IBM sta collaborando a livello mondiale con Canonical, Novell e Red Hat ed i loro partner nei mercati emergenti per commercializzare PC desktop Windows-free: Big Blue fornirà diversi software della famiglia Lotus (Notes, Symphony e Sametime) mentre le altre tre aziende provvederanno a fornire i loro sistemi operativi.
Indipendent software vendor ed altri intermediari avranno la possibilità di sviluppare applicazioni terze utilizzando Lotus Expeditor ed il prodotto finale avrà infine il brand dall’azienda locale che si occuperà della vendita.
Non si tratta di software libero al 100% ma si tratta comunque di un passo in avanti, o no?
via | Slashdot
zorgat
26 ago 2008 - 12:26 - #1Al mondo ci sono milioni di software house che fanno software solo per Windows, non perche vengono corrotte come un ingenuo potrebbe pensare ma semplicemente perche Windows è la soluzione piu pratica.
Scrivere e distribuire software di massa per Linux che funzioni out of the box su qualcunque configurazione è ancora molto complesso rispetto a Windows e quasi sempre non conviene farlo, inolte fornire l’assistenza è molto piu costoso.
IBM puo spingere finche vuole, ma finche non convince gli sviluppatori di software di terze parti non vanno da nessuna parte. Anche perche il peso di IBM si sta riducendo sempre piu nel corso degli anni, non è piu la regina dell’informatica di un ventenni fa che detta le regole.
E Sun, Red Hat e Novell sono dei moscerini insignificanti a confronto di altri giganti del software, basta vedere quanto guadagnano.
Sun, Red Hat e Novell messe asseime non fatturano neanche la meta di quello che Microsoft fattura un un anno.
zorgat
26 ago 2008 - 12:29 - #2Comunque a IBM interessa solo una cosa: trovare un modo per veicolare i suoi prodotti commerciali.
Non che sia sbagliato, anzi, ma non lo fanno per Linux. Per intenderci: se un giorno dovesse trovare un accordo con Microsoft per installare i suoi prodotti su Windows mollerebebro all’istante Linux.
c1k0
26 ago 2008 - 13:30 - #3@zorgat
guarda che scrivere programmi con le Qt e’ estremamente piu’ semplice che farlo con le MFC di Windows… il punto e’ che essendo windows una piattaforma estremamente piu’ diffusa hai molte piu’ possibilita’ di vendere il tuo prodotto, tutto qui…
la difficolta’ non e’ una motivazione attualmente valida, secondo me…
albertino80
26 ago 2008 - 13:44 - #4#3
tralasci il fatto che una licenza commerciale QT
costa almeno il doppio di un visual studio, e visual studio non è solo una libreria, ma un ambiente completo (e comprende MFC).
Bramantino
26 ago 2008 - 14:33 - #5E’ positivo già il fatto che se ne parla. Anni fa questi sarebbero stati discorsi utopistici… o no?
Conad il Rabarbaro
26 ago 2008 - 14:39 - #6(Premessa: io con Lotus Notes ci ho lavorato e non lo amo)
Ma voi avete idea di cosa vuol dire mettersi in casa Lotus Notes?
Non ve lo togliete più dai piedi.
Per carità, è un prodotto eccezionale per robustezza, sicurezza e a livello applicativo molto valido, ma ha la tendenza ad insinuarsi all’interno della tua struttura IT a creare dipendenza…
Secondo me, può avere senso per quelle aziende che già lo usano e vogliono risparmiare in licenze di Windows.
Ma la mia idea rimane che il futuro sono le applicazioni basate sul web.
Una volta che hai un buon browser e dei bravi sviluppatori (quelli servono sempre) te ne puoi quasi fregare dell’OS.
NuLL
26 ago 2008 - 15:08 - #7@6: Hai mai provato a lavorare con outlook in ambiente exchange, piuttosto che su notes in ambiente domino? Ecco, allora io dico, viva notes!
Conad il Rabarbaro
26 ago 2008 - 15:36 - #8@NuLL
Preferisco vivere… :-)
DevURandom
26 ago 2008 - 16:11 - #9@albertino80
Te invece tralasci il fatto che sviluppare con MFC è un’insulto alla sanita’ mentale per quanto e’ orrenda e volutamente criptica. Il design delle QT e’ infinitamente superiore ad MFC. (e gli ambienti di sviluppo per linux ci sono , QT Designer in primis e molti sono gratis…)
zorgat
26 ago 2008 - 16:32 - #10Non servono le QT per fare software multipiatatforma, ci sono altri ottimi toolkit grafici come wxWidget completamente free.
Ma non è solo una questione di interfaccia grafica! La gestione dei thread, interprocess comunication, l’autenticazione, la gestione dei permessi e dei privilegi, database, file system, path diversi, internazionalizzazione, ci sono un mucchio di cose differenti. Non basta usare un framework multipiattaforma per risolvere tutti i problemi: in un software reale e complesso per molte cose bisogna mettersi a scrivere codice a mano per ogni OS.
Se voglio usare caratteristiche proprie di Windows come i fiber, transactional ntfs e transactional registry, gli integrity level o altro devo scrivere codice a posta per quello, cosi come per usare le feature tipiche di Linux.
Senza contare la pacchettizzazione, l’interazione con altri software e con lo stesso OS, i test di compatibilita con tutte le configurazioni, aggiornare il software ogni volta che esce una nuova versione dell’OS o dei suoi componenti (e su Linux succede spesso, fregandose molto della retrocomptaibilità. Come dice Torvalds: Linux is evolution, not good design… bah).
albertino80
26 ago 2008 - 17:06 - #11@DevURandom
non ho detto che MFC è superiore, dico solo che costa infintamente meno, e questo è uno degli aspetti che spesso influiscono di più rispetto alla difficoltà (vedi #3).
Se il metro fosse solo la difficoltà, saremmo tutti sviluppatori VB6.
Comunque io ci ho sviluppato diversi software, e non lo trovo così male MFC, forse non hai capito bene come funziona… Fatti un giro su code project, troverai lumi.
Ciao
zorgat
26 ago 2008 - 19:24 - #12infatti, MFC non è cosi male, anzi. e comunque non si è costretti a usare quello, su windows ci sono ottime alternative. le QT sono piu moderne e oggettivamente migliori, ma la licenza commerciale costa parecchio: 2600$ per sviluppatore.
gp42
26 ago 2008 - 19:57 - #13Ma quante fesserie da entrambe le parti ho letto qui.
Che poi io certe volte mi domando, perché questi grandi colossi non si consultano con tutti quanti noi che scriviamo qui visto che sappiamo sempre tutto ed abbiamo la soluzione a tutto!?!?!!?
Non lo fanno solo perché sanno il fatto loro come sono ridicole pure le questioni facilità o meno di sviluppare applicazioni bla bla bla. Non c’è nulla di più difficile o meno difficile, tutto sta nella diffusione o meno di una piattaforma e quanti sviluppatori conoscono o meno un linguaggio o piattaforma di sviluppo. E se IBM o altri si muovono è proprio per questo, per creare una piattaforma alternativa che si riesca a diffondere e su cui trarne benefici…oggi l’alternativa sembra chiamarsi opensource…menomale.
gp
ps: C’è un interesse puramente personale dietro ciò che sta facendo IBM? Beh…che c’è di male? OpenSource != da non buscare una lira. Anzi, se oggi esistono licenze come la GPL è proprio per garantire tutto ciò…concorrenza e pluralità comprese.
zorgat
26 ago 2008 - 20:10 - #14gp42, i grandi colossi non hanno bisogno di consultare noi per sapere che distribuire software su Linux è molto piu dispendioso a causa di molti fattori oggettivi.
Guarda quanto è cambiato l’interfaccia di programmazione di XP dal 2001 che è uscito a oggi. è la stessa.
Guarda invece quella di Linux: una distro del 2001 è totalmente diversa da una di oggi.
Ora pensa: se io avessi fatto un software nel 2001 per XP funzionerebbe tuttora senza bisogno di farci alcuna modifica, mentre per Linux avrei dovuto modificarlo un mucchio di volte per adattarlo ai cambiamenti, e costretto i clienti a fare un mucchio di aggiornamenti.
Un anno su Linux corrisponde a un’era glaciale, bisogna mantenere il team di prorammatori attivo per tutto il ciclo di vita del software per tenere il programma aggiornato, mentre su windows una volta finito si puo chiudere baracca che tanto non serve piu metterci le mani.
Per non parlare della frammentazione, per Linux è necessario fare migliaia dii test di compatibilita in piu, e fornire il supporto anche solo alle 10 distro piu diffuse è un lavoraccio, mentre su windows serve solo un centesimo del lavoro per ottenere lo steso risultato.
Potrei andare avanti ancora, ci sono decine di motivi per cui Linux non è adatto per il mainstream.
E le aziende lo sanno bene. Mantenere la versione per Linux costa di piu, devi lavorarci continuamente e a causa dei cambiamenti continui delle distro non sei mai sicuro che se c’è una cosa oggi c’è anche fra due mesi.
E per quello che nessuno, ne software house ne produttori di hardware vogliono supportare Linux: non è adatto.
E questi sono fatti, c’è poco da discutere.
zorgat
26 ago 2008 - 20:13 - #15mi era sfuggita… come non c’è niente di piu difficile o meno difficile?! c’è eccome!
distribuire software per linux è piu difficile, a causa della frammentazione, della mancanza degli standard, dei troppi cambiamenti repentini, della mancanza di retrocompatibilità e di linee guida generali.
distribuire software per linux richiede piu lavoro, piu sforzo, e non vale la pena farlo. alla gente interessa solo windows, Linux non sara mai supportato nel mainstream.
è un sistema di nicchia per i server economici e i sistemi embemmed e poco altro, e basta.
zorgat
26 ago 2008 - 20:22 - #16LOL, le fesserie le scrivi tu semmai!
gp42
26 ago 2008 - 20:57 - #17Premesso che il fatto di consultare noi era ironico.
Secondaria cosa, se leggi ben quanto io ho detto è che IBM, come molti altri, stanno appunto lavorando per creare una piattaforma standardizzata per evitare molte delle cose che tu dici proprio perché vedono in Linux e nell’OpenSource una fonte di investimento.
La cosa che non concepisco è quando si tira in ballo la frammentazione la quale è forse il principale motivo per cui oggi molte società si stanno avvicinando a Linux visto che non viene intesa come confusione ma pluralità, poi sta al singolo (da IBM alla Sun ad Intel) portare avanti la sua idea o meno.
Quando tu parli di retrocompatibilità o di sistemi che ogni anno vengono stravolti, scusa ma non so a cosa ti riferisci…o forse non conosci come funziona realmente Linux.
Poi ancora quando tu dici che Windows non cambia mai mentre Linux sempre ti ricordo che Linux solo oggi sta avendo la sua ascesa, il suo sviluppo ed è quindi giusto e fisiologico che sia una macchina senza sosta ma è proprio questo quello che attrae molte aziende informatiche…poi Windows è uno standard de facto e quindi può fare quel che vuole e può decidere quando e come cambiare il suo sistema operativo, imponendo pure un sistema operativo come Vista che loro stessi considerano un mezzo fallimento.
Oggi l’unico motivo per cui ancora molte aziende non hanno sviluppato applicazioni per Linux è perché non gli conviene non in quanto difficoltoso ma perché la diffusione dell’uno non è quanto la diffusione dell’altro.
gp
albertino80
26 ago 2008 - 22:07 - #18ragazzi… bboni
Enzo Scozzaro
27 ago 2008 - 05:40 - #19Per fare software multi piattaforma i mezzi ci sono, come ha precisato Zorgat, ma c’è ne uno che ha moltisime prospettive mi riferisco a Lazarus clone di delphi sviluppato con il Free Pascal.
Lazarus come delphi è capace di sviluppare applicazioni RAD multipiattaforma e con un codice ben ottimizzato.
Lazarus andrebbe diffuso all’interno delle università italiane ed estere.
Lazarus ha il codice quasi compatibile con Delphi
In Lazarus si possono creare le varie liberie o componeti
Lazarus non è ancora giunto alla versione 1
quata è la nota dolente, il suo sviluppo è molto lento.
Ma se lazarus crescesse rapidamente tutte le applicazioni delphi potrebbero passare a Linux, WinCe, OSX con pochi click.
Vi chiedo di diffondere la conoscenza di questo prodotto, chissa fra qualche mese o anno cambierà qualche cosa?
Ciao by Enzo
www.scozzaro.it
www.thefox.it
Massimo S:
27 ago 2008 - 08:19 - #20Vorrei aggiungere un altro spunto di riflessione.
Io sono un programmatore da 7 anni e non ha mai usato ne qt, ne tantomeno MFC perché ho sempre lavorato su applicazioni web-based (java, jsp).
