Vincenzo Ciaglia è lo sviluppatore principale di Netwosix, una distribuzione GNU/Linux che mira a diventare un punto di riferemento per chi lavora quotidianamente con reti di computer e per chi si interessa di sicurezza dei sistemi informatici.
L’annuncio del rilascio di una release candidate di Netwosix (2.0-rc1) ha trovato spazio su siti come Slashdot e Linux World Magazine, facendo sorgere in me un pò di curiosità circa le caratteristiche di questa italianissima distribuzione. Ho pensato, quindi, di intervistare il creatore di Netwosix per avere un’idea più completa su questo sistema GNU/Linux. Buona lettura!
Bene, cominciamo con una domanda introduttiva. Parlaci un pò di te…
Vincenzo Ciaglia: Ho 19 anni e studio informatica all’Università degli Studi di Salerno, curriculum “Reti Informatiche”. Sono un assiduo utilizzatore del pinguino da ormai più di 5 anni e lo utilizzo sia per ambienti desktop che per lavori di reti/sicurezza. Ho scritto per alcune riviste italiane del settore ed attualmente curo articoli sulla sicurezza per Linux-Magazine. Inoltre, proprio lì, curo anche la rubrica “Vulnerability News”. Mi piace programmare, in particolare in C e Perl. Li reputo due dei migliori linguaggi di programmazione al giorno d’oggi.
Com’è nata l’idea di creare una nuova distribuzione? Quali distribuzioni hanno usato/usano gli sviluppatori di Netwosix?
Vincenzo Ciaglia: L’idea di creare una nuova distribuzione è nata per venire incontro alle esigenze di un qualsiasi amministratore di rete che lavora nel campo GNU/Linux. Sono convinto del fatto che una distribuzione per usi prettamente specifici, in questo caso per lavori di rete e sicurezza, debba essere minimale e affiancata dai migliori pacchetti software esistenti. Per questo motivo per prima cosa viene installato un sistema base e poi l’utente ha la possibilità di usufruire della collezione di software presente nel CD e ovviamente installare quello di cui ha realmente bisogno. In questo modo si perde molto meno tempo nell’installazione. Infatti, in meno di 5 minuti, un sistema basato su Netwosix è perfettamente funzionante.
Ci capita di lavorare anche Debian e Slackware.
Netwosix deriva da qualche distribuzione già esistente o è built-from-scratch?
Vincenzo Ciaglia: Il ramo 1.x della distribuzione è completamente From Scratch. Il ramo 2.x, invece, si basa parzialmente sul Crux-Linux, una distribuzione leggera e versatile orientata al desktop.
In base a quali criteri vengono scelti i pacchetti da includere nella distribuzione?
Vincenzo Ciaglia: Non c’è un reale criterio. Di solito inseriamo tutti i pacchetti più usati dagli addetti ai lavori. Siamo comunque disponibili ad inserire qualsiasi pacchetto che gli utenti ci segnalano a patto che sia veramente utile per tutti gli altri utenti. Cerchiamo anche di accontentare i nostri utenti, laddove è possibile!
Le opzioni dei programmi inclusi sono quelle di default o vengono modificate per garantire standard di sicurezza maggiori?
Vincenzo Ciaglia: Per adesso sono quelle di default ma in futuro cercheremo di fare del nostro meglio per garantire la sicurezza in ogni pacchetto. In più, pensavo di creare un tool di amministrazione remota dell’intero sistema in stile Engarde Secure Linux. Penso sia l’unica cosa che manca per diventare la migliore distribuzione nel campo.
I pacchetti sono segnati con chiave GnuPG? Nepote implementa qualche sistema per garantire l’autenticità dei pacchetti?
Vincenzo Ciaglia: Tutti i pacchetti hanno la loro checksum crittografica MD5 ma per quanto riguarda la garanzia dell’autenticità ci stiamo lavorando. Nella prossima release spero di ultimare il tutto. Ecco perché una “release candidate”, c’è ancora qualcosa da migliorare e Nepote è il maggiore indiziato.
Il server grafico X verrà incluso nella distribuzione? Motivazioni?
Vincenzo Ciaglia: Nel CD ufficiale non credo ma in futuro penso proprio che il porting di X.org con Nepote, e relativi pacchetti per il funzionamento del server grafico, verrà creato. Diventerà, così, anche molto più semplice installarlo.
