A differenza dei micro-kernel (in cui solo le funzionalità base sono incluse nel kernel), kernel come Linux sono detti monolitici: questo significa che la maggior parte della funzionalità del sistema operativo sono integrate al suo interno e tutto il codice viene eseguito in modalità privilegiata.
A partire dalla versione 1.2, Linux può però contare su una delle più importanti funzionalità introdotte nel suo codice: i loadable kernel modules (LKM per gli amici). Tramite essi possiamo caricare nuove funzionalità o rimuoverne altre che non utilizziamo: il vantaggio principale degli LKM è infatti quello di poter caricare solo i moduli necessari, rendendo il cuore del nostro sistema molto più snello.
Se siete interessati all’argomento vi suggerisco di dare uno sguardo a questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks. Buona lettura!
via | OSNews
spider75
06 ago 2008 - 10:49 - #1Dalla 2.0, i moduli esistono dalla versione 2.0.
spider75
06 ago 2008 - 11:00 - #2E invece no, ho detto una bischerata. Furono introdotti con la 1.2.
Ricordo di averli usati solo a partire dalla 2.0, chissà quale è il motivo (indaherò).
Chiedo scusa per la precisazione sbagliata.
alextj
06 ago 2008 - 17:54 - #3il paragone con i microkernel è inappropriato: gli lkm risiedono all’interno del kernel e vengono eseguiti in modalita privilegiata.