Logo Blogo

Rilasciato Compiz-Check 0.4

Pubblicato: 19 mag 2008 da Hispanico

Nonostante negli ultimi tempi Compiz Fusion sia migliorato tantissimo, l’utilizzo di strumenti di “controllo compatibilità” può far sempre comodo, soprattutto se ci si trova a lavorare su macchine non proprio recentissime.

Compiz-Check incarna alla perfezione questo ruolo e permette ad un qualunque utente di capire se il compositing window manager più famoso del panorama open source sia in grado di funzionare sul proprio sistema.

In questi giorni il programma in oggetto è arrivato alla versione 0.4 nella quale sono state implementate importanti caratteristiche e sono stati risolti numerosi bug. Potete trovare il tutte le maggiori novità sul comunicato ufficiale del rilascio, mentre da questo indirizzo è possibile scaricare sorgenti e binari.

Via | Forlong’s Blog

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
13 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • krauss

    19 mag 2008 - 10:54 - #1
    -2 punti
    Up Down

    se procedono di sto passo quando vedremo una versione di compiz 100% completa e funzionante, con tanto di accessori?
    su decine di PC e distro su cui l’ho provato ho quasi sempre avuto problemi, pur avendo i driver installati correttamente.
    ormai non considero nemmeno piu l’idea di usarlo da quante rogne da.
    seriamente, ormai è da anni che lo stanno sviluppando, ed è ancora tutto in fase di sviluppo, come sempre.
    e poi come la mettiamo con kwin4, e in fututo anche metacity, in grado di gestire il compositing da soli? quale sara lo standard per le distro? mah, troppa confusione.
    i progetti open importanti finanziati dalle multinazionali come IBM o Sun vanno avanti bene, ma quelli gestiti interamente dalla comunita e dai volontari vanno avanti a stenti.
    basta guardare i programmi ce ci sono nelle distro: nelle migliaia di pachetti che ci sono è pieno di programmini incompeti, non funzionanti, che non si installano o che sono di pessima qualità.
    a parte i soliti software noti (firefox, openoffice, apache, etc…) tutt il resto è un obbrobbio.

    dopo anni che seguo linux mi sto ricredendo sulle potenzialita del modello open source. finche c’è una multinazionale che finanzia un progetto con qualche milione di dollari all’anno tutto bene, ma se si lascia tutto in mano ai volontari non funziona niente. com’è naturale che sia, d’altronde.

    i programmi closed commerciali per windows si installano al primo colpo, sono completi, curati, ben documentati, ci si trova da dio.
    ad esempio, quando mai un progetto open riuscira a fare un sofware per l’utente medio come Pinnacle Studio? volete paragonarlo a kdenlive o kino? con 100 euro mi porto a casa un prodotto perfetto, diversamente dalla maggior parte dei programmi open che saranno anche gratis ma che quasi mai sono all’altezza.

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    19 mag 2008 - 11:46 - #2
    1 punto
    Up Down

    e’ *ovvio* che un progetto basato sul volontariato non puo’ avere la rapidita’ e la capacita’ di sviluppo di un progetto finanziato, dato che per definizione un volontario non viene pagato, ma il mondo reale richiede soldi per vivere oltre che per procurarsi gli strumenti per il progetto volontario stesso (esempio i computer per sviluppare software, oltre a connessione internet e elettrcita’) e i soldi vengono da lavoro stipendiato che occupa anche una certa elevata dose di tempo e sforzi. il resto deve essere diviso tra tutte le altre attivita’ di un normale essere umano, tra cui per alcuni rientra lo sviluppo di software libero - a scopo *ricreativo*. i tempi non possono che essere lunghi, la lunghezza e’ direttamente proporzionale alla complessita’ del software e compiz-fusion (per esempio) non e’ certamente un software di facile sviluppo.
    il composite in metacity e in kwin4 non e’ problema di compiz (a mio parere), dovrebbe esserci coordinazione e dovrebbero essere gli sviluppatori di metacity e kwin4 a mettersi in contatto con quelli di compiz per integrare le loro funzioni. non il contrario. a mio giudizio, comunque (e non e’ detto che tutto cio’ gia’ non avvenga).
    nessuno sa fra quanto esistera’ un programma all’altezza di Pinnacle Studio, ma se ti piace quello e ne hai bisogno, usalo! nessuno ti obbliga a non usarlo, wine e’ in sviluppo per permetterti di non dover comprare windows (il cui costo va sommato ai 100 euro di Pinnacle) per una cosa del genere, se non ti basta sei libero di doverti comprare e mantenere anche antivirus e antispyware e antispam e firewall perche’ quelli in dotazione fanno pena..
    e quando esistera’ questo (per brevita’) “Pinnacle libero”, potrai aggiornarlo senza bisogno di altre spese, probabilmente, e se invece sara’ a pagamento avrai comunque la _garanzia_ che potrai continuare ad usarlo senza perdere compatibilita’. nessuno ti obblighera’ (subdolamente) a un aggiornamento. sarai ancora libero di scegliere. a me questo basta.

