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Il creatore di Tetris: il software libero distrugge il mercato

Pubblicato: 02 mar 2008 da Andrea de Palo

TetrisIn un’intervista rilasciata la scorsa settimana ad una rivista spagnola ( qui la traduzione di Google ), il padre del celeberrimo Tetris, Alexey Pajitnov, ha sostenuto che “il Free Software non dovrebbe esistere”, poiché “distrugge il mercato” facendo diminuire le aziende che generano ricchezza e prosperità.

Cosa dire dunque di Red Hat o del modello scelto da Oracle per entrare nel mondo di Linux? Pajitnov le descrive come “una minoranza”, sfruttando l’occasione per criticare le idee di Stallman, una persona, a suo modo di vedere, “ancora legato ad un passato dove non c’era possibilità di affari con il software”.

Chissà perché posizioni così oltranziste mi ricordano quelle di Microsoft nel periodo “Linux = cancro”…forse perché Pajitnov ha lavorato in quel di Redmond dal 1991 al 2005? smart smile

via | Slashdot

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34 commenti

Commenti dei lettori

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  • mazingaz

    02 mar 2008 - 09:58 - #1
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    uh uh uh che si deve sentire… le + grandi case si stanno dedicando sempre + all’Open Source come mai nel passato, non vuol dire nulla? mah….

    Piccole chiacchere da bar… magari dice cosi’ perchè da MS gli hanno diminuito la paga con la scusa che cè poco lavoro…..

  • Profilo di OutOfBounds

    OutOfBounds

    02 mar 2008 - 10:39 - #2
    1 punto
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    Perché nel futuro c’è possibilità di fare affari con il software? I classici modelli di sviluppo software, quelli che hanno fruttato miliardi e miliardi a Bill & Steve negli anni 90 sono ormai finiti, morti e sepolti… Come si può vedere semplicemente osservando la realtà è che gli affari che Pajitnov intende, ormai si fanno con la gestione e la distribuzione dei dati e delle informazioni. Google, YouTube, Yahoo!… ne sono la dimostrazione. E il fatto che la stessa Microsoft stia cercando di entrare cosi prepotentemente nel mercato dei dati (vedi tentate OPA) ne è un’ulteriore dimostrazione. Il “libero mercato” del software è morto, o sta per farlo, in favore di un più produttivo e utile “mercato del software libero”.

  • Fantasma

    02 mar 2008 - 11:45 - #3
    0 punti
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    poraccio gli si è fuso il cervello…

  • Profilo di thegios

    thegios

    02 mar 2008 - 11:59 - #4
    -1 punto
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    mah, sará ma io invece concordo con lui…

  • Profilo di Dox

    Dox

    02 mar 2008 - 12:24 - #5
    1 punto
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    A parte che Opensource non centra nulla con free… ma comunque è evidente che Alexey Pajitnov abbia qualche lacuna in proposito , e si sa l’ignoranza è una brutta bestia.
    Nonostante tutto credo che non si possa fare di tutto il sw un facio , ci sono alcuni ambiti in cui il free software è secondo me basilare, parlo di sistema operativo o utility , mentre sono daccordo che alcuni sw specialistici debbano avere un costo sia per supporto che per dinamizarne il mercato (autocad-photoshop-&Co)

  • Davide_rm_85

    02 mar 2008 - 12:44 - #6
    -1 punto
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    Ihih Ma che gli si è incastato il cervello a mo di tetris a questo? ma che dice… seriamente parlando è evidente che ripete a pappagallo quello che dicono tutti gli anti linux…ma non riescono ad argomentare con numeri quello che dicono? un motivo di questo ci sarà pure no?

  • alexanderos

    02 mar 2008 - 16:55 - #7
    -1 punto
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    Non ha torto, almeno non completamente. Poniamo il caso che Microsoft venga letteralmente sotterrata da Linux: che fine fanno i 79000 dipendenti? Ok si formeranno altre grandi aziende, ma il mondo opensource è cosi’ maledettamente frammentato. Cosa faranno quei dipendenti? Rimangono col culo per terra?

  • baluba

    02 mar 2008 - 17:18 - #8
    1 punto
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    Come ha gia’ detto Dox, Open Source non e’ sinonimo di free, e poi chi di voi e’ disposto a lavorare gratis?
    Non vedo perche’ chi produce software non debba essere compensato, quale sarebbe il motivo per non farlo?
    Che Stallman sia un genio per molte cose e’ fuori discussione, cosi’ come il fatto che sia avulso dalla realta’ per altre.

