La Russia con i suoi 17 milioni di chilometri quadrati di territorio è ovviamente lo stato più grande al mondo. Per far funzionare le grandi cose ci vogliono strumenti all’altezza, ed il Cremlino ha deciso che per il sistema postale è arrivata l’ora della svolta.
Si è scelto di partire da Pushkin, un quartiere di San Pietroburgo che sta tuttora facendo da apripista alla migrazione di 135 mila pc sparsi sul territorio che, in pochi mesi, migreranno totalmente al software open source e faranno di RedHat Linux la distribuzione “ufficiale” dell’Ente Poste.
Un ulteriore conquista per il mondo del software libero? Forse, ma per dare un giudizio definitivo è bene attendere il termine della sperimentazione (3 mesi).
Via | Acrònico
pyc
18 mag 2008 - 12:23 - #1L’operazione ha buone probabilità di essere un successo. Guardando la lista dei clienti RedHat c’è già un elevato numero di grosse realtà come quella che la stanno gia usando:
http://customers.press.redhat.com/
Per sistemi di quelle dimensioni non c’è molta alternativa oltre a RedHat o SuSE.
Stiff
18 mag 2008 - 12:30 - #2Beh, insomma è un grande momento per Linux. Finalmente l’open source ha la concreta possibilità di diventare un grande fenomeno del XXI secolo :-)
wolfete
18 mag 2008 - 14:25 - #3finalmente … e dopo la Svizzera anche la Russia inizia a pensare open source!
avanti cosi
echidna
18 mag 2008 - 15:45 - #4@pyc
ma se affidavano ad una ditta locale l’appalto? poi sarebbe stata questa a mettersi in relazione con red-hat, suse, ubuntu …
no?
voglio dire, mica bisogna andare per forza dai grandi direttamente, o forse si? tanto le ricadute sul mercato locale ci sono ugualmente, non so cosa potrebbe essere meglio.
naturalmente escludendo la criminalità che si mette sempre in mezzo, forse l’hanno fatto anche pensando a questo.
alphawinux
18 mag 2008 - 18:00 - #5i soliti comunisti! :D LOL
ice
19 mag 2008 - 11:51 - #6@ #4
quando devi commissionare un progetto da milioni euro, diffuso su un territorio vastissiomo….hai bisogno di appoggiarti a ditte di un certo livello, abituate a parlare coi fornitori a livello di cisco o hp da pari a pari
in grado di potersi sobbarcare i costi delle traferte sul territoio in attasa che il committente (STATO) paghi il prodotto finito
Ovvio che poi redhat dovrà assumere piccole ditte o personale dalle università russe (certo che fai prima a trovare un bravo informatico russo che non un bravo informatico occidentale che sappia il russo…..)
quindi…..
cmq mi stupisce che non facciano lo stesso altri grandi servizi postali
considerato che giè oggi il 90%dei servizi homebanking gira su java in macchine linux/unix…..
consideratro che i pc-clinet degli uffici postali devono solamente svoldere un compito (non devono far girare office o altro, ma solo l’applicativo delle poste)
quindi non vedo per quale motivo usare windows
Windows vince solo per la sua pervasività e per il software disponibile…discorso che perde di significato in ambiti cosi specifici dove il software viene cmq sviluppato ad hoc per il committente