  • krauss

    19 mag 2008 - 12:18 - #3
    -1 punto
    Up Down

    >>> il composite in metacity e in kwin4 non e’ problema di compiz (a mio parere), dovrebbe esserci coordinazione e dovrebbero essere gli sviluppatori di metacity e kwin4 a mettersi in contatto con quelli di compiz per integrare le loro funzioni.

    Si, ok, ma a me non interessa chi deve mettersi d’accordo con chi, stavo solo facendo notare che come al solito c’è dispersione, fork, doppioni inutili, i progetti vanno avanti a rilento e alla fine ci vogliono anni per avere un prodotto completo nel vero senso del termine.

    >>> nessuno sa fra quanto esistera’ un programma all’altezza di Pinnacle Studio, ma se ti piace quello e ne hai bisogno, usalo!

    infatti non ho mica detto di no, ma alla fine è semrpe cosi. a parte qualche programma che merita la maggior parte dei software free in giro semplicemente vanno bene solo per gioccattolare col computer, per avere prodotti seri e completi bisogna andare sui software closed.

    >>> e quando esistera’ questo (per brevita’) “Pinnacle libero”, potrai aggiornarlo senza bisogno di altre spese, probabilmente, e se invece sara’ a pagamento avrai comunque la _garanzia_ che potrai continuare ad usarlo senza perdere compatibilita’. nessuno ti obblighera’ (subdolamente) a un aggiornamento. sarai ancora libero di scegliere.

    Si, a parole, ma di fatto i prodotti commerciali hanno una retrocompatibilità e una durata che i software free manco si sognano.
    Windows 2000 è da 8 anni che funziona, e per l’uso aziendale è perfetto. Le distro Linux al massimo durano 3 o 5 anni, l’unica che riesce a stargli dietro è RedHat che ha 7 anni. In teoria poi, che volendo Windows 2000 lo si puo usare benissimo anche oggi, mentre una Red Hat di 7 anni fa è di fatto inusabile.

  • pinzia

    19 mag 2008 - 12:29 - #4
    0 punti
    Up Down

    Sono in parte d’accordo con quello che dice krauss, ma dimentica una cosa: se ogni volta che installi (o aggiorni ad una nuova versione) un programma (anche di quelli piccolini e incompleti) dessi 1 euro, vedresti che in poco tempo lo sviluppo procederebbe. Lo sviluppatore se pagato (da una multinazionale o dalla comunità) può sviluppare più comodamente e con più certezze di poter portare la pagnotta a casa. Altrimenti è solo lavoro volontario e quando è così spesso si perde moltissimo tempo a dover rispondere a email e forum per i problemi di chi non legge la documentazione.
    Una domanda provocatoria: quanti di quelli che si lamentano di mancanza di software professionali aiutano nei forum i principianti/traducono manuali o software /ma soprattutto donano qualcosina a queste cause?