Le applicazioni di questo tipo prendono sempre più piede e hanno il vantaggio di essere (con qualche piccolo accorgimento) indipendenti dalla piattaforma.
rief
27 ago 2008 - 12:20 - #21Sviluppare per più piattaforme oggi è fattibile senza troppi intoppi dai…io stesso per l’università ho sviluppato software in java per i tre principali desktop e non ho avuto un solo problema ne con l’interfaccia grafica ne con gli accessi a basso livello. Il problema è che le aziende hanno:
1) capi progetti di vecchio stampo, che hanno studiato anni fa e che, anche se magari conoscono il C come le loro tasche, non hanno la più pallida idea delle linee guida per rendere un software portabile.
2) Un patrimonio di librerie non portabili sviluppato negli anni ‘80 che non può essere cestinato visto l’enorme investimento delle aziende.
Se si pensa al design e all’implementazione di un software in modo che possa lavorare su più sistemi non è neppure necessario usare le (bellissime e potentissime) librerie QT4, basta qualche accorgimento…
Riguardo all’articolo io non posso che essere felice del fatto che IBM stia investendo tanto in Linux e spero che riescano anche a guadagnarci. Non vedo perchè linux debba essere per forza sinonimo di “tutto open”.
unvecchio
27 ago 2008 - 12:47 - #22@rief
se credi che sviluppare un progettino universitario sia anche lontanemente paragonabile a svilupapre software professionale… buona notte!
Per tutti gli altri: si vede che avete 20 anni o giu’ di li’ perche’ a chiunque abbia un po’ piu’ di anni in piu’ solo nominare IBM in ambito desktop fa venire i capelli dritti (ammesso che ne abbia ancora qualcuno in testa!).
IBM era in passato quello che per molti di voi e’ Microsoft oggi: il matusalemme mangia tutto da combattere con ogni arma possibile.
Che la comunita’ open source accolga iniziative di IBM a braccia aperte ha del comico.
albertino80
27 ago 2008 - 13:38 - #23#22
finalmente qualcuno che ha memoria…
Liberare le PMI dalla schiavitù della Microsoft, per sostituirla con quella delle loro consulenze.
Non male.
gp42
28 ago 2008 - 01:26 - #24@rief: da uno che non ha 20 ma qualcosina assai di più ti posso dire che hai detto sante parole. Al contrario di qualche altro vecchietto penso che non me ne frega nulla come si chiama l’azienda e se prima era una spietata mangia concorrenza…mi interessa che oggi, per un qualsiasi tipo di motivo, hanno capito che adottare l’OpenSource può essere un buon veicolo di investimento. Altrimenti che l’hanno inventate a fare certe licenze libere?
E dopotutto sono state create non solo per tutelare lo sviluppatore libero ma anche per poter permettere alle aziende di investire e guadagnare anche con l’OpenSource.
Se un domani Microsoft penserà di passare Open io la applaudirei, oggi la critico perché non condivido il suo pensiero e la sua condotta…tutto qua.
Sinceramente io non capisco questi discorsi ostili circa queste grande aziende che passano all’OpenSource.
unvecchio
29 ago 2008 - 10:54 - #25@gp42
criticare un’azienda per il tipo di modello di business che sceglie è un pò una cavolata.
Ogni azienda è libera di scegliere come affrontare il mercato poi sarà criticabile la modalità con cui applica questo o quel modello.
Però “essere contro” qualcuno solo perchè sceglie qualcosa di diverso è veramente una forma estrema di intellorenza e in ultima analisi di chiusura mentale.
IBM è stata e resta un’azienda che ha un approccio fagocitante in ambito aziendale, ancor peggio di Microsoft che almeno fornisce una piattaforma e poi lascia alle terze parti il compito dello sviluppo applicativo.
Basta guardare la realtà dei partners di MS.
IBM invece ha l’obiettivo di “installare” i suoi consulenti presso l’azienda e di non farli più uscire.
Il suo abbracciare l’open source fa veramente sorridere, basterebbe andare a vedere il suo Linux per mainframe… e poi ne riparliamo di quanto sia open o di quanto abbracci la filosofia open.
beso
29 ago 2008 - 17:08 - #26io sono contento di quello che ibm e i suoi partner sta tentando di fare e volevo solo puntualizzare alcune cose:
- che bisogno c’è di comprare una licenza qt quando il tool di sviluppo è gpl2?! ci sono diverse licenze che permettono di sviluppare con qt gpl2 e vendere software commerciale.
- qt non è assoluttamente l’unico ambiente di sviluppo, ma ci sono parecchi altri, come kdevelop (integra dal c a java, ada, c++, qt, ruby, python), gtk+, mono (.net c# port), wxW, ecc ecc. linux ha a disposizione una miriade di tool di sviluppo free e potenti che su windows al momento non esistono.
- nessuno vieta ad un utente di creare software commerciale non gpl ed esiste una miriade di licenze che permettono lo svilupo non free. e soprattutto si può creare software commerciale anche con licenza gpl2. come mai pensate che la maggior parte delle distro commerciali usa gnome?! perche la sua gpl2 consente la commercializzazione senza troppi casini legali.
- exchange è atroce e l’aggiornamento all’ultima versione ha dei problemi enormi. le alternative opensource o proprietarie come kolab o domino sono decisamente migliori e permettono l’interfacciamento stesso con server exchange, cosa che invece non è vera nel verso contrario.
- linux segue gli standard de iure (osi, ieee, ietf) mentre windows quelli de facto (suoi che nessuno ha riconosciuto globalmente). una riprova è che safari, konqueror, nautilus e altri browser per osx e linux hanno superato brillantemente il test acid 2 e 3 mentre internet explorer no…
- tutte le applicazioni windows hanno almeno una controparte su linux e ora adobe sta lanciando la sua gamma di prodotti per linux. inoltre nel caso qsa non ci fosse proprio wine ormai ha raggiunto un livello di stabilità e di emulazione impressionante. per cui quello che non gira nativamente gira sotto wine.
- openoffice ha raggiunto, grazie all’accordo novell-microsoft, un livello di interoperabilità vicino al 95% per cui quasi tutto il lavoro svolto in office ora funziona anche su openoffice. lo standard iso open document format è supportato nativamente da openoffice, mentre per office c’è bisogno di un plugin esterno per poterlo usare. il convertitore pdf di openoffice funziona benissimo. in office non mi risulta che ci sia. questa è un’altra riprova di come linux (e anche unix e osx) seguano gli standard effetivi mentre la microsoft inizi a farlo solamente da pochissimo tempo e con grossi problemi, perche essi non sono proprio “compatibili” coi loro vecchi prodotti con cui stanno cercando di mantenere la compatibilità.
- l’ambiente grafico è molto performante e addirittura i giochi opengl girano meglio su linux che su windows. la ati da questo punto di vista ha fatto dei progressi immensi nell’ultimo periodo e oramai i suoi driver per linux hanno le stesse prestazioni che su windows, o addirittura superiori. per non parlare della produttività disponibile grazie a programmi come compiz, che aumenta la propria produttività di circa 10-15% se ci si abitua in fretta.
- ibm da anni sviluppa soluzioni su opensource ed ha dimostrato che si possono fare molti + soldi in questo modo. red hat l’ha sempre fatto e novell è salita sul carro tra le prime. ormai un ambiente desktop grafico linux non ha assoluttamente niente meno di windows, tranne che i virus, gli spyware e adware, activex e directx (ke wine supporta a circa 80% delle capacità, tuttavia). direi che quello che manca è molto meglio che manchi invece che sia presente….
- ultima cosa, i bug su linux, unix e osx vengono corretti e vengono rilasciate le patch. su windows vengono negati per un mese, poi vengono accettati e dopo un altro mese (nel migliore dei casi) viene fuori un’update che produce un altro bug da qke altra parte…. che bello!!!! vista da questo punto di vista non è così male, ma purtroppo è troppo lento, troppo costoso in termini di risorse e troppo spaccamaroni quando non si usa l’amministratore. se la microsoft riuscisse a sistemare in qke modo questa cosa e se introducesse il supporto per file system diversi dal solo ntfs allora si che windows potrebbe finalmente competere su qke fronte. ma ora come ora, dal punto di vista di un ingegnere e lavoratore del settore it posso assicurare tutti che windows è troppo indietro rispetto a linux o osx. questi due sistemi sono i due veri contendenti anche per filosofia dei propri prodotti (uno aperto e in continua evoluzione che funziona molto bene e sa essere anche molto stabile e l’altro chiuso ma super stabile e che funziona da dio).