Durante il recente LinuxWorld 2008, un’analista del 451 Group ha evidenziato un trend crescente nelle aziende: l’incremento dell’adozione di distribuzioni Linux comunitarie. Sembra infatti che i costi del supporto offerto da grosse società come Red Hat o Novell risultino meno vantaggiosi dell’utilizzo di distribuzioni community-driven, soprattutto in quelle situazioni in cui il personale interno è in grado di gestire anche problematiche complesse.
L’avvento di Ubuntu e la sua doppia natura (comunitaria ma con supporto commerciale da parte di Canonical) avrebbe inoltre reso ancora più appetibile l’adozione di questo tipo di distribuzioni.
Qual è la vostra opinione in merito? Avete esperienze segnalare? Fateci sapere cosa ne pensate.
via | Slashdot
Ghostdog
19 ago 2008 - 11:40 - #1mettere sullo stesso piano ubuntu e fedore/opensuse è sbafliato, quat’utlime sono delle beta di versioni enterprise, ubuntu è un prodotto finito..
cmq.. le comunitarie .. perchè sono di qualità maggiore e non richiedono spese per l’acquisto di licenze.. ma solo per casi partiolari, di grosse aziende con reparti IT in grado di occuparsene.. per il resto ce mercato per le aziendali..
rief
19 ago 2008 - 11:54 - #2Sinceramente trovo che l’utilizzo di versioni commerciali, con il supporto che si portano dietro, sia fondamentale in aziende di grosse dimensioni. Ma il resto delle aziende possono benissimo affidarsi alle versioni stabili di ubuntu o comunque della distribuzione che va più a genio ai loro tecnici. In fondo, se il sistema lo aggiorni mensilmente con le patch di sicurezza, linux resta una roccia come sistema operativo.
Conad il Rabarbaro
19 ago 2008 - 12:47 - #3Di recente ho spodestato un Cisco presso una grossa azienda, per cui faccio consulenza, a favore di un firewall linux in ha.
Chiacchierando con il responsabile IT, è venuto fuori che hanno fatto i conti di quanto gli costa rinnovare le licenze M$, visto che ci sono tanti (leggi troppi) zeri nel totale, alla fine stanno pensando di migrare i client ad Ubuntu e le applicazioni aziendali su dei web server interni.
Le cose cominciano a cambiare.
@go
19 ago 2008 - 13:41 - #4Nella mia azienda usano Red Hat.
Anonimo codardo
19 ago 2008 - 13:55 - #5Se c’è lungimiranza decisionale si prende un tecnico qualificato, si coltiva in azienda e si usano soluzioni libere o “finanziate”.
hellview
19 ago 2008 - 15:06 - #6slackware, ora e sempre.
installi quello che hai bisogno senza fronzoli ed è robustissima.
gp42
19 ago 2008 - 15:47 - #7@hellview: con tutto il bene che voglio alla mia distro ‘mamma’…ad una azienda non la consiglierei mai.
gp
dorylinux
19 ago 2008 - 16:16 - #8…stò facendo il “test di tolleranza” ad Open Office in una piccola struttura con 15 pc (20 utilizzatori).
Se con l’anno nuovo ci prendono mano, visto che già sono felici utilizzatori di firefox e thunderbird (già installati&configurati a luglio) sono intenzionati a migrare in blocco a Linux.
Installerò Ubuntu 8.04, per via che c’ è molto materiale in rete,sia per me che per loro, la curva di apprendimento è tollerabile e… nel caso serva qualcosa “ad hoc”..possono contare pure sull’ assistenza Canonical…
gianky
19 ago 2008 - 16:36 - #9Nella mia azienda(3 sedi - 50 utenti) dopo circa 3 anni di lavoro siamo arrivati ad avere 4 server e il 90% dei client su debian; da circa un anno e mezzo felici utilizzatori Xen; firewall fatto in casa con m0n0wall prima, attualmente pfSense; openoffice, firefox e thunderbird su tutte le macchine(già da quando erano tutti in versione 1.x); purtroppo alcuni siti e applicativi essenziali(inps,inail,home banking e pagamenti vari) ci legano ancora a windows.
sensualità a corte
19 ago 2008 - 17:08 - #10Ma per curiosità, per l’ utente medio come me, quale sarebbe il migliore?