Come motivate la volontà di utilizzare kernel estremamente recenti? Il kernel incluso è vanilla o vengono applicate patch mirate ad incrementare la sicurezza del sistema?
Vincenzo Ciaglia: Quando rilasciai la versione 1.0 di Netwosix con il kernel 2.6.x mi presero per pazzo. Fu la prima vera distribuzione ad adottare questo kernel e subito dopo, qualche mese dopo, anche distribuzioni maggiori lo utilizzarono. Dunque, così pazzo non sono. Il kernel 2.6.14.5 mi soddisfa anche in ambienti di rete e non vedo perché non utilizzarlo. In futuro, però, stavo pensando alla doppia opzione: un kernel 2.6.x e uno 2.4.x. Vedremo!
Attualmente utilizziamo un kernel vanilla ma, come per il resto della distribuzione, abbiamo intenzione, in futuro, di implementare patch per incrementare la sicurezza del sistema.
Due persone non sono poche per gestire lo sviluppo di una distribuzione che mira ad essere utilizzata in ambienti ad alto grado di sicurezza?
Vincenzo Ciaglia: Per adesso bastano. In futuro speriamo di avere altri collaboratori. Proprio stamattina un ragazzo si è offerto volontario per il restyling del nostro sitoweb. Anzi, colgo l’occasione per invitare i vostri utenti a provare Netwosix ed aiutarci nel progetto.
Quali servizi vengono attivati per default al termine dell’installazione?
Vincenzo Ciaglia: Nessun servizio per permettere all’utente una grande personalizzazione del sistema. Su questo lato sono un po’ paranoico, e si vede!
Netwosix è già utilizzabile in sistemi di produzione?
Vincenzo Ciaglia: Si, penso di si. Col passare del tempo spero comunque di far maturare il progetto sempre più e rispondere alle esigenze di qualsiasi sistema di produzione.
5 motivi per cui un utente dovrebbe cominciare ad utilizzare Netwosix
Vincenzo Ciaglia: Sicurezza by default, semplicità, stabilità, personalizzazione e leggerezza del sistema.
OpenBSD non è un sistema già blindato a sufficienza? Cosa offre in più Netwosix rispetto questo BSD?
Vincenzo Ciaglia: Apprezzo da sempre OpenBSD per la sua efficienza dal lato della sicurezza ma per rispondere a questa domanda potrei anche tirarti in ballo l’etica che lega un utente solo a kernel Linux. Ecco, Netwosix è una valida alternativa a OpenBSD proprio per questo… e poi è più semplice da installare
. Con il rilascio delle altre release cercheremo sempre più di avvicinarci al modello OpenBSD ma usando il nostro caro, vecchio kernel Linux.
5 idee per il futuro sviluppo di Netwosix
Vincenzo Ciaglia: Un tool per lo sviluppo remoto del sistema, ampliare il portage tree con altri 300/400 pacchetti, creare una grande comunità virtuale di utilizzatori di Netwosix e migliorare il sitoweb, migliorare la sicurezza su ogni pacchetto e in ogni opzione e continuare a lavorare duro.
Grazie per la disponibilità. Buon lavoro!
Vincenzo Ciaglia: Grazie! Anche a voi!
Carcass
07 gen 2006 - 14:33 - #1Ammiro queste persone, dall’esterno sembrano geni, in fondo sono semplici ragazzi con la voglia spasmodica di fare bene e che danno un contributo tangibile al movimento TUTTO.
Inoltre leggo mensilmente la rivista per cui scrive (la sua rubrica sulla vulnerabilità è davvero ben fatta) che ritengo forse la migliore sulla piazza, fin adesso ha un ottimo equilibrio: sia per neofiti che per gente più smaliziata a diversi livelli.
Ottima intervista :)
Stefano
01 feb 2006 - 02:27 - #2Voglio solo rimandarvi a questo indirizzo dove si trovano considerazioni sul “Ciaglia”.
Non so quante considerazioni siano giuste e quante sbagliate ma è giusto inserire i pro e contro….
http://www.wup.it/article.php?sid=7994
Marco
04 feb 2006 - 18:37 - #3Si narra di un epico scontro con alcuni componenti dello staff di Oltrelinux e Linux&C, è ora normale che abbia molta gente che parli male di lui.
florid83
05 mar 2006 - 11:57 - #4E’ un grande.