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PackageKit aggiunge il supporto ai service pack

Pubblicato: 14 ott 2008 da Andrea de Palo

PackageKit service pack

So che il termine service pack citato nel titolo potrebbe evocare tristi ricordi a molti lettori ma qui, fortunatamente, si parla di semplici raccolte di aggiornamenti per le distribuzioni che hanno adottato PackageKit.

Grazie al lavoro svolto durante il Google Summer of Code 2008, PackageKit offre infatti la possibilità di raccogliere in un unico file tutti i pacchetti di aggiornamento della propria distribuzione per poterli riutilizzare su altre macchine: che siate semplici utenti impegnati nell’opera di evangelizzazione di Linux (quindi sempre intenti ad installare distribuzioni ad amici e conoscenti) o amministratori con numerosi sistemi da gestire, questa funzionalità vi farà risparmiare banda e, soprattutto, tempo.

Attualmente la creazione e la successiva installazione del service pack può essere effettuata solo dalla riga di comando ma, come potete notare osservando lo screenshot, è in cantiere anche un’interfaccia grafica che semplifichi tali operazioni.

PackageKit è al momento disponibile per sistemi Fedora, Ubuntu, Mandriva e Conary (Foresight) e sono in corso lavori per l’integrazione in Debian. Per maggiori informazioni sulle distribuzioni supportate fate riferimento al sito del progetto.

PackageKit
  
  
  
  

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gianky

    gianky

    14 ott 2008 - 11:03 - #1
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    io risparmio già tempo e banda con apt-proxy ;)

  • molok

    14 ott 2008 - 12:19 - #2
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    Sono l’unico ad avere l’impressione che PackageKit cerca di risolvere un problema inesistente? Qual è il senso di unificare il frontend lasciando i backend completamente diversi? Probabilmente avrebbe avuto più senso il contrario (ma non è una cosa che auspico).

    Di certo non ferma la proliferazione di formati diversi, francamente non capisco quale sia il vantaggio di usare PackageKit rispetto ad un package manager nativo.

  • zazzam

    14 ott 2008 - 13:51 - #3
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    @molok: il vantaggio credo sia che la distro rimane fedele a se stessa (sorgenti vs binary, rpm vs deb, o qualunque sia la sua anima) e Gnome pure. Lo Gnomer non dovrà imparare un nuovo gestore o una nuova interfaccia cambiando distro (nel caso abbia diversi picci con diverse distro).
    Gnome rimane “fedele” a se stesso.
    Io cmq aspetto con impazienza aptitude-gtk :-), uso la versione ncurses dalle sue origini dopo aver abbandonato dselect circa 8 anni fa, e la trovo la migliore interfaccia per gestire i deb.

  • Kyashan

    16 ott 2008 - 06:34 - #4
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    @zazzam
    Gnome,Gnome,Gnome…guarda che packagekit nasce anche per kde,affinchè ogni utente si possa sentire a casa pur cambiando distribuzione!

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