  • Tee

    02 mar 2008 - 18:35 - #9
    -3 punti
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    Secondo me dovrebbe andare a prenderselo nel bocciuolo e stare zitto… Se mi sono potuto parare il didietro molte volte, da problemi derivanti da software proprietario, è stato proprio grazie al software libero! Cito l’ultimo caso, proprio oggi ho montato un computer con una ATI Radeon, faccio partire un programma di CAD 3d… la morte! uno sflickerio continuo, oggetti che sparivano. Dopo due ore di ricerca trovo dei driver non ufficiali, open, li installo e tutto ora funziona a perfezione. Direte “dovevi comprare una FireGL”, certo, peccato che la più piccola costa 4 volte quella che ho comprato io, ed era ESCLUSIVAMENTE un problema di driver…
    Quello che uccide le aziende non è il software libero, è l’incapacità di chi lavora in quelle aziende. Se la Microsoft dovesse un giorno chiudere non sarà colpa di Linux, sarà colpa solo di Microsoft stessa e dell’ottusa ostinazione della sua dirigenza. W il software libero, abbasso i monopòli.

  • Tee

    02 mar 2008 - 18:45 - #10
    -2 punti
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    Naturalmente chi è d’accordo con lui ha proprio la giusta intelligenza per farsi assumere dalla Microsoft, almeno a giudicare dalla qualità dei loro prodotti…

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    02 mar 2008 - 19:32 - #11
    1 punto
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    a me, sembrano un mucchio di baggianate, il mercato lo uccidono le aziende che tentano di imporre un monopolio (ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale).
    Il mercato si muove anche attorno al software libero, lo stanno capendo anche le aziende più grandi (AMD/ATI per citare uno degli ultimi esempi)…
    mi piacerebbe conoscere le ragioni di chi gli dà ragione..e anche di chi invece di argomentare la sua opinione contraria, lo insulta :S

  • Profilo di AndreaTek

    AndreaTek

    02 mar 2008 - 19:41 - #12
    2 punti
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    Ma perchè in questo paese c’è questa triste usanza di nascondersi dietro ai paroloni, solo perchè è di moda o fa fighi ?

    Opensource != free software (e viceversa)

    Un software opensource può essere sia free che a pagamento. Che centra la storia degli “anti-Linux” ? non mischiate l’opensource con il free software.

    Ovviamente per “noi” utenti avere tutto il software di questo mondo gratuitamente è la via migliore, ma come ha ricordato baluba e Dox, chi è disposto a lavorare gratuitamente ?

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    02 mar 2008 - 19:42 - #13
    1 punto
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    ah..se Microsoft sparisse avrebbe lo stesso problema di qualunque altra azienda che chiude, riguardo ai suoi stipendiati..il che non significa che il mercato è stato distrutto, al contrario vuol dire che Mr. Tetris aveva torto e che MS non è stata in grado di adeguarsi al cambiamento del mercato stesso, che evidentemente ha privilegiato altre “forme di sw” (tutto ciò nell’ipotesi che Microsoft chiuda perchè “sotterrata” da Linux..cosa che ahimè vedo improbabile).
    in più non credo qualcuno voglia vedere i dipendenti MS col culo a terra, il discorso è sul comportamento dell’azienda nel tanto amato mercato!

  • Profilo di AndreaTek

    AndreaTek

    02 mar 2008 - 19:43 - #14
    0 punti
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    @pikiweb

    Ma quello che tu hai scritto è l’esatto estremo del “only” free software, entrambi i casi non vanno bene. ^^

  • Profilo di AndreaTek

    AndreaTek

    02 mar 2008 - 19:45 - #15
    0 punti
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    edit: mi riferisco al messaggio #11

  • Massimo S.

    02 mar 2008 - 19:55 - #16
    2 punti
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    >Non ha torto, almeno non completamente. Poniamo il caso che Microsoft venga letteralmente sotterrata da Linux: che fine fanno i 79000 dipendenti?

    E i dipendenti della azienda che faceva dr-dos che fine hanno fatto?
    E quelli di WordStar e WordPerfect? Quelli di Netscape? Quelli che in IBM lavoravano su OS2? Che fine hanno fatto? Per favore non facciamo passare il Lupo per agnello!

  • finferflu

    02 mar 2008 - 21:03 - #17
    0 punti
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    Se abbiamo alternative *gratis* è perchè evidentemente qualcuno è disposto a lavorare *gratuitamente*.

    Il problema secondo me è che si confonde la “mercantabilità” (è una parola?) con la qualità. Il modello Open Source garantisce una migliore qualità (magari non sempre, ma come modello in linea di massima), mentre il closed source garantisce la vendita di prodotti, a prescindere dalla qualità. Il libero mercato comunque non mi pare molto funzionante, almeno in questo settore… basti guardare qual’è l’azienda dominante….

  • Ryan Wolfe

    02 mar 2008 - 21:10 - #18
    1 punto
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    ‘Sto tizio dimentica che sono le idee a pagare. Se io ho un’idea rivoluzionaria e la voglio mettere in condivisione con gli altri non creo certamente un danno economico, anzi! Getto le basi per altre persone che sulla mia idea libera possono sviluppare altre idee e venderle a pagamento. Penso ad esempio ad Android di Google e ai tablet di Nokia…

  • alexanderos

    02 mar 2008 - 22:34 - #19
    0 punti
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    Allora vediamola da questo altro punto di vista: non tutti vogliono condividere le proprie idee senza ricavarci uno spicciolo e, magari, far ricavare denaro a qualcun altro. Perchè tutti dovrebbero condividere tutto? Voi condividereste la vostra ragazza con uno stronzo qualsiasi? Era giusto per fare un esempio, ma rende molto bene.

  • Likso

    02 mar 2008 - 22:41 - #20
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    @AndreaTek: con free software intendi software gratuito, vero? No perché se ti sentisse Stallman ti ucciderebbe :D

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    02 mar 2008 - 23:07 - #21
    1 punto
    Up Down

    @ alexandros
    generalmente però la propria ragazza non si dà neanche dietro pagamento… :P
    poi nessuno obbliga nessuno a condividere nulla. io personalmente trovo condividere più appagante che vendere..

    @ AndreaTek
    non ho ben capito di che paroloni parli :P
    comunque cosa ci sarebbe di male in un ipotetico mondo “free”?? (intendo libero, non necessariamente gratis..e “only free” nel senso che il closed sarebbe ben poco concorrenziale in un mondo del genere)

  • Maarten

    02 mar 2008 - 23:11 - #22
    0 punti
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    Mi dispiace per gli errori nell’italiano, ma sono olandese, cmq, non ce lo facevo a non fare 2 commenti sulle c*volate sparate qui.
    Per primo sui dipendenti di Microsoft con il sedere per terra: Troveranno altro lavoro facilmente, probabilmente nell’ambiente open source. Perchè open source non vuole dire che è codice scritto da hacker. Ci sono grande compagnie che mettono soldi dentro soluzioni open source (che per loro è piu economico che pagare microsoft ed altre compagnie monopolistici). Per esempio? IBM, Canonical, HP, SUN etc. Ho cercato velocemente e gia Sun da solo nel 2006 aveva 38000 dipendenti!!
    Poi compagnie come questi fanno proprio vedere che costa meno lavorare insieme ad una soluzione open source che farlo fare da una compagnia che ha il monopolio.
    Quindi per fare programmi open source la gente puo essere pagato….
    Poi ovviamente uno potrebbe vendere prodotti open source senza problemi. Red Hat ovviamente è l’esempio piu conosciuto…..

  • baluba

    03 mar 2008 - 02:37 - #23
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    Niente da fare… continuate a parlare di Open Source, quando invece il tema e’ il software Free, ma e’ cosi’ difficile capire la differenza?
    Tra l’altro il software Free non deve mica necessariamente essere Open Source… non servono mica lauree particolari per capirlo.

  • Maarten

    03 mar 2008 - 07:28 - #24
    0 punti
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    Ho copiato ed incollato una solo frase dall’articolo (tradotto da google):
    “And I will tell you why: FOSS destroys market.”
    Quindi si parla di Open source…..leggi l’articolo grazie…

  • Conad il Rabarbaro

    03 mar 2008 - 10:41 - #25
    1 punto
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    Sarà, pero il software libero/open a quanto pare ha influito anche su Win. Server 2008
    http://www.osnews.com/story/19412

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    03 mar 2008 - 10:44 - #26
    1 punto
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    @baluba
    se per software free intendi quello gratuito hai ragione, non ha niente in comune conl’open source..altrimenti mi sa che devi rivedere la definizione di software libero (le 4 liberta’ di stallman..)

  • ekerazha

    03 mar 2008 - 10:49 - #27
    0 punti
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    “Free software” (!= “freeware”) e “Open source” sono due concetti molto molto simili e sia il “free software” (con licenza approvata dalla FSF) che il software “open source” (con licenza approvata OSI), possono essere sia gratuiti che a pagamento (anche se essendo in entrambi i casi prevista la libera ridistribuzione, il primo che lo acquistasse a pagamento poi potrebbe ridistribuirlo gratuitamente a tutti gli altri… e questo non è un fatto di poco conto). Non a caso tra tutte le licenze approvate FSF e approvate OSI, esiste 1 sola licenza che è “open source” e non “free software”, mentre tutte le altre sono entrambe le cose.

    Vedo troppa gente che fa confusione credendo che il “free software” ed il software “open source” siano cose radicalmente diverse quando come già detto sono concetti MOLTO simili… e contestualmente queste persone confondono spesso il “free software” (con licenza approvata dalla FSF) con il software “freeware”.

  • ekerazha

    03 mar 2008 - 11:03 - #28
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    Tra l’altro vedo che si cita “Red Hat” come modello per la vendita di software open source. Ebbene Red Hat vende più che altro cose come manuali cartacei e supporto tecnico, perchè essendo il software FOSS liberamente ridistribuibile (come già detto), la prima persona che lo acquistasse potrebbe poi darlo in giro liberamente: INFATTI così è successo con la creazione di “CentOS”, che è poco più di una Red Hat Enterprise compilata dai sorgenti Red Hat. Certamente se Red Hat vendesse puramente il “software”, ci avrebbe ricavato poche centinaia di dollari e tutti userebbero CentOS.

  • baluba

    03 mar 2008 - 12:37 - #29
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    Mi pare evidente che la critica di Pajitnov sia relativa all’aspetto Free del software.
    L’open source di per se’ non e’ in alcun modo un “fattore economico”.
    Quindi se Pajitnov sta criticando l’aspetto economico del software Free e’ evidente che il punto e’ quello: distribuire software gratuitamente (a prescindere dal modello di sviluppo open o no) e’ discutibile.

  • Maarten Kooiker

    03 mar 2008 - 14:11 - #30
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    Può essere che intendeva dire software libero, però il FOSS che ce scritto nell’articolo originale non me lo sono inventato…..

  • Profilo di jimme

    jimme

    03 mar 2008 - 15:34 - #31
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    # 28 ekeraza
    Il fatturato di RedHat è sui 90 milioni di dollari,la maggior parte dei quali derivati da sottoscrizioni a REHL. Non li fattura solo vendendo manuali. Le aziende serie che usano piattaforme enterprise basaste su Linux comprano REHL, CentOS è usata solo negli ambiti in cui non viene ritenuto necessario l’acquisto.

  • Profilo di pikiweb

    pikiweb

    03 mar 2008 - 19:31 - #32
    2 punti
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    @baluba
    Pajitnov si riferiva invece al software libero, dato che di questo gli e’ stato chiesto (”¿qué opinión tiene del Movimiento por el Software Libre?”, “el software libre destruye mercado” e “il software libero appartiene a uno stato mentale ribelle, un po’ adolescente e nichilista che non porta da nessuna parte” - traduco perche’ tutti possano capire). O c’e’ stata un’enorme incomprensione fra giornalista e intervistato, oppure Pajitnov parlava di sw libero.
    Che poi abbia puntato alla sua “gratuita’ ” e’ un altro discorso, anche perche’ il freeware e’ gratis e non si discute, sul sw libero qualche “dubbio” resta e questi 30 e passa commenti ne sono una piccola prova.

  • _DjN_

    03 mar 2008 - 21:22 - #33
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    Prima di tutto mi scuso se non ho letto tutti i commenti prima, ma sono veramente tanti e tanto lunghi :) quindi rispondo direttamente alla notizia.
    Secondo me è proprio il Free Software a riportare in equilibrio il mercato, mercato dove tutti la fanno da padroni e decidono “il loro prezzo”. Il free software fa capire agli utenti che se hanno prodotti validi a prezzo zero è anche perche i prodotti che si pagano non sono cosi buoni come il prezzo farebbe pensare. Il fatto che per esempio (secondo molte classifiche) il miglior firewall sia proprio gratuito (comodo firewall) o che per esempio esistano tanti antivirus gratis che sono migliori di quelli commerciali (antivir personal vs. norton), o ci sarebbero tanti altri esempi, a partire dalla contesa Windows-GNU/Linux-Mac, fanno capire che tutti i soldi che spendiamo dietro un software nn sempre sono soldi ben spesi, quindi questo riequilibrerebbe il mercato. Sto tizio del tetris è solo un’altro che vuole campare con i soldi altrui senza fare un’emerita mazza.

  • ekerazha

    04 mar 2008 - 12:40 - #34
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    @jimme
    Ovvero gli ambiti dove non sono richiesti manuali cartacei e/o supporto tecnico fornito da Red Hat. Se ci limitiamo al software, come già detto, è assolutamente equivalente… e se serve il “solo software” ben pochi comprerebbero RHEL quando CentOS è gratuito e permette di fare le stesse cose.

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