..

    E poi se kde4 non e` user-friendly non so che dire… Faccio solo un esempio:
    Supponiamo che, come nel mio caso, devi aver installato un casino di programmi e programmini per svolgere diverse attivita`. Ogni volta che vuoi far partire un programma o te lo vai a cercare nella marea di icone sul desktop, o inizi a sfogliare il menu start perdendo tempo utile. Con linux, invece, che non e` cosi user-friendly vai su start, scrivi il una parte del nome del programma e il sistema ti mette a disposizione le icone del tuo programma. E questo e un piccolo dettaglio. Non parliamo poi della mancanza dei tab in explorer…

    Comunque, io sono per la diversita` dei prodotti linux. Alla fine questa e` la filosofie dell’opensource: liberta`! Non sei costretto a usare una certa distribuzione per il desktop perche` esiste solo quella. Puoi scegliere tra le migliaia di alternative. E` proprio la diversita` che fa la differenza tra closed-source e open-source. Non mi piacciono i rpm, nessun problema provo con i deb o con altro. Non mi piacciono i msi (micro$oft installer), non ho scelta. Devono piacermi (i msi) perche` esistono solo quelli. Questa e` la mia opinione.

  • Anonimo Codardo

    04 feb 2009 - 09:48 - #18
    -2 punti
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    Se desiderate davvero avere una sola distribuzione, un solo formato di pacchetti, un solo programma di IM, un solo di questo, uno solo di quello… non avete capito un c.a. .z. ..z..0

  • Anonimo Codardo

    04 feb 2009 - 10:59 - #19
    0 punti
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    @#18: BAWWWWW!! FREE AS IN FREE SPEECH !!11!!! :’(

    ma per favore.

  • Profilo di gp42

    gp42

    04 feb 2009 - 11:01 - #20
    0 punti
    Up Down

    Io credo che molti non entrano proprio nell’ottica di tale modello…e non si tratta di idealismo…ma semplicemente che fin quando una qualcosa è libera e priva da vincoli non può mai tecnicamente esistere un progetto unico.
    L’OpenSource esiste appunto perché vuole dare la possibilità a chiunque sia di poter visionare quel codice, modificarlo, migliorarlo ed adattarlo alle proprie esigenze.
    Quindi è tecnicamente impossibile che esista un solo progetto od una sola distro…sta tutto nella forza del progetto di catalizzare più sviluppatori ed interesse possibile.
    Se ammettiamo oggi esistono 100 sviluppatori e 10 progetti dove sta scritto che se ne fosse esistito uno solo gli sforzi tutti e 100 sarebbero stati per quel solo progetto?
    Linux non è una azienda!!!
    Le varie distro che sono esistite e continuano ad esistere non è vero che sono solo fine a se stesse ma invece portano micro novità che se valide poi si estendono a tutte le altre distribuzioni.
    La dispersione, se così la vogliamo chiamare, si argina quando nascono progetti forti come oggi lo sono Ubuntu, Fedora ed openSUSE ma questi senza l’aiuto dell’ecosistema della distro minori non avrebbero i risultati che oggi hanno in quanto queste distro per amatori o apparentemente destinate a morire sono un serbatoi di nuove idee e nuovi concetti….ma pure le stesse Ubuntu,Fedora ed openSUSE fra di loro si scambiano innovazioni implicitamente grazie a tale modello di sviluppo.

    gp

  • Christopher

    04 feb 2009 - 11:06 - #21
    0 punti
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    Non avete capito un c.a.z.z.o. La particolarità di GNU/Linux è sempre stata questa: la varietà di cose e il disordine generalizzato.
    Se volete pulizia di sistema e uniformità ci sono i *BSD.

  • leptone

    04 feb 2009 - 11:29 - #22
    0 punti
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    Anonimo Codardo, hai ragione al 100%, ma ricodati che molto spesso idee giuste non vengono accettate se espresse in modo aggressivo(e io non sono uno di questi).
    Se studiate matematica, Statistica, e create un modello avrete la risposta a questo dilemma. I biologi lo hanno già fatto studiando l’evoluzione e la variabilita della specie. Non parlo del pericolo di animali estinti, ma se alcuni animali esistono oggi tipo la giraffa è perchè ne sono esistite tante di tanti tipi e forme e poi ne è sopravvissuta una, ma se una certa nell’ embrione di una certa giraffa non fosse avvenuto un errore di meiosi o mitosi(non ricordo) non sarebbero mai nate le giraffe col collo lungo, ecc

    CMQ è vero ke le distro principali sono una decina
    Debian/Gnusens
    Red Hat/Centos
    Suse/Novel
    Slackware
    Gentoo
    Ark
    arch
    FreeBSD
    OpenBSD
    NetBSD

    Insomma se non lo avete capito è un principio scientifico matematico e statistico che afferma che la proliferazione di modifiche porta al successo, e porta la vera innovazione.
    IMHO dovrebbero esserci ancora + distro e più formati di pacchetti, questi server non sprecano banda(basta pensare a tutte le cac—-te o cose da bimbominkia che girano su internet).
    Se non capite certe cose siete stupidi, alla fine è la scienza anche ke afferma tali cose, se siete in grado di dimostrare che tutta la matematica è sbagliata e che 2+2 non fa 4 allora ritiro ciò che ho detto, e vi autorizzo “a crocifiggermi in sala mensa”

  • marionline

    04 feb 2009 - 11:30 - #23
    0 punti
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    OpenSource, FSF, software GPL o compatibile o che abbraccia lo stile del free software è sinonimo di libertà per l’utente e libertà per gli sviluppatori!

    Linux(inteso con la sua eccezione più grande del termine) non ha assolutamente interesse a guadagnare fette di mercato!!
    Chi ha interesse nel guadagnare fette di mercato sono delle aziende nate per avere dei profitti.

    L’esistenza di molte distribuzioni non deve far pensare ad una “dispersione”, un proprio sistema linux se lo può creare chiunque a casa(avete mai sentito parlare di: http://www.linuxfromscratch.org/ ?). L’esistenza di tante distribuzioni è la conseguenza della libertà nell’utilizzo e nella modifica del codice dei vario software; sono modifiche che possono essere apportate direttamente sullo scheletro di un programma avendo la piena libertà di personalizzare nel più piccolo dei dettagli un qualsiasi applicativo.

    Il mondo del freesoftware opensource è un mondo fantastico perchè da la libertà a chiunque di esprimersi nel modo che preferisce, non ha assolutamente interesse a guadagnare fette di mercato, qui consiglio la lettura della filosofia del progetto GNU:
    http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.it.html

    Linux non è una azienda! Non ha gli obiettivi che ha una azienda. Bisogna cambiare la concezione che si ha del mercato attuale per capire come può esistere il kernel linux e tutti i progetti open esistenti.

    Il fatto di dire ci sono tanti programmi/distribuzioni che fanno le stesse cose ma mai fatte bene è indice di una concezione del software open completamente distorta. Si pensa che debba esserci un qualcuno che deve dare un S.O. completamente gratuito e che faccia tutto quello che si vuole bene. Le varie distribuzioni linux, i vari software sono stati creati per soddisfare delle esigenze dei programmatori o di chi ha pagato un programmatore per creare un determinato applicativo. Il fatto che poi vadano più o meno bene dovrebbero far scattare la voglia di contribuire a migliorare quel progetto, senza essere dei parassiti che aspettano la manna dal cielo.
    Si ha la mala concezione che chi fornisce un software open gratuitamente debba rilasciarlo per forza in modo tale che si guadagni una fetta di mercato, che funzioni al 100%. Non è così! Una azienda deve farlo(se vuole guadagnare), la maggior parte delle distribuzioni linux non ne hanno l’interesse, loro si prefiggono degli obiettivi, non è nel loro interesse raggiungerli all’istante.

    Condivido appieno le parole di Linus, l’esistenza di più distribuzioni può essere solo che vantaggioso per i progetti open la cui unica modalità possibile di crescita è una competizione costruttiva di ingegno e novità, non una competizione distruttiva!!

    Concludo invitando tutti coloro che affermano e si lamentano dell’esistenza di troppe versioni di un applicativo che funziona male a collaborare per farlo finalmente funzionare come loro credono sia giusto.
    L’obiettivo della maggior parte dei progetti open non è la creazione di un software che abbia tutte le caratteristiche possibili e immaginabili; se una caratteristica non è stata ancora implementata è inutile lamentarsi tanto, nessuno vi impedisce di mettere mano al codice e/o di contribuire a quel progetto in modo tale che si adatti alle vostre esigenze, nessuno vi impedisce di provare un altro software opensource(che potrà andare meglio o peggio rispetto alle vostre esigenze), nessuno vi impedisce di comprare un software proprietario(che vi lega le mani e la mente) e nessuno vi impedisce di pagare qualcuno perchè implementi ciò di cui avete bisogno su quel programma open (su un programma proprietario non è altrettanto facile).
    Questo è lo spirito dei progetti opensource di licenza GPL o affine: libertà assoluta (nei termini della licenza con cui vengono rilasciati si intende) di fare e usare ciò che si preferisce.
    Libertà di competizione, libertà di essere vari e libertà di espressione.

    Mario

    P.S. il kernel linux non è nato per andare sui server, è nato per hobby, per studio, forse anche per gioco. Poi ha trovato grande applicazione sui server e negli ultimi anni sta prendendo piede anche sui PC Desktop (e non solo)!

  • marionline

    04 feb 2009 - 11:37 - #24
    0 punti
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    @leptone
    Ce ne sono anche altre di distro principali, in ambito desktop credo siano:
    fedora, debian, ubuntu, opensuse, mandriva, ark.
    In ambito server:
    redhat (un una versione commerciale)/centos(la ricompilazione di redhat libera, ecco la libertà del GPL), suse linux, debian.
    Dipende dall’utilizzo del server.
    Alla fine un po’ tutte le distro sono le più usate in qualche cosa, consiglio la lettura di:
    http://distrowatch.com/
    Attento però che BSD non è linux, è un kernel completamente diverso(anche se può essere simile a linux); anche la licenza BSD è diversa dalla licenza usata nel kernel linux.

  • Spammer

    04 feb 2009 - 13:47 - #25
    0 punti
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    Ma la situazione non è proprio così idealistica, le distro nascono spesso da hobbysti, ma è solo un modo di entrare nel mercato per arrivare a vendere dei servizi.
    La filosofia è sempre una scusa ridicola per mascherare velleità finanziarie, si passa certamente dalla passione, su questo non si obietta. La filosofia è cosa ben più importante e il suo nome andrebbe usato con molta più cautela.
    L’open source è un modello di sviluppo. Punto. Evitiamo demagogie.
    leptone non sbaglia in quello che dice, è un processo evolutivo continuo, ma non vuol dire che debbano proliferare e moltiplicarsi distribuzioni intere per piccole modifiche. Potrebbero essere rilasciati, faccio un esempio poco calzante, diversi sistemi di pacchettizzazione dimodochè i manteiner delle differenti distro possano scegliere al meglio.
    Penso ci sia un eccesso di distribuzioni derivate, e penso, spero che molte piccole distro, o meglio, progetti, vengano assorbite da altre più grandi.
    Non sono però per nulla d’accordo con un’affermazione di marionline relativamente agli applicativi malfunzionanti. Se una cosa non funziona o funziona male non si rilascia come stabile. Punto.
    Open source non vuol dire che solo perchè chiunque può modificarla la si può lanciare, open source deve essere sinonimo di qualità delle versioni stable.
    Non è poi vero che un software proprietario lega le mani e la mente, è fondamentalismo sbagliato.
    L’informatica insegna che l’astrazione è un requisito fondamentale e non è necessario imparare nulla per chi vuole dedicarsi ad altro.
    In ogni caso, giusto per, linux non mi soddisfa più, lo trovo anzi abbastanza una porcata, come tutta la comunità che vi ruota intorno da quando ho scoperto i sistemi *BSD.
    Tutto parte per hobby, tutto parte per passione in informatica, ma il punto di arrivo è solo e sempre un altro, manco Torvalds campasse di promesse e buoni sentimenti -.-

  • acrive

    04 feb 2009 - 14:34 - #26
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    Insomma se non lo avete capito è un principio scientifico matematico e statistico che afferma che la proliferazione di modifiche porta al successo, e porta la vera innovazione.

    Ma che è vera questa teoria? No perchè se è cosi questo scenziato non ha capito una beneamata..
    La proliferazione di modifiche senza controllo satura il sistema, alla fine non si capisce più cosa fa il sistema. Alias “tremila programmi diversi per fare la stessa cosa” = progetti inconclusi. Ci vuole un equilibrio, una direzione comune su cui non bisogna adagiarsi in maniera asintotica.. (Tiè ;) ) ma essere un semplice rifrimento. Io ho sempre concepito l’opensource non come proliferazione smisurata di software, ma interesse comune nel suo sviluppo. Più siamo a farlo e meglio è!

  • Dass

    04 feb 2009 - 15:36 - #27
    0 punti
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    ma chi dovrebbe decidere quale distro chiudere, quale libreria grafica usare (gtk? qt?), quale desktop è meglio (kde, gnome, fluxbox, enlightenment, etc), quale sistema di pacchetti è “meglio”?
    uno che non sono io? allora restavo con microzoft…
    scommetto che tutti quelli che pensano queste cose assurde sarebbero pronti a ritrattare se “vincesse” la distro diversa dalla loro…. ce li voglio vedere gli utenti di ubuntu a lasciare la loro distro e passare tutti a gentoo.
    No perchè a me piace gentoo, quindi dovete farvela piacere anche voi….
    bah.

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    04 feb 2009 - 16:29 - #28
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    Sinceramente non credo quando una persona mi dice che è da tempo che non ricompila più il kernel.

    15 gg fa un collega l’ha dovuto ricompilare per avere il supporto ai 4GB di ram installati nel computer di casa.

    La distribuzione era Ubunto.

    Provate a immagine cosa succede ad uno che di computer non è un super smanettone: conclude che la RAM è difettosa.

    Per me, anche queste cose devono essere userfriendly non solo l’utilizzo dell’interfaccia grafica.

  • Mau_

    04 feb 2009 - 16:31 - #29
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    @Cristian Nicanor
    La mia esperienza si basa sulla mia ultima prova di installazione, ho messo Suse 11.1 a casa, dove ho solo la chiavetta Vodafone come connessione, risultato, non riesco a connettermi per scaricare aggiornamenti, driver e altro.
    Bello no?!

    Comunque grazie a tutti dei voti negativi, confermate solo la mia teoria, “sono l’infedele”.

  • grick

    04 feb 2009 - 17:11 - #30
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    @lascoltodelgiovedi’:

    e vediamo forse ha installato una 32 bit e ci si aspettava che il processore riconoscesse anche 64 TB di RAM per essere user friendly.

    Ma dimmi vai su altri blog a dire che il FAT e’ un file system non user friendly perche’ non puoi copiarci sopra file > 2GB nemmeno se te lo ricompili?

    O questa cosa se non si sa si impara e va bene cosi’?

  • Matteo_

    04 feb 2009 - 18:11 - #31
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    @Andrea4381: Concordo in pieno! anche se sul fatto del numero di distribuzioni, io ne terrei più di 3 ;) Dimentichi per esempio gli ambiti embedded, per esempio per i router, oppure per gli smartphone.. sempre embedded si tratta, ma devono avere caratteristiche completamente diversi.
    Però senz’altro, io riunirei molte distribuzioni MOLTO simili tra loro… per esempio Ubuntu, Fedora, Mandriva, Suse, PCLinuxOS… intendo dire, se concentrassero gli sforzi ne potrebbero trarre vantaggio rispetto a M$ e Apple.
    Guarda i fork di Slackware… tutte uguali, tutte che puntano ad avere una slack con gestore di dipendenze, ma alla fine nessuna che riesce ad eccellere, e gli sforzi si disperdono (mi riferisco a Zenwalk, VectorLinux, KateOS, Frugalware, e ce ne sono parecchie altre!)
    Però come si fa? Io non vedo una soluzione a tutto ciò. Ogni azienda vuole avere la propria distro. Canonical, Novel, Mandriva, Redhat… è difficile trovare un accordo.
    Sicuramente non se ne si può solo parlare, ma bisognerebbe anche agire! ;) Almeno cercare una soluzione. Se hai qualche idea da proporre…
    Lo stesso anche per i vari tipi di sw… esistono 10 client MSN, ma nessuno mi piace.

    Su su, proponete soluzioni però ;)

  • charon.66

    04 feb 2009 - 19:01 - #32
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    Neppure su windows xp a 32 bit funziona con 4 GB di RAM e siccome non puoi ricompilarlo devi comprarne una versione a 64 bit.

  • Spammer

    04 feb 2009 - 19:44 - #33
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    PAE su Windows XP, questo sconosciuto… ma anche la grammatica questa lontana conoscente…

  • yemmi

    04 feb 2009 - 20:54 - #34
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    e ci voelva torvalrd, io lo dico da una vita,
    a discapito dei fanboy ubuntu che vorrebbero solo la loro distro in giro

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    04 feb 2009 - 22:05 - #35
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    @gricchetto

    No, la distro era a 64 bit. Esattamente come il processore!
    La battuta non t’è riuscita.

    Sì, il FAT che non ti permette di copiare più di 2G è un problema per gli utenti, e quindi non è user-friendly.

    Il tuo “se non si sa si impara”, mi spiace, ma dal punto di vista dell’utente non regge.

    Anche se la impari, rimane un problema che ti obbliga a lavorare in modo diverso dal naturale “copia il file”.
    Non lo si può risolvere senza saperne un po’ di più (tipo split del file) esattamente come non si puoi risolvere il problema dei 4G di ram se non sai come ricompilare il kernel.

    Linux non è un sistema user-friendly perché ti obbliga a conoscere alcune caratteristiche del sistema che l’utente medio non sa oppure non capisce.

    Queste distro nascono anche con l’idea di agevolare l’utilizzo da parte di tutti di linux; poi cadono su dettagli che dal punto di vista dell’utente medio diventano delle beghe paurose!

    Ti ricordi i tuoi primi passi su linux quando c’era Slackware?

  • grick

    04 feb 2009 - 23:55 - #36
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    @lascoltodelvenerdi’:

    ok ora mi hai incuriosito: se hai ricompilato un kernel saprai sicuramente qual’era il motivo che impediva a una distro 64 bit di riconoscere quei 4 Gb.Spiegamelo perche’ francamente mi manca ( ignoranza mia ).

    In ogni caso ti posso garantire che il kernel versione *-server ti avrebbe riconosciuto tutta la memoria sicuramente senza ricompilazioni di sorta.

    Poi per il resto io sono d’accordo con te: un prodotto veramente user-friendly dovrebbe sollevare l’utente dal conoscere certi dettagli tecnici oppure ( come seconda opzione ) spiegare all’utente in maniera semplice certi comportamenti anomali.

    Pero’ credo che per certe cose si stia calcando la mano un po’ troppo.
    Ti facevo l’esempio paradossale del FAT, perche’ non ho sentito nessuno prendersela con l’”usabilita’” di questo file system o delle impostazioni di default di una vpn pptp che tagliano via “internet” dopo ogni accesso… ( e qui dentro ci cascano anche i cosidetti “smart” user… )

  • marionline

    05 feb 2009 - 11:20 - #37
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    Scusate ma qui non si riesce proprio a capire che l’obiettivo di “linux” non è fare mercato? Una azienda ha l’obiettivo di fare mercato e lo può fare anche tramite linux(vedi redhat o suse o canonical o anche aziende minori che lavorano sul piccolo territorio).
    Con l’opensoruce, per quanto mi si possa dire che parlo in modo filosofico, c’è una libertà innegabile!! Ognuno è libero di fare e creare ciò che preferisce, ognuno è libero di creare per se stesso o per gli altri un proprio software, una propria distribuzione. Non va a disperdere niente di quello che già c’è, anzi va ad aggiungere un qualche cosa di nuovo e innovativo.
    Io ho sempre visto linux e opensource sinonimi di libertà, libertà in quanto posso scegliere quello che preferisco, dalla distribuzione al software per IM o di scrittura ecc. ecc. Ora che male c’è se una azienda o un singolo vuole creare una sua distribuzione? L’azienda ne avrà diritto di mettere sul mercato il prodotto che preferisce no? Il singolo avrà il diritto di fare la propria distro e condividerla e non essere costretto in nome della “non dispersività” a lavorare a per una distribuzione a pagamento o sbaglio?

    Qui il punto secondo me è questo:
    Si tende a parlare di linux vedendolo come una massa enorme non ben definita e dalla quale saltano fuori un sacco di non ben definite distribuzioni o software che lavorano alla meno peggio. E dal modello informatico che gli italiani hanno fanno una associazione tipo microsoft sta a varie versioni di windows come linux sta a varie distribuzioni o software open. Di conseguenza si viene a pensare che linux è come una grande azienda e che dovrebbe smetterla di avere tante versioni diverse ecc ecc.
    Il punto è che linux non è una azienda, linux è semplicemente il kernel e di kernel linux ce n’è uno solo(poi ricompilato e adattato nei vari ambiti di utilizzo), tutti gli altri sono sistemi operativi veri e propri con nomi diversi ma che si tende (erroneamente) a chiamarli linux.
    Ognuno ha le sue caratteristiche, ognuno ha i suoi pro e contro.

    Quando mi riferivo alle versioni malfuzionanti(chiedo scusa mi sono espresso male evidentemente) intendevo software che sono stabili, fanno ciò che fin’ora è stato implementato nelle loro caratteristiche, se una persona si lamenta che un software di IM non ha il supporto webcam ciò non significa che quel software faccia schifo, molto probabilmente il suo lavoro di IM lo fa bene, col tempo può essere implementato anche il supporto alle webcam e anzi chi ne ha le capacità può anche mettersi li ad aiutare quel progetto nello sviluppo di questa caratteristica.

    Ma poi scusate lo stesso discorso delle troppe distro allora lo posso fare con le auto(così andiamo più sul concreto)
    Quante tipo di auto esistono?
    Fiat, chevrolet, suzuki, pugeot, renault, wolkswagen, cruiser, mercedes, BMW e chi ne ha più ne metta perchè sono proprio tante.
    Ognuna produce dei propri modelli con delle proprie caratteristiche(come una distribuzione), ognuna produce un proprio motore(esattamente come esistono vari tipi di kernel nell’informatica: windows, linux, BSD, ecc) chi è che va a dire che c’è troppa dispersione nell’auto ed è ora che inizino a crearne una e fatta bene? Tutte hanno i loro pro e contro, chi costa di più, chi costa poco ma ha materiali scadenti ecc ecc, esattamente come il software ma ogni prodotto si rivolge ad un pubblico diverso(difficilmente mi andrà bene una ferrari per andare a farmi i giretti nel boschetto dietro casa mia, mi ci trovo meglio con una fiat panda o un piccolo fuoristrada suzuki).

    Chiudo chiedendo: ma chi ha dovuto ricompilarsi il kernel c’è riuscito o no? Se c’è riuscito allora che problema c’è? Che poi ancora non mi capacito che una distro a 64bit non riconosca 4gb di ram…
    E anche ribattendo a questa affermazione: “Sì, il FAT che non ti permette di copiare più di 2G è un problema per gli utenti, e quindi non è user-friendly”.
    Scusa il FAT è un tipo di tecnologia sviluppata anni fa in cui problemi di avere file da 2Gb non sussisteva, le cose sono cambiate e sono stati creati nuovi filesystem, non puoi fare una affermazione del genere.
    E’ come se mi lamentassi che la ferrari di mia nonna non è “user-friendly” perchè appena mi ci butto dentro il campo di mio nonno mi tocca la coppa del motore per terra e sono impiantato. No la ferrari è troppo nuova…è come se mi lamentassi che la 500 degli anni ‘50 supera a malapena i 90 km/h mentre ora anche le macchinette più insulse ci riescono…

    Invito tutti anche alla lettura di questa pagina “Linux non è Windows”:
    http://arcadia.stefanochizzolini.it/common/contents/it/gnu-linux/LNW.htm

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    05 feb 2009 - 13:48 - #38
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    @grick

    Il kernel non l’ho ricompilato io ma un collega. Quando gli ho chiesto il problema ha risposto vagamente con un “sì c’era un flag da abilitare per fargli riconoscere la memoria oltre i 2Giga. Come se fosse stato il kernel per un server”.

    In verità, credo abbiamo installato il kernel server a cui fai riferimento anche tu. Ma sai: a tutti scotta dover ammettere i propri errori o le proprie sviste.

    Hai ragione che nessuno si lamenta mai di come funzionano i vari filesystem: nessuno tranne qualche cliente a cui faccio assistenza. Credimi secca un po’ farsi 10Km solo perché ha un disco USB FAT e ci voleva mettere dentro l’ISO di un DVD…

    Per la VPN ne avevo una pure io così. Dopo 3 chiamate il supporto tecnico (cioè il mio collega qua a fianco ^_^) l’ha messa a posto.

    @marionline

    Scusa, non intrometterti nel battibecco tra me e grick! scherno naturalmente! ^_^

    Il discorso tra me e grick incentrato sul user-frinedly si basava sulla mia osservazione che nel 2009 spesso ti ritrovi con Linux a fare delle ricompilazioni del kernel o di moduli.

    OK, che BMW e FIAT son diverse con i propri pro e i propri contro. Ma se sali su una FIAT te ne accorgi che i materiali, almeno quelli che vedi e tocchi, non sono allo stesso livello delle BMW.

    Purtroppo con Linux è la stessa menata. Lo installi e se l’installazione va bene puoi anche vivere felice, se inizia a non riconoscerti più qualcosa sei perso. Ci sono alcuni campi in cui linux se vuole essere un sistema desktop deve ancora migliorare.

    Capisco la tua obiezione sul “se l’ha ricompilato dov’è il problema”. Ma il problema è proprio questo!
    Non dovresti dover ricompilare un kernel solo perché aggiungi della memoria al PC.
    Sarebbe come dire che cambi la trasmissione all’auto perché ci salgono due persone in più.

    Il tuo esempio della Ferrari (SEMPRE F MAISCALA!!!) non calza. Perché quelle Ferrari oggi non sono più in vendita, mentre ti capita di comprarti dei dischi USB con FAT, e poi un’auto guardandola riesci a capire cosa può fare un computer no.

    Che linux non sia windows è certo (ci mancherebbe altro!!) ma ormai molte distribuzioni fanno in modo che linux sembri windows.
    E se uno che non ci capisce molto di PC prova Linux si trova spaesato e ritorna subito a Windows.

    Comunque. Stiamo uscendo dal seminato.
    L’articolo parla d’altro.

    Per quanto mi riguarda, certe distribuzioni se devono nascere solo perché hanno un installer grafico diverso da altre non hanno senso di esistere.
    Se si vuole veramente far progredire Linux in modo sensato, si dovrebbero concentrare gli sforzi su alcuni aspetti e su alcune distro.

    Vedi Debian per gli espertoni, vedi obunto per chi inizia. Giusto per portare SOLAMENTE DUE ESEMPI.

    Poi che questo non si possa fare è tutto un altro discorso.
    Punto.

  • Profilo di gabrielgeek93

    gabrielgeek93

    05 feb 2009 - 15:24 - #39
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    secondo me ha interpretato male il tutto … ormai ci sono distro inutili (ubuntu satanic edition o christian edition per esempio) e troppe cavolate … alla fine basterebbe fare del bin o dell’installer .sh uno standard evitando sprecgi di energia e rottura di scatole via terminale … ormai manca solo l’unione nel mondo open source

  • marionline

    05 feb 2009 - 15:33 - #40
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    “un’auto guardandola riesci a capire cosa può fare un computer no.”
    Ma tu riesci a capire cosa fa l’auto perchè di auto te ne intendi, un veneziano potrebbe avere difficoltà e allo stesso tempo tu di barche e barchette magari non riesci a capirci gran che(suppongo che sei uno che sta sulla terra ferma e non ti intendi di mare) ma un veneziano ti sa dire le grosse differenze fra 2 tipi di barche che guardandole dici: “che differenza c’è fra le due?”.

    Ora le distribuzioni che tendono a somigliare a windows a parer mio sbagliano completamente strada ma se a qualcuno possono essere utili e gli sviluppatori ci credono non c’è motivo di obbligarli a seguire altre distribuzioni e chiudere il loro progetto, le licenze lo permetto!!

    La “filosofia”, gli obiettivi, di molte distribuzioni non è quella di offrire un S.O. uguale e semplice come windows(che non è vero che è semplice), la semplicità sta solo nel fatto di sapere o non sapere le cose(la maggior parte della gente conosce windows e crede che quella sia l’informatica, io da anni uso linux e se un amico mi da Vista per sistemargli una cosa trovo la cosa incredibilmente complicata quando su una qualsiasi distro linux una cosa analoga mi fa perdere 2 comandi da shell).

    L’obiettivo di molti gruppi fan dell’opensource, vedi tutti i LUG, è quello di insegnare l’informatica a chi non ne sa niente.
    Si è mai visto una persona che prende la patente senza sapere guidare?
    Il computer è una macchina e si dovrebbe conoscere cosa fa la propria macchina, chi va a comprare un’auto senza conoscerne la cilindrata e le caratteristiche minime basi?

    Comunque è vero sto andando fuori tema dell’articolo.
    Per cui per ritornare affermo di nuovo che sono pienamente d’accordo con Linus, è come il mercato dell’auto chi ha mai detto che dovrebbero smettere di fare(rivolgendosi a “loro” ma chi sono poi?) tanti, troppi tipo di auto diverse? Al consumatore avere tanti prodotti differenti(che poi fanno la stessa cosa: spostare un qualcosa/qualcuno da un punto A ad un punto B) è solo un vantaggio in termini di libertà, scelta ecc. ecc.
    La stessa cosa sono le distribuzioni linux, a chi è minimalista può andare meglio slackware, chi non vuole abbandonare l’assurda “filosofia” microsoft può scegliere una distro che le somigli(o comprare Windows), chi vuole la libertà del software GPL sceglie gnewsense o anche fedora, chi vuole una cosa che tutti dicono essere semplice sceglie ubuntu(per me non è per niente semplice invece…), chi vuole una distro enterprise c’è a pagamento redhat e suse e se no centos o anche debian se opportunamente configurato.
    Insomma per ogni cosa c’è il suo colore, dovrebbero(ma chi dovrebbe?) mettere tutto sotto una unica distribuzione?

  • leptone

    05 feb 2009 - 19:37 - #41
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    IMPORTANTE
    non ho letto tutto ma ho qualcosa da dire sulla questione Ubuntu 64bit e 4GB Ram, Perchè io ho un PC a 64 bit (usp principalmente debian), ma ho installato tutte le verioni di Ubuntu del 2007 e del 2008 ossia 7.x e 8.x.
    IL PROBLEMA È IL BIOS, è nel bios che c’è l’opzione per il memory remap feature for PCI MMIO. E sta scritto pure sul manuale della mobo abilitare o disabilitare se si ha un sistema a 64 bit. Nel mio caso tutte le Ubuntu sia 64 che 32 bit hanno riconosciuto 4GB sempre(ma dovevo cambiare se cambiavo tra 64 e 32), ma non solo Ubuntu, ma tutte le distro che ho provato. Io ho circa 3 partizioni da 10 GB in fondo al mio disco che utilizzo per provare varia distro(non vi spaventate uso molto frequentemente virtualbox x questo, ma su hw real è divewrso). Non c’è mai stata distro o live che non mi ha riconosciuto bene la memoria, a meno che non cambiavo l’impostazine da bios (di solito uso grml o systemrescuecd per alcuni lavori e non importa se non riconosce tutta la ram).
    ATTENZIONE SAPETE QUAL’È IL BELLO DI TUTTO CIÒ???? CHE QUESTA FUNZIONE DEL BIOS UNA WIN-FEATURES, OVVERO SE NON ESISTEVA WINDOWS NON C’ERA BISOGNO DI FARE QUESTO SWICH

    INFORMATEVI PRIMA DI SPARARE SENTENZE. Si è vero GNU/Linux è + difficile da usare e si perde tempo, ma
    1 io uso Debian da 3 anni dopo 1 anno di Mandrake(all’epoca), x6 mesi ho imparato molto per un anno imparato poche cose con un ritmo molto blando e opo aver imparato le cose basilari in 2 anni di linux, sono feòlicissimo perchè quel tempo è stato un investimento, ora con debian la manutenzione da fare è pochissima e il tempo inverstito è stato ripagato quando usavo windows 1/2 del tempo se ne andava tra antivirus, defrag, pulizia del registro, e poi formattazioni e usavo la clonazione non reinstallavo tutto da zero, quindi come tempo ne ho guadagnato un mare.

    2 ho messo DEBIAN con un paio di script da me creati a gente che era al suo PRIMO PC, risultato non mi hanno mai chiamato e quando ci sentiamo o vediamo e sempre tutto a posto, gli ho impostato l’aggiornamento automatico e cambiato il livello di debconf in modo che non gli vengano fatte domande. Comunque a queste persone ho anche installato win in dual boot(sono un assemblatore), e non lo usano mai e quando lo usano si lamentano. Per chi parter da 0 come prima esperienza GNU/Linux o *nix in generale è molto + facile perchè non ha la mente deformata da anni di M$

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    05 feb 2009 - 21:02 - #42
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    @marionline

    Sei veramente sfortunato…son di Venezia e mi intendo anche d’auto! ^_^

    Scherzi a parte. E’ più semplice capire cosa ci puoi fare con un’auto o con una barca piuttosto che con un hd USB o un PC.
    Se un’auto è alta 40cm da terra e ha le ruote ben scolpite, ti viene il dubbio che possa essere un fuori strada o no?
    Se vedi una barca di 2 metri sicuramente non ti viene in mente di fare l’attraversata dell’oceano! ^_^

    Con un PC è più difficile. Basta la semplice domanda: questo gioco gira sul mio PC?
    BOOOOOOO!

    Comunque per me troppo caos non fa bene a nessuno. Se ho di fronte 7 programmi che sembra facciano tutti le stesse cose, prendo il primo che mi capita sotto mano. Ti pare che li provo tutti e sette e poi decido qual è il meglio?
    Al massimo ne provo 2 o 3 ma non tutti e sette.

    Non credo proprio che la moltiplicazioni indiscriminata di software e distro sia un bene.

    L’utente finale finisce col prendere la prima distro, quella che va di moda.

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    05 feb 2009 - 21:10 - #43
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    @leptone

    “Per chi parter da 0 come prima esperienza GNU/Linux o *nix in generale è molto + facile perchè non ha la mente deformata da anni di M$”

    Sicuro che sia questo il motivo? o forse può dipendere anche dal fatto che “li ho impostato l’aggiornamento automatico e cambiato il livello di debconf in modo che non gli vengano fatte domande” così in questo modo loro non devono mai scendere al livello in cui sei sceso tu per imparare debconf?

    Pensa se dovevano farlo da soli ed era il loro primo PC. Secondo me ti chiamavano SEMPRE! ^_^

    Poi come sempre il tutto dipende da cosa uno fa col PC. Se devi leggere email e navigare va bene sia Linux che Win che Mac.
    Se vuoi giocare meglio Win visto che ci sono + giochi.
    ecc…ecc…

  • marcocur

    07 feb 2009 - 22:59 - #44
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    Basterebbe una sola distribuzione per ogni esigenza. Per fortuna le persone non sono tutte uguali, e le esigenze sono molto varie.

    L’open source è sinonimo di libertà, e solo parlare di limitare le possibilità di scelta mi sembra contrario alla filosofia del software libero.

    GNU/Linux non deve battere nessuna concorrente, non deve guadagnare fette di mercato, ma deve essere solo se stesso ed esserlo nel modo migliore. Alla lunga sarà il “mercato” a venire verso GNU/Linux.

    Per le distribuzioni sviluppate interamente dalla comunità, i doppioni alla fine si eliminano da soli.

    Insomma, a me piace Arch Linux e non vorrei una distribuzione che più o meno ha caratteristiche simili.

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