gabrielgeek93
19 ago 2008 - 18:39 - #11alla fine un aiuto si trova sempre … io uso sabayon e mi basta il forum di Sabayon-Mania per risolvere tutti i problemi ma comunque le finanziate, Ubuntu in particolare (anche perché è il terzo sistema operativo più usato al mondo), faranno breccia nel mondo enterprise
tuxbond
19 ago 2008 - 18:58 - #12Se ci sono interessi commerciali da difendere e garantire un ottimo stato di sicurezza da attacchi e violazioni dei sistemi, il livello di qualità dato da RedHat e Suse sono le rendono molto appetibili, in quanto sono il risultato di ingenti investimenti proprio in questi campi. Se invece si hanno esigenze minori, si possono usare le ottime distribuzioni delle comunità sponsorizzate come fedora ( che non è una beta ! cfr#1) opensuse ma soprattutto centos. Poi per chi possiede un sistemista che conosce bene l’ottima Debian può benissimo possedere un più che ottimo prodotto. Per quanto riguarda Ubuntu… beh non credo sia sviluppata anche in ottica di avere server efficienti e sicuri soprattutto in confronto a quelle menzionate prima… per quello credo sia mooolto più indicato sostituirla con la progenitrice Debian, se poi si richiede al sistema operativo solo di navigare in rete ed usare openoffice… domandarsi quale distribuzione adottare è quasi superfluo… vanno bene praticamente tutte le più diffuse. Per concludere penso che comunque le garanzie offerte dalle ditribuzioni a pagamento rendano molto probabile la loro imposizione nel settore aziendale.
rief
19 ago 2008 - 20:24 - #13@tuxbond
A me sinceramente ubuntu sembra stabilissima, però concordo riguardo alla debian. La installi e poi ci vai avanti per sempre senza cambiarla mai. E’ una roccia.
@hellview
Per carità, Slackware è indietro alle altre distribuzioni, troppo indietro. Piuttosto una arch linux (altra roccia).
0disse0
20 ago 2008 - 08:09 - #14Personalmente ritengo che le distribuzioni finanziate, in particolare quelle come Ubuntu, siano da preferire. Ho avuto in passato esperienze sia con Red Hat che con Novell (che pero’ mettono a disposizione una specie di “beta” delle versioni commerciali, mentre Canonical mette a disposizione diciamo cosi’ il prodotto finito). Posso fare un paragone, quindi. Nella piccola azienda conviene senza dubbio ingaggiare il consulente italiano, che lavora in Italia e paga le tasse in questo paese, per “risolvere problemi” con distribuzioni come quelle di Canonical. Nella media azienda conviene ingaggiare il consulente, oppure assumerlo a tempo indeterminato… e continuare a pagare un italiano che lavora in Italia e paga le tasse in questo paese. Nelle grandi aziende e/o negli enti pubblici… conviene ingaggiare un consulente, oppure assumerlo a tempo indeterminato, investendo in questo modo per acquisire conoscenza e competenza (e magari restituire alla comunità qualcosa, sotto forma di manuali o codice realizzato ad hoc), sempre tenendo presente che in questo modo soldi dei contribuenti italiani saranno spesi in Italia per dare lavoro ad aziende (o dipendente) italiani che pagano le tasse in Italia.
StErMi
20 ago 2008 - 10:02 - #15C’e da tenere conto ( ed e’ la cosa piu importante di tutte ) che la maggior parte del software gestionale e di ufficio ( non parlo di office ecc ecc ) non c’e per linux. Badate bene, non sto danto ovviamente la colpa a linux, ma alle aziende che hanno sviluppato unicamente per linux. Far cambiare il software gestionale o di ufficio che si utilizza per cambiare sistema operativo rallenterebbe e fermerebbe la produttivita per molto, troppo tempo!
Conad il Rabarbaro
20 ago 2008 - 10:38 - #16Con l’avvento del cosidetto web 2.0, il software non ha più senso che risieda sul client, sopratutto i gestionali e affini, e Google lo ha dimostrato.
Vuoi mettere aggiornare un’applicazione su 1000 client contro aggiornare qualche server?
Senza contare che devi far girare delle policy/script per qualche mese perchè c’è sempre qualcuno in malattia o in maternità, oppure la policy/script non gira per qualche problema…
Discorso diverso magari un CAD o software di elaborazioni audio/grafiche.
Secondo me con un thin-client dotato di browser e client TS/Citrix hai servito l’80% dell’utenza.
Poi rimangono sempre casi isolati del tipo: l’amministratore delegato e dirigenti con portatile da 5000 euro che vogliono Vista (che stranamente su un portatile con 4GB di RAM e un dual core ultima generazione, funziona bene), i progettisti o gli svilluppatori…
Il futuro non ha bisogno di windows, ma di un browser.
Il browser ha bisogno di un sistema operativo, se ne ho uno a gratis perchè devo spendere soldi con Windows (senza contare che con Vista devo rinnovare un intero parco macchine).
StErMi
20 ago 2008 - 12:20 - #17Conad quello che dici te e’ piu che giusto, secondo me e’ il piu che ovvio ( e lo spero ) futuro. In questo modo non ci sara’ piu il peso della compatibilita’ con le specifiche della macchina o SO del client :) Per questo amo extjs + adobe air :P
Conad il Rabarbaro
20 ago 2008 - 14:47 - #18@StErMi
Praticamente si ritorna al mainframe, solo in rdp, http, https e non via terminale…. Magari anche via terminale (ssh ovviamente).
Tutti i dati centrali, su macchine in cluster (in ha o lb).
Col risultato di aggiornamenti, sicurezza, backup, utenze, e altro più gestibili.
Ancora meglio se poi virtualizzi, cosi risparmi corrente e spazio.
Abbiamo abbandonato il mainframe per tornarci…. ;-)