Il Ministero dell’Informazione e delle Comunicazioni vietnamita ha annunciato che entro il 31 dicembre 2010 la nazione userà solo software Open Source. La direttiva parla di programmi quali la suite di OpenOffice.org, Mozilla Firefox, Mozilla Thunderbird e il sistema di digitazione vietnamita Unikey.
L’idea è che per la fine del 2009 almeno il 70% dei server lavorino con software Open Source e che almeno il 70% degli impiegati sappia come usarlo. Per il 2010 tutti i server useranno software Open Source e tutti gli impiegati nel settore dell’Informtion Technology saranno istruiti su come lavorare con esso.
Il Vietnam ha cominciato a interessarsi al software Open Source nel 2004, approvando una norma che ne favoriva e incoraggiava lo sviluppo.
Via | Heise Online
progalba
08 gen 2009 - 11:04 - #1Non sarebbe male se lo facessero tutte le nazioni. Evitanto i soliti discorsi anti windows, io vedo la “situazione” in Svizzera, e devo dire che se calcoliamo che ogni 2-3 anni cambiano già i pc e ad ogni versione di windowds cambiano tutti i sistemi operativi di tutti i computer statali in tutto lo stato, bhe, il calcolo non è da fare per capire i costi.
kds
08 gen 2009 - 11:46 - #2@autore
Ci sono alcuni errori nell’articolo.
1) Nel titolo, l’indicazione temporale “dal 2010″ è una traduzione sbagliata di “by 2010″, che invece vuol dire “entro il 2010″ (come scritto poi nel corpo dell’articolo).
2) “L’idea è che per la fine del 2009 almeno il 70% dei server lavorino con software Open Source e che almeno il 70% degli impiegati sappia come usarlo” è ben diverso da “By the end of 2009, the goal is to have 70 per cent of all official servers and 70 per cent of IT staff working with open source software”… la prima parte della frase è un’approssimazione (serviva specificare “server ufficiali”), mentre nella seconda il 70% si riferisce al solo staff che lavora nell’IT, non a tutti quanti (infatti il paragrafo successivo chiarisce: “By the 2010 deadline, all staff, not just IT staff, will be required to work with open source software”).
3) “Informtion” richiede una “a” dopo la m.
Con una traduzione così poco curata, sarebbe meglio prendere le notizie da qualche sito italiano… senza rancore ;)
:)
odino_org
08 gen 2009 - 11:54 - #3mamma mia…grande notizia
killduke
08 gen 2009 - 12:08 - #4Gli innegabili vantaggi dell’open source si cominciano ad apprezzare. Il risparmio (come già citato da progalba) ma facendo attenzione a non fare l’errata equivalenza open source = gratis. La trasparenza. In america ad esempio per le macchinette che eseguono il rilevamento dello stato di ubriachezza delle persone al volante hanno scelto software open source perchè le unioni dei consumatori vogliono la garanzia di sapere cosa c’è scritto dentro al codice (per evitare contraffazioni e discriminazioni).
Ce ne sono poi tanti altri ma l’aspetto nuovo su cui mi è capitato di riflettere leggendo questo articolo è sul perchè certi paesi hanno interesse a non far diffondere il software open source. Mi viene in mente la famosa clausola che esiste in software rinomati come Oracle ad esempio di non poter essere venduti in certi paesi.
Ma la libertà è libertà per tutti, sopratutto per i cittadini innocenti che vogliono usare la tecnologia. Il vero progresso dell’umanità non avverrà certo se ci saranno sempre i detentori del potere che si proclamano nel giusto automaticamente senza mai dialogare con la controparte.
cianoz
08 gen 2009 - 12:08 - #5@kds
Quoto. Giuste precisazioni. Bisogna essere più professionali quando si danno le notizie. La traduzione approssimata dall’inglese è una causa frequente di distorsione delle informazioni e credo sia una prerogativa italiana di cui c’è poco da andare fieri.
kds
08 gen 2009 - 13:41 - #6@cianoz
È una delle cause, vero, ma il “giornalismo” italiano (sia online che offline) commette errori ben più gravi di una traduzione approssimativa; è ben più frequente che l’informazione sia sbagliata/pilotata con l’intenzione di farlo che non per sbaglio.
D’altronde, è raro trovare un italiano comune che conosca BENE l’inglese (o la stessa lingua nazionale, per quel che conta…), quindi non pretendiamo miracoli dai cosiddetti “giornalisti”… si resta disillusi.
progalba
08 gen 2009 - 15:07 - #7kds hai appena descritto il perchè non si progredisce in Italia…
Non bisognerebbe trovare la scusa o dire “tanto camuffano tutto, tanto non posso farci niente”, facendo cosi ne si va avanti ne si resta sul posto.. al massimo si va indietro.
Però non è questo poliblog e quindi chiudo.
kds
08 gen 2009 - 16:58 - #8@progalba
Perdonami, ma nonostante varie riletture non ho ancora ben capito il tuo ultimo post… potresti spiegarti un po’ meglio nel prossimo? :)
Comunque, personalmente non credo a nessun telegiornale italiano, specialmente a quelli di Mexxxset… Mi informo online, quando voglio sapere qualcosa, proprio per avere “roba buona e di qualità” :D ed evitare l’immondizia spalata continuamente nelle nostre case; è per questo che mi dispiace vedere come, nonostante pubblichino su Internet, molti “giornalisti” si comportano, anche online, praticamente come se si fosse sulla carta stampata - ma poi le cavolate vengono fuori in due secondi…
Ah, chiarisco che in questi ultimi interventi non mi riferisco a questo blog in particolare, ma all’intera informazione italiana ufficiale online.
progalba
08 gen 2009 - 17:15 - #9Si avevo capito che parlavi dei media italiani in generale.
È una ruota, i giornalisti, per qualche motivo*, buttano fuori notizie, vere e false, corrette o meno, l’utente le recepisce come semi-idiozie siccome spesso risultate false, l’utente non guarda più il telegiornale, il giornalista butta fuori ancora più notizie, false e vere, e così via.
Se pretendiamo che il giornalista sia professionale, paradossalmente tutti devono darli fiducia, è chiaro che oggi come oggi è parecchio difficile ma se nessuno inizia, mai si finisce.
.
Il motivo di queste notizie “buttate là” è lo stesso motivo della società umana, i soldi.
La Franzoni fa notizia?! Parliamone per 6 anni di fila, l’omicidio dell’anziano non fa notizia, discutiamone 2 minuti prima di parlare di gossip.
Nota: il gossip e i commenti nel telegiornale è davvero l’apice di un’ informazione pessima e di bassissima qualità.
.
Ribadisco che parlo di media generale e non di questo post il quale personalmente va bene.
Dovrei aver chiuso nel post precedente siccome la discussione è fuori blog, lo faccio ora, nel mio profilo ci sono i contatti.
kds
08 gen 2009 - 17:51 - #10“Se pretendiamo che il giornalista sia professionale, paradossalmente tutti devono darli fiducia, è chiaro che oggi come oggi è parecchio difficile ma se nessuno inizia, mai si finisce”
Io do fiducia a chi dimostra di meritarla: ben pochi, in Italia… ma qualcuno c’è ;)
“Nota: il gossip e i commenti nel telegiornale è davvero l’apice di un’ informazione pessima e di bassissima qualità”
Chi ha nominato Studiorum Apertum? :) Certo che anche le ricette in un telegiornale, non c’entrano un granché… -_-
“Dovrei aver chiuso nel post precedente siccome la discussione è fuori blog, lo faccio ora, nel mio profilo ci sono i contatti”
Ok, chiaro.
Scratch
08 gen 2009 - 21:00 - #11Cioè, anche loro hanno capito l’importanza e la convenienza dell’Open Source… …noi mi sa che nel 2010 avremo ancora uffici con Windows 95…
windows tette
10 gen 2009 - 16:34 - #12ragazzi ma avete visto che figata la beta di Seven?
è una meraviglia, il miglior OS che abbia mai visto!
anche in vietnam appena lo vedranno butteranno linux nel cesso, altro che passare tutti all’open source!
si si state sicuri, con sto seven hanno fatto centro, dopo di lui linux non se lo filera piu nessuno!
da non credere
12 gen 2009 - 15:15 - #13Va bene imporre di usare software che seguano standard, ma cosa c’entra che debbano essere Open Source?
Che poi Open Source non vuol mica dire gratuito.
Quale sarebbe il beneficio per una amministazione pubblica di avere software Open Source? Che poi il sindaco si mette a fare modifiche al codice e a ricompilarlo? ROTFL!
Pollolollo
22 gen 2009 - 01:28 - #14Grazie zio Ho !