    Windows ogni volta che lo comprate pagate (incluso nel pc spesso) almeno 80€+ altre 100 per office+ 60€ di antivirus. Ogni volta che aggiornate ad una nuova versione pagate circa la metà del prodotto completo. Se quindi avete cambiato due versioni di ogni software siete a 360€. (e son stato molto basso con i prezzi). Se in questi anni aveste donato un terzo di quello che spendereste con il software proprietario il prodotto sarebbe migliore il doppio.

    Free Software (o per quelli che preferiscono open source [anche se diverso come idea]) non vuole dire gratis, ma libero!

  • pinzia

    19 mag 2008 - 12:43 - #5
    0 punti
    Up Down

    Windows 2000 sta terminando il suo supporto! Fino a 2 anni fa per installare software nuovo dovevi avere almeno sp4 (uscito quasi 3 anni dopo windows 2000-> una nuova versione o quasi). Ad oggi non tutto il software che gira su xp funziona su 2000 (a partire dall’antispyware di microsoft!), per non parlare di vista.

    Il kernel 2.4 uscito nel 2001 è tuttora mantenuto e son 7 anni.
    il 2.2 ha finito il supporto poco tempo fa (mi pare)
    Nessuno ti vieta di compilare la nuova versione di gnome su una debian woody…dovrai solo rifare 3/4 delle librerie, ma col software libero puoi! Su windows cosa fai? ti tieni la vecchia versione o aggiorni il sistema-> nuovo pc

    Io trovo che sia ancora meglio il software libero.

  • krauss

    19 mag 2008 - 12:43 - #6
    -1 punto
    Up Down

    Il ragionamento sarebbe anche corretto, ma sbagli sulle quantità: altro che un euro, per farli lavorare ognuo dovrebbe dargli 100 euro!
    Lo sviluppo di prodotti software completi richiede non solo il lavoro del coder che scrive codice, ma anche di designer, grafici, traduttori, gente che supervisiona il lavoro, senza contare tutte le infrastrutture.

    Di fatto i pochi programmi free che ci sono in giro che possono competere con i software comerciali sono quelli che ricevono grossi finanziamenti dalle multinazionali che hano qualche interessse nel loro sviluppo.
    Ma se non fosse per loro ne i volontari ne le donazioni riuscirebbero a produrre lo stesso risultato.
    Questo significa che innanzitutto il free software non è in grado di autosostenersi, è un modello di sviluppo autosufficiente.
    E se poi gli sponsor se ne vanno cosa succede? Se io ho basato la mia infrastrutttura su questi software resto a piedi?

    A riguardo di cio segnalo questo interessante articolo di un ex collaboratore di Linux, che conosce bene il mondo OSS, che ha lavorato alla SUN e in passato ha prodotto software Open ma che si è ritirato perche ha capito che in realta il FOSS non è un modello che funziona:
    The Open Source Heretic

  • stephane

    19 mag 2008 - 13:06 - #7
    0 punti
    Up Down

    krauss:
    “i programmi closed commerciali per windows si installano al primo colpo, sono completi, curati, ben documentati, ci si trova da dio.”

    Eh? Sei sicuro di questo? Io troppe volte nella mia vita ho avuto a che fare con software commerciali che hanno vistosi bug, sono difficili da usare, non si installano/disinstallano a dovere, non sono documentati affatto o che non funzionano proprio. Posso citarti tre videogiochi che ho pagato e si son dimostrati non esattamente della qualità che mi aspettavo:
    - Magic: The Gathering: Pieno di bug, instabile, mi pare che l’editor di scenario non funzioni proprio (o qualche altra cosa simile) e spesso il gioco andava in crash per un qualche motivo ignoto.
    - Rainbow Six [il primo]: Arrivato alla sesta missione un bug mi impediva di completarla, impedendomi quindi di andare avanti con il gioco
    - Rise of Nations: Bellissimo gioco ben pensato e tutto con alcune lacune sul lato implementativo che causavano parecchi grattacapi. Ad un certo punto le partite multiplayer si interrompevano a metà, rendendo molto frustrante giocarci.

    E questi sono solo i primi esempi che mi vengono in mente; anche software da ufficio ha spesso e volentieri problemi, come testimoniano le numerose storie di sistemisti sparse per il web.

    Infine, compositing a parte, quali programmi trovi tanto incompleti e lacunosi nell’open source?

  • pinzia

    19 mag 2008 - 13:46 - #8
    0 punti
    Up Down

    Se ognuno di noi desse almeno un euro ogni volta…
    Non dico che non puoi darne di più.

    Non dico nemmeno che il floss si possa auto sostenere per sempre, ma fortunatamente ci sono gli sponsor; aziende che investono e volontari.
    Attualmente mi sembra che pochi donino qualcosa (soprattutto in Italia), pensando che tanto è gratis. Quindi non cento euro come dici tu, ma neanche 1 come dico io…proprio niente! Tutti scrivono blog (anche su linux) ma pochi traducono. Tutti a lamentarsi ma pochi a darsi da fare.

    Non dico che sia facile mantenere un progetto, soprattutto senza investimenti, anzi…ma se noi non aiutiamo in alcun modo. Penso che donare qualcosina per quel programma, che magari adesso funziona poco ma ha delle potenzialità possa esser utile per stimolare lo sviluppatore; se poi dopo il progetto viene abbandonato pazienza…ho buttato via qualche euro. Ma se investo anch’io perché dovrebbe farlo la grande azienda…L’azienda deve fare utili, io devo aver qualcosa di utile

    Letto l’intervista…a parte che è storia vecchia: cos’é successo in seguito dato che fregava con licenze un po’ sporche? Torvalds ha creato git. La sua azienda va bene? Buon per lui.

    Comunque in sintesi non capisco dove vuoi arrivare…
    - devi sviluppare e non ti piace questo modo? Preferisci uno sviluppo proprietario? Libero di fare e sono abbastanza d’accordo con te. Lo sviluppo aperto è una sfida che porta grandi vantaggi sul medio termine, ma che all’inizio ha tantissimi problemi. Sul lungo periodo deve esser diventato una parte conosciuta e importante da far gola alle grosse aziende.
    - Vuoi prodotti ben sviluppati? O che almeno sembra che siano così? Prendi un Mac e i software della Apple e soci…ma non quelli sviluppati da terzi perché avendo accesso al codice potrebbero causare problemi, o non funzionare bene.
    - Vuoi sponsorizzare qualcuno? Meglio nel mondo floss perché più ritorno d’immagine senza troppe spese.
    - Ti danno fastidio questi software incompleti? Sviluppa, sostieni, pubblicizza ecc.. domani saranno meno incompleti.

  • krauss

    19 mag 2008 - 17:56 - #9
    -1 punto
    Up Down

    @ stephane
    vogliamo parlare dei difetti dei vari giochi open source? Da Flight Gears a Torcs, sono tutti di qualita piu che scadente. Gli unici decenti sono Tremulous e Nexuiz, che sono basati sul vecchio motore di Quake3 rilasciato dalla ID dopo che era diventato obsoleto.
    E poi, sinceramente, quando mai un progetto Open riuscira a creare giochi capolavoro come Rainbow Six senza ricevere un engine gia fatto e copiano da un’idea gia sviluppata da altri? No perche nei videogiochi chi ha sempre innovato sono solo ed esclusivamente i produttori di videogiochi closed, l’open source puo solo sperare di riuscire a fare qualche brutta copia. E non lo dico per offendere, sto solo constatando la realta: l’Open source non è un modello di sviluppo valideo per la maggior parte delle applicazioni.

    @ Pinzia
    Non voglio arrivare da nessuna parte, sto solo esponendo quali sono i limiti dell’Open source che ho constatato dopo anni di utilizzo (e anche collaborazione, visto che qualche pach l’ho scritta anchi’io).
    Se un domani IBM o qualcun’altro decidono di chiudere il rubinetto Linux e compagnia bella scompaiono. Metti Intel, IBM, Sun, HP, decidono di puntare su OpenSolaris e Linux resta da solo, sai quanto dura solo col sostegno dei volontari? Non mi sembra una buona garanzia. Linux oggi c’è, domani chissà… e cosi tutto il mondo del FOSS.

  • stephane

    19 mag 2008 - 18:39 - #10
    0 punti
    Up Down

    @krauss:
    Se quei videogiochi li avessi avuti gratuitamente non mi sarei mai lamentato. Siccome li ho pagati, mi sembrerebbe giusto che funzionino a dovere. Ad ogni modo stai continuamente spostando il fulcro delle tue argomentazioni, tu hai parlato di softwares incompleti e male documentati, cosa che non è affatto peculiare dell’open source, anzi, io direi che è più probabile il contrario.

    Inoltre vorrei farti notare che Linux ha cominciato con finanziamento zero ed è arrivato dov’è oggi, non grazie ad IBM, Novell o chi altri, ma grazie alla sua comunità. Che poi le sponsorizzazioni abbiano dato un grande aiuto è un altro discorso…
    E vorrei altresì farti notare che Linux non è l’unico sistema operativo open source che se la cava bene, esistono anche FreeBSD e OpenBSD (per citare quelle che son forse le due migliori alternative) che non godono di tutte le attenzioni ed i finanziamenti di Linux, eppure sono due sistemi assolutamente validi, funzionanti, completi e documentati.

  • kraus

    19 mag 2008 - 19:01 - #11
    -1 punto
    Up Down

    Non sto spostando il discorso, sei stato tu a tirare in ballo i videogiochi.
    Voui davvero paragonare quegli accrocchi di videogame open source con i capolavori creati dalle software house commerciali solo per qualche bug?
    Per ogni bug che c’è in un videogioco commerciale ce ne sono cento nei videogiochi free, e che sono mille volte inferiori come complessità.
    E un paragone che non si puo fare, io ho giocato tantissimo con decine di videogame closed e sono soddisfatto di quello che mi hanno dato, qualche bug ci puo stare, mentre i videogame open semplicemente non valgono niente!

    Uso linux da anni, ho provato ciclicamente tutte le distro man mano che uscivano, le ho viste crescere e per ogni problema che veniva risolto ce n’era sempre uno nuovo che preneva il posto. I programmi completi che funzionano te li posso contare sulle dita della mano, a parte i soliti LAMP, OO, Firefox e poco altro il resto è spazzatura.
    Trovami software complessi come un CAD 3D, un bel videogame di calcio come PES, un software di videoediting facile e completo come Pinnacle, una suite di sviluppo come Visual Studio (non dire di Eclipse che è un giocattolo in confronto), o una suite di software gestionale.
    Gli unici software interamente Free completi sono solo roba semplice. Un lettore multimediale come Amarok, una volta che hai le librerie di base, possano essere sviluppati in un annetto da un solo programmatore o da un gruppo ristretto.
    Non è nemmeno immaginabile una cosa del genere per software piu complessi.

  • pinzia

    19 mag 2008 - 20:07 - #12
    0 punti
    Up Down

    Se chiudono il rubinetto pazienza, lo sviluppo rallenterà molto.
    Ma se Microsoft fallisce? Si è spesso parlato di uno smembramento Microsoft…cosa succede poi? Parte ludica che funziona finché Sony lo permette? Parte Office che inizia a far controlli antipirateria in tutti i modi? Chissà quali avvenimenti possono accadere nei prossimi anni o decenni!
    Microsoft è conosciuta in tutto il mondo da poco più di 20 anni…IBM lo era stata per molto di più prima! Linux è conosciuto da 10…
    Tra un fallimento di un software open ed uno closed il primo ha la possibilità di esser ripreso da chiunque, il secondo no!
    Quindi chi mi dà più garanzia?

    Tornando al punto dello sviluppo il problema è ciclico e sempre lo stesso.
    Non esistono applicazioni professionali perché i professionisti non vogliono cambiare abitudini.
    La prima cosa sarebbe utilizzare formati e protocolli liberi sia nel mondo floss che proprietario. Non vorrai dirmi che Skype è il miglior applicativo di voice messanging, quando è nato (e l’ho provato ad usare!) faceva schifo, c’era di meglio, ma avendo avuto la pubblicità da kazaa i due sviluppatori hanno avuto grandi fondi. Le alternative sono cadute in disuso perché la gente si è legata a skype; se avesse usato un protocollo libero ora potremmo davvero dire se è un buon sofwtare o se le alternative sono migliori. Lo stesso dicasi su msn. Prova a confrontare live messanger (funzionante solo su windows) con un client su protocollo libero tipo jabber.

    I cad non esistono perché dwg è un formato proprietario; perché alle università/corsi/diplomi/master insegnano ad usare autocad. Se gli studenti dovessero comprarlo realmente (e non scaricarlo/copiarlo dall’amico) voglio vedere se non iniziano ad usare qualcosa di meglio. Ma se non esiste il mercato per i closed come potrebb esiostere per quelli open!
    Altro esempio Nero Burning: ultime due versioni mattoni che vogliono fare tutto ed incasinano soltanto… Molta gente cambia abitudine e ora usa altro tra cui i vari sonic installati dai produttori o burn4free/infrarecorder/altro qui si è creato un mercato.
    Il punto principale è che se la gente smette di rubare il software (copiandolo illegalmente) e si abitua ad alternative, queste alternative miglioreranno sensibilmente! Se poi si dona qualcosa, anche in meno tempo…si potranno attrarre nuovi sviluppatori e forse i grandi marchi si accorgeranno del prodotto.
    Ad esempio photoshop è professionale, gimp no..ok. ma io che non sono fotografo professionista, ma mi diletto solo di ritoccare qualche foto perché non uso gimp all’inizio? Così un domani potrò anche usarlo professionalmente. Invece preferisco copiarlo..bene bravo!

    Altri software professionali da te non citati sono blender e cinelerra usati anche da alcune case di produzione video.
    Eclipse è abbastanza professionale..sicuramente più del visual studio express che viene venduto/regalato agli studenti.

  • stephane

    19 mag 2008 - 20:47 - #13
    0 punti
    Up Down

    @kraus:
    Dipende dalle tue esigenze, quel che mi elenchi tu sono necessità molto particolari che richiedono software generalmente anche costosi (vedi CAD 3D) e che sono indirizzati verso un certo tipo di mercato.
    Videogiochi open source belli ce ne sono (Battle for Wesnoth, Glest), ma in generale i videogiochi sono un mercato in cui il modello closed source ha maggiori vantaggi (leggiti The Cathedral and the Bazaar se vuoi un approndimento sul perché).
    Per quanto riguarda Visual Studio, invece, dipende anche lì cosa vuoi fare e cosa ti piace. Eclipse, così come Netbeans, sono ottime soluzioni per Java, ma per altri linguaggi probabilmente lo sono meno. Anjuta potrebbe essere una opzione per il C/C++, MonoDevelop per il C#/C/C++, SPE per Python, Eclipse per tutto quello che vuoi.

    Ora quel che stai sostenendo è che il modello closed source è meglio di quello open source perché stai “dimostrando” che il primo funziona meglio per applicazioni di settori specifici (CAD, gestionali, video editing) molto complesse e per i videogiochi.
    Mi sembra che le due cose siano leggermente distinte, il modello open source funziona benissimo per cose tipo kernel, librerie di varia utilità, software comuni (anche complessi se sono di largo utilizzo, tipo i Desktop Environment), ma per quel che riguarda settori molto specifici che richiedono implementazioni complesse non si riesce ad avere un numero sufficiente di sviluppatori interessati e quindi serve un sistema di retribuzione più diretto (e costi di licenza molto più elevati).
    In generale trovo stupida l’idea che un solo modello possa funzionare bene in tutte le situazioni…

    (Per quel che riguarda Visual Studio, è una questione di gusti, è obiettivamente un buon prodotto - e ben venga: se non esistessero buoni prodotti closed source non staremmo neanche a discutere sul fatto che il modello open source possa o meno essere una migliore alternativa)

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento