Logo Blogo

Intervista ad Emmanuele Bassi 'Gnome Lover'

Pubblicato: 19 gen 2006 da Fullo

emmanuele bassi intervistato su ossblog Nuova intervista di OssBlog, questa volta si tratta di Emmanuele Bassi, co-mantainer del pacchetto gnome-utils ed attivista Gnome.

Ossblog: Innanzitutto buongiorno, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Sono uno studente/lavoratore (poco lavoratore, al momento) all’Università degli Studi di Milano. Vivo a Milano con la mia fidanzata, tre computer e due copie di “Wargames” - sicuramente, uno dei prodotti che ha prodotto più danni alle menti dei giovani dopo l’LSD.

Ho iniziato ad usare Linux nel 1997, con una Slackware 3.2. Dopo aver ricompilato il kernel come seconda cosa fatta dopo l’installazione, e aver passato tre giorni a configurare X, ho avviato Doom in una finestra, mentre sotto Windows 95 dovevo riavviare in modalià DOS; questo mi ha indissolubilmente legato al Pinguino. Dal 1998 ho dato qualcosa indietro alla comunità, rispondendo alle domande fatte sui gruppi Usenet.

Ossblog: Perchè hai deciso di collaborare in un progetto opensource, e perchè quel progetto è stato Gnome, e non ad esempio KDE ;P .

Collaborare ai progetti Open Source, in realtà, l’ho sempre visto come un “dovere” degli utenti di tali progetti; senza una comunità viva, che fa presente i difetti e che ringrazia gli sviluppatori per il tempo e le energie spesi, la comunità stessa non andrebbe molto lontano. Abbiamo questa magnifica risorsa data dal poter sapere chi ha creato un programma che usiamo, e vedo che spesso gli utenti non ne approfittano.
Basta un’email con un “grazie”, oppure con un “mi piacerebbe che il programma facesse…” o anche “il programma ha un problema”, e sarà lo sviluppatore, o il team di sviluppo, stesso a rispondere.

Quanto a GNOME, l’ho usato per qualche tempo sulla prima release della SuSE, durante le versioni alfa, così come KDE. Dopo anni in console, e complice un upgrade al mio vecchio PC, sono poi ritornato ad usare X, e ho deciso di provare GNOME 1.4, e l’ho trovato pessimo: sembrava che tutto fosse incollato insieme, senza una vera idea guida; KDE mi dava la stessa impressione, con l’abitudine di infilare ogni potenziale scelta all’interno dell’interfaccia grafica. Poi è arrivato GNOME 2.0, e la musica è cambiata: più pulizia, più consistenza, e una linea guida - ovvero la semplicità.

Ho iniziato a contribuire a GNOME, in realtà, indirettamente qualche anno fa attraverso la creazione di moduli Perl (i cosiddetti “binding”) che mettevano a disposizione degli sviluppatori alcune librerie di GNOME, come GConf (il database di configurazione) e le librerie di stampa. In seguito, mentre stavo lavorando ai binding per il codice che gestiva i file recenti, ho notato come quest’ultimo non fosse più mantenuto, e che i bug si andavano accumulando; ho iniziato a lavorarci sopra, e nel frattempo mi sono accorto di come esistesse una volontà di modifica dell’infrastruttura stessa. Così, ho preso carta e penna e ho ridisegnato buona parte del tutto e l’ho presentato a Federico Mena Quintero al GUADEC 2005, in quel di Stoccarda. A lui è piaciuto, e poco alla volta sono entrato sempre di più in una comunità veramente attiva e composta da persone incredibilmente dotate e competenti - non solo sull’information technology, ma anche su attività come la fotografia o la cucina (Federico stesso pubblica spesso le foto dei piatti che lui e sua moglie preparano). Mentre attendevo che il mio codice venisse scrutinato dal team delle GTK+, ho deciso di dare una mano a Vincent Noel, il maintainer delle gnome-utils, e mi sono ritrovato co-maintainer del pacchetto.

Ossblog: Spiegaci cosa fai di preciso per Gnome.

Oltre alla re-implementazione dell’intera architettura dei segnalibri e dei file recenti nelle GTK+, sono il co-maintainer del pacchetto gnome-utils. Il primo compito è di sviluppo e ricerca puri, mentre il secondo ha anche mansioni di gestione e di rilascio dei pacchetti.

Le gnome-utils sono una collezione di alcune applicazioni, ovvero: il formattatore di floppy, il dizionario, il visualizzatore di log, l’applicazione di ricerca dei file e quella che scatta gli screenshot del desktop. È un pacchetto di piccole dimensioni, ma ho scoperto che molti utenti GNOME lo usano e sono affezionati ad alcune utilità.

Sono il responsabile della riscrittura del Dizionario. È iniziato tutto aggiungendo una feature, e sono finito a riscrivere il codice per intero, dato che si trattava di un residuato dei tempi di GNOME 1.0, hack e codice segnato come deprecato da anni inclusi. Dopo averlo visto la prima volta, quel giorno rimpiansi di aver pranzato: era un miracolo che il compilatore C non si rifiutasse di compilarlo, che funzionasse poi era un mistero. Dopo due mesi di ri-disegno, scrittura e testing, e con l’aiuto di molti degli altri sviluppatori e degli utenti del dizionario (che ho scoperto essere decisamente tanti), siamo riusciti ad inserire questa nuova versione nel ciclo di sviluppo di GNOME 2.13, e quindi sarà a disposizione di tutti in GNOME 2.14.

Ossblog: Qualche anticipazione sull’imminente release 2.14?

Sarà sicuramente la miglior versione di GNOME fino ad oggi.

Grazie all’incredibile lavoro di sviluppatori come Federico Mena, Behdad Esfahbod, Matthias Clasen e Tim Janik, sono stati eliminati molti colli di bottiglia e incrementate le performance delle librerie a basso livello usate da tutte le applicazioni: GLib e Pango. Grazie a questo sforzo collettivo, però, tutti gli sviluppatori della piattaforma hanno iniziato a condierare le performance delle proprie applicazioni e librerie come un aspetto fondamentale; quindi, tutti quanti abbiamo lavorato duramente affinché GNOME si avviasse in meno tempo e tutte le applicazioni fossero più veloci, e occupassero meno memoria (non si potrà far girare bene GNOME con 64 MB di RAM, ma se ne avete 128 le cose sono sicuramente migliorate).

In GNOME 2.14 si vedranno finalmente i risultati dell’utilizzo di Cairo, la nuova libreria di disegno realizzata sotto l’egida di Freedesktop.org; il tema ufficiale di GNOME, Clearlooks, avrà animazioni e una resa grafica da fare invidia a OS X. Anche il tema delle icone sarà modificato, e lo stile sarà simile a quello indicato dal progetto Tango.

Usando Nautilus, sarà possibile cercare qualunque cosa sul proprio disco e creare delle “cartelle virtuali” con il risultato della ricerca; queste “search folder” saranno persistenti, ovverò sarà possibile salvarle e ri-aprirle in un secondo momento - trovandole aggiornate.

Gedit, l’editor di testi di GNOME (mantenuto, tra l’altro, da altri sviluppatori italiani: Paolo Maggi e Paolo Borelli), ha subito un deciso restyling e il supporto per plug-in è stato completamente riscritto: ora si potranno aggiungere plug-in scritti in Python (e prossimamente anche in Perl).

Queste sono solo alcune delle feature più importanti; la strategia di rilascio programmato ogni sei mesi che GNOME segue con successo da anni ha fatto si che la piattaforma non subisca cambiamenti radicali che possono far perdere tempo agli utenti; al contrario, vengono introdotti
cambiamenti graduali che ti portano, nel giro di un anno (due release) a chiederti come hai fatto a lavorare senza una particolare feature fino a oggi.

Ossblog: Cosa consiglieresti a chi vuol iniziare a collaborare ad un progetto del genere?

GNOME è un progetto molto vasto; la base del codice è enorme e nemmeno alcuni core developer hanno un’idea precisa di tutto quanto (non sarebbe umanamente possibile).

Per prima cosa, consiglio di non prendere di petto tutto quanto il progetto, ma di iniziare da qualcosa di piccolo: una libreria, un’applicazione, un’idea.

Sento e vedo molti che tentano di compilare GNOME dai sorgenti o dall’albero sperimentale senza avere un’idea precisa di quello che stanno facendo. Meglio, al contrario, cominciare da Bugzilla e verificare i bug di un’applicazione (il cosiddetto “triage”) oppure di creare una patch per un bug specifico.

L’altro consiglio è quello di contattare gli sviluppatori, via email o sulla mailing-list, e chiedere se ci sono compiti che un nuovo sviluppatore potrebbe portare a termine; meglio ancora, andare sulla pagina del Wiki di GNOME dedicata ai nuovi contributor sul canale IRC #gnome-love di irc.gnome.org e sulla mailing list gnome-love su mail.gnome.org, e cercare dei compiti da portare a termine.

Insisto sul “portare a termine” perché iniziare un lavoro è semplice, e mano a mano che si modifica un progetto si ha la tentazione di aggiungere feature o, addirittura, di riscrivere tutto quanto da zero; questo è un ottimo modo per non arrivare mai ad avere una patch pronta, a meno di non sapere esattamente dove ci si può fermare. Quindi, sia che contribuiate a GNOME, a KDE o a qualunque altro progetto delle dimensioni di questi, l’unico consiglio valido è: partite da qualcosa di semplice e che sapete di poter portare a termine in poco tempo; vi divertirete di più, avrete modo di imparare e di contribuire più volte.

Ossblog: Ciao e grazie.

Ciao, e grazie a voi.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di kOoLiNuS

    kOoLiNuS

    29 apr 2006 - 09:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    Interessante questa intervista.

    Me l’ero persa ma ora sono contento di averla recuperata, rilancio l’ idea letta in un commento delle interviste alle persone che stanno attualmente (o hanno precedentemente) lavorando ai progetti Free Software / Open Source ….

  • tkosasdvas

    16 lug 2006 - 10:24 - #2
    0 punti
    Up Down

    meogjqtec meeuhgqlpk zevsoibbike qpnmerhzig

  • ossblog

    14 mag 2007 - 18:08 - #3
    0 punti
    Up Down

    […] […]

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento