Dopo il FLOSS Hands-On Camp, siamo felici di darvi notizia di nuovo evento che riguarda il software libero nella splendida Sardegna, a Cagliari.
Questa mattina alle 10, presso la sala Anfiteatro in via Roma 253, si terrà un incontro dal titolo “Opinioni a confronto sull’open source”, durante il quale l’assessore degli Affari Generali Massimo Dadea discuterà con associazioni, università e imprese del disegno di legge “Iniziative volte alla promozione e allo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in Sardegna”, approvato dalla giunta regionale sarda lo scorso 14 ottobre.
Un importante momento di confronto sui contenuti di un provvedimento che esalta il ruolo strategico del FLOSS nella creazione di una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente, accessibile e, più in generale, il ruolo del software libero come agente di inclusione sociale.
Via | Regione Sardegna
Foto | Flickr
titanum85
25 nov 2008 - 16:27 - #1speriamo che gli enti pubblici adottino al più presto sistemi open sourc, sarebbe un ottimo modo per ridurre le spese
albertino80
25 nov 2008 - 18:30 - #2Per ridurre le spese servono sistemi free, non open.
Sbaglio?
Mi avete insegnato voi che open è diverso da free.
ciaoooo
omg
25 nov 2008 - 18:48 - #3…forse t’hanno detto che il freeware e’ n’altra cosa.
FrAnKHiNrG
25 nov 2008 - 19:06 - #4Il termine Free stà per libero e non gratuito:)
Puoi tranquillamente trovare software Free (nel senso di Free Software Foundation) a pagamento e software opensource totalmente gratuiti
noGoogle
25 nov 2008 - 23:13 - #5se i produttori di SO e software open source si decidessero a standardizzare i loro prodotti e cooperare per migliorarli, senza andare in ordine sparso, il software libero avrebbe molto più successo invece di spartirsi nle briciole di Microsoft e Apple
il problema è che gran parte di coloro che sviluppano software open source sono eccellenti programmatori ma scarsissimi manager
.
noGoogle
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Fed10
25 nov 2008 - 23:39 - #6F.T.
E’ uscita Fedora 10.
http://docs.fedoraproject.org/release-notes/f10/it/index.html
albertino80
26 nov 2008 - 11:31 - #7Sisi avete ragione, io intendevo free nel senso di freeware…
Volevo provocarvi perchè non è così scontato che open costi meno, l’unica certezza è che freeware costa meno.
Esempio: Red Hat Enterprise Linux è opensource, ma se la mettiamo sulla parte economica (vedi commento 1) non credo che sia il suo lato vicente. Esistono prodotti open che costano molto e altri che costano poco, come i prodotti commerciali (c’è sempre chi ti inc..la).
Vabè evviva l’opensource
ciao.
noct
26 nov 2008 - 13:56 - #8albertino80: il vantaggio dell’opensource è che non sei legato a nessuno.
Ognuno può fare business con il software prodotto da altri.
Nessuno ti vieta di comprare software da Red Hat ed utilizzare un’azienda italianissima che magari hai a 10 km e che non è per forza filiale di redhat.
Avendo accesso al codice puoi dare un servizio di più al cliente e dargli anche più scelta.
Non vale lo stesso discorso per prodotti closed.
Adobe ti farebbe mai modificare Flash? :)
evviva l’opensource!!
albertino80
26 nov 2008 - 15:26 - #9Continuo la provocazione…
Si fare business, hai detto giusto.
Chi fornirà il software alle pubbliche amministrazioni farà business, e tu cerchi di dirmi che più il software è open e più business si può fare.
Io cercavo di mettermi dalla parte delle pubbliche amministrazioni, che non devono fare business col software, devono semplicemente risparmiare.
Hai presente chi sono i nostri amministratori/politici? Sei sicuro che consigliare loro una tecnologia che consente di essere modificata sia la strada giusta?
Ciascuno faccia il proprio lavoro…scuno faccia il proprio lavoro…
noct
26 nov 2008 - 16:01 - #10Guarda che risparmia anche la pubblica amministrazione se segui il mio ragionamento ti renderai conto che:
* i soldi rimarrebbero in Italia
* si può pagare meno dando l’appalto a più ditte italiane che abbiano comunque sufficienti competenze per supportare una P.A. e che sicuramente ti costeranno meno di una IBM piuttosto che un’altra grande azienda.
* si arrichisce il patrimonio italiano e non lo si fa arrichire all’estero.
Ciascuno farà il proprio lavoro.
Scusa se è poco.
Il problema dell’Italia è il magnamagna.
albertino80
26 nov 2008 - 16:41 - #11*Il problema dell’Italia è il magnamagna.
giustissimo